Transumanesimo: Umanità 2.0
Idee e limiti di una filosofia rivoluzionaria
Niccolò Balzarotti
Liceo Classico “Tito Livio”
Classe VD
A. S. 2014/2015
Indice analitico
Abstract
0. Introduzione
1. I pilastri del movimento
2. Una premessa filosofica: Nietzsche “padre” del Transumanesimo?
3. Sconfiggere la morte
4. Critica della ragion transumanista
5. Bibliografia
6. Ringraziamenti
7.
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Abstract
La presente tesina mira a delineare, nei suoi principali aspetti, il Transumanesimo, movimento culturale e filosofico che sostiene l'uso delle scoperte scientifiche e tecnologiche per aumentare le capacità fisiche e cognitive e migliorare gli aspetti della condizione umana considerati indesiderabili, come la malattia e l’invecchiamento.
Dopo un’introduzione generale sulla storia del movimento e sui principali obbiettivi, si passerà ad un confronto con la filosofia di Nietzsche per poi approdare ad un’analisi dettagliata delle soluzioni che i transumanisti propongono in merito alla questione della nostra mortalità.
Si concluderà infine con un’esposizione delle critiche da parte del mondo filosofico al Transumanesimo stesso.
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“Beatrice tutta ne l’etterne rote
fissa con li occhi stava; e io in lei
le luci fissi, di là su rimote.
Nel suo aspetto tal dentro mi dei,
qual si fè Glauco nel gustar l’erba
ch’el fè consorte in mar de li altri dèi.
Transumanar
significar per verba
non si poria; però l’essemplo basti
a cui esperienza grazia serba.” Dante, Paradiso I (Vv 62-72)
Già nel primo canto del Paradiso, Dante conia un termine nuovo, “transumanar”. L’idea è quella di partire dalla nostra condizione umana, caduca e piena di imperfezioni, per elevarci ad una nuova natura non più umana, ma quasi divina, le cui caratteristiche sarebbero praticamente irriconoscibili rispetto a quelle di partenza: sono passati trecento anni e le parole di Dante riecheggiano alla base di un movimento nato da circa cinquant’anni, ma con le idee ben chiare.
Il Transumanesimo infatti ha come obbiettivo ultimo la transizione da “umano a post-umano”: l’essere umano così come lo conosciamo nel giro di qualche decennio potrebbe subire una radicale svolta nella sua evoluzione grazie agli strumenti della scienza e della tecnologia.
Il “post umano” infatti indica un essere futuro le cui capacità fisiche e mentali siano in grado di superare di gran lunga le nostre, a tal punto da non poter essere più classificato come “umano”.
La sua sarebbe un’intelligenza superiore a quella di qualsiasi altro genio che sia mai esistito sulla Terra, nonché sarebbe in grado di raggiungere i duecentocinquant’anni di età grazie a difese immunitarie potentissime.
Sarebbe capace di poter controllare arbitrariamente i propri stati d’animo così da evitare la stanchezza, la noia e perfino il dolore: cose inimmaginabili per il limitato cervello di homo sapiens.
Il Transumanesimo costituisce una risposta laica ai desideri delle religioni tradizionali: i suoi esponenti, per nulla convinti della veridicità delle affermazioni della religione, l’aldilà vorrebbero realizzarlo qua, su questa Terra, grazie agli strumenti che la scienza ci offre.
Se siete scettici nei confronti del soprannaturale, ma dall’altro lato rifiutate di accettare con serenità la vostra mortalità come un vero stoico, il Transumanesimo è ciò che fa per voi.
Ben presto tutto ciò potrebbe diventare realtà.
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I pilastri del movimento
Il Transumanesimo nasce in California: è qui che nella metà degli anni Sessanta si diffonde una sottocultura alternativa e psichedelica ed è qui dove fiorisce per la prima volta il “Movimento del Potenziale Umano”, movimento New Age che attraverso lo studio delle esperienze mistiche cerca di esaltare le potenzialità umane.
Nel 1964, Robert Ettinger, da molti considerato uno dei padri del Transumanesimo, pubblica un saggio sulla crionica, tema nel quale ci avventureremo a breve: The Prospect of Immortality.
Sempre lo stesso Ettinger pubblica nel 1972 un altro saggio, un vero e proprio punto di riferimento per i transumanisti: “Man into Superman”, che anticipa una delle principali proposte del movimento stesso.
Ettinger ed altri studiosi come M. Esfandiary hanno fatto parte di una vera e propria sottocultura futurista che, durante gli anni Settanta e Ottanta, si è sviluppata ai margini della cultura dominante.
