pexolo di pexolo
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Heidegger ha aggravato l’errore di prospettiva filosofica presente in Husserl, quello di astrarre del tutto dalle realtà empiriche e storiche (queste ultime confine tra le scienze non filosofiche). In tal modo, avendo limitato il pensiero alla considerazione dell'essere, tali filosofie si riducono a sterili ontologie, nate «nella terra di nessuno» (non prendono posizione nei conflitti sociali). L'unica cosa apprezzabile in Heidegger, dice ironicamente Adorno, la coerenza di tale atteggiamento meschino, nel senso che, col passare degli anni, Heidegger voile dire, sul tema dell'essere, sempre meno, fino ad ammutolire (per timore di entrare in contraddizione) affidandosi semplicemente al linguaggio allusivo e metaforico. Scrive Adorno: «La filosofia di Heidegger assomiglia a un sistema di credito altamente sviluppato: un concetto prende in prestito da un altro... Come nella ormai frusta battuta, debitore si trova in vantaggio rispetto al creditore perché questo dipende . dalla volontà di pagare dell'altro, cosi per Heidegger piovono benedizioni da tutto ciò verso cui è debitore: dato che l'essere non è ne concetto né fatto, è esente da critiche; in qualunque punto vengano esercitate possono essere respinte come un malinteso... È una delle invarianti della sua filosofia il fatto di trasformare ogni mancanza di contenuto, ogni assenza di conoscenza in un indice di profondità».

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