Il dopoguerra in Europa e storia dell'UE
La seconda guerra mondiale terminò sul fronte europeo l'8 maggio 1945 con la resa incondizionata della Germania, sul fronte del Pacifico il 2 settembre dello stesso anno con la resa del Giappone (dopo che Hiroshima e Nagasaki furono spazzate via dalle bombe atomiche americane): 50 milioni di vittime, compresi gli ebrei sterminati dai nazisti, ed intere città distrutte furono le conseguenze di questo conflitto, che vide vincitrici gli USA, l'Unione Sovietica, la Francia e la Gran Bretagna.
Fu segnata la fine dell'egemonia europea, infatti il nuovo ordine mondiale si reggeva su due blocchi contrapposti, quello occidentale degli Stati Uniti e quello orientale dell'Unione Sovietica, (“bipolarismo”); esso culminò con la stipulazione del Patto Atlantico nel 1949 (alleanza politico-militare difensiva con a capo gli USA, che comanda una forza militare chiamata NATO) e del Patto di Varsavia nel 1955 (un'alleanza militare tra l'URSS e i suoi paesi “satelliti” analoga alla NATO).
Fu coniato a tal proposito il termine “guerra fredda”, che stava a significare uno stato di forte tensione tra le due superpotenze ma senza che scoppiassero veri e propri conflitti, una guerra combattuta con la diplomazia e la politica: la Germania fu divisa in 4 settori, uno per ogni potenza vincitrice, e anche Berlino venne divisa in 4 settori.
Nel 1949 nacquero a occidente la Repubblica federale tedesca e a oriente la Repubblica democratica tedesca, che nel 1961 decise di costruire un muro che divideva in due la città per impedire ai berlinesi orientali di emigrare ad Ovest.
In sostanza l'Europa uscì devastata dalla guerra, ma grazie agli aiuti americani, in particolare del Piano Marshall che concesse fondi a titolo gratuito o a interesse bassissimo per finanziarsi, nel giro di pochi anni l'economia venne “ricostruita” e fu di nuovo in grado di competere con quella statunitense.
Prese così piede l'idea di iniziare un processo di integrazione: nel 1951 Italia, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Belgio e Germania federale istituirono la Comunità del carbone e dell'acciaio (CECA) firmando il trattato di Parigi, poi nel 1957 cercarono di creare un mercato comune con libera circolazione delle merci, dei servizi e delle persone, creando con il trattato di Roma la Comunità economica europea (CEE).
Per oltre 20 anni fu formata solo dagli stati fondatori, ma dagli anni '70 iniziarono le adesioni di altri stati, come la Gran Bretagna, l'Irlanda e la Danimarca nel 1973, la Grecia nel 1981, la Spagna e il Portogallo nel 1986, la Germania democratica nel 1990 dopo la caduta del muro di Berlino nel 1989, l'Austria, la Finlandia e la Svezia nel 1995, fino ad arrivare ai giorni nostri in cui l'UE conta 28 stati membri, tra i quali 18 utilizzano la stessa moneta, l'Euro.
Ma per arrivare a questo risultato, sono stati portati a conclusione alcuni importantissimi trattati a partire dagli anni '80:
- Nel 1985 il trattato di Schengen garantì la piena circolazione dei cittadini dei paesi membri.
- Nel 1986 il trattato di Lussemburgo (o atto unico europeo) che ha disposto la nascita del mercato unico a partire dal 1993.
- Nel 1992 il trattato di Maastricht (detto trattato dell'Unione europea) che istituì l'UE, fissò i “passaggi” per l'unificazione monetaria con l'adozione di una moneta unica e la creazione di una banca centrale europea che la gestisse.
- I trattati di Amsterdam e di Nizza, rispettivamente nel 1997 e nel 2001, che hanno ampliato le competenze dell'Unione e ne hanno modificato la struttura.
- Nel 2007 il trattato di Lisbona (entrato in vigore nel 2009), che ha modificato complessivamente le regole dell'Unione, riprendendo alcune trasformazioni dal Trattato di Roma del 2004 che non entrò in vigore a causa della mancata ratifica da parte di alcuni stati membri.
L'Unione Europea
L'UE è un'organizzazione sovranazionale, differente da quelle internazionali perché ha il potere di emanare proprie “leggi” che sono efficaci in tutti gli stati aderenti, limitando la loro sovranità.
Dopo circa mezzo secolo di trattati, oggi conta 28 stati aderenti e una moneta unica valente in 18 di essi, chiamata Euro, amministrata dalla BCE e distribuita grazie al sistema di banche centrali.