I primi veri transumanisti “dichiarati” compaiono negli anni Ottanta: l’Università della California di Los Angeles è infatti spesso sede di incontri formali e nel giro di qualche anno diventerà il centro principale dei militanti del Transumanesimo.
Nel 1986 è la volta della pubblicazione di un altro saggio importante per il movimento: Eric Drexler scrive “Engines of Creation”.
In quest’opera si ipotizza per la prima volta la possibilità di costruire delle “nanomacchine” di dimensioni microscopiche e controllate da computer, in grado di manipolare la materia anche a livello atomico e molecolare.
Nel 1988 il filosofo inglese Max Moore dà vita al primo numero dell’“Extropy Magazine”, a cui seguirà anche la fondazione dell’Extropy Institute: sia rivista che istituto saranno un punto di riferimento cruciale per l’estropianesimo, una delle correnti principali del Transumanesimo.
Negli anni Novanta arriva Internet: con i primi forum i punti di contatto tra diversi militanti transumanisti crescono sempre di più e il movimento comincia ad acquisire una fisionomia ben delineata.
La World Transhumanist Association nasce invece nel 1998, grazie a due filosofi inglesi, Nick Bostrom e David Pearce: l’obbiettivo è quello di diffondere il più possibile le idee transumaniste in ogni angolo del pianeta, con particolare interesse al mondo accademico, ambiente dove il movimento insiste ad essere riconosciuto come disciplina vera e propria, meritevole di studi alle spalle.
Per questo motivo esiste una rivista tecnica dedicata agli studi transumanisti, chiamata Journal of Evolution and Technology, i cui articoli sono sottoposti alla peer review.
Nel 2008 la WTA cambia nome in Humanity+ e nasce anche la prima rivista ufficiale del movimento, “h+ Magazine”.
Da movimento marginale riservato a nerd appassionati di fantascienza, il Transumanesimo al giorno d’oggi si è conquistato un palcoscenico di tutto rispetto, finendo sotto i riflettori di milionari high-tech della Silicon Valley.
Il Transumanesimo non è sicuramente un movimento unitario: le correnti all’interno del movimento sono numerose ed è difficile elencare gli obbiettivi di ciascuna in poche righe.
Tutte correnti però mirano allo stesso comune obbiettivo: l’immortalità.
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Comparso per la prima volta nel 1986 sulla rivista “Medical Hypotheses”, l’abolizionismo ha come principale scopo l’abolizione di qualsiasi tipo di sofferenza per l’uomo e per gli animali: secondo i suoi esponenti la biotecnologia in futuro sarà in grado di modificare i nostri corpi in modo da eliminare una volta per tutte la sofferenza.
Gli abolizionisti sono seguaci del filosofo settecentesco utilitarista Jeremy Bentham e fra questi troviamo molti animalisti, ambientalisti vegetariani e vegani: convinti eudemonisti, considerano la felicità individuale come il fine ultimo della vita.
Sono sostenitori di tecniche come la “deep brain simulation”, tecnica basata su una sorta di “pacemaker” del cervello con il fine di trattare i sintomi di patologie neurogenerative, o la TMS, la stimolazione magnetica transcraniale, che consiste nell’alterazione del funzionamento del cervello per trattare diverse patologie della mente.
Un’altra corrente, stavolta piuttosto radicale, è il postgenderismo: l’obbiettivo è quello dell’eliminazione del genere sessuale attraverso tecniche di biotecnologia artificiale, ancora inesistenti, come l’utero artificiale.
Secondo i postgenderisti in futuro le finalità riproduttive del sesso diventeranno obsolete e diventerà possibile cambiare sesso a proprio piacimento.
Si potrà assumere sia il ruolo paterno sia quello materno, con funzioni fecondative incluse: c’è chi propone, come George Dvorsky, la possibilità di avere più di due generi sessuali.
Non c’è che dire: vera e propria fantascienza!
I sostenitori del singolaritarianesimo sono favorevoli all’idea che l’accelerazione del processo tecnologico sarà in grado di dare alla luce un’intelligenza artificiale, due volte superiore a quella umana.
Secondo i singolaritarianisti questa visione sarebbe non solo possibile, ma altamente desiderabile, soprattutto perché rivoluzionerebbe il campo dell’ingegneria e della medicina con risultati sorprendenti.
Gli estropianisti, di cui si parlava prima, puntano invece al superamento di ogni limite, soprattutto di quello della mortalità.
