Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Istituto d’Istruzione Superiore “Arcangelo Ghisleri”
Tesina di maturità
Alcune problematiche relative al restauro e al recupero del patrimonio edilizio storico
Anno: 2012/20
Gandini Gabriele 13
Esempio di soffitto in camorcanna (rinforzo centine con resine)
Indice
- Introduzione.
- Significato e breve storia del restauro e recupero.
- Tecnologia delle costruzioni: metodi di intervento e restauro delle strutture lignee:
- Breve introduzione (travi – tavolati – cause di degrado)
- Sistemi di consolidamento
- Soffitti lignei
- Soffitti e volte in camorcanna
- Consolidamento del cannucciato
- Costruzioni: foglio elettronico per il dimensionamento di un solaio in legno in presenza o assenza di trave centrale.
- Diritto: il regime dei vincoli architettonici:
- Dichiarazione di interesse
- Opere edilizie
- Misure di conservazione
- Alienazione di un bene storico
- Sanzioni penali
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Introduzione
Ho scelto l’argomento del titolo in quanto attualmente e nel prossimo futuro la situazione dell’edilizia in genere presenta meno possibilità di sviluppo nelle nuove costruzioni rispetto al recupero dell’esistente (almeno nel nostro paese). Conseguentemente i tecnici che si occupano di tali opere saranno interessati a svolgere il loro lavoro approfondendo tale aspetto mediante conoscenze più approfondite delle tecniche di intervento e dei materiali utilizzati nel restauro e nel recupero.
Inoltre il tema del restauro e della manutenzione nel nostro paese è di notevole importanza in quanto è legato alla tutela e conservazione del nostro ricco ed irrepetibile patrimonio artistico, edilizio ed ambientale.
Partendo da una conoscenza delle tecniche e di intervento e dei materiali utilizzati nel restauro di immobili di interesse storico-artistico è poi possibile trasferire tale studio e conoscenze anche ad interventi su edifici che presentano elementi strutturali e di finitura simili in quanto antichi, anche se di minor pregio.
Il restauro richiede un approccio interdisciplinare che riguarda urbanisti, restauratori e architetti, ma anche ingegneri strutturisti, impiantisti, geologi, storici, storici dell’arte, ecc. È un’attività che riguarda gli interventi sulle strutture esistenti di carattere storico-culturale.
Il recupero comprende le opere sull’esistente e deve essere compatibile con le necessità di conservazione fisica del complesso edilizio, soprattutto se si tratta di un edificio storico. Deve pure comprendere miglioramenti delle prestazioni. È possibile anche prevedere una funzione diversa da quella per la quale è stato costruito (p. es. un capannone industriale che diventa centro congressi).
Tale argomento coinvolge diversi aspetti e metodologie di intervento a diversi livelli, dal restauro statico alla corretta manutenzione straordinaria ed ordinaria, all’allestimento e all’adattamento interno di edifici.
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Si sono formate idee diverse su come intervenire nel restaurare e nel recuperare un edificio antico di un certo interesse, quindi inizialmente riporto nel punto successivo una breve cronistoria del significato attribuito ai termini restauro e recupero.
Ho pensato poi di concentrare l’attenzione solo su alcuni aspetti del restauro e del recupero (argomento di per sé molto vasto) trattando le problematiche ed il consolidamento delle strutture in legno di origine antica quali i solai e le volte in camorcanna.
Spesso in edifici del passato vi sono i soffitti in cannicci ed intonaco che non sempre è il caso di demolire, ma di mettere in sicurezza con appropriate tecniche di cui ho pensato di interessarmi in questo lavoro.
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Inoltre non è da trascurare l’aspetto legislativo che, relativamente agli immobili sui quali lo Stato ha deciso di porre un vincolo con opportune norme di salvaguardia, è abbastanza complesso e vincolante con disposizioni che nel tempo hanno prodotto diverse leggi fino ad arrivare ad un testo unico dei beni culturali del 2004 del quale tratterò alcuni aspetti.
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Significato e breve storia del restauro
Cosa significa restaurare e recuperare un’opera?
Il restauro consiste nel recupero, nel ripristino e nella conservazione di opere storiche, ad esempio un’architettura, un manoscritto o un dipinto. Il significato del termine dovrebbe essere “riportare alla situazione originale il manufatto”, ma nel tempo ha poi acquisito vari significati in relazione alla cultura del periodo storico, così da rendere impossibile una definizione unica. Il significato attribuito ai termini “restauro” e “conservazione” varia notevolmente a seconda degli autori e dei tempi.
