INDICE
INTRODUZIONE
Motivazione personale della scelta
CAPITOLO 1 “Dalle origini ad oggi”
1.1 Che cos’è ?
Le sue origini e la sua espansione Pagina 1
1.2 Reiki in english Pagina 3
CAPITOLO 2 “Reiki e Sanità pubblica: un’unione
possibile?”
2.1 Il Reiki utilizzato in ospedale Pagina 4
2.2 “Regolamentazione delle discipline bio-naturali” Pagina 8
CAPITOLO 3 “Le tecniche, gli impieghi e la sensazione
di provare da vicino”
3.1 Le diverse tecniche e i loro impieghi Pagina 9
3.2 Esperienza personale Pagina 15
CAPITOLO 4 “Che cosa cura il Reiki?”
4.1 Una delle malattie trattabili: l’Emicrania Pagina 16
4.2 I disagi psicologici trattabili Pagina 19
4.3 L’Inetto e il suo riferimento storico-letterario Pagina 23
CAPITOLO 5 “Testimonianze & Statistiche”
5.1 Casi e testimonianze accertate Pagina 27
5.2 Statistiche di impiego della terapia accertate Pagina 31
CONCLUSIONE
BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA
INTRODUZIONE
Motivazione personale della scelta
Per me la scelta non è stata difficile, perché pochi mesi prima della decisione
dell’argomento mi ero avvicinata in modo particolare a questo mondo,
conseguendo un corso di primo livello.
L’obiettivo di tale percorso è quello di far conoscere questa terapia, anche a
chi non ne è ancora a conoscenza. Al giorno d’oggi la conoscenza del Reiki
comincia ad ampliarsi, anche grazie alla sua introduzione all’interno dei reparti
ospedalieri.
La ricerca delle informazioni non è stata troppo difficile, molte cose mi sono
state fornite da colei che mi ha fatto il corso e Internet è stata un’efficace
fonte di informazioni.
Oltre ad Internet anche alcuni libri specifici mi hanno permesso di spiegare e
approfondire concetti di cui non ero a conoscenza.
Un capitolo secondo me molto significativo è stato quello riguardante l’uso del
Reiki all’interno degli ospedali, una nuova introduzione di una tecnica di cui non
tutti sono a conoscenza e quindi potrebbero anche titubare nel sottoporsi a
tale terapia.
Probabilmente con maggiore informazione si amplierebbe il suo utilizzo anche
in altri centri ospedalieri e i pazienti non sarebbero indecisi se fidarsi o meno
della pratica.
Siccome la tesina avrebbe dovuto risultare multidisciplinare, trovare i
collegamenti dopo una riflessione piuttosto lunga non è stato complicato: per
collegarmi a psicologia mi sono affidata ai disagi psicologici, come i disturbi
d’ansia e d’umore, cultura medico sanitaria mi ha permesso di parlare
dell’emicrania e in parte dell’ictus grazie agli studi dell’ospedale di Milano, di
italiano e storia ho potuto affrontare il concetto di Inetto di Italo Svevo e il
suo contesto storico. CAPITOLO 1.1
Che cos’è il Reiki?
Quali sono le sue origini?
Il Reiki è definibile: metodo di benessere naturale, di auto guarigione e di
crescita personale.
Il termine Reiki indica appunto il livello di energia che è comune a tutti gli
esseri viventi, che mantiene in vita le cose.
Il Reiki agisce sia a livello emozionale, fisico, mentale e spirituale procurando
benessere a quello che era stato un blocco energetico.
L’energia Reiki viene trasmessa dall’operatore appoggiando semplicemente i
palmi delle mani sul corpo della persona, completamente vestita, distesa su un
lettino o comodamente seduta, la quale potrà percepire diverse sensazioni da
lui interpretate ed eventualmente esternate.
Dopo il trattamento ci si può sentire più calmi, concentrati e vigili oppure
migliorare il sonno, ogni trattamento è molto soggettivo, cioè ogni persona può
captare emozioni e sensazioni molto diverse.
Nel Reiki non si parla di vocazione o predisposizione e soprattutto non ci sono
limiti d’età, è sostanzialmente adatto a tutti.
È particolarmente indicato per chi soffre ad esempio di: insonnia, depressione,
stati emotivi confusi, disturbi o dolori acuti o cronici, disturbi allo stomaco,
mancanza e eccessivo appetito, eccessiva irritabilità, ecc.
Quando si parla di Reiki non si parla di una religione, né di una scienza e
nemmeno ci si mette in contrasto con le terapie convenzionali, le quali vengono
semplicemente affiancate da questo metodo.
Quest’antica tecnica fu scoperta nel 1922 in Giappone dal Dr. Mikao Usui, il
quale in breve tempo mise a disposizione le pratiche iniziali insegnandole
inizialmente a circa duemila studenti giapponesi.
