M.I.U.R. – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Prova di ammissione al corso di laurea in odontoiatria e protesi dentaria
Anno Accademico 2004/2005
Test di logica e cultura generale
1. “Per me il palcoscenico non è un campo di battaglia dove si scontrano teorie, visioni del mondo o dichiarazioni di principio, ma uno strumento con cui giocare per saggiarne la potenzialità. Naturalmente anche nelle mie commedie compaiono personaggi che incarnano una fede o una filosofia di vita - mi annoierei a portar sulla scena solo degli idioti - ma non ho scritto i miei testi in funzione del loro messaggio. Se un messaggio esiste, è solo perché le mie opere trattano di esseri umani, e il pensiero, la fede, la riflessione non sono del tutto estranei alla natura umana.”
Friederich Dürrenmatt, Le scintille del pensiero, Ed. Casagrande, 2003
Per Friederich Dürrenmatt, drammaturgo e scrittore svizzero, comporre opere teatrali comporta (una delle proposizioni seguenti non è dedotta correttamente dal testo citato):
- A) Escludere sempre dalla scena i personaggi senza una esemplare concezione della vita
- B) Dar vita a personaggi che incarnino aspetti della nostra umanità
- C) Saggiare giocando le possibilità che offre il palcoscenico
- D) Non proporsi come banditori di messaggi filosofici o morali
- E) Non escludere la possibilità che nell’opera sia insito un messaggio
2. Dal pensiero citato si può dedurre che (una deduzione è arbitraria):
- A) La fede e il pensiero sono sempre necessariamente connessi a tutti gli esseri viventi
- B) I personaggi idioti annoiano Dürrenmatt
- C) Nelle opere di Dürrenmatt sono presenti esseri umani di vario tipo
- D) Dove agiscono esseri umani è naturale si esprimano anche pensieri e riflessioni
- E) Comunicare un messaggio non è il fine dell’arte drammatica di Dürrenmatt
3. Quale dei seguenti italiani, famosi in diversi campi, non è più vivo oggi, aprile 2004?
- A) Luchino Visconti
- B) Margherita Hack
- C) Renzo Piano
- D) Giorgio Albertazzi
- E) Emanuele Severino 1
4. I saggi sulle opere centrali di singoli scienziati sono sempre stati i miei favoriti. Essi sono, letteralmente, vox populi in quanto danno voce a singoli scienziati. Ma il titolo ricorda anche un’acuta frase di Darwin, là dove egli sostiene che il vecchio motto vox populi, vox dei (la voce del popolo è la voce di Dio) non può applicarsi alla scienza. Questa non è una difesa dell’elitismo, ma un riconoscimento del fatto che spesso modi di pensiero tradizionali ostacolano la comprensione. Tutti i miei saggi su singoli individui tentano di salvare sforzi interessanti e onorevoli dagli opposti pericoli ai quali è esposta l’eredità storica: il disprezzo per i nemici e l’agiografia degli eroi, due pericoli forse opposti nel loro contenuto, ma stranamente simili nell’impedire una comprensione ispirata alla simpatia.
Stephen Jay Gould, Otto piccoli porcellini, Il Saggiatore, 2003
Tra le considerazioni suggerite dalla riflessione di Stephen Jay Gould una non trova giustificazione nel testo citato:
- A) Il vero scienziato non tiene mai in alcun conto le teorie consolidate dalla tradizione, sempre fonte di errori e fraintendimenti
- B) Uno scienziato può dedicare con soddisfazione il proprio tempo anche a dar voce agli scienziati del passato attraverso le loro opere
- C) È interessante rievocare con rispetto gli sforzi di chi si è dedicato alla scienza, anche se con risultati che non condividiamo
- D) La divinizzazione di coloro che giudichiamo grandi nella storia della scienza non è il modo migliore di onorarne l’eredità
- E) Nella scienza il fatto che un’idea sia condivisa dai più non è solo irrilevante, ma è spesso controproducente
5. Ogni uomo, credo, specialmente chi ha avuto una vita molto attiva, sente il bisogno di continuare l’attività nel solo modo consentito a chi si avvicina paurosamente agli ottanta anni, e cioè scrivendo un libro di ricordi, o meglio una testimonianza esistenziale. Il libro, una volta dato alle stampe, verrà distribuito agli amici, il 10% dei quali lo leggerà, o meglio ne inizierà la lettura, per porvi termine prima di raggiungere la pagina 30. [ ... ]
Gli arabi (almeno quelli di mille e più anni fa) sostenevano che un uomo, per essere considerato tale, deve aver generato un figlio, piantato un albero, scritto un libro. Per entrare nella categoria mi manca il libro.
