L’Oltredonna
Anno scolastico 2008-2009 Arianna Zompì V C
Oltre alle gambe c’è di più …
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L’Oltredonna anno scolastico 2008-2009 Arianna Zompì V C
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Indice
1. Premessa pag. 5
2. Rapporto tra mondo femminile e scienza
La scienza esplora le differenze tra uomo e donna, le differenze strutturali, l’uso degli emisferi e le ripercussioni sulla vita di tutti i giorni:
- 2.1 Questione di materia; pag. 6
- 2.2 Usi differenti degli emisferi; pag. 6
- 2.3 Le capacità spaziali nel campo dell’istruzione; pag. 9
Siamo vittime della nostra biologia?
Come influisce l’opinione comune:
- 2.4 Come descriveresti ciascuna di queste materie; pag. 10
L’importanza dell’uguaglianza sociale contraddice le teorie biologiche ed evoluzionistiche;
- 2.5 Eppure… L’importanza dell’uguaglianza; pag. 10
Le donne nella scienza del ‘900
Le donne non capiscono la scienza: è la predisposizione del cervello o la cultura scientifica spesso ingiusta verso le donne? Presentazione di scienziate tanto brillanti quanto destinate all’ingiustizia.
- 2.6 I contributi alla fisica: Lise Meitner e la fissione nucleare; pag. 11
- 2.7 Le signore delle stelle: C. Payne Gaposchkin e la composizione dell’Universo; Henrietta Swan Leavitt e le Cefeidi; Jocelyn Bell Burnell e le pulsar; pag. 12
La donna e la psicanalisi
2.8 Freud e l’interesse per l’enigma donna. Pag. 15
3. Donne in movimento
La donna nella filosofia
Hanna Harendt e la sua indagine sui totalitarismi; pag. 16
La donna nella storia
Dolores Ibarruri: la “Pasionaria”. Pag. 21
4. La visione nell’arte e nella letteratura della donna
Pag. 24
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La donna nella letteratura
4.1 Saba: la donna tra amore e tormento, “A mia moglie”; pag. 27
4.2 Virginia Woolf, una voce femminista; pag. 29
La donna nell’arte
4.3 Le donne di Klimt; pag. 32
4.4 La forte personalità della pittrice messicana Frida Kahlo. Pag. 36
1. Premessa
Abbiamo spesso sentito parlare quest’anno, durante il percorso scolastico, di “oltreuomo”. Non voglio insinuare che sia implicita una preferenza sessuale per questa simbolica figura, sarebbe solo una forzatura. Certo è che non sarebbe facile immaginare un Claudio Cantelmo in versione femminile o la grande intuizione di Nietzsche identificata in una donna. È un dato di fatto che la donna, ancora nel Novecento, un secolo di grandi innovazioni, non riesca a conquistare un ruolo da protagonista. E, se lo fa, si guardi bene la firma: deve essere quella di una mano del “gentil sesso”.
Il fatto è che la donna è in questo secolo ancora poco studiata e, di conseguenza, poco capita. La sua sensibilità viene confusa con fragilità, lo zelo con fissazione, il dialogo con la chiacchiera, la femminilità con civetteria, a volte, la spensieratezza con stupidità.
E allora la donna è una creatura fisicamente e spiritualmente debole o forte? Intelligente quanto l’uomo? Capace di scelte autonome o bisognosa del costante appoggio maschile? Angelo spiritualizzato o demoniaca tentatrice? Naturalmente portata a realizzarsi solo nel ruolo privato di moglie e madre (in alternativa, in quello di “sposa di Cristo”), o capace di dare un contributo fondamentale anche nel pubblico, all’economia, alla cultura, alle scienze, all’arte della società in cui vive? Sono domande alle quali ogni epoca storica e ogni cultura hanno risposto in modo abbastanza simile, quasi sempre sfavorevole alle donne.
Il mio non vuole essere un trattato femminista o di denuncia per la piegata condizione femminile.
La questione da cui mi sono mossa è che, comunque le si definisca, le donne nella società borghese sono state via via sempre meno oggetti passivi di una rappresentazione e di un’interpretazione fornita dagli uomini.