Usui con l’imposizione delle mani si concentrava sull’efficacia dell’amore e
dell’energia dell’universo sui vari apparati o per i diversi utilizzi.
Alla morte di Usui, sopraggiunta nel 1926, uno suo studente Hayashi semplificò
l’insegnamento del Reiki. Fu lui ad iniziare al Reiki Takata, la quale partì per
l’Occidente, precisamente per Honolulu (Hawaii) nel 1937, spostandosi
successivamente verso la British Columbia (Canada).
Viaggiò praticando e insegnando i primi due livelli Reiki, nel 1976 Takata
introdusse il termine Reiki Master, il livello più alto di conoscenza.
Prima della sua morte, nel dicembre 1980, per far si che il Reiki si diffondesse
in tutto l’Occidente anche senza di lei preparò ben ventidue insegnanti.
Al giorno d’oggi anche il nipote di Takata, Furumoto, ha fondato
un’associazione in onore del Reiki.
Un master, studente anch’esso di Takata, decise infine di abolire il costo
troppo elevato per perseguire il master consentendo al Reiki di diffondersi più
ampiamente.
A Tokyo in Giappone esiste un monumento commemorativo di Usui, costituito
da un masso collocato vicino alla tomba contenente le sue ceneri e quelle della
sua famiglia.
Contiene un memoriale mantenuto dalla morte di Usui fino ad oggi, il testo è il
seguente:
“Colui che si dedica con impegno allo studio e alla meditazione e lavora
instancabilmente per migliorare il corpo e la mente allo scopo di diventare una
persona migliore è chiamato un uomo dalla grande anima. Coloro che utilizzano
questo dono per scopi sociali, ovvero indicare la retta via a molte persone e
operare per il bene comune, sono chiamati Maestri. Usui era uno di questi
maestri. Egli insegnò il Reiki Universale. Innumerevoli persone andarono da lui
e gli chiesero di insegnare loro la grande via del Reiki.”
Mikao Usui Hayashi
Monumento commemorativo di Usui
Takata CAPITOLO 1.2
Now, Reiki in English
Reiki is a system of healing originating in Japan, by Dr. Mikao Usui, a Japanese
doctor.
Reiki is a form of touch therapy in which the therapist uses hands.
They emit weak energy, lay his or her hands on the site of the problem, this
enables energy start to flow through the therapist’s hands to the patient.
The principles of Reiki are:
Just for today, do not worry
Just for today, do not anger
Honour your parents, teachers and elders
Earn your living honestly
Show gratitude to every living thing
During a Reiki treatment patients lie on a massage table and can listen light
music to facilitate their relaxation.
Reiki can be used to treat acute problems, such as accidental injuries as well
as chronic problems such as asthma, eczema, headaches, etc
There are three levels of Reiki. At first degree the therapist learn to
practice the treatment on themselves and others.
At second degree the therapist learn distant healing and a technique which
addresses the cause of the problems.
The third degree is the Master level, just for who want to make a lifestyle, a
work and also teach it. CAPITOLO 2.1
Il Reiki utilizzato in ospedale
È stato dimostrato che oggi il connubio allopatia e Reiki è possibile.
Ciò constatato dalle ultime indagini dei più prestigiosi ospedali italiani e non.
Ad esempio l’Ospedale S. Carlo Borromeo di Milano, l’Azienda Sanitaria della
Regione Toscana e il Policlinico di Roma.
Una significativa esperienza è da attribuire all’Azienda Ospedaliera San
Giovanni Battista di Torino Ospedale Molinette. Infatti dal 2003 con l’aiuto
del personale medico si stanno svolgendo importanti indagini sull’efficacia del
Reiki sui malati del reparto oncologico, nel corso delle diverse fasi delle
malattie. Ogni paziente è seguito da un’equipe medica composta da: un medico,
uno psicologo, gli infermieri e l’operatore Reiki.
Ospedale S.Carlo Borromeo (MI) Policlinico Umberto I (ROMA)
www.impianticeresoli.com http://locali.data.kataweb.it
Azienda Ospedaliera San Giovanni Battista
Ospedale Molinette (TO)
www.natrusso.it
Il quotidiano “La Repubblica” riporta il seguente articolo riguardante i risultati
dell’ospedale di Torino: [il
“(…) Dall’esperienza di altri paesi nel mondo, Reiki] è arrivato negli ospedali
anche in Italia ed è stato sperimentato tra i pazienti oncologici in un primo
studio pilota effettuato al Coes, il centro oncologico delle Molinette. Il
risultato è a dir poco sorprendente. Il 98 per cento delle persone trattate con
il Reiki ha dichiarato di averne tratto un beneficio psicofisico. La sensazione
descritta è di un sensibile calo dell’ansia soppiantata da un effetto di
rilassamento generale, accompagnato da una piacevole sensazione di calore e
da un notevole miglioramento dell’umore. In una piccola percentuale (il 10 per
cento) i pazienti hanno dichiarato di aver avvertito anche una riduzione del
dolore. (…)”
Sempre in questo periodo anche “Torino Cronaca” e “La Stampa” ne hanno
parlato.