Giorgio Cavallo, C’era una volta l’Istituto, ed. Bastogi, 2001
Queste parole di uno scienziato, Giorgio Cavallo, sollecitano alcune riflessioni. Tra quelle riportate, individuate la sola che non è in piena sintonia con il testo citato:
- A) Chi scrive le proprie memorie sa che gli amici che hanno condiviso parte della vita con lui le leggeranno con interesse
- B) Un albero, un figlio, un libro, sono i segni che un uomo lascia del proprio passaggio sulla terra
- C) Il ricordare e raccontare è un modo di continuare l’attività in cui si è spesa l’esistenza
- D) Un uomo che è stato tutta la vita operoso resta tale anche nell’età avanzata, se pur in modo diverso da prima
- E) La biografia di chi è intensamente vissuto non è solo memoria privata, ma anche testimonianza esistenziale
6. Tra i seguenti scrittori italiani quale non ha scritto un libro di memorie o un diario della propria vita?
- A) Giovanni Verga
- B) Vittorio Alfieri
- C) Giacomo Casanova
- D) Cesare Pavese
- E) Carlo Goldoni 2
M.I.U.R. – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
7. “Eccoti ______: un veleno anche più pestifero del tuo per le anime umane; e ne uccide in questo odioso mondo più che questi intrugli che t’è vietato vendere. Io a te ho venduto un veleno, non tu a me...”
Shakespeare, Romeo e Giulietta, atto V, scena I
Con queste parole Romeo si rivolge allo speziale che gli ha venduto un veleno. Scegliete l’espressione che, secondo logica, completa correttamente la frase:
- A) L’oro
- B) Il mio pugnale
- C) La mia riconoscenza
- D) Il mio nome e il mio casato
- E) Il cuore
8. “Lo scoprire allo specchio la vanità della propria maschera significa non poter più vivere; la tragedia dell’uomo è tuttavia proprio questa: che per illudersi di vivere l’uomo non ha altra risorsa se non l’affidarsi a codesta maschera, a codesta larva come gli altri (o lui stesso) l’hanno foggiata”.
Silvio D’Amico
A proposito del teatro di Pirandello, D’Amico osserva che (una delle osservazioni non è autorizzata dal testo citato):
- A) Se dobbiamo nasconderci sotto una maschera convenzionale, soffocando la nostra autentica umanità, è perché così vuole la società borghese
- B) Scoprire l’inconsistenza della propria maschera non permette comunque di liberarsene
- C) La scoperta dell’inconsistenza della propria parvenza e la coscienza di non poterne fare a meno è la tragedia dell’uomo pirandelliano
- D) Per vivere l’uomo ha bisogno di riconoscersi in una maschera, anche se ne comprende la vanità
- E) Vivere, o per lo meno illudersi di vivere, comporta l’accettazione della maschera che talora noi stessi ci siamo imposta
9. “Ipse dixit”: spesso ancor oggi si tenta di mettere a tacere l’avversario non con ragioni e argomenti, ma con il nudo nome di un Maestro, o, più subdolamente, con parole che l’ottusa pigrizia dei discepoli gli hanno per consuetudine attribuite. Possiamo sorridere di Simplicio ma spesso dobbiamo ancora riconoscerci nei suoi errori.
Simplicio è un personaggio, protagonista di un celebre dialogo, inventato da:
- A) Galileo Galilei
- B) Voltaire
- C) Italo Calvino
- D) Daniel Defoe
- E) Albert Einstein dixit
10. Quale delle motivazioni che inducono a fare appello all’ipse è insostenibile:
- A) Ammirazione per un maestro arrogante e prevaricatore
- B) Pigrizia mentale
- C) Incapacità di argomentare in modo indipendente
- D) Mancanza di spirito critico autonomo
- E) Accettazione del principio di autorità 3
11. Nonostante le élites del Paese non lo considerino un argomento nobile di conversazione, c’è un piccolo Iraq che si combatte ogni giorno nelle nostre città ed è attraversato da scippi, borseggi e rapine ai negozi che si lasciano dietro una scia urticante di morti: un rapinatore montenegrino l’altro giorno a Milano, un povero tabaccaio ieri mattina a Roma
Massimo Gramellini, Meno rapine per tutti, La Stampa, 17/4/2004
Per limitare il numero delle rapine e delle vittime vengono suggeriti vari accorgimenti; tra quelli qui riportati, uno non ha diretta relazione con gli eventi a cui si riferisce Gramellini. Individuatelo:
- A) Blocco effettivo dell’immigrazione dai Paesi extraeuropei
- B) Potenziamento degli organici delle forze dell’ordine
- C) Poliziotto di quartiere
- D) Telecamere piazzate nelle zone e nei quartieri più a rischio
- E) Educazione dei cittadini all’autocontrollo in caso di aggressione
12. Le collaborazioni del CERN (nato nel 1954) coprono oggi tutto il mondo e tutti i campi della fisica. Va però ricordato ancora almeno un altro risultato ottenuto al CERN che ha cambiato la vita di tutti noi e cioè il World Wide Web (Tim Berners-Lee e Robert Caillau, 1990), che sotto l’acronimo www ovvero il web ha unificato e connesso in tempo reale tutto il mondo. Da osservare che gli autori del web non hanno voluto brevettare la loro creatura perché realizzata nell’ambito di ricerche finanziate con fondi pubblici.
C’è infine un risvolto nella grande epopea della fisica del Novecento che varrebbe la pena di studiare meglio e a cui il CERN ha contribuito in maniera determinante. Parlo del ruolo discreto ma fondamentale nel mantenere vivi i rapporti internazionali.
Enrico Predazzi, A Ginevra la frontiera della ricerca sul mondo atomico, tutto Scienze-La Stampa, 28/4/2004
Una delle considerazioni qui riportate non trova conferma nell’articolo citato. Individuatela:
- A) Anche se i fisici del CERN si impegnano attivamente in campo bellico, la loro opera favorisce l’avvicinamento tra i popoli