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P sua poesia. Il fatto di uguaglianza è una concezione estetica, e anche interiore dell’individuo, avere una pelle di un altro colore ti rende diverso,
Il tema fondamentale di questa tesina è credere in un altro Dio ti rende diverso, avere tanti
Uguaglianza
l’ o pochi soldi ti rende più o meno importante, ed è
Ho preso in considerazione, per questo tema, Hitler e il suo odio verso gli ebrei, la sua concezione
per questi motivi che si formano i gruppi; i singoli
che ci fosse un’unica razza al mondo, la razza individui stanno con chi ha i loro stessi interessi,
ariana. diverso, mentalità diversa) allora lo si elimina.
Ho analizzato, inoltre, la poesia di Eugenio Montale, che descrive l’arrivo di Hitler a Firenze, descrivendolo come un diavolo, seguito da falene impazzite.
Ho messo in contrapposizione la teoria di Hitler sugli ebrei e sulla loro persecuzione, e la teoria di Aldous Huxley sull’eugenetica, sulla creazione
di un mondo nuovo dove il diverso non esiste più, dove tutti sono uguali agli altri, hanno i loro gruppi
di appartenenza, e provano felicità nonostante i valori reali dell’uomo si siano distrutti.
Ma questo sentimento di felicità non è voluto, è imposto!
Nel caso di Aldous Huxley, nel romanzo Brave New World, questa felicità artefatta è imposta con l’assunzione di droghe, con la manipolazione della mente attraverso la genetica, e la creazione artificiale di individui senza anima.
Nel caso di Hitler, è il condizionamento mentale, il sapere convincere le persone, che sterminare chi è diverso sia l’unica soluzione per avere un senso di serenità interiore.
Questo lo descrive indirettamente Montale nella
...Noi, siamo poi così diversi?
Siamo stati creati allo stesso modo, proviamo gli stessi sentimenti: amore, rabbia, tristezza ecc...
Abbiamo gli stessi valori, come la famiglia, gli amici, sapere cosa è giusto e cosa è sbagliato.
...La giusta soluzione per avere una felicità reale e concreta sarebbe saper accettare la diversità di un altro individuo e imparare da esso nozioni che possono farci crescere e sviluppare una mentalità più aperta e solida.
2 Eugenio Montale
(1896-1981) 3
La poesia
La poesia di Montale è una visione pessimistica e desolata della vita di oggi, dove sono crollati gli ideali romantici e positivi, tutto sembra non avere un senso ed essere oscuro e misterioso.
Per lui, la vita è come camminare lungo una muraglia con in cima cocci di bottiglia aguzzi, impedendo di vedere il significato della vita.
Non c’è alcuna fede religiosa o politica che liberi l’uomo dall’angoscia esistenziale. Nemmeno la poesia può offrire all’uomo alcun aiuto.
Montale non abbandona la convinzione negativa della vita, un’idea espressa dal suo libro “Ossi di Seppia”, confermandola nelle sue ultime opere.
Di fronte al male di vivere c’è la divina indifferenza, ovvero, il distacco dignitoso dalla realtà; questa indifferenza non è sempre concessa al poeta, il quale è spesso preso dalla nostalgia di un mondo diverso, e dall’ansia di scoprire.
Essenzialità: è la ricerca di autenticità, di verità a livello filosofico.
La bufera e altro
(1956)
Pubblicato nel
Nasce a Genova nel 1896, qui trascorre gli anni della gioventù, fra Genova e Monterosso.
Dopo aver preso il diploma inizia a lavorare nella ditta paterna e a studiare canto operistico, voleva diventare un cantante professionista.
Nel 1917 viene chiamato alle armi, frequenta il corso di allievi ufficiali a Parma, dove conosce Sergio Solmi, il quale lo inserisce nel mondo degli intellettuali torinesi.
Viene successivamente inviato sul fronte in Trentino, al finire della guerra comanderà il campo di prigionia di Lanzo Torinese.
Nel 1918 viene congedato e fa ritorno a Genova.
Nel 1925 firma il manifesto degli Intellettuali Antifascisti di Giovanni Amendola e Benedetto Croce.
Conosce Roberto Bazlen che gli fa conoscere le opere di Svevo; grazie agli articoli montaliani (1925-1926) sulla narrativa sveviana nasce una fortuna critica italiana ed europea di Svevo.
Nel 1929 è direttore della Biblioteca del Gabinetto Vieusseux (istituzione culturale di Firenze, punto d’incontro della cultura italiana ed europea) fino a quando è allontanato dall’incarico (1937) perché si è rifiutato di prendere la tessera del Partito fascista.
Questi anni sono caratterizzati da un’intensità di rapporti umani e culturali.
Nel 1944-1945 si iscrive al Partito d’Azione e lavora per il Comitato Nazionale di Liberazione toscano.
Nel 1967 viene nominato senatore a vita.
Muore il 12 settembre 1981.
In quest’opera abbiamo un linguaggio più aperto a toni discorsivi e polemici.
Accanto all’analisi di problemi individuali vi è un confronto con i problemi e le ideologie del tempo, in una visione principalmente critica.
L’unica a incarnare una speranza di salvezza, in un mondo cupo e ferito è la donna, in particolare colei da cui Montale ha preso ispirazione: Clizia, pseudonimo di Irma Brandeis.
Ella riveste un ruolo importante nella raccolta, quasi tutte le poesie del poeta sembrano dettate da un visiting angel.
Clizia funge da dolce lontano messaggero che si rende presente al poeta con i suoi messaggi suggestivi e oscuri; sembra che svolga un ruolo salvifico (salvare gli uomini) simile a quello di altre famose ispiratrici (Beatrice di Dante e Laura di Petrarca).
