Progetto caricabatterie Ni-Cd per dispositivi portatili
Michele Zandonà
ITIS G. Marconi Verona
Anno scolastico 2013-2014
Pila o batteria?
I termini pila e batteria sono dei sinonimi perché indicano entrambi un componente elettrico capace di fornire energia elettrica, però si distinguono per due motivi:
- Disposizione delle celle galvaniche
- Numero di elementi
Pacco batteria e visualizzazione degli elementi a disposizione verticale
Diversi tipi di pile e relativa struttura interna a disposizione orizzontale
Introduzione al progetto
I PowerBank sono dei dispositivi portatili formati da diverse batterie, i quali, una volta caricati e portati in viaggio, consentono di ricaricare diversi dispositivi come, ad esempio, cellulari, macchine fotografiche... dove non c’è la possibilità di una connessione alla rete elettrica.
Solitamente erogano una tensione di 5 V DC e hanno una capacità che varia in base ai tipi di modello (da 500 a 3000 mAh).
Tipologia di Power Bank
Nascita della pila
Alessandro Volta, nel 1799, riesce a realizzare la prima pila (zinco-rame).
Successivamente, nel 1836, John Frederic Daniell elaborò una pila, chiamata pila Daniell, sfruttando il prototipo inventato da Volta e apportando miglioramenti in termini di tensione e sicurezza d’uso.
Alessandro Volta mostra la sua pila a Napoleone nel 1801.
Prototipo della pila di Alessandro Volta in esposizione a Treviglio
Tela di Giuseppe Bertini, 1897, conservata nel Tempio Voltiano, Como.
Tipologia di pile
Le pile e batterie sono caratterizzabili con i seguenti parametri elettrici:
- Differenza di potenziale (V);
- Corrente elettrica (A);
- Capacità (Ah);
Pile primarie
Pile secondarie
Batterie al piombo/acido
Modalità di ricarica
Le modalità di ricarica delle batterie sono molteplici. Dipendono dalla tipologia di batteria e dalla velocità di carica che si vuole ottenere.
- Tradizionale
- A timer
- A impulsi
- Intelligente (∆V)
- Induttivo
Effetto memoria
Uno svantaggio che caratterizza alcuni tipi di pile secondarie è l’effetto memoria.
Questo fenomeno è dovuto alla crescita delle dimensioni dei cristalli di cadmio (nel caso di pile Ni-Cd), diminuendo così la superficie interessata dalle reazioni elettrochimiche. In alcuni casi è possibile che i cristalli crescano tanto da penetrare il separatore e cortocircuitare i due elettrodi, rendendo la batteria inutilizzabile.
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