Tesina
A cura di:
Giuseppe
Cerminara
Classe V D “Liceo Scientifico S. Patrizi”
Anno scolastico 2010/2011
La vita è bella,
La speranza di vivere di fronte alla morte.
Introduzione
Il percorso che voglio seguire è molto semplice.
Ciò che ha scatenato la persecuzione nei confronti degli ebrei è stata l’ascesa al potere del nazismo in Germania.
In verità Adolf Hitler aveva già manifestato odio nei confronti della popolazione giudea residente nell’Europa centrale nell’opera “Mein Kampf”, pubblicata nel 1925, ma è soprattutto con le Leggi di Norimberga del 1935 che il Führer riesce ad allontanare prima e sterminare in seguito gli ebrei, un vero e proprio attentato all'umanità, la vita dell'uomo che perde ogni valore.
“Veglia”
Il tema principale della poesia, di Giuseppe Ungaretti, è quello della guerra. Essa porta dolore. Trovatosi accanto ad un amico moribondo, il poeta racconta il dramma della guerra, dove la morte è dietro l'angolo.
Negli ultimi versi il poeta dice:
"Non sono mai stato/ Tanto / Attaccato alla vita".
Un invito all'accettazione ed all'esaltazione della vita ci è mosso da Nietzsche nel prediligere lo Spirito Dionisiaco a quello Apollineo.
Invece Seneca nelle “Epistulae morales ad Lucilium”, in particolare nel libro III nella lettera “La gioia di vivere”, n° 23 ci dà il consiglio di vivere la vita in modo felice e ci invita a non aver timore della morte.
“1984”
Mentre George Orwell teme che l’avvento delle nuove tecnologie possano causare un ritorno dei partiti di massa, i quali possono portare ad una nuova forma di razzismo.
Charles Baudelaire nella sezione Spleen et Idéal, di “Les Fleurs du mal”, parla dell'angoscia di vivere (Spleen), al quale si contrappone da una parte un ideale divino (Idéal) e dall'altra parte la morte, altra fonte di salvezza.
Nell'universo vi sono elementi che vivono da milioni di anni, è il caso della Luna, la cui nascita è dovuta ad un grande impatto.
“Guernica”
Da cornice al mio lavoro vi è “Guernica” di Pablo Picasso che ha funzione di far riflettere di fronte alle atroci cifre e alle immagini che attestano le crudeltà della guerra e del genocidio degli ebrei.
La vita è un dono che ciascuno di noi eredita.
Spegnerla per qualsiasi motivo, in qualsiasi momento è sprecare l’eredità ricevuta.
Peter Singer
La vita e la morte sono due facce della stessa medaglia, due opposti che si attraggono.
Fin dall'antichità gli uomini hanno dovuto lottare per difendere la propria vita. Essa non aveva molto valore, gli uomini erano considerati un nulla, pedine interscambiabili che venivano commercializzati in cambio di altre vite o di merce varia. Pian piano si è iniziato a capire che la vita è un bene prezioso ed è di proprietà di ogni singolo individuo. Nei secoli molte persone hanno basato il loro potere sulla vita altrui, poiché regnava l'ignoranza. La morte fa parte della vita, nel senso che ne è un aspetto fondamentale, naturale e imprescindibile. La morte dà significato alla vita, poiché una vita senza morte non sarebbe vita per come la conosciamo, non sarebbe umana, non sarebbe terrestre, non apparterrebbe neppure all’universo.
Ma la presenza della morte nella vita non deve intimorire. Non si deve aver paura della morte se la vita è vissuta degnamente.
Il primo passo è nel disprezzo della religione, che ci vuole timorosi della cosa più naturale del mondo, che è la morte, odiatori dell'unica cosa bella che il destino ci ha dato, che è la vita, e aspiranti a un cielo dove di eterna beatitudine vivono solo i pianeti, che non godono né di premi né di condanne, ma del loro moto eterno nell'universo. Guardiamo alla morte con occhio fermo e senza paura. Solo vedendo il reale, "nell’essere bambini”, trasformato in gioco nel capovolgere la triste realtà che è possibile trovare una speranza, una via d’uscita.
Bisogna riflettere sull’uso che ciascuno di noi fa della propria vita.
Questa riflessione si è fatta più insistente nel corso del “secolo breve”, appunto il ‘900 è contrassegnato da due catastrofiche guerre che hanno fatto milioni di morti.
Gli eventi del ‘900 hanno reso più evidente la vulnerabilità della condizione umana.
Infatti, l’uomo, nonostante sia capace di determinare nuovi scenari per il proprio progresso economico e sociale, è continuamente sull’orlo dell’abisso.
