pexolo di pexolo
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Processo esperienziale


Dewey ha una tesi di tipo naturalistico, circa la continuità qualitativa tra sfera biologica e funzioni logiche; anche l'indagine intellettiva nasce-dallo squilibrio, e la sua soluzione produce equilibrio, allo stesso modo che la reintegrazione energetica equilibra i processi biologici. Gli ambienti biologico e fisico costituiscono la situazione in cui gli oggetti si presentano all'esperienza: non c'è esperienza al di fuori di tale « situazione ». Poiché le facoltà del pensiero si strutturano dall'esperienza, tendono a ricadere nella matrice da cui si sono originate, tutte le volte che è comodo (per esempio, quando si può economizzare energia, trasferendo apprendimenti acquisiti, in abitudini e comportamenti ripetitivi). Le facoltà logiche conservano la caratteristica problematicità della loro matrice esperienziale, cosicché mai conseguono verità definitive: l'equilibrio ottenuto con la soluzione di un problema genera nuovi quesiti, nuova ricerca. Questa caratteristica, lungi dall'essere un difetto, è producente sotto il profilo conoscitivo, e sotto il profilo etico incentiva lo spirito di ricerca, l'autonomia e responsabilità dell'uomo. Leggiamo in Esperienza e natura: «Quando abbiamo gettato sulla mobile e non equilibrata bilancia delle cose, la nostra debole forza, sappiamo che... il pensiero e lo sforzo sono le condizioni del venire all'essere del meglio e, per quanto ci concerne, sono le sole condizioni, giacché sono le sole in nostro potere. Chiedere di più di questo è puerile, chiedere meno è viltà ».
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