In liriche come “La primavera hitleriana”, Clizia pare incarnare la salvezza, la sua opera sembra incarnare il sacrificio supremo, quello di Cristo.
In questo libro, Montale canta con sofferenza la bufera che investe l’umanità, esprime in versi il male che travolge l’uomo, lo vede con disincantata razionale lucidità, e lo combatte con l’arma della profezia.
Afferma un senso di fratellanza nei confronti dell’umanità intera.
La primavera hitleriana
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Questa poesia nasce dopo l’incontro a Firenze tra Mussolini e Hitler, nella primavera del 1938 (maggio).
L’alleanza fra i due dittatori viene rafforzata, e per Montale questo sembra un chiaro presagio di una catastrofe globale: la seconda guerra mondiale.
Dopo questo incontro, il fascismo divenne sempre più antisemita e stipulò, nel settembre del 1938, le leggi razziali: la politica razzista di Mussolini fu la causa dell’emigrazione di Irma Brandeis verso gli Stati Uniti, perché la studiosa era di origine ebraica.
Molte liriche della raccolta sono dedicate a Irma Brandeis, concepita dall’autore come tramite tra cielo e terra, una specie di donna angelo in grado di rimediare, con la sua presenza, al male del mondo e salvarlo dalle barbarie del nazifascismo.
Folta la nuvola bianca delle falene impazzite
Turbina intorno agli scialbi fanali e sulle spallette,
stende a terra una coltre su cui scricchia
come su zucchero il piede (l’estate imminente sprigiona
ora il gelo notturno che capiva
nelle cave segrete della stagione morta,
negli orti che da Maiano scavalcano a questi renai.
Da poco sul corso è passato a volo un messo infernale
Tra un alalà di scherani, un golfo mistico acceso
E pavestato di croci a uncino l’ha preso e inghiottito,
si sono chiuse le vetrine, povere
e inoffensive benché armate anch’esse
di cannoni e giocattoli di guerra,
di bacche il muso dei capretti uccisi,
la sagra dei miti carnefici che ancora ignorano il sangue
s’è tramutata in un sozzo trescone d’ali schiantate,
di larve sulle golene, e l’acqua seguita a rodere
le sponde e più nessuno è incolpevole.
Tutto per nulla dunque? E le candele
Romane a San Giovanni, che sbiancavano lente
l’orizzonte, ed i pegni e i lunghi addii
forti come un battesimo nella lugubre attesa
dell’orda (ma una gemma rigò l’aria stillando
sui ghiacci e le riviere dei tuoi lidi
gli angeli di Tobia, i sette, la semina
dell’avvenire) e gli eliotropi nati
dalle tue mani – tutto arso e succhiato
da un polline che stride come il fuoco
e ha punte di sinibbio…
Oh la piagata
Primavera è pur festa se raggela
in morte questa morte! Guarda ancora
in alto, Clizia, è la tua sorte,
tu che il cieco sole che in te porti
si abbacini nell’altro e si distrugga
in Lui, per tutti. Forse le sirene, i rintocchi
che salutano i mostri della sera
della loro tregenda, si confondono già
col suono che slegato dal cielo, scende, vince
col respiro di un’alba che domani per tutti
si riaffacci, bianca ma senz’ali
di raccapriccio, ai greti arsi del sud…
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Parafrasi e analisi del testo
La prima strofa parla di questa strana nevicata di farfalle come segno di qualcosa di lugubre che si avvicina, presagendo la visita di Hitler a Firenze nel maggio del 1938: questa presenza malefica è simboleggiata da un’improvvisa ondata di gelo.
Versi 1-7
Si parla di uno sciame bianco di farfalle impazzite che turbina intorno ai lampioni smorti e sui muretti, distendendo a terra uno strato dove i piedi scricchiolano, l’estate che sta arrivando emana il gelo notturno che era contenuto nei nascondigli segreti dell’inverno, negli orti che dal Maiano si susseguono fino a queste rive sabbiose del fiume Arno.
Seconda strofa
Nella parata in onore di Hitler viene trasformata dall’autore come una vera e propria “messa nera” in onore del nuovo Lucifero: il golfo mistico è il teatro di Wagner che per l’occasione viene illuminato e addobbato di bandiere con le svastiche.
Il macellaio
Versi 8-19
Introduzione tesina sull'uguaglianza
Il tema fondamentale di questa tesina è l'uguaglianza. Ho preso in considerazione, per questo tema, Hitler e il suo odio verso gli ebrei, la sua concezione che ci fosse un’unica razza al mondo, la razza ariana. Ho analizzato, inoltre, la poesia di Eugenio Montale che descrive l'arrivo di Hitler a Firenze, descrivendolo come un diavolo, seguito da falene impazzite.
Nella tesina di maturità ho messo in contrapposizione la teoria di Hitler sugli ebrei e sulla loro persecuzione e la teoria di Aldous Huxley sull'eugenetica, sulla creazione di un mondo nuovo dove il diverso non esiste più, dove tutti sono uguali agli altri, hanno i loro gruppi di appartenenza e provano felicità nonostante i valori reali dell’uomo si siano distrutti.
Collegamenti
Tesina sull'uguaglianza
- Storia: Hitler e la sua idea di razza perfetta.
- Italiano: Eugenio Montale con la poesia "La primavera Hitleriana".
- Tecnica della produzione: Il significato e i messaggi della Propaganda Nazista contro le razze inferiori.
- Inglese: Aldous Huxley, "Brave New World".