Questa precarietà umana è veramente il tratto distintivo del XX secolo rispetto alle epoche precedenti.
La necessità quindi di non sprecare con azioni banali e atteggiamenti futili la vita, evento irripetibile al quale solo la morte mette fine.
Storia
- L’ascesa del nazismo
- L’antisemitismo
- I campi di concentramento
L'ascesa di Adolf Hitler
La grave crisi economica del 1929 sconvolse non solamente gli Stati Uniti. Le ripercussioni politiche di questa nuova crisi furono rappresentate dall’ascesa al potere di Adolf Hitler. La carriera politica di Adolf Hitler iniziò nel 1923 con il Putsch di Monaco, un tentato colpo di stato che fallì. Condannato a due anni di prigione, impiegò il tempo della carcerazione per scrivere il “Mein Kampf”, "La mia battaglia". Uscito di prigione, nel 1925, si dedicò alla riorganizzazione del partito che già nelle elezioni del 1928 ebbe il 2,8% dei voti. La successiva travolgente crescita del nazismo è legata alla crisi economica del 1929 e alle sue devastanti ripercussioni sulla Germania. Nelle elezioni del 1930 i nazisti ottennero il 18% delle preferenze e poco di meno ottennero i comunisti. Questa bipolarizzazione dei voti sui partiti estremisti indebolì gravemente i partiti di centro e la lotta politica si radicalizzò. Nel 1932 alle elezioni presidenziali vinse a strettissima maggioranza Hindenburg ed alle successive elezioni per il parlamento, sempre nello stesso anno, il partito nazista ottenne 230 seggi, cioè la maggioranza relativa.
Hitler era riuscito a conquistare i voti dei disoccupati e della piccola borghesia. Era sostenuto e finanziato dalla borghesia industriale e dal padronato agrario ed era visto con grande simpatia anche dalle gerarchie militari.
Nel gennaio del 1933 Hindenburg diede ad Hitler l’incarico di formare il nuovo governo. Nasceva nel giro di pochi mesi il Terzo Reich. Le nuove elezioni furono indette per il 5 marzo 1933, il periodo pre-elettorale fu utilizzato dalle SA per indebolire gli oppositori del nazismo. Furono chiusi molti giornali, furono picchiati o uccisi molti esponenti dell’opposizione.
Il 27 febbraio ci fu un tentativo d’incendio doloso al Reichstag. La colpa fu addossata ai comunisti e fu promulgato un decreto che sospendeva i diritti costituzionali.
Nel 1935 vennero promulgate le Leggi di Norimberga con le quali si legalizzava l’antisemitismo.
Gli ebrei erano esclusi dal diritto di voto, dalle cariche pubbliche, dall’esercizio delle libere professioni e del commercio. Successivamente furono rinchiusi nei ghetti, subirono le più atroci violenze, le deportazioni e lo sterminio nei campi di concentramento.
Leggi di Norimberga
15 settembre 1935
Il Parlamento del Reich ha approvato all'unanimità la seguente legge:
Articolo I
1. Cittadino dello Stato è quella persona che gode della protezione del Reich Tedesco e che in conseguenza di ciò ha specifici doveri verso di esso.
2. Lo status di cittadino del Reich viene acquisito secondo le norme stabilite dai Decreti del Reich e dalla Legge sulla Cittadinanza dello Stato.
Articolo II
1. Cittadino del Reich può essere solo colui che abbia sangue tedesco o affine e che dimostri, attraverso il suo comportamento, il desiderio di voler servire fedelmente il Reich e il popolo tedesco.
2. Il diritto alla Cittadinanza viene acquisito attraverso la concessione di un Certificato di Cittadinanza del Reich.
3. Solo un cittadino del Reich gode di tutti i diritti politici stabiliti dalla Legge.
Articolo III
Il Ministro degli Interni del Reich, di concerto con il Vice Führer, emanerà le ordinanze e i provvedimenti amministrativi necessari ad integrare ed attuare questa legge.
La notte tra il 9 e il 10 novembre 1938 si consumava in Germania uno dei più odiosi e ignobili attentati contro la comunità ebraica tedesca. Esso è passato alla storia e tuttora ricordato come la “notte dei cristalli”.
Con il pretesto dell’uccisione a Parigi del terzo consigliere dell'ambasciata tedesca da parte di un giovane ebreo per vendicare la deportazione della sua famiglia, venne attuata in tutta la Germania questa notte di terrore orchestrata dalla propaganda di Goebbels, per punire quest’ultimo oltraggio degli ebrei al popolo tedesco.
