Estratto del documento

Scuola media statale

“Paola Sarro”

Percorso d’esame

Anno scolastico 2008/2009

Studente

Guarnieri

Micol III° sez. A

L’argomento da me scelto è la Seconda guerra mondiale, con tutti gli aspetti che ruotano attorno a questo doloroso evento.

La mia scelta è stata determinata dopo aver visto il film “La vita è bella” con le contraddizioni della guerra tra gli uomini. La scelta è stata determinata anche dal fatto che ho trovato affascinante questo periodo storico non troppo lontano dall’epoca in cui vivo, anzi è proprio il periodo che ha contribuito alla costruzione del futuro del mondo, pur con persecuzioni, leggi assurde, esso ha portato i popoli alla presa di coscienza della loro condizione, e al modo di uscire da un periodo buio per far valere i propri diritti come cittadini, ma soprattutto come uomini.

Scegliendo gli Stati Uniti d’America ho avuto l’impressione di lasciare dietro un potere dispotico e tiranno, aprendo un varco verso la libertà. Ho introdotto la figura di Winston Churchill perché lo considero un uomo emblematico. Il razzismo è un aspetto di questo periodo che oltre con la letteratura italiana, ho cercato di parlarne anche in lingua francese. La conseguenza dei disagi del periodo hanno portato malattie anche mortali, come la Tubercolosi.

Anche per la Storia dell’arte ho trovato in Picasso un esponente del disagio dell’epoca, con la sua protesta contro la violenza, la distruzione e la guerra; egli esprime attraverso i suoi dipinti uno stato d’animo freddo e triste.

“Questa è una storia semplice eppure non è facile raccontarla, come in una favola c’è dolore, e come in una favola è piena di meraviglie e di felicità”

“La vita è bella”

“Possano le generazioni future liberarla da ogni male, oppressione e violenza e goderla in tutto il suo splendore”

Lev Trotskij

Il cinema è stato considerato la più importante invenzione dopo la stampa. Qualsiasi altra forma di rappresentazione non può avere la stessa capacità diretta ed immediata di rendere la realtà. Le sensazioni che riescono a darci certe immagini del cinema non potrebbero essere provocate da nessun’altra forma di espressione artistica. La comunicazione che esso riesce a stabilire tra autore e spettatore è profonda e completa. A questo punto rispondo alla domanda: il cinema è arte?

Se il cinema riesce ad esprimere con i suoi mezzi e con il suo linguaggio dei sentimenti è senz’altro arte. Il problema si risolve cioè caso per caso, così come per le altre forme d’espressione. Il film costituirà un’opera d’arte a seconda che abbia o meno raggiunto i suoi scopi.

Nel giudicare un film occorre affrontare le stesse questioni sollevate dall’esame di qualunque altra creazione. Certamente la creazione cinematografica deve soddisfare ben precisi principi e deve rispondere ai canoni di una tecnica specifica, ma non dipenderà da questo esame stabilire se la creazione è artistica oppure no.

Ed è per questa ragione che ho scelto come spunto iniziale il capolavoro artistico del film “La vita è bella” di Roberto Benigni, il film introduce l’argomento principale della mia tesina multimediale che tratta appunto dell’Olocausto con il periodo della terribile Seconda guerra mondiale. Il film vuole esprimere come un uomo può annientare un altro suo simile non solo fisicamente, ma anche privandolo della sua dignità, ed è una forte testimonianza che porta lo spettatore a riflettere, è sufficiente citare la scena finale del film: il bambino accompagnato da un americano, che ritorna felicemente dalla madre e la voce narrante conclude dicendo: “Questa è la mia storia, questo è il sacrificio che mio padre ha fatto, questo è stato il suo regalo per me!”

Il film può dividersi in due parti ben separate per ambientazione, luce e colori. La prima parte spiega e giustifica il periodo storico, e la bestialità degli uomini; la seconda parte narra di una storia d’amore, prima tra un uomo e una donna, poi per un figlio, ma l’una è la continuazione dell’altra.