Gli organi principali dell'UE sono:
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Il consiglio dei ministri esercita il potere legislativo in concomitanza con il parlamento europeo, ma è considerato l'organo più importante perché detiene anche il potere decisionale; esso è formato dai ministri degli stati membri, che variano a seconda della materia in discussione, e la presidenza è tenuta da ciascuno stato a rotazione per 6 mesi.
Il regime di decisione attuale è a “doppio binario”: per le decisioni più importanti si approva all'unanimità, mentre per le altre a maggioranza.
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Il consiglio europeo è formato dal presidente della commissione e dai capi di stato o di governo degli stati membri, si riunisce due volte all'anno.
In queste riunioni (detti “vertici europei”) vengono definiti gli orientamenti politici generali e si cercano soluzioni in caso di conflitto tra gli stati: ha perciò il potere di indirizzo, perché orienta l'attività di tutti gli altri organi europei.
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La commissione europea dispone del potere esecutivo, formula le proposte di legge e dirige l'amministrazione dell'Unione; è formata da 27 commissari i quali si occupano ognuno di un settore diverso e designano il proprio presidente a maggioranza qualificata, deve avere l'approvazione del parlamento (dal quale potrebbe ottenere la sfiducia), e resta in carica 5 anni.
Essa ha potere di iniziativa legislativa, cura l'attuazione delle politiche europee, vigila sul rispetto del trattato da parte degli stati membri e funge da portavoce dell'UE.
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Il parlamento europeo è composto da 751 deputati eletti ogni 5 anni dai cittadini dei paesi dell'Unione (l'ultima elezione si è svolta il 25 maggio 2014, sancendo la vittoria del PD); al suo interno però non suddivisi per nazione ma per gruppi politici formati da partiti di analoga ispirazione.
Detiene il potere legislativo insieme al consiglio dei ministri, approva il bilancio dell'Unione e svolge una funzione di controllo sul potere esecutivo.
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Infine la corte di giustizia, formata da 28 giudici designati di comune accordo dai governi per una durata di 6 anni, che svolge due funzioni: giudica gli stati membri nel caso non applichino correttamente il trattato istitutivo dell'UE, ordinando con una sentenza di adeguare al diritto comunitario la propria legislazione; si pronuncia sulla corretta interpretazione del diritto comunitario nel caso ci siano dei dubbi a proposito.
Gli atti normativi dell'Unione Europea
L'Unione Europea può emanare:
- I regolamenti sono atti normativi che si applicano automaticamente in tutti gli stati membri e hanno efficacia diretta, sono quindi obbligatori per tutti i cittadini dell'Unione e entrano a far parte dell'ordinamento giuridico di ciascun paese membro senza bisogno di ratifica; inoltre nelle materie di competenza dell'Unione prevalgono sulle leggi nazionali.
- Le direttive sono atti normativi che vincolano gli stati, ovvero che fissano i “risultati da raggiungere” ma lasciano agli stati la scelta delle forme e dei mezzi da adottare: in Italia vengono recepite con un decreto legislativo che approva le direttive contenute nella legge comunitaria approvata in precedenza.
Questo strumento viene utilizzato per armonizzare le legislazioni nazionali, ma se gli stati non provvedono ad adeguarsi entro il termine stabilito, possono essere condannati dalla corte di giustizia per inadempienza.
Il processo legislativo europeo
In entrambi i casi il processo legislativo si mette in moto su iniziativa della commissione che presenta il testo al consiglio dei ministri, che a sua volta lo invia al parlamento.
A questo punto possono verificarsi tre diverse procedure:
- Con la codecisione la legge deve essere approvata con lo stesso testo dal parlamento e dal consiglio dei ministri; si applica alla maggior parte di materie.
- Con la cooperazione viene previsto che il parlamento possa proporre emendamenti alla legge approvata dal consiglio, anche se esso può respingerli; si applica a un numero limitato di materie.
- Con la consultazione il parlamento può esprimere un proprio parere sulla legge adottata dal consiglio, ma quest'ultimo può non tenerne conto; si applica solo a politiche industriali, fiscali e agricole.
Una volta approvati dal consiglio, direttive o regolamenti che siano vengono pubblicati sulla Gazzetta ufficiale delle comunità europee.
Introduzione Unione Europea, tesina
Tesina sulla storia, organi e legislazione dell’Unione Europea, con riferimenti toccanti tutte le materie.
Collegamenti
- Storia - Il dopoguerra in Europa e storia dell’UE
- Diritto - L’Unione Europea: organi e funzionamento
- Scienza delle finanze - La finanza europea
- Inglese - The EU's main institutions and the Euro
- Ragioneria - Principi contabili internazionali e nazionali
- Matematica - Problemi di scelta con effetti differiti: gli investimenti finanziari
- Informatica - Sicurezza e protezione dei database (con riferimento alla relativa direttiva europea)
- Italiano - Eugenio Montale: vita e opere