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Teoria e prassi

Da Marx alla Rivoluzione Russa

Tesi liberamente consultabile online

All’indirizzo

http://andreacannella.altervista.org

Esami di Maturità 2007/2008

Istituto d’Istruzione Secondaria Superiore “Quintino Cataudella”

Sezione Liceo Scientifico

Classe V C

Alunno: Andrea Cannella – www.andreacannella.com

Sommario

  • 1. Filosofia: Karl Marx....................................................................................................... 4
  • 1.1 Vita e opere............................................................................................................ 4
  • 1.2 Caratteristiche del sistema filosofico......................................................................5
  • 1.3 Confronto con Hegel e Feuerbach..........................................................................5
  • 1.4 Il termine “Alienazione”.......................................................................................... 6
  • 1.5 La concezione della storia...................................................................................... 7
  • 1.6 Il “Manifesto del Partito Comunista”.......................................................................8
  • 1.7 Il “Capitale”............................................................................................................ 9
  • 1.8 La “Rivoluzione” e la “Dittatura del Proletariato”.................................................11
  • 2. Storia: la Rivoluzione Russa....................................................................................... 12
  • 2.1 Russia: dal conflitto alla rivoluzione....................................................................12
  • 2.2 La Rivoluzione di Febbraio................................................................................... 13
  • 2.3 I Soviet................................................................................................................ 13
  • 2.4 Lenin e le “Tesi d’Aprile”...................................................................................... 14
  • 2.5 Da Kerenskij alla Rivoluzione d’Ottobre...............................................................14
  • 2.6 Guerra civile e contrasti con le altre potenze......................................................16
  • 2.7 La “Terza Internazionale”..................................................................................... 17
  • 2.8 Economia: comunismo di guerra e NEP...............................................................18
  • 2.9 Rivoluzione e società........................................................................................... 19
  • 2.10 Da Lenin a Stalin: verso il totalitarismo.............................................................20
  • 3. English literature: “Utopia”........................................................................................ 22
  • 3.1 Utopian and Dystopian fiction.............................................................................22
  • 3.2 George Orwell: life and works.............................................................................. 23
  • 4. Letteratura Italiana: Il futurismo............................................................................. 24
  • 4.1 Il futurismo Italiano............................................................................................. 24
  • 4.2 Il Futurismo Russo............................................................................................... 25
  • 4.3 Vladimir Majakovskij............................................................................................ 27
  • 5. Storia dell’Arte: Realismo e Futurismo.......................................................................28
  • 5.1 Gustave Courbet................................................................................................. 28
  • 5.2 Jean François Millet.............................................................................................. 29
  • 5.3 Il Futurismo.......................................................................................................... 31
  • 5.3.1 Umberto Boccioni.......................................................................................... 32
  • 5.3.2 Giacomo Balla............................................................................................... 33
  • 6. Fisica: onde e magnetismo........................................................................................ 35
  • 6.1 Le equazioni di Maxwell....................................................................................... 35
  • 6.2 Lo spettro elettromagnetico................................................................................ 36
  • 7. Matematica: differenziale e integrale........................................................................38
  • 7.1 Differenziale di una funzione...............................................................................38
  • 7.2 Significato geometrico del differenziale..............................................................39
  • 7.3 Integrale indefinito (definizione)..........................................................................39
  • Bibliografia e Sitografia................................................................................................ 40

1. Filosofia: Karl Marx

1.1 Vita e opere

Karl Marx è uno dei filosofi più importanti dell’età moderna.

Nacque a Treviri nel 1818 da una famiglia ebrea (ma comunque su posizioni agnostiche), convertitasi al protestantesimo per ragioni di opportunità politiche.

Il padre era avvocato e fu grazie a lui che a Karl venne impartita un’educazione di stampo razionalistico-liberale.