I principi estropianisti si riassumono con poche parole: auto-trasformazione, ottimismo pratico, tecnologia intelligente, società aperta, auto-direzione, pensiero razionale.
Il tecnogaianismo infine sta a cuore agli ambientalisti più radicali: promuove infatti l’utilizzo di nanotecnologie per ripristinare l’ecosistema della Terra, e garantire un futuro sostenibile alle future generazioni.
Non solo: uno degli aspetti più interessanti di questo movimento è il cosiddetto terraforming, un insieme di diverse pratiche tecnologiche atte, in un futuro prossimo, a modificare l’atmosfera e i parametri fisico-chimici della superficie di un determinato pianeta.
Si spera così di poter trasferire la vita presente sulla Terra su un altro pianeta del nostro sistema Solare, e, perché no, anche sulla Luna.
I tecnogaiani appoggiano anche la costruzione di biosfere, ecosistemi artificiali chiusi nei quali è possibile mettere in atto diverse pratiche di sperimentazione scientifica.
Insomma il Transumanesimo è un movimento davvero variegato: è indirizzato a tutti coloro che sono fiduciosi nei metodi e nelle possibilità della scienza.
Il futuro prossimo, a credere alle parole di questi militanti, potrebbe essere molto vicino a quello di Star Trek.
Non c’è da stupirsi allora se sono numerosissime le associazioni americane che lavorano a fianco dei transumanisti per la realizzazione di questi ambiziosi progetti.
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In Italia a fare le veci del Transumanesimo esiste l’Associazione Italiana Transumanisti: fondata nel 2004, nel 2005 è stata registrata nella WTA.
Il sito di riferimento è www.transumanisti.it
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Una premessa filosofica: Nietzsche “padre” del Transumanesimo?
Risulta difficile delineare un quadro delle premesse filosofiche al Transumanesimo, dato che i suoi esponenti non sono certamente filosofi d’altri tempi, ma vivono e lavorano tutt’oggi e il loro pensiero è spesso soggetto a ripensamenti e a pareri contrastanti.
Ciò che senza dubbio accomuna i pensatori transumanisti è lo spirito fortemente razionalista ed empirista che affonda le sue radici fin dai tempi dell’Illuminismo, di pari passo con le idee utilitariste e pragmatiste della tradizione filosofica anglo-americana.
Ma forse è inesatto considerare tali filosofie come vere e proprie precursori delle idee transumaniste dato che costituiscono solamente un punto di partenza su cui elaborare un pensiero sempre più complesso e articolato, appoggiato soprattutto da una conoscenza scientifica in continua evoluzione.
Il “padre” del Transumanesimo può forse essere rintracciato nella figura del celeberrimo filosofo tedesco Friedrich Wilhelm Nietzsche?
Rispondere a questa domanda non è compito facile: ci hanno già provato molti dei più attivi esponenti del movimento, ma purtroppo non è ancora emersa una chiara visione d’insieme dell’influenza del pensatore tedesco sul movimento.
Prima di addentrarci in questi aspetti, è bene delineare il pensiero di Nietzsche e la sua influenza sul panorama filosofico del Novecento.
Friedrich Wilhelm Nietzsche, nato a Röcken il 15 ottobre 1844, può essere considerato un pensatore “epocale” nella storia della filosofia, in quanto emerge come figura di rottura con tutta la tradizione filosofica occidentale.
Famosissima è la sua inoppugnabile sentenza “Dio è morto”, che, oltre che ad una proclamazione della non-esistenza di Dio, simboleggia il culmine del progressivo tramonto di tutte le idee metafisiche che hanno caratterizzato la storia dell’Occidente da Platone fino al Positivismo.
Secondo Nietzsche, l’uomo, di fronte all’angoscia provocata dalla constatazione del divenire caotico del mondo, ha sentito il bisogno di creare dei mondi immaginari che fungessero da porti sicuri per le proprie speranze ed i propri desideri - uno fra tutti il desiderio di vivere per sempre - ed inoltre ha preteso che acquisissero il valore di “verità assolute”.
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Introduzione transumanesimo, tesina
La presente tesina mira a delineare, nei suoi principali aspetti, l'argomento del Transumanesimo, movimento culturale e filosofico che sostiene l'uso delle scoperte scientifiche e tecnologiche per aumentare le capacità fisiche e cognitive.
Collegamenti
- Italiano: Dante, paradiso, canto 1
- Filosofia: Nietzsche e il superuomo
- Storia: il nazismo
- Scienze: il determinismo biologico