Mi fa piacere citare alcune frasi di Roberto Benigni, anche perché adoro questo attore che con la sua comicità sa essere molto profondo su ciò che vuole trasmettere. Il film fu girato tra il novembre 1996 e l’aprile 1997 in Toscana. Benigni dichiarò: Questo film che si chiama “La vita è bella”, mi è venuto fuori ma con emozione, tanto che mi ha fatto tremare tutta la costola del costato, ma anche a girarlo, ma bello, bello, è un film che l’ho fatto in me la notte”;

“Questo film è il più bello di tutti che ho fatto, perché fa piegare gli alberi, quando ritorno a casa ritrovo tutti gli alberi piegati, da quanto gli piace, proprio è un film che piace alla natura.”

Storia

La differenza tra il primo e il secondo conflitto mondiale sono molte e tutte importanti: tuttavia quella cruciale fu data dalla quantità e dalla qualità delle vittime di guerra.

Nel 1918 i morti erano ammontati a circa 10 milioni e di questi solo il 5% era composto da civili, cioè da semplici cittadini non appartenenti agli eserciti contrapposti. Nel 1945 i caduti superano un totale di 50 milioni e più della metà è composto da vittime civili.

Questo mutamento di natura della guerra ha, in primo luogo, ragioni tecnologiche: lo sviluppo dell’aviazione militare consente l’impiego della nuova arma costituita dai bombardamenti aerei, che presentano il doppio vantaggio di costi limitati per gli incursori e di danni ingentissimi prodotti in territorio nemico.

In secondo luogo, la guerra totale ha ragioni strategiche: mentre il primo conflitto mondiale ha obbedito alle logiche della guerra di posizione, la seconda guerra mondiale è stata una guerra di movimento, con rapidi spostamenti del fronte dei combattenti.

In terzo luogo la seconda guerra mondiale è una guerra ideologica, che si svolge anche per distruggere il sistema politico e istituzionale del nemico. Il fenomeno della Resistenza, cioè della nascita di movimenti partigiani armati accanto agli eserciti regolari, rappresenta l’effetto più vistoso di questa nuova natura politica della guerra.

Storia

Nell’ottobre 1933 la Germania, che dal gennaio precedente era governata da Hitler, si ritira dalla conferenza sul disarmo e abbandona la Società delle Nazioni: fu il primo segno di una chiara volontà di destabilizzare gli equilibri internazionali.

Nel 1932 l’aggressione del Giappone contro la Cina in Manciuria costituì il primo conflitto armato nella sequenza ininterrotta che avrebbe condotto allo scoppio della seconda guerra mondiale. Il secondo conflitto armato fu quello scatenato dall’Italia in Etiopia nell’ottobre 1935.

La guerra coloniale voluta da Mussolini fu spietata perché, per la prima volta furono impiegati gas asfissianti contro i villaggi dell’Abissinia, per tentare senza successo di neutralizzare le popolazioni indigene.

Questa guerra provocò tuttavia una modifica delle alleanze: l’Italia ottenne la solidarietà della Germania, che venne consacrata dalla nascita dell’Asse Roma-Berlino nell’ottobre 1936.

Storia

Una volta uscita dalla Società delle Nazioni, la Germania nazista si incamminò con decisione sulla strada di una violazione del trattato di pace del 1919. Nel marzo 1936 le truppe tedesche entrarono nella Renania smilitarizzata.

Di fronte a questa sequenza di atti provocatori le potenze europee scelsero la conciliazione pacifica. Nel 1938 Hitler riuscì ad entrare a Vienna accolto dalla popolazione.

Dopo l’annessione dell’Austria Hitler si impegnò nella questione dei Sudeti, regione cecoslovacca abitata da una maggioranza di tedeschi. Le schermaglie si conclusero con un vero e proprio ultimatum di Hitler alla Cecoslovacchia, cui si chiedeva la cessione non solo dei Sudeti, ma anche di territori rivendicati dalla Polonia e dall’Ungheria.