Terminati gli studi liceali si iscrisse (1835-1836) alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bonn e successivamente a Berlino, dove, nel 1839, entrò in contatto con il club dei “Giovani Hegeliani” tramite il quale cominciò lo studio della filosofia (soprattutto l’idealismo hegeliano). Cambia facoltà e si iscrive in Filosofia, dove si laurea (a Jena) nel 1841 discutendo una tesi dal titolo “Differenza tra la filosofia della natura di Democrito e quella di Epicuro”. Abbandona qualsiasi sogno di carriera universitaria ed intraprende l’attività di giornalista. Scrive diversi articoli sulla condizione operaia nella neonata industria tedesca oltre che su altre tematiche correlate al lavoro ed allo sfruttamento. Diviene caporedattore della “Gazzetta Renana”, ma a seguito della censura governativa ad opera di Guglielmo IV è costretto ad emigrare in Francia (1843). Nello stesso anno sposa Jenny von Westphalen, una giovane appartenente all’aristocrazia renana, dalla quale avrà numerosi figli e che gli starà accanto durante la sua vita travagliata. Comincia ad affrontare i temi della filosofia politica che esplicita nel suo scritto “Critica della filosofia del diritto di Hegel”.

Nel 1844 vengono pubblicati gli “Annali Franco Tedeschi” diretti dallo stesso Marx e da Ruge. Pubblica, inoltre due suoi scritti importanti che segnano il suo passaggio all’ideologia comunista: “La questione ebraica” e “Per la critica della filosofia del diritto di Hegel”. Introduzione.”.

È questo l’anno della stesura de “I Manoscritti economico filosofici” e dell’amicizia con Engels.

Nel 1847 scriverà in collaborazione con Engels un documento programmatico per la Lega dal titolo “Manifesto del partito comunista” (che verrà pubblicato nel 1848).

L’ultimo scritto importante del filosofo sarà “Il Capitale”. La stesura di questo scritto, fra i più corposi del filosofo, cominciò nel 1866. Il primo libro del Capitale fu pubblicato nel 1867 ad Amburgo, gli altri due vennero pubblicati postumi nel 1885 e 1894 grazie al lavoro di interpretazione dei manoscritti lasciati da Marx.

Karl Marx morì infatti nel 1883 (due anni dopo la morte della moglie Jenny).

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1.2 Caratteristiche del sistema filosofico

Il primo aspetto della filosofia di Marx che balza subito ai nostri occhi è la sua irriducibilità in una dimensione esclusivamente filosofica, sociologica, o economica. Il pensiero di Marx è, infatti, un’analisi complessiva dei processi della società e della storia. Il filosofo analizza in modo particolare e scrupoloso i meccanismi che regolano la vita borghese: le strutture e le sovrastrutture.

Un altro aspetto del marxismo è la “prassi”. Prassi deriva dal greco praxis (compiere) e nel marxismo non è altro che la tendenza a rivoluzionare la società. A tal proposito Engels pronuncerà le seguenti parole sulla tomba dell’amico Karl: “lo scienziato non era neppure la meta di Marx… Perché Marx era prima di tutto un rivoluzionario”.

L’ideale, secondo Marx, era infatti l’unione tra teoria e prassi.

1.3 Confronto con Hegel e Feuerbach

Per poter comprendere a fondo il pensiero di Marx è opportuno confrontarlo con il sistema filosofico hegeliano e con i filosofi della “Sinistra Hegeliana” suoi contemporanei.

Hegel è indubbio il maestro di Marx: ricordiamo che Marx si approcciò allo studio della filosofia studiando proprio Hegel ed entrando nel Club dei giovani Hegeliani.

Il primo scritto tramite il quale Marx comincia a “misurarsi” con il Maestro è la “Critica della filosofia hegeliana del diritto pubblico” (1843). Questo scritto è stato rivalutato dagli studiosi solo da poco. La sua importanza risiede nell’aver in esso stravolto il sistema filosofico hegeliano.

