Estratto del documento

Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca

Prova di ammissione ai corsi di laurea e di laurea magistrale a ciclo unico

Direttamente finalizzati alla formazione di architetto

Anno Accademico 2012/2013

Test di logica e cultura generale

1. L’Assemblea generale dell’Onu:

  • A) È un organo rappresentativo degli stati membri
  • B) È la riunione dei primi ministri degli stati membri
  • C) È eletta democraticamente
  • D) Ha sostituito dal 1996 il Consiglio di Sicurezza
  • E) Si riunisce mensilmente in seduta ordinaria

2. Cosa indica il termine “palinsesto”?

  • A) Un antico testo manoscritto su una pergamena, dalla quale è stato cancellato per raschiatura uno scritto precedente
  • B) In uno spettacolo teatrale, un breve intermezzo musicale con palesi o dissimulate finalità pubblicitarie
  • C) Un insieme simultaneo di più combinazioni di suoni, eseguite da voci o strumenti, che svolgono ciascuno un proprio disegno melodico distinto
  • D) Un blocco per appunti quadrettato, dotato di portamatite
  • E) Un arco di particolare ampiezza, tipico dell’architettura tardo-antica

3. Chi sostiene la teoria evolutiva nel suo famoso libro “L’origine della specie”?

  • A) Charles Robert Darwin
  • B) Isaac Newton
  • C) Dmitrij Ivanovič Mendeleev
  • D) Johann Gregor Mendel
  • E) Epicuro

4. La ghisa è:

  • A) Una lega di ferro e carbonio
  • B) Una lega di ferro e stagno
  • C) Una lega di ferro contenente piombo
  • D) Il ferro dolce temprato
  • E) Una lega di ferro contenente rame

5. Quale film, in una sequenza famosa, utilizza il brano “La Cavalcata delle Valchirie” di Richard Wagner?

  • A) Apocalypse Now
  • B) Full Metal Jacket
  • C) Il Cacciatore
  • D) Good Morning, Vietnam
  • E) Platoon

Vengono ora presentati tre brani, tratti da testi significativi, ai quali non è stata apportata alcuna modifica, se non l’eliminazione di riferimenti non essenziali. Ciascuno dei brani presentati è seguito da cinque quesiti riguardanti il suo contenuto.

Per ogni quesito sono previste cinque risposte differenti, contrassegnate con le lettere A, B, C, D, E.

Per ogni quesito scegliete fra le cinque risposte o affermazioni quella che ritenete corretta in base soltanto a ciò che risulta esplicito o implicito nel brano, cioè solo in base a quanto si ricava dal brano e non in base a quanto eventualmente sapete già sull’argomento.

1

Brano 1

Architettura e cultura nella Francia del Rinascimento

Non è facile descrivere, valutare, interpretare il Rinascimento francese. Non crediamo più che in esso si debba vedere l’avvento puro e semplice, in tutti i campi, della «modernità». Su tutti i punti in cui pensavamo di riconoscere le promesse dell’avvenire, l’autonomia politica, lo spirito di osservazione, il recupero dell’arte antica, lo sviluppo della ricerca scientifica – il bilancio finale è molto più contraddittorio di quanto non si credesse. Di qui, la ragionevole conclusione che l’effettiva novità stesse nella scoperta dei conflitti e delle diversità, nel senso di contrasti che spaventano o fanno sorridere, nelle lacerazioni interiori, di cui la crisi religiosa fu una delle manifestazioni più crudeli. Tuttavia, questa visione non tiene a sua volta sufficientemente conto dello straordinario slancio di vitalità che investì, durante tutto il Cinquecento, l’intera società, con indimenticabili riverberi nella letteratura e nell’arte. Di qui, il profondo imbarazzo degli storici, coscienti dell’impossibilità di ricondurre questo immenso sviluppo ad una definizione efficace. Troppi sono gli aspetti del problema: la civiltà, di cui la Francia – come sempre – pretende di farsi portatrice, è allo stesso tempo troppo ambiziosa (le «buone maniere», la «cortesia») e troppo solidale al passato medievale che persiste. Gli intrecci del «pensiero simbolico» caratteristico dell’epoca sono stati fin troppo trascurati. Ovviamente non è possibile isolare gli episodi francesi dal contesto europeo. Ma nello studio dei fenomeni artistici – il quadro, sia detto senz’ambagi, deve essere interamente rivisto e completato – si è spesso abusato dei riferimenti a fonti e influenze.

