Serena Rita Amara 1
Il percorso degli opposti
Il tema che ho scelto come lavoro finale a compimento di questo ciclo di studi non è stato difficile da trovare. Sono sempre stata affascinata dal legame che esiste tra due opposti, quel filo invisibile che li collega e che fa sì che l’uno richiami l’altro. E questa curiosità è stata in parte appagata, in parte alimentata nell’arco del corso di studi attraverso le varie discipline intraprese.
E così è nata l’idea di approfondire questo argomento e di trattarlo tramite varie tappe in cui si articola un “percorso degli opposti”. Ogni tappa è trattata in via metaforica per mezzo delle varie materie, anche scientifiche, a partire dalla ricerca dell’opposto, all’attrazione, all’unione (da cui si origineranno diverse possibili vie), fino ad arrivare alla fine, che come vedremo però sarà solo relativa.
A ognuno di noi corrisponde un qualcosa che ci è opposto, lontano da quello che siamo, ma da cui, non sappiamo come, siamo attratti:
(un/a ragazzo/a, un diverso stile di vita, un sogno nel cassetto).
Talvolta riusciamo a sfiorarlo e ci sentiamo completamente appagati e felici, ci sentiamo perfetti. Questa intensa sensazione di infinità è però breve, destinata a durare solo un istante, per poi farci ricadere nella nostra finitezza e solitudine.
La conclusione che ho tratto su questo meccanismo è che ognuno di noi, incompleto in quanto finito, sente uno slancio dentro di sé, una brama di completezza, di perfezione che ci fa tendere quindi verso ciò che ci manca.
Questa metodologia è in sé già realizzazione dell’obiettivo perché fa sì che noi miglioriamo noi
Introduzione
Il percorso degli opposti
La ricerca dell’opposto
L’attrazione
Il punto d’incontro
Conclusione: separazione
1° tipo d’unione: gemelli diversi
2° tipo d’unione: coincidentia oppositorum
3° tipo d’unione: amanti
Introduzione
Nicola Cusano (1401-1464)
Cardinale, filosofo, matematico e astronomo tedesco.
- I° rapporto tra opposti: rapporto uomo – Dio, ma l’uomo può pensare Dio soltanto “sapendo di non sapere” secondo l’antica dottrina di Socrate.
- Questa ignoranza è però la più alta sapienza, potendo trasformarsi in “dotta ignoranza”.
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- La sua maggiore opera in cui spiega l’impossibilità dell’uomo di aumentare le sue conoscenze, approssimative come lo è un “poligono inscritto in un cerchio, per quanti lati abbia”.
- Ma c’è speranza: con un perpetuo sforzo per raggiungere la verità si passa dalla totale ignoranza alla totale conoscenza.
“La verità è l’unico fine che l’uomo desidera e che, in quanto eterna, eternamente pasce l’intelletto. Questa verità che nutre l’intelletto non è altro che il Verbo stesso.”
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L’infinita dell’Essere-Dio porta Cusano a parlare di coincidenza degli opposti, unione dei contrari:
Dio è l’unità degli opposti, perché al di là dei princìpi di identità e di non contraddizione.
Nell’uomo coesiste una sfera “aristotelica” e una sfera “divina”.
Allora la gnoseologia si fonda sull’idea che la possibilità di conoscenza si basa sulla proporzione tra noto e ignoto.
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Montale e Ungaretti
La centralità della parola
Eugenio Montale (Genova 1896 – Milano 1981)
“Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”.
(da “Non chiederci la parola”)
La conoscenza basata sul noto/ignoto fonda la poetica di Montale attraverso la “ricerca del varco”.
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Ungaretti cerca di riscoprire la forza della parola, come strumento per attingere alle fonti dell’Assoluto.
Montale è cosciente della separazione ineliminabile tra l’uomo e l’assoluto, anche se sembra possibile trovare uno spiraglio per cogliere l’assoluto, alla fine veniamo sempre illusi.
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Influenze
Letterarie
Leopardi vicino al suo “pessimismo cosmico” e alla continua ricerca dell’ignoto, dell’infinito
Stessa visione dolorosa
Pascoli
Il “male di vivere”
Filosofiche
Schopenhauer
Il concetto di tempo come prodotto mentale del soggetto, attraverso cui quest’ultimo si riconosce, consumandosi
Heidegger
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Husserl
Ma soprattutto
Anche Montale mette tra parentesi il mondo aderendo all’“epoché fenomenologica” secondo la filosofia di Husserl.
Sospende la realtà attuale (segnata dal fascismo) come via per accedere all’essenza di uno dei possibili fenomeni di un oggetto dato alla coscienza (“residuo fenomenologico”).
Eliot
Husserl e il poeta anglo-americano sono gli ispiratori della tecnica poetica che ha reso Eugenio Montale uno dei più celebri poeti italiani del ‘900:
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Il correlativo oggettivo
- L’oggetto descritto ha due valori:
- Uno proprio.
- Uno di correlazione a un sentimento.
Non è un simbolismo, ma un’allegoria, perché non è una correlazione “soggettiva”, ma rimanda a un’unica immagine comune a tutti.
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La sua esperienza poetica copre gli anni fra il 1920 e il 1980:
- 1925 Ossi di seppia.
- 1939 Le occasioni.
- 1956 La bufera.
(1962-71 silenzio poetico)
- 1971 Satura.
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Raccolta contemporanea a:
- Influenza D’Annunziana.
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