Tra la fine dell’Ottocento e il Novecento le donne hanno cominciato infatti a proporre attivamente una propria rappresentazione e una propria interpretazione di se stesse e dei loro ruoli, solitamente più problematiche, spesso decisamente in contrasto con le rappresentazioni e le interpretazioni maschili dell’universo femminile.
Ecco perché, partendo da una base prettamente scientifica, nel mio percorso ho voluto illustrare alcune tra le più emblematiche visioni maschili della figura femminile accostandole a qualche (forse troppo poche) grande Donna che merita in particolar modo, a mio avviso, di essere ricordata. Arianna Zompì
2. Le differenze strutturali tra uomo e donna
2.1 Questione di materia
Il punto di partenza per capire cosa rende diversi uomo e donna è il cervello: esso infatti, a seconda del sesso, reagisce diversamente agli stimoli esterni e presenta una struttura differente.
Il cervello umano è composto da due tessuti: la materia grigia e la materia bianca. La materia grigia è composta dai corpi cellulari dei neuroni, è adoperata per le attività di pensiero e di calcolo. La materia bianca invece è composta da assoni rivestiti di mielina e, anche se a lungo considerata passiva, controlla i segnali condivisi fra i neuroni, coordinando il lavoro delle diverse aree cerebrali.
Visione frontale del cervello femminile e maschile.
Il cervello maschile ha mediamente più materia grigia, mentre quello femminile ha più materia bianca. Grazie alle moderne tecniche di risonanza magnetica nucleare è emerso che, a parità di QI, gli uomini hanno un volume di materia grigia 6,5 volte maggiore delle donne, mentre le donne hanno un volume di massa bianca 10 volte più grande degli uomini.
Inoltre le donne hanno l’84% della massa grigia e l’86% della massa bianca stipate nei lobi frontali. Invece negli uomini i lobi frontali contengono rispettivamente il 45% e lo 0% di esse, che per il resto sono distribuite per tutto il cervello.
2.2 Usi differenti degli emisferi
Le donne hanno fama di essere grandi parlatrici. Nelle immagini che seguono si intuisce il perché. Sono donne le classiche “suocere”, come pure le comari e si dice che il gossip sia femmina. Come sa bene chi ha due figli di sesso differente, solitamente le bambine iniziano a parlare prima dei maschietti e il loro linguaggio è molto più comprensibile.
Questa “tendenza alle chiacchiere” è dovuta al fatto che nelle donne il linguaggio è controllato da due aree specifiche, una più grande situata nella parte anteriore dell’emisfero sinistro e una più piccola nella medesima porzione dell’emisfero destro.
Ci sono quindi due centri linguistici supportati da una grande quantità di materia bianca.
Alle donne risulta più facile la comunicazione perché hanno la capacità di elaborare insieme informazioni provenienti dai diversi centri cerebrali. Ciò consente alle ragazze di imparare più velocemente e facilmente le lingue straniere, di possedere migliori abilità nella grammatica e nelle materie umanistiche in genere.
Quando si parla di percezione spaziale, però, gli uomini primeggiano rispetto alle donne. La percezione spaziale è la capacità di immaginare la forma, le dimensioni, le coordinate, le proporzioni, il movimento e la geografia degli oggetti, nonché di immaginare degli oggetti in prospettiva tridimensionale. Osservando l’immagine si intuisce facilmente il motivo di queste abilità.
Le aree del cervello usate per la fonazione e il linguaggio. Le zone in nero evidenziano i centri delle attività cerebrali. Fonte: Institute of…
I maschi possiedono infatti una funzione cerebrale specifica, localizzata in almeno quattro punti della parte anteriore dell’emisfero destro e in zone più limitate del sinistro. Ecco perché gli uomini prediligono attività come la matematica, in cui è sufficiente che funzioni bene un singolo centro situato nella massa grigia.
Questa “tendenza alle chiacchiere” è dovuta al fatto che nelle donne il linguaggio è controllato da due aree specifiche, una più grande situata nella parte anteriore dell’emisfero sinistro e una più piccola nella medesima porzione dell’emisfero destro.