Prima del Sei-Settecento il restauro era concepito semplicemente come manutenzione ma spesso anche come modifica dell’opera per aggiornarla al contesto storico, politico, sociale e religioso (es.: templi di religioni politeiste adattati a chiese cristiane, altre motivazioni ideologiche e/o adattamenti al gusto estetico del tempo).
Nel Settecento inizia a diffondersi una certa cultura del restauro attraverso i primi scritti che riguardano principalmente la manutenzione ed il ripristino di affreschi ed intonaci soprattutto di edifici religiosi.
Verso la fine del Settecento e all’inizio dell’Ottocento inizia il vero e proprio studio storico-archeologico delle opere del passato a cui contribuirono gli scavi di Pompei ed Ercolano e la spedizione Napoleonica in Egitto con relative primi studi e scavi archeologici.
Nella letteratura iniziano ad evidenziarsi le linee di tendenza:
- Quella che tende a preferire che l’intervento integrativo e di restauro rispetto alla parte preesistente sia riconoscibile e distinguibile attraverso la distinzione dei materiali o la semplificazione delle forme. (Ad esempio i restauri del Colosseo (1807-1826) e dell’Arco di Tito a Roma (1818-1824)).
- Quella secondo cui il restauratore deve invece riprendere il progetto e integrare l’opera nelle parti mancanti perché distrutte o degradate, oppure anche alterate da nuovi interventi. Questo modo di pensare e restaurare viene denominato “restauro stilistico”.
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Secondo un altro pensiero “il restauro è la più totale distruzione che un edificio possa subire, nella quale l’autenticità dell’opera è compromessa in modo irreparabile: si tratta dell’Antirestoration movement, un pensiero promosso in Inghilterra negli anni a metà Ottocento: si tratta di un pensiero intransigente verso qualsiasi intervento di restauro ed adattamento ai tempi dell’edificio storico. Questo movimento affermava che “… la conservazione dei monumenti del passato non è una semplice questione di convenienza o di sentimento. Essi appartengono in parte a chi li ha costruiti, in parte a tutte le generazioni che verranno dopo di noi. Ciò che abbiamo costruito noi stessi, siamo liberi di demolirlo” “ciò che vi è di meglio da fare è di toccare il meno possibile questi poveri monumenti; da quando essi vengono restaurati, li si rovina di più di quando si aveva la pretesa di aggiustarli modernamente”.
Verso la fine dell’Ottocento nascono due nuovi modi di intendere il restauro architettonico:
- Restauro storico, che afferma la necessità che le integrazioni all’opera debbano essere fondate su documenti storici.
- Restauro filologico che ha come caposcuola Camillo Boito (1836-1914): riprende il concetto di riconoscibilità dell’intervento; prevede il rispetto per le aggiunte aventi valore artistico, che nel corso del tempo sono state apportate al manufatto; tutela i segni del tempo cioè “la patina”.
John Ruskin (1819-1900), William Morris (1834-1896).
Tecnologia delle costruzioni
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Metodi di intervento e restauro delle strutture lignee
Il legno come materiale da costruzione è antico e molto diffuso e viene utilizzato in quasi tutte le parti di un edificio strutturali o meno. Limito la trattazione ai soli orizzontamenti in quanto sono strutture dove con notevole frequenza troviamo la presenza del legno negli edifici antichi.
La tendenza alla demolizione e quindi alla sostituzione con strutture in ferro o latero-cemento non sempre è opportuna per la conservazione del patrimonio edilizio.
Storicamente nel dopoguerra venne abbandonato il legno nelle costruzioni e quindi la perdita tra gli operatori edili delle conoscenze relative all’uso del legno stesso.
Le travi e i tavolati sono i principali elementi da analizzare e utilizzare nel restauro dei solai.
Travi
Le travi presentano i punti più deboli in corrispondenza delle murature: infatti i romani fasciavano interamente la testa del trave appoggiandola su un foglio di piombo e lasciando una piccola intercapedine sui rimanenti tre lati.
Altro accorgimento consiste nel lasciare la testa scoperta a filo del muro: è errato intonacare la testa del trave applicando chiodi e fili di ancoraggio in quanto gli stessi sono veicoli di umidità e condensa.
