Estratto del documento

I.T.E “G. Russo” – Paternò

Esame di Stato

Percorso interdisciplinare

Di Damiano Magrì

Classe 5ª A AFM

“The wolf of Wall Street”

The

Anno scolastico 2014/2015

wolf of

Wall

Street

Premessa

Il mio nome è Damiano Magri e oggi mi accingo in codesto opuscolo a presentarvi un semplice quadro di quello che ho deciso di esporvi come candidato all’esame di Stato. Non è stato molto facile collegare tutte le idee che nella mia testa si intersecavano fra di esse, ma alla fine credo di aver dato vita ad un’ottima presentazione. “The wolf of Wall Street” è un titolo tratto dal celebre film di Leonardo Di Caprio di qualche anno fa. La scelta di questo percorso e di questo titolo vuole esporvi la situazione degli anni ’30 negli Stati Uniti d’America, e quindi la situazione venutasi a creare nella famosissima “Wall Street”, confrontata alla crisi attuale che dal 2007 sta colpendo l’Europa e soprattutto l’Italia.

La Bourse

La bourse est un marché où ont lieu l’achat et la vente de titres ou des marchandises. Les trois Bourses les plus importantes du monde sont celle de Tokyo, celle de New York et celle de Londres.

Il existe deux types de Bourses : la Bourse des valeurs et la Bourse de marchandises.

La Bourse des valeurs est caractérisée par l’échange de valeurs mobilières (actions et obligations).

Les transactions sont effectuées par des sociétés de bourse.

Ces sociétés agissent pour le compte des clients qu’elles représentent et s’occupent de la négociation et de la cotation des valeurs mobilières.

La Bourse des valeurs se distingue en marché primaire et marché secondaire.

Dans le marché primaire ceux qui ont besoin de capitaux émettent des valeurs mobilières.

Les entreprises émettent des actions pour se développer, l’État émet des obligations pour financer le déficit budgétaire.

Les actions et les obligations sont ensuite achetées par les épargnants qui désirent placer leur épargne.

Dans le marché secondaire on échange des valeurs mobilières déjà émises.

C’est ce marché secondaire qui représente la véritable bourse où les valeurs mobilières déjà émises sont cotées.

La Bourse aide le financement de l’économie car le marché primaire permet la rencontre entre les épargnants et ceux qui ont besoin de capitaux (entreprises, État).

La Bourse de marchandises concerne l’échange des marchandises (en particulier des matières premières).

On appelle valeurs mobilières les valeurs que l’on peut échanger rapidement sur un marché.

Les principales valeurs mobilières, les actions et les obligations, sont des titres achetés et vendus à la Bourse des valeurs. Le cours d’une action ou d’une obligation est le prix qui dérive de la confrontation de l’offre et de la demande sur le marché de la Bourse.

L’action est un titre négociable qu’une société remet à un particulier. Le détenteur d’une action devient donc un actionnaire de la société, car il a acheté une partie du capital de celle-ci. L’actionnaire d’une entreprise participe aux assemblées générales pour élire le conseil d’administration et reçoit une partie des bénéfices de l’entreprise, qu’on appelle dividendes. Les dividendes sont proportionnels à la quantité d’actions possédées par l’actionnaire.

L’obligation est une valeur mobilière négociable à long terme émise par une société, une institution publique ou l’État. Le souscripteur de l’obligation, appelé obligataire, devient créancier de l’institution émettrice et perçoit régulièrement des intérêts en attendant le remboursement de son prêt à une échéance fixée.

Les actions sont des valeurs à revenus variables car les dividendes dépendent des résultats de l’entreprise.

Les obligations sont des valeurs à revenu garanti. Elles présentent moins de risques que les actions car elles ne sont pas liées au niveau des bénéfices de l’entreprise émettrice.

La crisi del ’29

Tra il 1922 e il 1928 gli Stati Uniti conobbero una crescita economica senza precedenti nella loro storia. La produzione industriale salì del 64% con il diffondersi della seconda rivoluzione industriale. Ciò significò produzione di massa in tutti i settori che doveva assorbire tutti i consumatori. Negli Stati Uniti, alla fine degli anni Venti, la metà della popolazione americana possedeva un ferro da stiro, usufruiva dell’energia elettrica e il mezzo di comunicazione più usato era la radio. Dopo la guerra la popolazione aspirava ad essere isolata dall’Europa e con la vittoria repubblicana si affermò che il paese doveva badare solo alle questioni di politica interna, inoltre vennero adottate delle istanze nei confronti degli stranieri, soprattutto nel consumo di alcolici fino a vietarne il consumo agli stessi. Il governo repubblicano si occupò soprattutto dei privati e per favorire gli investimenti: ridusse al minimo le imposte dirette e aumentò quelle indirette; diminuì la spesa pubblica, rinunciando all’assistenza ai poveri; mantenne basso il tasso d’interesse agevolando l’accesso al credito da parte delle aziende; rinunciò a qualsiasi forma di regolazione dell’economia e in particolare al controllo sulle grandi concentrazioni finanziarie e industriali nascenti che causarono la nascita di monopoli e oligopoli. Furono gli anni anche del boom della borsa, molti risparmiatori videro nella borsa un’occasione di guadagno facile grazie allo sviluppo industriale, come si evince nel periodo compreso tra il 1927 e il 1929 dove il valore delle azioni raddoppiò grazie al fatto che acquistare le azioni era poco impegnativo, il compratore doveva pagare solo una parte dei titoli e prendeva il resto a prestito, dando in garanzia le azioni stesse.

