Supereroi
Tra fantasia e realtà
Hulk: il superomismo
Hulk rappresentava, nell'idea di Stan Lee, tutto ciò che di più nascosto e intimo un uomo solitamente si tiene celato dentro e che, improvvisamente, esplode con tutta la sua violenza, spiazzando coloro che gli stanno intorno e dando così vita ad un supereroe o superuomo, un essere eccezionale che può dominare le masse ponendosi al di sopra di ogni legge morale.
Nella sua prima fase letteraria (estetismo) D'Annunzio concepisce l'arte come valore supremo cui devono essere subordinati tutti gli altri valori, anche quelli morali, quindi vi è il personaggio dell'esteta che s'isola dalla meschina realtà capitalistica-borghese in un mondo sublimato di pura arte e bellezza. Tuttavia l'estetismo dannunziano entra in crisi alla fine degli anni Ottanta quando egli si rende conto che l'esteta non ha la forza di opporsi realmente a questa società e che quindi il suo isolamento non può che divenire sterilità e impotenza.
Il poeta evoca quindi la figura del superuomo di Nietzsche, banalizzando e trascurando anche alcuni aspetti (come il nichilismo e l'ideologia dell'eterno ritorno), dando così una svolta aggressiva, eroica e vitalistica al proprio pensiero anche se comunque vi è sempre un legame con la figura dell'esteta. Il motivo del superuomo è, infatti, interpretato dallo scrittore come diritto di pochi esseri eccezionali a dominare le masse ponendosi al di sopra di ogni legge morale; a livello politico invece l'artista-superuomo assume una funzione di vate attribuendosi il compito di salvare la nazione dalla sua mediocrità e di avviarla a un futuro migliore. Quindi in definitiva il superomismo rappresenta una reazione all'emarginazione dell'intellettuale nella società moderna: se l'esteta s'isola sdegnosamente dalla realtà, il superuomo cerca invece di porsi al di sopra di essa e al di là di ogni morale, oltrepassando dunque questo limite e riuscendo a dominare il reale!
Dr. Strange: Apuleio e l'accusa di magia
Il Dottor Strange (Doctor Strange), alias Stephen Strange, è un personaggio che orbita nell'universo Marvel dei supereroi, anche se i suoi poteri non consistono come di consueto in straordinarie capacità fisiche o mentali, ma nell'utilizzo della magia: infatti Strange è definito lo stregone supremo o il signore delle arti mistiche.
Tra gli autori latini un personaggio in particolare è accusato durante la sua vita di magia che al suo tempo portava alla pena di morte: Apuleio.
«Eccomi così arrivato all'accusa di magia»
(Lucio Apuleio, Apologia o Pro se de magia, XXV, 5)
Sulla via di Alessandria, Apuleio sosta a Oea (l'odierna Tripoli), dove si imbatte in un vecchio compagno di studi, Ponziano, che lo trattiene offrendogli ospitalità. La madre di Ponziano, Emilia Pudentilla, è vedova, non bella, ma particolarmente benestante. Pudentilla vuole sposarsi con Apuleio, perché fidato amico e, in quanto filosofo, indifferente alla ricchezza. Apuleio, inizialmente ritroso, cede alle insistenze della donna e si uniscono in matrimonio.
Di lì a breve, Ponziano muore e i parenti di Pudentilla, per timore di perdere la ricca eredità, accusano Apuleio di aver sedotto la vedova con incantesimi e magie per estorcerle il lascito. È avviato un processo a suo carico, che viene celebrato a Sabratha, in Tripolitania, di fronte al proconsole romano Claudio Massimo, si suppone tra la fine del 158 e gli inizi del 159 e.V. Questa bega legale espone Apuleio addirittura alla pena capitale, in osservanza della lex Cornelia de sicariis et veneficis emanata dal dittatore Silla nell'81 p.e.v. Anche grazie all'orazione difensiva, poi pubblicata col titolo di Apologia o "Pro se de magia", Apuleio viene assolto spiegando che tutto ciò di cui lo si accusa è frutto non di arti magiche ma del suo straordinario amore per la scienza. Infatti, l'Apologia, che rappresenta l'unico esempio di oratoria giudiziaria dell'epoca, è uno straordinario documento della cultura retorica dello scrittore, che sovente perviene al vero e proprio virtuosismo espressivo, ma è soprattutto la chiara testimonianza dell'amore che Apuleio nutre per la cultura e la scienza. La sua curiosità intellettuale non conosce limiti e abbraccia tutto il campo del sapere, dalle scienze naturali alle pratiche misteriche.
Capitan America: gli U.S.A. nella seconda guerra mondiale e nella guerra fredda
Il sogno americano stava trasformandosi in un incubo e i supereroi diedero alle persone una forma di evasione, dove i guai del mondo venivano guariti dai loro poteri eccezionali. Nel 1941 la Marvel lancia sul mercato un nuovo supereroe, chiamato Capitan America. Si tratta di un personaggio più violento di quelli passati, impregnato di un patriottismo ai limiti del fanatismo e completamente fuori dai canoni del supereroe di quel periodo. L'identità di Cap non è più segreta. Steve Rogers è un soldato al quale, per salvargli la vita, fu iniettato il cosiddetto Siero del Supersoldato. Capitan America è quindi il primo frutto di un esperimento scientifico, che darà poi il via a una serie di altri personaggi che acquistano i loro poteri nello stesso modo. Nasce così un supereroe che combatte il male reale, quello causato da Hitler e dal nazismo in tutto il mondo, il super-soldato patriota impegnato nella lotta contro l'Asse del Male, portando avanti con orgoglio quel sogno americano che infiammava gli animi dei lettori. Epocale fu lo scontro con Hitler in persona, durante il quale Cap sferrò un pugno al Führer.
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