L'antisemitismo
L'antisemitismo si può definire un'avversione nei confronti degli ebrei che si traduce in forme di discriminazione e di persecuzione, spesso cruenta e culminata nel corso della seconda guerra mondiale nello sterminio di milioni di persone.
Il termine fu coniato intorno al 1879 per designare l'ideologia e l'atteggiamento persecutorio nei confronti degli ebrei. L'ideologia antisemita si basa su una teoria razzista, inizialmente formulata in Francia e in Germania alla metà del XIX secolo, secondo la quale le persone della cosiddetta "razza ariana" sarebbero per fisico e temperamento superiori agli ebrei. Verso la fine del XIX secolo in Europa si verificò un ritorno del pregiudizio antisemita, ma stavolta su fondamenti diversi. Ai motivi religiosi si sostituirono quelli politici ed economici.
Anche lo sviluppo del capitalismo, in cui gli ebrei ebbero un importante ruolo finanziario, contribuì alla diffusione di stereotipi che alimentarono il pregiudizio antisemita.
In Francia, Germania e Russia, contemporaneamente alla diffusione di ideologie nazionalistiche e anticapitalistiche, si diffuse, in misura molto maggiore che negli altri stati europei, un forte risentimento nei confronti degli ebrei.
Fu soprattutto in Germania e in Austria che si sviluppò l'antisemitismo moderno.
Gli argomenti utilizzati dall'antisemitismo tedesco erano fondamentalmente due:
- Il primo affermava la superiorità della "razza ariana" e metteva in guardia dal pericolo di una sua corruzione rappresentato dai matrimoni con individui di razza ebraica;
- Il secondo sosteneva la pericolosità del liberalismo, considerato da una parte dell'élite tedesca come una dottrina squisitamente ebraica.
La diffusione dei sentimenti antisemiti fu utilizzata spregiudicatamente da Bismarck contro le opposizioni democratiche e marxiste: indicando gli ebrei come i fomentatori delle lotte sociali, egli pensava di contrastare l'affermazione del movimento socialista.
Da allora sulla scena politica tedesca vi fu sempre almeno un partito apertamente antisemita fino al 1933, anno in cui l'antisemitismo divenne addirittura politica ufficiale del governo nazionalsocialista.
I campi di concentramento
“Un attentato ontologico all’umanità”
Tra il 1933 e il 1945, la Germania Nazista costruì circa 20.000 campi di concentramento, con l’intento di imprigionarvi milioni di persone. Questi campi venivano usati con diversi scopi: oltre a quelli adibiti principalmente al lavoro forzato, altri, invece, costruiti principalmente o esclusivamente per l’eliminazione in massa dei prigionieri. Fin dal suo avvento al potere, nel 1933, il regime Nazista cominciò a realizzare una serie di strutture di detenzione per imprigionare ed eliminare i cosiddetti “nemici dello Stato”. La maggior parte dei prigionieri, in quel primo periodo, era costituita da cittadini tedeschi: comunisti, socialisti, social-democratici, Rom, Testimoni di Geova, omosessuali e persone accusate di comportamenti ritenuti asociali o devianti.
Queste strutture venivano chiamate “campi di concentramento” in quanto servivano a “concentrare” fisicamente i prigionieri in un unico luogo.
Il trasporto delle vittime nei campi di sterminio avveniva generalmente in treno.
La polizia pagava alle ferrovie di stato un biglietto di sola andata di terza classe per ciascun deportato, se il carico superava le 1000 persone, veniva applicata una tariffa collettiva pari alla metà di quella normale. I treni, composti da vagoni merci sprovvisti di tutto, persino di buglioli e prese d'aria e molti deportati morivano lungo il tragitto. Le destinazioni più tristemente famose, fra le tante, furono Buchenwald, Dachau, Bergen-Belsen, Flossenburg (in Germania), Mauthausen (in Austria), Treblinka, Birkenau, Auschwitz (in Polonia).
Quest'ultimo era il più grande tra i campi di sterminio; vi trovò la morte oltre un milione di ebrei, molti dei quali furono prima usati come cavie umane in esperimenti di ogni tipo. Per una rapida eliminazione dei corpi, nel campo vennero costruiti grandi forni crematori.
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- L’ascesa del nazismo
- L’antisemitismo
- I campi di concentramento
Italiano
- Giuseppe Ungaretti, “Veglia”
Filosofia
- Nietzsche, Dioniso come “Si” totale alla vita
Latino
- Seneca
- Le epistulae morales ad Lucilium
- Libro III, lettera n° 23, “La gioia di vivere”
Inglese
- George Orwell, “1984”
Francese
- Charles Baudelaire, “Spleen”
Geografia astronomica
- Le origini della Luna
Arte
- Il cubismo
- “Guernica”, di Pablo Picasso