Quest’ultima riporta tale articolo:
“Lo studio effettuato sull’efficacia del Reiki (…) in integrazione alle terapie
dei pazienti con neoplasia avanzate rileva che i 94 trattamenti eseguiti hanno
portato beneficio nel 98% dei casi. Il benessere è prodotto da un effetto di
rilassamento, accompagnato da una piacevole sensazione di calore e da un
notevole miglioramento dell’umore: lo stato emotivo di tranquillità in alcuni casi
si protrae anche per alcuni giorni dopo il trattamento. (…). Alcuni pazienti
hanno riferito di aver notato un miglioramento nella qualità del sonno. (…)”
Anche nell’Ospedale Cardinal Massaja di Asti dal 2008 è iniziata una ricerca
scientifica sull’efficacia di tali trattamenti su pazienti sottoposti a
chemioterapia e radioterapia.
Non solo negli ospedali italiani è stato introdotta la terapia Reiki.
Altri esempi sono:
L’ospedale di Altinopolis (Brasile)
Numerose assicurazioni e casse mutualistiche in Svizzera finanziano
questo tipo di trattamento
Il Memorial Sloan-kettering Cancer Center di New York (troviamo sei
dottori e venticinque infermiere che lo utilizzano)
Il Marin General Hospital (California)
Il Dana-Farber Cancer Institute (Boston)
Il Warren Grant Magnuson Clinical Center of the National Institutes of
Healt
(nel quale è stato introdotto il Reiki da Pamela Miles, maestra Reiki da
ormai vent’anni)
Il Portsmouth Regional Hospital (New Hampshire, fornisce dal 1995
oltre duemila sedute all’anno in ogni reparto dell’ospedale)
E moltissimi altri ancora.
Tornando ancora una volta in Italia due note dottoresse hanno condotto
importanti studi.
La prima, la Dott.ssa Silvia Cecchini ha condotto uno studio su portatrici di
infezione cervicale da HPV trattate con il Reiki, i risultati sono stati piuttosto
promettenti: la regressione spontanea nelle pazienti non trattate è stata del
27%, mentre la percentuale della regressione con Reiki è stata dell’ 83%.
Inoltre la dottoressa sul suo sito internet ha anche chiesto la collaborazione
per l’inserimento del Reiki nel S.S.N.
La seconda, la Dott.ssa Luisa Merati ha coordinato una ricerca riguardante
l’efficacia del Reiki come terapia per l’emicrania (presso l’Ospedale S. Carlo
Borromeo di Milano).
I dati risultanti da tale ricerca hanno evidenziato che nella quasi totalità delle
sedute il/la paziente affetta/o da emicrania è riuscita/o a rilassarsi
mediamente o addirittura profondamente.
Vi sono importanti vantaggi, anche economici, del Reiki nella gestione sanitaria:
a. Non ha effetti collaterali né controindicazioni
b. È estremamente riproducibile, indipendentemente dalla persona fisica
curante
c. È praticabile da medici, infermieri, fisioterapisti, psicologi o volontari,
su pazienti ricoverati o in day hospital senza costi aggiuntivi per il
sistema sanitario
d. Non utilizza aghi, strumenti, apparecchiature o strutture particolari
e. È di facile apprendimento e alla portata di tutti
(Riza Scienze, 2002, a cura di due medici di Milano)
Secondo la nota maestra Reiki,
Pamela Miles “un modo
straordinario per introdurre il
Reiki negli ospedali e in altri
ambienti medici convenzionali è di
istruire gli studenti di medicina.
Ho presentato il Reiki in molte facoltà di medicina e ho preparato molti
studenti nel Programma di Medicina Integrativa dell’Università
cit.
dell’Arizona. (…)”
Infatti l’operatore sanitario oltre ad usarlo sui pazienti, il Reiki lo può
utilizzare su se stesso dato che è stata accertata l’efficacia nella
prevenzione e cura del burnout, cioè aiuta a riprendersi dalla fatica fisica,
dallo stress, dai cambiamenti di orario e a migliorare il sistema immunitario
del soggetto per evitare di ammalarsi troppo spesso.
Un esempio concreto è il CESPI di Torino, ente di formazione degli
infermieri, che dal 2002 ha introdotto i corsi Reiki nel suo programma.
Sui pazienti invece i trattamenti hanno un effetto notevolmente diverso:
tranquillizzano e rasserenano prima di un operazione, viene util
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