Localizzazione della capacità spaziale. Le zone in nero evidenziano i centri delle attività cerebrali. Fonte: Institute of…
Ci sono quindi due centri linguistici supportati da una grande quantità di materia bianca. Alle donne risulta più facile la comunicazione perché hanno la capacità di elaborare insieme informazioni provenienti dai diversi centri cerebrali. Ciò consente alle ragazze di imparare più velocemente e facilmente le lingue straniere, di possedere migliori abilità nella grammatica e nelle materie umanistiche in genere.
Quando si parla di percezione spaziale, però, gli uomini primeggiano rispetto alle donne. La percezione spaziale è la capacità di immaginare la forma, le dimensioni, le coordinate, le proporzioni, il movimento e la geografia degli oggetti, nonché di immaginare degli oggetti in prospettiva tridimensionale. Osservando l’immagine si intuisce facilmente il motivo di queste abilità.
I maschi possiedono infatti una funzione cerebrale specifica, localizzata in almeno quattro punti della parte anteriore dell’emisfero destro e in zone più limitate del sinistro. Ecco perché gli uomini prediligono attività come la matematica, in cui è sufficiente che funzioni bene un singolo centro situato nella massa grigia. Le donne quindi non possiedono capacità spaziali sviluppate tanto quanto quelle della controparte maschile, e per questo vengono spesso criticate e rese oggetto di derisione.
Molto abituali sono “i dolori del parcheggio in retromarcia”, che derivano proprio da un cervello disegnato per altre funzioni. Così gran parte delle donne (me compresa) preferisce parcheggiare l’auto in uno spazio ampio, ma lontano, piuttosto che fare manovra in retromarcia in uno spazio angusto.
La superiorità maschile in questo ambito è probabilmente dovuta all’evoluzione, nel passato l’uomo doveva essere in grado di inseguire gli animali e ritrovare la strada di casa.
È ragionevole aspettarsi che queste inclinazioni biologiche, sviluppate in secoli in cui la divisione del lavoro in base al sesso era preminente, abbiano avuto una forte ripercussione sul mondo degli ultimi secoli. Il pregiudizio è maturato dal fatto che le donne mediamente erano inferiori dal punto di vista scientifico. Invece di aiutarle, le si è lasciate nella loro condizione di ignoranza, alimentando il pregiudizio stesso.
Nella società attuale, in cui l’uguaglianza e le pari opportunità sono all’ordine del giorno e perseguite ad ogni costo, la realtà riserva molte sorprese.
“Due differenti tipi di cervello progettati per adottare comportamenti e soluzioni egualmente intelligenti”
R. Haier, psicologo all’University of California
2.3 Le capacità spaziali nel campo dell’istruzione
90
80
70
60
50
40 uomini
30
20
10
0 biologia musica fisica chimica
Molti erano convinti che le donne, una volta liberatesi dalle presunte catene dell’oppressione maschile, sarebbero giunte in fretta ai massimi livelli delle attività tradizionalmente maschili. Sembra che ancora, almeno per quanto riguarda le inclinazioni professionali, ciò non trovi riscontro.
Dati percentuali riferiti a un campione di insegnanti inglesi (UK, Nuova Zelanda e Australia) nel 2008.
Infatti le donne dominano indisturbate nelle materie in cui è richiesta una grande capacità linguistica mentre il predominio maschile è molto prossimo al totale nelle materie come ingegneria e fisica. Un esempio riportato nel grafico chiarisce come ciò accada nel campo dell’istruzione, considerato forse tra i più equi in termini di possibilità di accesso.
Nella fisica e nella chimica i docenti uomini sono in maggioranza numerica: possiamo spiegare questo dato ricordando che in queste due materie la percezione spaziale sia essenziale per una corretta interpretazione della materia.
2.4 Come descriveresti ciascuna di queste materie?
L’influenza dell’opinione comune
80
70
60
50
40 più maschile
30 più femminile
20 né femminile né maschile
10
0
Rilevazione su popolazione italiana 15-19 anni nel 2006 (valori percentuali) Fonte: Observa
Biologia musica fisica ingegneria.
