Pragmatica della pantomima
Di Claudia Faraci
Prefazione
La mia scelta si è rivolta verso una tematica che svilupperò seguendo dapprima un
procedimento analitico, successivamente tracciando un percorso storico-teatrale.
“Pragmatica della Pantomima” è il titolo che ho voluto attribuire al mio saggio.
Sebbene esso si manifesti come titolo freddo, io lo stimo indicativo non solo della
struttura della mia argomentazione, altresì delle personalità attorno alle quali ho
costruito la stessa: mi riferisco in particolar modo all’intellettuale Paul Wartzlawick,
autore del saggio “Pragmatica della Comunicazione Umana”, e a Charlie Chaplin
quale maestro e gendarme della Pantomima nella Cinematografia.
Il mio intento è quello, dunque, di dimostrare l’essenzialità del linguaggio non verbale o Para-verbale nell’atto comunicativo.
Sebbene questa tesi possa apparire paradossale pronunciata da una studentessa di un
liceo Linguistico, è stata esattamente l’esperienza presso questo istituto, grazie agli
stage e agli scambi di classe con paesi esteri, ad alimentare in me la convinzione che
l’idioma dei gesti sia fondamentale nell’interazione fra uomini, in particolar modo se
essi sono di nazionalità differente.
La comunicazione non verbale, come la Semiologia, è una branca della linguistica,
prima di approfondire, è opportuno chiarire cosa sia la Comunicazione e come
l’uomo se ne serva. 1
Paragrafo primo
Comunicare
“Il mezzo è il messaggio”
Per comunicazione si intende la trasmissione di un messaggio da parte di un
mittente e la ricezione dello stesso da parte di un destinatario.
Lo studio della Comunicazione può essere così suddiviso:
- La sintassi è la branca della linguistica che stabilisce le regole che ordinano le
- Parole all’interno di una frase e le frasi all’interno di un periodo.
- La semantica chiarisce il significato di ciascuna parola e proposizione.
- La pragmatica studia i sistemi in cui è possibile utilizzare il linguaggio in ogni
- Tipo di situazione.
A proposito di Pragmatica lo stesso Marshall McLuhan (da ricordare per i suoi
molteplici saggi di linguistica tra i quali “La Galassia Gutemberg” e “Gli
Strumenti del Comunicare”) individua nei Mass Media il mezzo il quale fine è
agevolare l’atto comunicativo.
Distinguendo i Mass Media in caldi (diretti come la tv) e freddi (indiretti come la
stampa), e tramite l’espressione “the Message is the Medium” (il Mezzo è il
Messaggio), McLuhan sintetizza la sua tesi:
Il messaggio, passando attraverso i mezzi comunicativi, viene plagiato,
assumendo valenza diversa trasmesso in tv e scritto in un romanzo, esso sarà
interpretato differentemente da un telespettatore (che riceve il messaggio in
maniera passiva) e da un lettore attivo (che interpreta il messaggio propostogli
dalla stampa).
Conforme a quella di McLuhan è la mia tesi:
- Il linguaggio verbale, diretto, rende passivo il destinatario del messaggio così
- Che quest’ultimo perde la sua polivalenza e si cristallizza in un significato
- Convenzionale, ostacolando pertanto una comunicazione totale.
- Il linguaggio non verbale, contrariamente, consente al destinatario di
- Interpretare il messaggio a lui trasmesso, ampliando i confini della
- Comunicazione, sia in senso semantico sia in senso pragmatico, rendendo
- Più interessante, talvolta anche più efficace, l’interazione comunicativa. 2
Paragrafo secondo
Comunicazione non verbale
Semiologia
Un eccellente motivo per prestare attenzione all’idioma non verbale è
individuabile nello studio di Albert Mehrabian, condotto nel 1972, secondo il
quale un messaggio dipende in minima parte da fattori verbali (7%) ed è, invece,
pesantemente influenzato da fattori di pertinenza della Comunicazione non
verbale, in particolare l’aspetto vocale (38%) e il linguaggio del corpo (55%).
La comunicazione non verbale, dunque, è quel ramo della comunicazione che
comprende tutti gli aspetti di uno scambio comunicativo che escludono l’utilizzo
della parola.
Essa non solo è utilizzata come codice di controllo della comunicazione verbale,
ma anche come valida alternativa a questa (nel caso in cui ci trovassimo in un
paese di cui non conosciamo la lingua, ad esempio).
L’idioma non verbale è suddiviso in quattro componenti:
- Il sistema para-linguistico
- Il sistema cinesico
- La prossemia
- L’aptica
Il sistema paralinguistico indica l’insieme dei suoni emessi, o non
emessi, nella comunicazione verbale, suoni indipendenti dalla semantica.
Si tratta del tono (grave o acuto), della frequenza, del volume, del
ritmo e del silenzio.
Il silenzio stesso è, infatti, strumento di comunicazione: esso potrebbe, ad
esempio, insinuare il dubbio ma anche manifestare interesse o creare tensione.
Ciascuno di questi elementi è influenzato dal ceto sociale, dalla condizione o
meno di potere, quindi dalla posizione gerarchica che occupa