Istituto professionale statale per l’industria e l’artigianato
Tesina 2009/10
Istituto professionale statale per l’industria e artigianato
Antonio Meucci
Tesina
Nome e cognome
Storia
La globalizzazione
Che cosa è la globalizzazione?
Con il termine globalizzazione s’identifica un processo economico e produttivo per la realizzazione di beni di consumo, avvalendosi di stabilimenti dislocati in diversi paesi del mondo. Tutto ciò richiede un’avanzata tecnologia e un’elevatissima integrazione.
Quindi la globalizzazione è l’estensione a livello planetario di un modello unico di cultura, pensiero ed economia.
In campo economico rappresenta la globalizzazione finanziaria, ovvero, l’esistenza di un mercato globale dei capitali, sta anche ad indicare le nuove forme assunte nel mondo dal processo di accumulazione di capitali.
In campo culturale indica la diffusione di una mentalità individualista che rompa la struttura usuale della società.
Analizzando la globalizzazione e il suo rapporto con gli stati è essenziale considerare che economia, politica, cultura e società siano assolutamente interdipendenti e l’evoluzione di uno di questi comporta la trasformazione degli altri.
I processi di globalizzazione si muovono tra locale e globale, in uno spazio definito “villaggio globale”, per descrivere la situazione contraddittoria in cui viviamo.
Questi due termini si contraddicono a vicenda: il villaggio esprime qualcosa di piccolo, mentre globale sta a significare l’intero pianeta.
Breve storia della globalizzazione
La globalizzazione affonda le sue radici nel passato, attorno al XVI secolo, epoca di maturazione del capitalismo e dell’espansione dell’economia europea fra il XVIII e il XIX secolo.
La rivoluzione industriale, grazie al trionfo capitalistico e ad una larga industrializzazione, si è estesa ai maggiori stati europei e nordamericani, conquistando il mercato internazionale. Tra la fine dell’800, inizio ‘900 il bisogno di materie prime e un’imminente seconda rivoluzione industriale, indussero i paesi industrializzati a colonizzare quelli meno sviluppati. Si colloca proprio in questa fase la nascita delle multinazionali.
Le due guerre mondiali del ‘900 e il contrapporsi dei sistemi socialista e capitalista rispettivamente di U.R.S.S. e U.S.A. determinarono una lotta serrata per l’egemonia economica. Dopo la seconda guerra mondiale si assistette ad un veloce processo di avanzamento del mercato globale dovuto alla forte ripresa europea, alla liberalizzazione degli scambi e all’affacciarsi sulla scena economica del Giappone. Oggi, nel pieno del processo, con la caduta del blocco sovietico, le aree più forti si concentrano negli U.S.A., nell’U.E. e in Giappone, mentre il terzo mondo si trova in una situazione di assoluto sfruttamento.
Il ruolo delle multinazionali
Ad essere coinvolte nella globalizzazione come principali centri produttivi sono le società multinazionali; ovvero imprese che possiedono impianti e filiali in paesi diversi, ma con sedi principali nella nazione di origine.
Esaltate come produttrici di ricchezze o al contrario criminalizzate come sfruttatrici del lavoro, le multinazionali sono al centro di accese polemiche fra chi appoggia la globalizzazione e chi invece la contesta. Sono inoltre accusate di imporre modelli di vita occidentali in paesi di culture differenti e di sfruttare tali economie.
Il problema della loro funzione e della loro responsabilità resta tuttavia aperto, poiché non si può porre in secondo piano la crescita di un popolo rispetto all’egemonia economica.
Aspetti positivi della globalizzazione
La globalizzazione è un processo che integra non solo l’economia, ma anche la cultura, la tecnologia e la politica. Essa non è sospinta solo da interessi economici, ma anche da una forza storica, più forte della volontà di qualsiasi governo e di qualsiasi partito: la forza che si sprigiona dall’evoluzione del modo di produrre. La globalizzazione offre grandi opportunità per il progresso umano: l’era della globalizzazione sta aprendo numerose possibilità per milioni d’individui.