Alla mobilitazione della Cecoslovacchia e alla minaccia di guerra della Gran Bretagna, seguì per iniziativa del premier inglese Chamberlain, la convocazione della conferenza di Monaco.

Storia

Il passo successivo fu la Polonia. Nell’ottobre 1938 il ministro degli esteri tedesco chiese alla Polonia la cessione della Danzica. La proposta fu respinta.

Nel marzo 1939 la Germania lanciò allora un ultimatum per Danzica, provocando una risposta decisa di Francia e Gran Bretagna: ad un eventuale attacco contro la Polonia si sarebbe risposto con la guerra.

I mesi successivi furono mesi frenetici, nei quali le maggiori potenze tennero serrati contatti diplomatici giocando contemporaneamente su più tavoli. Si intrecciarono così i tentativi tedeschi di rilanciare gli accordi con la Gran Bretagna sulla base della politica di pace a tutti i costi, quelli franco-britannico-sovietici per una alleanza antihitleriana, quelli tedesco-sovietici in funzione antipolacca, quelli italo-tedeschi per saldare definitivamente le sorti dei due regimi fascisti.

L’Italia infatti aveva invaso nell’aprile 1939 l’Albania e nel maggio Mussolini firmò insieme ad Hitler il cosiddetto patto d’acciaio, che impegnava ciascuno dei due contraenti ad entrare in guerra a fianco dell’altro nel caso che quest’ultimo fosse stato coinvolto in operazioni belliche, di sua iniziativa o per effetto di aggressione altrui.

Storia

L’offensiva vittoriosa della Germania partì dalla Polonia, si estese ai paesi scandinavi, e si concentrò poi sul Belgio, l’Olanda e la Francia. I successi tedeschi furono soprattutto il risultato della strategia militare adottata: la cosiddetta “guerra lampo”, fondata sull’utilizzo congiunto delle risorse di mobilità assicurate dai mezzi corazzati e dagli aerei.

Il 26 settembre Varsavia cadde in mano nazista. A sua volta, l’Unione Sovietica entrò in Polonia da est: secondo le clausole segrete del patto russo-tedesco, i due temporanei alleati procedettero alla spartizione del paese. Caduta la Polonia, Hitler decise di puntare sui paesi scandinavi.

L’attacco tedesco contro la Danimarca e la Norvegia partì nell’aprile 1940 e si concluse agli inizi di giugno. Nel frattempo il 10 maggio era scattato l’attacco alla Francia. Il 15 maggio cadde l’Olanda, il 28 il Belgio; il 20 i tedeschi avevano già raggiunto la Manica.

Per la completa vittoria tedesca restava la Gran Bretagna, dove il 9 maggio aveva assunto la carica di primo ministro Winston Churchill. I bombardamenti si concentrarono sulla città di Londra, allo scopo di indebolire il morale della popolazione e costringere il governo a trattare la pace.

Le cose però non andarono così per merito della difesa della RAF, dell’antiaerea e dei radar. L’ingresso in guerra dell’Italia allargò il conflitto.

Per iniziativa di Mussolini si aprirono nuovi fronti di guerra in Africa e nella penisola balcanica. L’Italia attaccò la Somalia e l’Egitto. In ottobre Mussolini invase la Grecia.

Dopo i successi iniziali l’esercito italiano dovette subire la controffensiva greca. La “guerra parallela” di Mussolini fu un fallimento e l’Italia dovette chiedere aiuto ai tedeschi.

Storia

Il 7 dicembre però i giapponesi (che nel settembre 1940 avevano firmato il Patto tripartito con Germania e Italia) attaccarono la base di Pearl Harbor, nelle Hawaii, dove si trovava ancora la flotta americana, che venne decimata.

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