pexolo di pexolo
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Ampliamento del concetto di esperienza


Il concetto d'esperienza è il perno dell'Empirismo che se ne avvale in ambito prevalentemente gnoseologico, intendendo che le sensazioni e le percezioni siano il corrispettivo psichico di dati semplici, esterni alla mente umana (versione recente di tale concezione è quella di Russell. Poiché Dewey non considera l'attività intellettiva diversa (nella sua eziologia) da altre attività umane, amplia il significato di « esperienza » a trecentosessanta gradi: dall'estremo biologico all'estremo logico e alla volontà umana. Data una così ampia accezione di « esperienza », essa non può essere intesa come « passiva », anzi è la manifestazione, eminentemente transattiva, dell'energia con cui l'uomo si situa, in concreto, nell'ambiente. L'esperienza è il più possibile ricca di connotazione: ha la stessa estensione della storia, « nei suoi molteplici aspetti include le leggi fisiche, i correlati biologici dell'essere vivente, il tempo ». Ne consegue che anche il processo logico dell'induzione è visto da Dewey in modo più complesso che dagli empiristi; la differenza sta sia nel negare che si possano isolare dati esperienziali particolari, rispetto al processo transattivo natura-coscienza, sia nel negare al processo induttivo conclusività, rispetto alla polivalenza e incertezza dell'esperienza stessa.
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