I processi di globalizzazione favoriscono:
- 1. La costruzione del grande mercato interno;
- 2. La ricchezza mondiale e possibilità di sviluppo;
- 3. La libertà culturale;
- 4. Una politica globale responsabile;
- 5. I progressi tecnologici;
- 6. L’istruzione, la formazione;
- 7. Il mondo del lavoro;
- 8. Una migliore organizzazione aziendale;
- 9. La competitività e la libera concorrenza.
La globalizzazione offre prospettive di progresso e prosperità per questi motivi:
- 1. Il commercio è accresciuto e consente profitti sempre maggiori;
- 2. Gli investimenti sono in espansione e determinano più alti livelli di prosperità;
- 3. I mercati divengono sempre più competitivi e offrono maggiore efficienza e un migliore rapporto qualità/prezzo.
- 4. Le nuove tecnologie migliorano la qualità della vita e riducono i costi;
- 5. I media, le grandi reti ed Internet migliorano la diffusione e la qualità dei flussi comunicativi;
- 6. Le dinamiche della globalizzazione facilitano la conoscenza di culture diverse.
In primo luogo si osserva una maggiore crescita del commercio fra i settori. Questo dato sta ad indicare che siamo in presenza di un ampliamento degli spazi a disposizione.
La competitività definita come “la facoltà delle imprese dei settori economici di produrre un reddito relativamente elevato e di raggiungere un alto livello occupazionale pur essendo esposti alla concorrenza internazionale”, aumenta perché stimolata dai processi di tipo globale. Inoltre le nuove tecnologie della comunicazione hanno migliorato l’accesso all’informazione. Il costo della comunicazione diminuisce, la telefonia mobile è accessibile alla popolazione urbana e a quella che vive in zone lontane dalla città.
Possediamo più ricchezza di quanto sia mai successo prima e, i mercati globali, la tecnologia globale, le opinioni globali e la solidarietà globale possono arricchire le vite degli individui, espandendo ampiamente le loro scelte.
Aspetti negativi della globalizzazione
Nel mondo che si sta globalizzando, gli individui si stanno confrontando con gravi minacce per la sicurezza umana e con dannose rotture nei modelli di vita quotidiana.
- 1. Instabilità finanziaria e insicurezza economica
- 2. Insicurezza relativa al posto di lavoro e al reddito
- 3. Insicurezza culturale
La globalizzazione apre l’esistenza degli individui alla cultura e a tutta la sua creatività, e al flusso delle idee. Tuttavia, la nuova cultura, causata dall’espansione dei mercati globali, è inquietante. L’odierno flusso di cultura è sbilanciato, pesantemente orientato in una sola direzione, dai Paesi ricchi a quelli poveri. Un simile assalto delle culture più presenti sui nuovi mezzi di comunicazione può mettere in pericolo la diversità culturale e rendere gli individui timorosi di perdere la propria identità culturale. Ciò che è necessario è il sostegno verso le culture indigene e nazionali, per permettere loro di fiorire al fianco delle culture straniere.
4) Insicurezza personale
I criminali stanno cogliendo i vantaggi della globalizzazione perché i mercati dei capitali, privi di regole, i progressi nella tecnologia informatica e nelle comunicazioni e costi di trasporto più convenienti rendono i flussi più facili, veloci e meno limitati non solo per la conoscenza medica ma anche per l’eroina, non solo per i libri ma anche per il denaro sporco e le armi. Il commercio illecito di droga, donne, armi e denaro riciclato sta contribuendo alla violenza e al crimine che minaccia i rapporti di vicinato di tutto il mondo. All’origine di tutto ciò, c’è la crescente influenza del crimine organizzato, che guadagna 1.500 miliardi di dollari l’anno, competendo con le imprese multinazionali come una potenza economica. I gruppi criminali globali hanno il potere di criminalizzare la politica, gli affari e la polizia, sviluppando reti di comunicazione efficienti, estendendo il proprio raggio di azione.