Da oltre un secolo, sono due le linee interpretative che si alternano: il dinamismo degli esempi italiani scoperti grazie alle conquiste e, dall’altra parte, l’azione dei modelli fiamminghi e renani diffusi attraverso il folgorante successo della grafica. Questi rapporti, che rimangono comunque fondamentali, sono stati studiati e con profitto, ma sempre ipotizzando una sorta di sottomissione più o meno passiva ai modelli stranieri; la conseguenza è stata quella d’avere trascurato un fattore essenziale, o che comunque sembra esserlo sempre di più.

I Francesi erano abituati ad essere gli artefici di tutte le mode dell’Occidente. Nel Quattrocento, le difficoltà della guerra all’estero e di quella civile avevano duramente intaccato questo primato, senza però abolire nella coscienza dei potenti e delle élite l’idea di una superiorità nazionale, che si sarebbe manifestata nuovamente. Gli scambi con gli ambienti italiani e con le botteghe settentrionali erano sempre stati complicati da questa reazione istintiva. Si ha spesso l’impressione, ad esempio, che il ricorso da parte di scultori e maestri vetrai a modelli incisi da Dürer o da Marcantonio avvalorasse la convinzione che quelle «impronte» non fossero che un contributo straniero al progresso dell’arte francese. Del resto, gli smaltatori e i costruttori di cassoni creavano effettivamente elaborazioni inedite partendo dalle composizioni originali.

L’arte francese ha sempre operato un’«assimilazione selettiva» (la formula è quella di Erwin Panofsky), atteggiamento che presuppone una solida autonomia e giustifica la disinvoltura o, se si preferisce, l’ingratitudine con cui allora trattava le sue fonti. Non ci si lascia mai suggerire del tutto la strada da seguire.

Intorno a queste manifestazioni, che oggi ci stupiscono, si sono sviluppate alcune idee sui caratteri salienti del Rinascimento francese.

Innanzitutto, la concezione – molto più complessa e caotica di quanto non si creda solitamente – di un insegnamento di tipo nuovo, con la prospettiva di un’ambiziosa «rivoluzione culturale» che era in sintonia, all’inizio, col pensiero di Erasmo.

Le decisioni che resero famoso Francesco I presupponevano un’analisi della società. Se diamo ascolto alle critiche degli italiani, l’aristocrazia tradizionale era infatti tanto brillante quanto ignorante se messa a confronto con la nuova classe dei funzionari che includeva anche la nobiltà di toga. È interessante controllare se e in che modo il pungente rimprovero alla nobiltà ha avuto conseguenze sul gusto, sull’architettura, sulle collezioni. Anche se questo argomento affiora appena negli studi che seguono, esso ci ha permesso di individuare un tema di primo piano, generalmente trascurato dagli storici della civiltà e della letteratura: l’ideale «cavalleresco», che sarebbe ingenuo credere fosse svanito con l’avvento dei tempi nuovi.