Marx afferma che Hegel ha usato, nella sua filosofia, uno “stratagemma”, che consiste nel fare delle realtà empiriche manifestazioni dello Spirito. Questo significa che ad esempio un regime monarchico non è altro che la personificazione dello Spirito, e di conseguenza Hegel deduce anche la “logicità” della monarchia, identificandola con la razionalità politica (identità ragione-realtà-Assoluto). Questo procedimento viene definito da Marx “misticismo logico”.

Sulla scia di Feuerbach, Marx arriva alla conclusione che Hegel aveva capovolto idealisticamente soggetto e predicato, concreto e astratto.

A tal proposito Marx usa una dimostrazione naturale: “mentre l’uomo comune ed il filosofo realista pensano che prima esistano le mele, le pere, le fragole e le mandorle “reali” e poi il “concetto” di frutto, il pensatore idealista ritiene che prima esista “il frutto” e poi, in seguito, a titolo di sue manifestazioni derivate, la mela, la pera, ecc.”

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Al metodo “mistico” di Hegel, Marx contrappone, ispirandosi a Feuerbach, il metodo “trasformativo” che consiste nel ri-capovolgere ciò che l’idealismo ha capovolto.

Oltre che essere fallace sul piano filosofico e gnoseologico, il metodo hegeliano è anche “conservatore” sul piano politico, in quanto tende a “santificare” la realtà esistente.

Nonostante le critiche mosse ad Hegel, Marx riconosce comunque al maestro dei meriti notevoli, che si assommano nella visione dialettica, ossia nella concezione della realtà come elementi concatenati fra loro e mossi dalle opposizioni.

Come già abbiamo anticipato, anche Feuerbach svolge un ruolo cardine nella formazione del filosofo.

A Feuerbach Marx si rifà sia nella critica a Hegel, come anche nell’interpretazione della religione.

Marx tributa al suo contemporaneo il fatto di aver “scoperto” il meccanismo dell’alienazione religiosa, in base alla quale l’uomo “proietta” in Dio i suoi bisogni.

Tuttavia, secondo Marx, Feuerbach non era riuscito a cogliere le cause reali del fenomeno religioso, né ad offrire mezzi per il suo superamento. Secondo Marx l’origine non va ricercata nell’uomo, ma nella società. Marx elabora la teoria della religione come “Oppio dei Popoli” (Opium des Volks). Secondo questa dottrina la religione è il prodotto di un’umanità alienata e sofferente per causa delle ingiustizie sociali che cerca illusoriamente nell’aldilà ciò che le è negato di fatto nell’aldiquà.

L’unico modo per eliminare la religione è quindi una trasformazione rivoluzionaria della società.

1.4 Il termine “Alienazione”

Nei “Manoscritti economico-filosofici” del 1844 Marx si approccia allo studio dell’economia politica.

La contraddizione di fondo del sistema è qui espressa con il concetto di “alienazione”.

Hegel aveva già usato questo termine. In lui l’alienazione assumeva un significato negativo, in quanto rappresentava il secondo momento (lo Spirito che esce fuori da se), ma essendo un momento del processo triadico, aveva anche una radice positiva al suo interno, in quanto era un contributo necessario al raggiungimento della sintesi.

In Feuerbach l’alienazione era intesa in senso religioso.

In Marx l’alienazione diviene un fatto di natura socio-economica in quanto si identifica con la condizione storica del salariato nell’ambito della società capitalistica.

L’alienazione dell’operaio viene espressa da Marx in quattro punti:

  • Il lavoratore è alienato rispetto al prodotto della propria attività, in quanto non gli appartiene;
  • Il lavoratore è alienato rispetto alla sua stessa attività, che prende la forma di un lavoro forzato e diventa strumento per il profitto del capitalista, con la conseguenza che l’uomo si sente “bestia” quando lavora;
  • Il lavoratore è alienato rispetto alla sua stessa essenza (Wesen) che è quella del lavoro libero e creativo e non del lavoro forzato e ripetitivo;
  • Il lavoratore è alienato rispetto al prossimo, perché ha un rapporto conflittuale con il capitalista e quindi con l’umanità in generale.

