pexolo di pexolo
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L'arte come «intuizione lirica» è sintesi a priori di sentimento e immagine; il sentimento dà all'arte il contenuto universale simbolico, di modo che l'intuizione abbia il senso reale che la distingue dal vano «fantasticare». Il sentimento, nella sintesi artistica, non è la passione immediata, bensì la «pura forma» trasfigurata della passione. Ciò conferisce all'arte, tra l'altro, un effetto catartico, sia nell'artista che nel fruitore. Leggiamo in Estetica in nuce: «Richiamiamo alla memoria i versi del poema virgiliano (Ill, 294, segg.) nei quali Enea racconta che egli, udito che nel Paese dov'era approdato regnava il troiano Eleno, con Andromaca, divenutagli consorte, si accendesse d'immenso desiderio di rivedere quel superstite. Andromaca che egli incontra fuori dalle mura a celebrare un rito funebre innanzi a due are per Ettore e per Astianatte, ... e il non men turbato rispondere ed interrogare di Enea, e il dolore e il pudore di lei... in quella piccoletta Troia, in quella Pergamo che imita la grande, ... sono queste immagini di persone, di cose, di atteggiamenti, di gesti che non stanno come storia ,e critica storica... Il sentimento s'è tutto convertito in immagini, in quel complesso di immagini che è sentimento contemplato e, perciò, risoluto e superato. ché la poesia non può dirsi né sentimento né immagine, né somma dei due, ma «contemplazione del sentimento», o «intuizione lirica», o «intuizione pura» da ogni riferimento storico, e coglie il puro palpito della vita nella sua idealità».

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