Nel giro di qualche anno l’aumentata produttività non fu in grado di assorbire i consumatori, i beni di consumo durevoli, per loro natura, poco si prestavano ad un ricambio frequente, e nell’agricoltura milioni di agricoltori si dovevano confrontare con un calo inarrestabile dei prezzi. Queste furono le cause della saturazione del mercato. Ma il vero e proprio allarme fu dato dal rallentamento generalizzato della produzione industriale nell’estate del ’29, i titoli continuavano a salire ma il loro valore non rispecchiava più lo stato economico delle aziende, si verificò una crisi di sovrapproduzione. In questo caso l’offerta fu maggiore della domanda e i prezzi calarono.

L’euforia speculativa della borsa di New York si incrinò improvvisamente nell’autunno del 1929. La crisi borsistica produsse una serie di effetti a catena. I risparmiatori che avevano acquistato a credito i pacchetti azionari, confidando nelle opportunità offerte dal gioco speculativo, non poterono più far fronte agli impegni. Gli agenti di borsa, a loro volta, si erano indebitati con le banche, e dovettero denunciare la propria insolvibilità. Molte banche dovettero chiudere, scatenando il panico tra i risparmiatori. I correntisti, temendo l’azzeramento dei propri depositi, si affrettarono a ritirarli, riducendo così ancor più la liquidità a disposizione degli istituti di credito.

Il risultato fu una gigantesca diminuzione della liquidità, con una serie di gravi conseguenze sul piano economico. Le aziende, non potendo più accedere al credito per gli investimenti, riducevano la produzione, tagliavano i salari e licenziavano.

Fallimenti bancari negli Stati Uniti (1927-1932)

2298 1453

1345

642

562 491

1927 1928 1929 1930 1931 1932

Variazione

Nel 1932, il candidato democratico, Franklin Delano Roosevelt, durante le elezioni presidenziali promise una politica più favorevole agli interessi e alle esigenze della gente comune. La vittoria di Roosevelt, nel novembre del 1932, fu nettissima. Il nuovo presidente costituì innanzitutto un gruppo di ricercatori e specialisti con il compito di effettuare un programma politico e sociale utile a far uscire il paese dalla crisi.

I termini della questione erano chiari. Le banche non concedevano più prestiti alle imprese, che non investivano più e licenziavano. La popolazione, senza lavoro o privata della possibilità di accedere al credito, riduceva i consumi e spingeva le imprese a diminuire ulteriormente il personale.

Gli obiettivi di Roosevelt furono: rilancio di investimenti delle aziende e consumi dei cittadini; politica di intervento da parte dello Stato, mirata a innalzare il reddito, a rafforzare la domanda e a ridurre le sperequazioni sociali.

Tutti questi punti presero vita nel “New Deal”, il nuovo corso. Il “New Deal” proponeva interventi diretti e interventi diretti. Essi miravano a:

  • Riformare il sistema creditizio permettendo la svalutazione della moneta americana utile per le esportazioni utilizzando il mercato estero come sbocco alla sovrapproduzione;
  • Una tassazione progressiva;
  • Creare un vasto sistema assistenziale e pensionistico (Social Security Act);
  • Tutelare i minori, le donne in gravidanza, vietare il lavoro nero, concedere il diritto di organizzazione sindacale e di sciopero;

L’uscita dalla crisi fu lenta ma Roosevelt non perse mai l’appoggio del paese, dovette far fronte anche alle rivendicazioni della Corte Suprema che appoggiava gli imprenditori, cioè coloro che non volevano l’intervento dello Stato nell’economia per riuscire a tenere bassi i salari nei confronti degli operai, ma alla fine il suo famosissimo “New Deal” merita di essere ricordato perché esso modificò il rapporto tra Stato e società, tra politica ed economia.

Il Welfare State, un sistema in cui lo Stato assicurava dei diritti primari ai cittadini, determinava l’espansione dell’amministrazione pubblica e della burocrazia. Inoltre grazie all’intervento dello Stato nell’economia si evitavano gravi tensioni sociali, anche perché i sindacati venivano coinvolti nella vita politica.

Il bilancio dell’età Rooseveltiana venne percepito dagli Americani come un periodo di speranza e ottimismo, e come una fase in cui la politica aveva saputo dare risposte efficaci alla crisi economica e alle difficoltà dei cittadini. Anche se essa effettivamente non diede risultati entusiasmanti nel campo della disoccupazione, che restò sempre alta.

La crisi attuale

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Sintesi

Economia aziendale - crisi attuale

  • Francese - La Bourse
  • Italiano - Italo Svevo
  • Storia - Crisi del '29
  • Inglese - The New Deal
  • Diritto - Welfare State
  • Economia politica - Teorie keynesiane
  • Matematica - Statistica descrittiva
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