La causa dell’alienazione sta nella proprietà privata dei mezzi di produzione, in virtù della quale il capitalista può utilizzare il lavoro dei salariati per accrescere la propria ricchezza, secondo quella che Marx definirà nel “Capitale” logica del profitto e dello sfruttamento.

1.5 La concezione della storia

Obiettivo dell’indagine Marxiana è svelare, al di là delle ideologie, la verità sulla storia mediante il raggiungimento di un punto di vista obiettivo sulla società che permetta di descrivere ciò che gli uomini sono realmente. Questo comporta la distruzione della vecchia filosofia idealistica a vantaggio di una nuova “Scienza” in relazione alla quale la filosofia diventa il mezzo attraverso il quale fare sintesi dei risultati ottenuti.

Cerchiamo di dare una definizione di umanità dal punto di vista scientifico. Marx la definisce come una specie evoluta di individui che lottano per la sopravvivenza. Di conseguenza la storia diviene un processo “materiale” fondato sulla lotta per la sopravvivenza.

Gli uomini cominciarono a distinguersi dagli animali per la loro capacità di produrre i mezzi necessari alla loro sussistenza. Alla base della storia vi è dunque il “lavoro”.

Alla base di esso bisogna distinguere due elementi di fondo: le forze produttive e i rapporti di produzione.

Le forze produttive sono gli elementi necessari al processo di produzione e cioè gli uomini che costituiscono la forza lavoro, i mezzi di produzione (le macchine) e le conoscenze tecnico-scientifiche necessarie a migliorare la produzione e a migliorarla.

I rapporti di produzione sono i rapporti che si instaurano tra gli uomini che costituiscono la forza lavoro e regolano il possesso dei mezzi di lavoro. I rapporti di produzione trovano quindi espressione giuridica nei rapporti di proprietà.

L’insieme dei rapporti di produzione costituisce la “struttura”, ovvero lo scheletro economico della società.

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L’insieme delle istituzioni politico-culturali viene definito da Marx “sovrastruttura” (Uberbau - uber=sopra bau=costruzione). Il termine sta ad indicare che secondo il materialismo storico le istituzioni non vanno intese come delle realtà a se stanti, ma come espressione dei rapporti che definiscono la struttura di una società.

Secondo Marx la struttura economica determina le istituzioni, cioè la struttura determina le sovrastrutture.

Oltre a rappresentare una chiave di lettura della staticità della società, le forze produttive e i rapporti di produzione rappresentano anche lo strumento per interpretarne la sua dinamicità, ossia come legge stessa della storia.

A un determinato grado di sviluppo delle forze di produzione, secondo Marx, tendono a corrispondere determinati rapporti di produzione. Questi ultimi si mantengono fino a quando favoriscono le forze di produzione e vengono distrutti quando diventano ostacoli. La rivoluzione coincide con uno stato di scontro tra forze produttive e rapporti di produzione e tra le classi che le rappresentano.

“Con il cambiamento della base economica si sconvolge più o meno rapidamente tutta la gigantesca sovrastruttura”.

1.6 Il “Manifesto del Partito Comunista”

Il “Manifesto del Partito Comunista” (1848) rappresenta una “summa” della concezione marxista del mondo.

I punti salienti sono:

  • Analisi della funzione storica della borghesia;
  • Storia intesa come “lotta di classe” e rapporto proletari-comunisti;
  • Critica dei falsi socialismi (non scientifici).

La borghesia è una classe che non può esistere, secondo Marx, senza rivoluzionare continuamente gli strumenti di produzione e tutto l’insieme dei rapporti sociali. Per questo essa viene intesa come una classe dinamica. Il problema è che la borghesia, con la sua carica rivoluzionaria, ha evocato forze così gigantesche che poi non ha saputo domare. Infatti le moderne forze produttive si levano contro i vecchi rapporti di proprietà, generando delle crisi terribili che mettono in forse l’esistenza dei rapporti stessi.

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