Le maggiori attitudini nei confronti di una materia sono quindi da imputare soltanto a una questione biologica? La risposta non è univoca, ma sicuramente non si può non tenere in considerazione l’opinione comune. In questo grafico vediamo come nelle materie artistiche come la musica il pregiudizio sia meno marcato, infatti una consistente parte del campione ha definito la musica come materia “asessuata”. Fisica invece è stata ritenuta una materia maschile, come del resto ingegneria.
Come possiamo notare nella vita di tutti i giorni, la maggioranza degli ingegneri è uomo. Questo non si può spiegare dicendo che l’università ostacoli le donne nelle materie scientifiche. Quello che è più probabile è che le donne si ostacolino da sole, non ritenendosi idonee nelle materie ingegneristiche.
2.5 Eppure… L’importanza dell’uguaglianza
“Laddove la donna è libera e culturalmente parificata, per esempio in Islanda, la propensione verso le materie scientifiche e il successo nella matematica sono sostanzialmente identici nei due sessi”
L. Guiso, docente di Economia allo European University Institute di Firenze
Inoltre è interessante notare come il “gender gap” sia minore in quei Paesi dove l’emancipazione femminile è maggiore. Per avere un’idea, all’Italia è stato assegnato un indice di emancipazione pari a 0,65 (e uguale a Messico e Indonesia) mentre alla Finlandia è di 0,8. Un colpo basso sicuramente per coloro che sostengono a priori l’idea evoluzionistica. L’ipotesi genetica quindi inizia a vacillare quando si scopre che in Paesi come l’Islanda o la Finlandia le ragazze ottengono punteggi migliori nei test scientifici.
2.6 I contributi alla fisica: la fissione nucleare è donna!
In realtà la storia presenta tanti esempi, qui limitati, di donne che hanno fatto grandi scoperte scientifiche. Tuttavia, stavolta, più che la biologia umana, da imputare è la comunità scientifica, prevalentemente composta da uomini, che è stata spesso ingiusta verso le donne. Accanto a grandi nomi della fisica come Otto Hahn (premio Nobel per la chimica nel 1944) si eclissano quelle donne che, alla pari dei colleghi, hanno dato un sostanzioso contributo.
La fisica austriaca Lise Meitner era una di queste: pose le fondamenta per lo sviluppo sperimentale della fissione nucleare, intuendo che due nuclei che risultano dalla fissione dell’uranio hanno una massa complessiva inferiore del nucleo di uranio di partenza.
Lise Meitner non ricevette il premio Nobel, perché era dovuta fuggire a causa della II Guerra Mondiale e aveva dovuto sospendere le sue ricerche e il premio Nobel andò al suo collega Otto Hahn. Se viene ricordata spesso la si considera la “madre della bomba atomica”, quando in realtà lei fu una pacifista convinta che rifiutò ripetutamente le offerte di lavoro per la costruzione di armi di distruzione di massa.
Lise Meitner (Vienna 1878-Cambridge 1968) scoprì il processo di disintegrazione del nucleo atomico (fissione nucleare) e ne diede una interpretazione fisica. Prima di lei la chimica Ida Noddack aveva ipotizzato la fissione dell’atomo nel 1934.
La fissione nucleare
La fissione nucleare è quel processo chimico-fisico per cui un atomo troppo grande per rimanere coeso si divide dopo essere stato bombardato da neutroni lenti. In questo processo il neutrone viene catturato dal nucleo colpito; quest’ultimo si divide in due nuclidi instabili, si liberano alcuni neutroni e si sviluppa energia.
Nell’immagine accanto è schematizzata la fissione di un atomo di Uranio 235. Quando un neutrone colpisce un atomo di Uranio 235 quest’ultimo si divide in nuclei più leggeri, quindi più stabili. Inoltre libera energia e altri neutroni, che a loro volta colpiscono altri atomi di Uranio, generano una nuova fissione. Lise Meitner riuscì a calcolare con precisione l’energia che la fissione dell’Uranio 235 produceva, utilizzando la nota formula di Einstein E=mc2.
2.7 Le signore delle stelle
Cecilia Payne-Gaposchkin e la composizione dell’universo
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