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Storia dell’arte

Paul Gauguin: Da dove veniamo? Cosa siamo? Dove andiamo?

Viaggio alla ricerca dell’“anima primitiva”.

L’equilibrio, la ricerca del vero scopo dell’esistenza, sarà la spinta propulsiva della vita di Gauguin.

Il pittore francese concretizzerà ciò che molti sognano… “l’evasione” da una realtà che non li soddisfa, evasione da una società nella quale non si riconoscono, dove non riescono a realizzare la loro intima essenza.

Nel 1883, già trentacinquenne, decide di abbandonare la vita borghese fino ad allora condotta con lo scopo di dedicarsi interamente alla pittura, e parte verso l’ignoto di terre lontane, verso il mito della purezza incontaminata del “buon selvaggio”.

Senza curarsi della miseria, della famiglia, egli viaggia, si spinge sempre più lontano: Panama, Martinica, Tahiti… decidendo infine di stabilirsi nelle isole Marchesi.

In questo luogo, prima di morire, solo, deluso e disperato, dipinge il suo quadro forse più significativo: Da dove veniamo? Cosa siamo? Dove andiamo? (1897-1898, olio su tela, Boston, Museum of Fine Arts).

Da quest’opera si evince chiaramente come la sua pittura debba essere analizzata non solo per i suoi valori pittorici e che il tema è dettato dall’istinto visionario dell’artista.

La grande tela è una sorta di testamento spirituale: Gauguin stesso descrive in varie lettere il quadro (i cui angoli superiori sono gialli e contengono l’uno il titolo, l’altro la firma) come “un affresco su una parete d’oro, con gli angoli rovinati”.

Così Gauguin descriveva in una lettera a un amico questa sua opera che egli considerava capolavoro:

<< A destra, in basso, un bambino addormentato e tre donne sedute. Due figure vestite di porpora si confidano i propri pensieri. Una grande figura accovacciata, che elude volutamente le leggi della prospettiva, leva il braccio e guarda attonita le due donne che osano pensare al loro destino. Al centro una figura coglie frutti. Un idolo con le braccia alzate misteriosamente, sembra additare l’aldilà. Una fanciulla seduta per ascoltare l’idolo. Infine una vecchia, prossima alla morte, placata e presa dai suoi pensieri, completa la storia >>

L’opera può essere interpretata come una metafora della vita, dall’infanzia alla vecchiaia, ma anche una rappresentazione della natura effimera dell’esistenza e un confronto tra la “natura” e la “ragione”; rappresentata nel dipinto dalle due donne in atteggiamento di riflessione.

Dunque si tratterebbe di un poema figurato, da non intendersi né come una narrazione di fatti, né come un’allegoria evidente. Quale nesso, infatti, intercorre fra il titolo e l’opera? Difficile comprendere il linguaggio criptico del pittore, se non per alcuni riferimenti: il bimbo addormentato che rappresenta la nascita; la figura maschile che coglie i frutti (la vita); la vecchia (la morte). Alle tre inquietanti domande che ogni uomo si pone sul mistero del proprio passaggio sulla terra, sul perché della propria precarietà, sulle proprie origini e sulla propria fine, nessuno è stato capace di dare una risposta universale che esuli dalla propria soggettività. L’espressiva figura eretta che coglie un frutto da un albero, la più luminosa dell’intero dipinto, l’unica maschile in una narrazione tutta al femminile, può rappresentare l’uomo che coglie – nel momento più esaltante della propria vita, quello della giovinezza – il frutto prezioso e la parte migliore dell’esistenza.

La vecchia stanca e rassegnata pare, invece riflettere sulla sua vita passata, sui rimorsi e i rimpianti. Perciò le parole, come aveva affermato Gauguin, sono vane, inutili; esse non risolvono i problemi né danno risposte alle angosce della vita.

Geografia astronomica

La Luna: viaggio verso nuovi mondi

La medesima spinta propulsiva che indusse uomini verso l’ignoto, verso la ricerca inesaurita delle proprie origini, porterà l’uomo del ventesimo secolo a varcare addirittura i confini del proprio pianeta e a compiere il viaggio verso la Luna.

L’uomo, da sempre, ha guardato la Luna come a qualcosa di infinitamente lontano e irraggiungibile: filosofi, poeti, pensatori, fin dall’antichità più remota, si sono rivolti ad essa attribuendole significati metafisici e allegorici.

Per queste ragioni, il raggiungimento fisico della Luna rappresentò una vera e propria conquista che permise di acquistare conoscenze di ordine scientifico su questo sconosciuto e affascinante satellite. Il 20 luglio del 1969, Luis Armstrong poggia piede sulla Luna.

La missione dell’Apollo 11 ha permesso di identificare sulla Luna mari, ovvero aree piatte formate da polveri scure; rilievi, costituiti da rocce chiare: vere e proprie catene montuose con cime molto alte come i monti Leibnitz; crateri e cerchi formati dalla caduta di meteoriti e durante il consolidamento della Luna.

La Luna è l’unico satellite della Terra. Le sue caratteristiche sono: massa e dimensione. La sua superficie è un ottantunesimo di quella terrestre. Ha la forma di un ellissoide (ha una forma sferica leggermente schiacciata ai poli).

La Luna, probabilmente a causa del basso valore di gravità, è priva di atmosfera, non essendo riuscita a trattenere le particelle di gas che poi si sono perse nello spazio. L’assenza di atmosfera provoca anche l’assenza di fenomeni crepuscolari.

La Luna è dotata di tre movimenti principali:

  • Il moto di rotazione intorno al proprio asse;
  • Il moto di rivoluzione intorno alla Terra;
  • Il moto di traslazione, con la Terra, intorno al Sole.

Durante il mese sinodico (intervallo di tempo tra due uguali allineamenti Luna-Sole) cambia l’aspetto della Luna perciò si distinguono quattro fasi lunari:

  • Congiunzione (Novilunio) o Luna Nuova: la Luna si trova tra il Sole e la Terra. Rivolge alla Terra la faccia non illuminata.
  • Primo quarto: si vede solo un quarto di Luna illuminata.
  • Opposizione (Plenilunio): la Luna si trova dalla parte opposta del Sole rivolgendo verso di noi la faccia illuminata.
  • Ultimo quarto: si vede l’ultimo quarto illuminato.

La conquista della Luna non ha comunque esaurito l’ansia del conoscere. La curiosità dell’uomo ha portato l’umanità a superare i propri limiti, spingendosi fino ai confini dello Spazio…

Letteratura latina

Petronio: Il Satyricon

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Sintesi
  • Italiano: Gabriele D’Annunzio (Le Laudi del cielo, del mare della terra e degli eroi);
  • Inglese: James Joyce (Ulysses);
  • Latino: Petronio (il Satyricon, i rapporti con la tradizione letteraria);
  • Arte: Paul Gauguin;
  • Storia: Imperialismo e Colonialismo (La politica coloniale delle grandi potenze in Asia e Africa);
  • Geografia astronomica: la Luna.
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