Nel tempo, a causa del degrado dei materiali lignei, si sono dovute trovare nuove soluzioni che consentissero di prevenire gravi problemi strutturali. Per esempio le fratture dei travi lungo le loro fibre venivano rinforzate con fasciature in ferro che ricoprivano una parte o l’intero trave. Il consolidamento poteva avvenire sia in opera che tagliando e giuntando tra di loro i vari pezzi quando le circostanze lo consentivano.
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Tavolati
I tavolati, così come per le travi, a seconda della forma dello spigolo, si suddividono in tre classi: A (spigolo vivo), B (spigolo tondo) e C (spigolo sgrossato).
Le tavole di legno massello trovano impiego per la realizzazione di travi lamellari dopo essere state essicate, piallate e incollate con resine speciali, una sopra l’altra.
I tavolati non devono essere ricoperti da guaine impermeabili perché viene a formarsi una barriera al vapore per la corretta conservazione del legno.
Difetti che si possono riscontrare nelle tavole acquistate sono un’eccessiva imbarcatura, i nodi e la presenza di sacche di resina.
Cause di degrado
Le cause del degrado spesso interagiscono tra di loro provocando danni irreversibili ai quali è quasi impossibile porre rimedio.
Letale è la combinazione di funghi e insetti xilofagi: i primi rammoliscono la materia e in questo modo facilitano l’insediamento dei funghi che possono attaccare in profondità.
Poiché il legno non è più utilizzato in edilizia come una volta a causa della scoperta di nuovi materiali da costruzione, questi insetti spinti da problemi di sopravvivenza, si sono messi anche ad attaccare legni duri come il rovere un tempo esenti da questi problemi.
Una delle principali vie di diffusione di parassiti e funghi è la sostituzione di vecchi legni ammalorati con legname nuovo o di risulta per il quale bisogna cautelarsi con gli opportuni trattamenti.
Tra gli insetti xilofagi distinguiamo l’Anobio chiamato comunemente tarlo che infesta legno resinoso e legno di latifoglia. La sua presenza è riconoscibile dai fori esterni dove a seconda del colore della segatura che viene espulsa si può comprendere se l’attacco è in corso o c’è già stato.
Il tarlo e il capricorno domestico sono gli insetti più diffusi nel legno lavorato e colpiscono in particolare mobili, scale, pavimentazioni e sculture.
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Il capricorno, considerato l’insetto indigeno del legno infesta il legno resinoso, soprattutto le travature dei tetti creando danni anche considerevoli. Ama il calore e l’umidità e attaccando l’alburno del legno che è la parte legnosa più giovane dell’albero che si trova appena al di sotto della corteccia, genera dei fori di uscita ovali oppure dei rigonfiamenti allungati lungo la superficie esterna.
Ha uno scarso riscontro visivo poiché la segatura di risulta viene compressa nelle gallerie.
Altro insetto è il Lyctus che attacca legno di quercia e faggio creando sulla superficie dei piccoli fori rotondi simili a quelli del tarlo anche se non crea quelle sfumature di colore in corrispondenza dei fori che possono far capire a che punto sia l’attacco.
Lo si incontra facilmente nei legni da costruzione.
Tra i funghi, il più pericoloso e il più temuto è il cosiddetto fungo delle case che, penetrando anche nei muri e pavimenti, con le sue spore è in grado di raggiungere i piani superiori. Il tipico segno della presenza di questo fungo sono i corpi a forma di focaccia color ruggine che presentano orli rigonfi.
Altri tipi di funghi, anche se di minor importanza, sono la carie a cubetti che corrisponde alla parte marcia del legno dovuta a umidità o per lo stesso fungo di prima; il fungo poroso delle case o Poria che colpisce soprattutto il legno situato in ambienti esterni a contatto con il suolo; la carie bianca che è dovuta al marcio causato da corrosione e alla decomposizione della cellulosa e questo particolare nome gli è stato dato per il fatto che crea dei fori nei legni resinosi; l’Azzurratura che si manifesta per l’eccesso si umidità e per il rigetto degli strati di pittura; e infine il fungo delle cantine che necessità di un’altissima percentuale di umidità e genera la carie bruna che è un micelio a forma di tela di ragno.
Sistemi di consolidamento
Uno dei principali problemi che si presentano negli edifici storici è la portanza dei solai. Tutte le tecniche di rinforzo devono essere assistite da calcoli specifici che si differenziano a seconda del materiale utilizzato.
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Tecnologia delle costruzioni
Sistemi di consolidamento.
Diritto
Il Codice dei beni culturali (D.Lgs. n. 42/2004).
Costruzioni
Foglio elettronico per il dimensionamento dei solai in legno.