6. Gli storici interpretano solitamente il Rinascimento francese come: (vedi brano 1)

  • A) Comunque dipendente dai modelli stranieri
  • B) Unicamente influenzato dalle mode italiane
  • C) Unicamente debitore dei modelli fiamminghi e renani
  • D) Un prodotto locale generato dall’idea di una superiorità nazionale
  • E) Isolabile dal contesto europeo

7. L’idea di un primato francese nelle arti: (vedi brano 1)

  • A) Non era scalfita dal ricorso a maestri e artigiani stranieri
  • B) Era giustificata dal primato dei maestri francesi in Europa
  • C) Era dipendente dai successi militari
  • D) Era la conseguenza di un’aristocrazia dedita alla guerra
  • E) Non era coerente con l’ideale «cavalleresco»

8. Il Rinascimento francese: (vedi brano 1)

  • A) Presupponeva la prospettiva di una «rivoluzione culturale»
  • B) Non presenta nulla di contraddittorio
  • C) Appare troppo solidale al passato medievale
  • D) È stato un prodotto della lacerante crisi religiosa
  • E) Fu un fenomeno limitato al Quattrocento

2

Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca

9. Alcuni ideali medievali come le «buone maniere» e la «cortesia»: (vedi brano 1)

  • A) Sopravvissero con l’avvento della «modernità»
  • B) Furono duramente intaccati dalle difficoltà della guerra
  • C) Si manifestarono soprattutto per la diffusione di modelli di grafica
  • D) Erano in sintonia col pensiero di Erasmo da Rotterdam
  • E) Furono interamente rivisti e completati grazie all’«assimilazione selettiva»

10. Quale tra questi aspetti incise meno sulla cultura rinascimentale francese? (vedi brano 1)

  • A) La fine dell’ancien Régime
  • B) Il legame solidale con il passato medievale
  • C) Il recupero dell’antico
  • D) Il dinamismo degli esempi italiani
  • E) L’azione dei modelli fiamminghi e renani

Brano 2

I generi letterari

L'idea di genere implica immediatamente diversi interrogativi: per fortuna taluni svaniscono non appena siano stati formulati in maniera esplicita.

Ecco il primo: abbiamo il diritto di discutere un genere senza aver studiato (o almeno letto) tutte le opere che lo costituiscono? Ma una delle prime caratteristiche dell'indagine scientifica è che essa non esige, per descrivere un fenomeno, l'osservazione di tutte le sue istanze, e procede molto più per deduzione. In pratica, si rileva un numero molto limitato di circostanze, se ne trae un'ipotesi generale e la si verifica su altre ipotesi, correggendola (o rigettandola). Qualunque sia il numero dei fenomeni studiati (nel nostro caso, delle opere), non saremo pertanto maggiormente autorizzati a dedurne leggi universali: non è la quantità delle osservazioni ad essere pertinente, ma soltanto la coerenza logica della teoria. Il piano di generalità sul quale viene a trovarsi questo o quel genere pone un secondo interrogativo. Vi è soltanto qualche genere (ad esempio poetico, epico, drammatico), o ve ne sono molti di più? I generi sono in numero finito o infinito? Un terzo problema è tipico dell'estetica. Ci dicono: parlare di generi (tragedia, commedia ecc.) è vano, poiché l'opera è essenzialmente unica, singolare. L'opera vale per quanto ha di inimitabile, di diverso da tutte le altre, e non per le somiglianze che ha con esse. Una posizione simile non è sbagliata nel vero senso del termine: è semplicemente fuori luogo. Un'opera può benissimo piacere per una ragione o per un'altra: non è questo che la definisce come oggetto di studio.

Lo scopo che si prefigge un'attività di conoscenza non deve presiedere alla forma che in seguito essa assume.

Anteprima
Vedrai una selezione di 7 pagine su 27
Quesiti e risposte - 2012/2013 Architettura Pag. 1 Quesiti e risposte - 2012/2013 Architettura Pag. 2
Anteprima di 7 pagg. su 27.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Quesiti e risposte - 2012/2013 Architettura Pag. 6
Anteprima di 7 pagg. su 27.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Quesiti e risposte - 2012/2013 Architettura Pag. 11
Anteprima di 7 pagg. su 27.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Quesiti e risposte - 2012/2013 Architettura Pag. 16
Anteprima di 7 pagg. su 27.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Quesiti e risposte - 2012/2013 Architettura Pag. 21
Anteprima di 7 pagg. su 27.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Quesiti e risposte - 2012/2013 Architettura Pag. 26
1 su 27
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi