Estratto del documento

Il disagio mentale

Esame di Stato anno 2010-2011

Cristina Fortini

Classe VBsc 1

Indice

1. Introduzione..............................................................................pag.3

2. Filosofia......................................................................................pag.4

2.1 Cartesio, Meditazioni metafisiche (1641-1642), II° Meditazione.

2.2 John Locke, Saggio sull'intelletto umano (1960), Libro IV Cap. IV.

3. Storia..........................................................................................pag.6

3.1 La medicalizzazione della follia

3.2 Il contributo di Franco Basaglia

3.3 Che cos'è il manicomio: "La fabbrica della follia - relazione sul manicomio di Torino", Associazione per la lotta contro le malattie mentali sezione autonoma di Torino.

4. Diritto.......................................................................................pag.10

4.1 Legge 180

4.2 Articolo 3 della Costituzione

4.3 Articolo 32 della Costituzione

5. Scienze sociali..........................................................................pag.12

5.1 Il DSM IV;

5.2 O. Sacks, L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello;

5.3 Il contributo dell'etnopsichiatria.

6. Italiano.....................................................................................pag.25

6.1 Paulo Coelho, Veronika decide di morire.

6.2 L'esperienza di Paulo Coelho in manicomio

7. Spagnolo..................................................................................pag.27

7.1 Leopoldo Maria Panero

7.2 Poemas del manicomio de Mondragón (1987), Leopoldo Maria Panero

7.3 Entrevista a Leopoldo Maria Panero

8. Appendice................................................................................pag.32

8.1 Matematica: "I gemelli", L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello, O. Sacks.

8.2 Esperienza - stage formativo alla Casa dei risvegli di Bologna

8.3 Contenuti multimediali:

  • C'era una volta la città dei matti (2010), Marco Turco
  • Risvegli (1990), Penny Marshall
  • Si può fare (2008), Giulio Manfredonia

9. Conclusione.............................................................................pag.39

10. Bibliografia.............................................................................pag.43

2

1. Introduzione

Il tema di questo elaborato è il disagio mentale, affrontato secondo le numerose prospettive offerte dalle diverse discipline coinvolte. La mia scelta deriva dall'interesse che mi stimola tale argomento, in quanto l'approccio ad esso, nonostante studi e ricerche, rimarrà sempre un terreno da riscoprire volta per volta, perché l'unicità di ogni persona va al di sopra di qualsiasi classificazione patologica.

Tale elaborato mira ad offrire una breve sintesi delle modalità con le quali si è affrontato il problema della malattia mentale sia nella storia sia nel mondo contemporaneo, inoltre attraverso l'arte, in particolare la letteratura, offre punti di vista alternativi rispetto all'abituale approccio medico-psichiatrico.

3

2. Filosofia

2.1 Meditazioni metafisiche (1641-1642), Cartesio, II° Meditazione

In questo scritto Cartesio riflette su cosa si possa ritenere vero con sicurezza, senza che sia possibile dubitarne, considerando anche l'estrema condizione per la quale si potrebbe essere sottoposti costantemente alle angherie di un Dio ingannatore.

Attraverso una serie di ragionamenti, con i quali confuta l'erronea convinzione che sia l'esperienza a garantire la validità della conoscenza, giunge ad affermare che l'unica cosa di cui non sia possibile dubitare sia la propria esistenza in quanto esseri pensanti (Cogito ergo sum). Di conseguenza l’uomo è una cosa che pensa, dubita, comprende, afferma, nega, vuole, disvuole, immagina e percepisce. Attraverso tale definizione automaticamente possiamo trovare gli elementi che caratterizzano il “diverso”. Colui che non può riferire linguisticamente il proprio dialogo interiore non pensa e quindi chi ha difficoltà a comunicare (in modo verbale o scritto) ciò che “pensa, dubita, comprende, afferma, nega, vuole, disvuole, immagina e percepisce”, non pensa, quindi non esiste, e di conseguenza non è pienamente uomo né è educabile.

4

2.2 Saggio sull'intelletto umano (1690), John Locke, Libro IV Cap. IV

Nel suddetto passo J. Locke disquisisce in merito alla collocazione dell' idiota all'interno dei due macrogruppi in cui, secondo la religione, sono suddivisi gli esseri viventi: uomini e bestie.

Se lo si considera come qualcosa tra l'uomo e la bestia, ne deriva che l’idiota non è né uomo né bestia, ma, come sostiene l'autore, solamente un idiota. Sulla base di questa considerazione si pone, però, un problema religioso, in quanto se l’idiota non è né l'una né l'altra cosa non è possibile intuire quale sarà la sua condizione nell'aldilà.

Tuttavia tale interrogativo non ha una grande rilevanza, in quanto ciò che pensa l'uomo in merito ad una creatura del Padre non muta le sue disposizioni riguardo essa. Inoltre l'uomo deve rendersi conto del fatto che la sua conoscenza sia solo parziale e di conseguenza limitarsi a comprendere che dovrà rendere conto e riceverà secondo quanto ha fatto nella sua vita sulla Terra.

Oltre a ciò tale quesito si basa su due false supposizioni: che per tutte le cose, apparentemente umane, sia prevista una condizione di immortalità nell’aldilà; e che tutte le cose di nascita umana debbano avere la medesima destinazione.

Infatti, chi pensa che tra gli idioti e i normali vi siano differenze casuali, in quanto l’essenza umana è la medesima, deve considerare l’immortalità come qualcosa di collegato a una forma esteriore al corpo. Ma se ciò fosse vero si potrebbe concludere che anche una salma possegga un'anima, in quanto dotata di aspetto umano, così come per un'idiota, anche quando il suo agire rivela segni di ragione molto minori rispetto alle bestie.

5

Inoltre se l’idiota, invece, ha l’aspetto di un bruto o di un mostro, viene considerato privo di un'anima razionale e quindi soppresso. Coloro che classificano un feto dall’aspetto alterato come mostro commettono lo stesso errore di coloro che confutano questa ipotesi etichettandolo come una specie collocata tra uomo e bestia.

Anche per Locke l’uomo esiste solo nel momento in cui manifesta la sua intelligenza. L’assenza di quest'ultima è un chiaro segno di assenza anche dell’anima; invece l’aspetto umano non fornisce alcuna informazione al riguardo, di conseguenza mostri e idioti non hanno alcun diritto all’esistenza.

3. Storia

3.1 La medicalizzazione della follia

Nel Medioevo i malati di mente non erano riconosciuti come tali e perciò spesso venivano bruciati sul rogo dell'Inquisizione, oppure, nell'ipotesi più fortunata, erano ospitati nei monasteri.

In seguito al diffondersi delle teorie illuministe si fece strada l'idea che fosse possibile capire l'origine della follia attraverso la ragione. Infatti alla fine del XVIII secolo, grazie al contributo dello scienziato francese Philippe Pinel (1745-1826), nacque la psichiatria come branca delle medicina. L'approccio scientifico a

6

tali problematiche non si tradusse però in cambiamenti positivi della metodologia di intervento nei riguardi del disagio mentale.

Difatti nacquero i manicomi, ovvero istituzioni totali dove la medicalizzazione della follia coincise con una fase di privazione della libertà personale e di controllo sociale di tipo carcerario.

Con la Rivoluzione industriale e l'affermazione della borghesia, si diffusero in Europa ed in Italia nuovi ideali di modernità, progresso, espansione economica e di diritto del cittadino. In questo clima di cambiamento, la follia iniziò a costituire un problema, in quanto sorse la necessità di trovare una collocazione per coloro che non riuscivano ad adattarsi alla nuova vita sociale. Perciò i folli vennero rinchiusi in luoghi alle estreme periferie delle città, circondati da alte mura.

Quest'ultime posseggono sia un significato simbolico sia uno reale di nascondere l’anormalità e di strutturare una cittadella autosufficiente isolata dai normali luoghi di vita. All’interno del manicomio si perseguiva la ricerca delle cause organiche della malattia mentale, ed il perfezionamento dell’istituto manicomiale visto come dispositivo di cura volto a disciplinare ed educare le persone malate, cui inculcare una volontà e coscienza ferma e diretta. Sui folli viene esercitata una forte autorità attraverso una ben definita scala gerarchica, in quanto essi erano ritenuti deboli ed incapaci di autonome scelte e decisioni.

Nel 1904 venne emanata in Italia la prima legge (n°36) sui manicomi e sugli alienati grazie al contributo di Giovanni Giolitti (1842-1928). La legge ufficializzava la funzione pubblica della

7

psichiatria, riconosceva il potere sovrano del direttore del manicomio, regolamentava le condizioni per l’ammissione (ricovero coatto) e la dimissione dei pazienti e soprattutto sanciva il legame tra malattia mentale e pericolosità.

Nel periodo fascista si affermarono pratiche terapeutiche come la malarioterapia, l'insulinoterapia e l’elettroshock, affiancate da quelle convulsivanti e chirurgiche (lobotomia transorbitale).

Quest'ultime contribuirono a rendere il manicomio più simile ad un ospedale (es. sale operatorie) e far mutare la sua denominazione in ospedale psichiatrico.

L'entrata in vigore della Costituzione repubblicana (1948), la quale affermava il principio di libertà, segnò il futuro tramonto della legge del 1904 di Giolitti la quale violava appunto quest'ultimo principio. Inoltre con la scoperta di un farmaco tranquillante (cloropromazina) venne meno la funzione di prevenzione criminale del manicomio, il quale vide diminuire i degenti al suo interno.

3.2 Il contributo di Franco Basaglia

Negli anni Sessanta del Novecento per la prima volta in Italia, a Gorizia, vengono condotte delle esperienze anti-istituzionali nell'ambito della cura dei malati di mente grazie al contributo dello psichiatra Franco Basaglia (1924-1980), ispiratosi all'indirizzo antipsichiatrico nato negli Stati Uniti per mezzo dell'apporto dello studioso Erving Goffman.

Basaglia denunciò all’opinione pubblica ciò che succedeva nei manicomi, dove i malati erano immobilizzati, legati alle panchine

8

del parco e puniti con l’elettroshock e si impegnò affinché si potesse trasferire il modello della comunità terapeutica all'interno dell'ospedale. Si eliminarono tutti i tipi di contenzione fisica e le terapie elettroconvulsivanti (elettroshock) e vennero aperti i cancelli dei reparti. Non si adottarono più solo terapie farmacologiche, ma si puntò soprattutto sul rinnovamento dei rapporti umani tra il paziente, il personale e la famiglia. L'intento principale di Basaglia fu quello di umanizzare l'approccio al disagio mentale ponendo al centro la persona e l'ambiente nel quale è vissuta, anziché la malattia. Il fine ultimo della sua attività era quello di eliminare l'istituzione manicomiale sostituendola con un'alternativa che inserisse le persone affette da malattie mentali nella società, lo attestano la sua esperienza all'Ospedale Psichiatrico di Trieste, chiuso per mano sua il 24 gennaio 1977, e la creazione del testo della legge 180 del 1978 alla quale ci si riferisce spesso con il nome dello stesso Basaglia.

3.3 Che cos'è il manicomio: Autobiografia di un ex ricoverato nel manicomio di Collegno

La mattina mi portarono in reparto dove vidi una macchina su un carrello e mi dissero che dovevo mettermi sul Letto così si avvicinarono due infermieri e mi misero una gomma in bocca poi delle cuffie sulle tempie e venne il medico e mi diedero della corrente. Non potete immaginare quanto Male possa fare.

Quando fu finito stavo per andare via quando Lui mi richiamò indietro e mi fece tirare giù i vestiti così vidi A mettermi quei due

9

pulsanti sulla parte genitale e a premere. Per me fu la fine di tutto e il male che sentivo non potrò mai dimenticarlo.

Questa tortura così crudele continuò per parecchie mattine. Ricordo benissimo che quando veniva le ore 9 per me era un grande tormento. La paura era tanta che tutte Le volte dovevo andare fuori per poter Liberarmi dal vomito.

Infondo perché ci dovevano torturare così come se fossimo degli schiavi. Tutte le volte che mi trovavo di fronte A lui mi inginocchiavo per chiedere pietà e Lui non faceva una mossa. Quando ero sul letto incominciava a premere quel bottone io chiedevo pietà e Lui diceva che non eravamo in un Asilo fantile e che questo mi facieva Lo facieva solo per darmi un esempio.

Quando tutto era finito non potevo nemmeno camminare dal dolore e non vedevo Lora di poter un giorno finire. Perfino alla notte sognavo quello che mi doveva succedere da un Maniaco senza cuore perché lui lo faceva non solo ai giovani ma anche ai vecchi.

Infondo perché torturarci così. Cosa avevamo fatto. Anche se siamo malati ci va un po di pietà. Voi non potete sapere quanto possa far male e rovinare una persona per tutta la vita. Solo a sentir parlare di quello io venivo Bianco e stavo male...

Autobiografia di un ex ricoverato nel manicomio di Collegno (*)

4. Diritto

4.1 Legge 180

La legge 180 contiene alcune norme fondamentali che rendono gli accertamenti e i trattamenti sanitari volontari. Il ricorso ad accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori (TSO) può essere disposto dall'autorità sanitaria, nel rispetto della dignità delle persona e dei diritti civili e politici garantiti dalla Costituzione,

10

solo nel caso della presenza di gravi alterazioni psichiche, dell'assoluta impossibilità di avere il consenso del paziente e dell'impossibilità di ricorrere a misure alternative al ricovero.

Le norme che regolano il trattamento obbligatorio sono molto attente a garantire i diritti del malato: chiunque sia sottoposto ad un TSO può proporre al tribunale competente un ricorso contro il ricovero stesso e qualunque cittadino può rivolgere una richiesta di modifica del TSO al Sindaco che deve rispondere entro il termine di dieci giorni.

La legge prevede che gli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione relativi alle malattie mentali siano, di norma, attuati dai servizi e presidi psichiatrici extraospedalieri. É previsto, inoltre, il trasferimento alle regioni delle funzioni in materia d'assistenza ospedaliera psichiatrica. Alle regioni sono delegati i compiti di programmare e coordinare l'organizzazione dei presidi e dei servizi psichiatrici e di igiene mentale con le altre strutture esistenti nel territorio, per attuare il graduale superamento degli ospedali psichiatrici.

4.2 Articolo 3 della Costituzione

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

11

4.3 Articolo 32 della Costituzione

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

5. Scienze sociali

5.1 Il DSM IV

Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 43
Disagio mentale Pag. 1 Disagio mentale Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 43.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Disagio mentale Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 43.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Disagio mentale Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 43.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Disagio mentale Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 43.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Disagio mentale Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 43.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Disagio mentale Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 43.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Disagio mentale Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 43.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Disagio mentale Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 43.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Disagio mentale Pag. 41
1 su 43
Sintesi

Filosofia

Cartesio (Meditazioni metafisiche; II° Meditazione); John Locke (Saggio sull'intelletto umano)

Storia

La medicalizzazione della follia (Franco Basaglia); il manicomio

Diritto

La legge 180; Art. 3 della Costituzione; Art. 32 della Costituzione

Scienze sociali

Il DSM IV; Oliver Sacks (L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello); il contributo dell'etnopsichiatria

Italiano

Paulo Coelho (Veronika decide di morire); l'esperienza di Paulo Coelho in manicomio

Spagnolo

Leopoldo Maria Panero (Poemas del manicomio de Mondragón); entrevista a Leopoldo Maria Panero

Matematica

"I gemelli"

D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi