Tesina
La seconda metà del 1900: dalla guerra fredda e le ripercussioni negli altri aspetti della società
Alunno: Maglio Pierluca
Classe: III
Sezione: B
Anno scolastico: 2008/2009
Scuola: Scuola media unificata statale di I grado: “Caduti di Marzabotto - Giulio Cesare”
Data: Giugno 2009
Indice
I Indice professori e argomenti
1-15 Storia
16-21 Geografia
22-32 Antologia
33-39 Educazione civica
40-58 Scienze
59-75 Tecnica
75-79 Inglese
80-85 Francese
86-89 Educazione musicale
90-102 Educazione musicale
103-108 Educazione artistica
109 Bibliografia II
Indice materie e professori
Prof. Angiuli
Storia = La Guerra Fredda
Antologia = Neorealismo
Ed. Civica = Nazioni Unite
Geografia = America Centrale
Prof. Longobardo
Scienze = Calore e Temperatura
Prof. Pagano
Tecnica = Il Petrolio
Prof. Chetta
Inglese = J.F. Kennedy
Prof. Tironi
Francese = Martinique e Guadaloupe
Prof. Pezzuto
Musica = Il gruppo dei 5
Prof. De Giorgi
Arte = Action Panting
Prof. Vitale
Educazione Motoria = Wrestling
Storia
Professoressa Angiuli
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Guerra fredda
Premessa
La Seconda Guerra Mondiale iniziata nel 1939 per le mire espansionistiche e le ideologie di un folle, il Führer Adolf Hitler, appoggiato dal Duce italiano, Mussolini, si concluse con la sconfitta di quest’ultimi nel 1945 da parte delle truppe anglo-americane (che guidarono la liberazione di Berlino) e dalle truppe partigiane (normali persone appartenenti a gruppi politici e religiosi diversi che avevano un solo obiettivo: porre fine al nazismo e al fascismo).
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Situazione politica
Oltre alle numerose perdite umane, la guerra aveva provocato distruzioni non solo a livello architettonico, ma anche sul piano politico dell’Europa; perciò i rappresentanti dei maggiori stati (U.R.S.S., U.S.A., Gran Bretagna e Francia) si riunirono nella “Conferenza di Yalta”, nel 1944, per definire i nuovi assetti dell’Europa liberata, quali:
- L’Europa stessa sarebbe stata divisa in Europa occidentale, sotto il controllo delle truppe anglo-americane, e in Europa orientale, sotto il controllo delle milizie sovietiche;
- Il territorio tedesco sarebbe stato diviso in due repubbliche: Repubblica federale tedesca, con governo di tipo parlamentare-liberale di impronta americana, e Repubblica democratica tedesca, con governo di tipo comunista direttamente controllato dall’U.R.S.S.;
- Si viene a fondare la N.A.T.O., ovvero l’organizzazione militare del trattato Atlantico, firmato tra gli Stati Uniti e i paesi a loro alleati;
- Fu firmato, nel 1955, il patto di Varsavia, ovvero un trattato di amicizia e reciproca collaborazione tra U.R.S.S. e gli stati dell’Europa dell’est;
- L’Italia perse tutte le sue colonie acquisite durante il corso della grande guerra (Istria, Dalmazia e Albania), ma non dovette pagare una cospicua sanzione che fu invece imposta al governo tedesco;
- L’U.R.S.S. divenne uno degli stati più potenti e poté così espandere i propri territori anche sulla Polonia e sulle repubbliche Baltiche.
La conclusione della grande guerra segnò inoltre la fine degli imperi coloniali, avviando così un periodo definito, per l’appunto, della “Decolonizzazione”.
Unico fatto positivo del dopoguerra fu la nascita dell’organizzazione O.N.U., che era volta a garantire la pace e la reciproca sicurezza tra le varie nazioni a livello mondiale.
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Guerra fredda
Coesistenza pacifica
Il periodo che va dagli anni ’50 agli anni ’70 è stato caratterizzato dal confronto-scontro tra le due superpotenze di quel tempo: gli Stati Uniti d’America e l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (di governo di tipo comunista che limitava le libertà dei cittadini; infatti l’unione repubblicana e il governo comunista si era avuto ai tempi di Lenin, quando fu quest’ultimo a proclamare la nascita dell’U.R.S.S. e del suo governo comunista).
Questo scontro è denominato Guerra fredda ed è stato fondato sull’ostilità, la propaganda, lo spionaggio, i sabotaggi e, non ultima, la corsa agli armamenti.
Lo scoppio di un nuovo conflitto mondiale fu impedito dalla paura che l’intero mondo aveva verso un’ipotetica terza guerra mondiale e lo scoppio di una nuova bomba atomica (la bomba H, che era in fase di sviluppo nei laboratori statunitensi); dunque si può affermare che la pace si resse sull’“Equilibrio del terrore”.
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Le offensive che le due superpotenze, a volte, si lanciavano sfociavano solitamente in piccoli attacchi di guerriglia o, nei casi più rari, in guerre civili senza mai coinvolgere direttamente le due superpotenze.
Attorno alle due superpotenze si vennero a formare due veri e propri blocchi mondiali: quello occidentale, di ispirazione capitalista, guidato dagli Stati Uniti e organizzato militarmente dalla N.A.T.O., e quello comunista diretto dall’U.R.S.S. e unito nel patto di Varsavia.
Gli Stati Uniti, inoltre, si resero molto partecipi per quanto riguarda la ricostruzione degli edifici e delle strutture distrutte durante il grande conflitto, attraverso il tanto famoso “Piano Marshall”.
La sua denominazione deriva dal nome del segretario di Stato americano che lo propose per primo nel 1947; quest’ultimo era volto a investire gran parte dei fondi statunitensi nella ricostruzione della stragrande maggioranza degli edifici distrutti; a questo punto possiamo anche evidenziare il fondamentale obiettivo politico di Marshall: ovvero di favorire tutti quei paesi che avevano rifiutato i governi di tipo comunista o i regimi dittatoriali, dichiarando un fermo rifiuto a quest’ultimi paesi.
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Nel clima di guerra fredda tra i due blocchi si ebbero momenti di profonda crisi:
- La guerra di Corea (1950), quest’ultima era infatti divisa in Corea del Nord (di ispirazione comunista) e Corea del Sud (di governo liberale); tra le due Coree ci fu subito inimicizia e non aspettarono neanche la mediazione nell’O.N.U. per dichiararsi guerra, che si concluse nel 1953 con la sconfitta della Corea del Nord;
- L’istituzione del muro di Berlino. Questo punto bisogna fare una precisazione: come l’intera Germania era divisa in due parti, anche Berlino era divisa in Berlino Ovest (di governo liberale capitanato dagli U.S.A.) e Berlino Est (con governo comunista retto dalle truppe sovietiche).
Naturale è che la popolazione dell’Est, vedendosi limitate di molto le proprie libertà, decise di fuggire verso la Berlino Ovest, ma il governo sovietico, per impedire questa fuga di massa, decise di costruire, nel 1961, un muro (che divideva, ora materialmente, Berlino), alto più di 7 m, sormontato da filo spinato e vigili sentinelle che non esitavano a sparare a qualsiasi disertore si fosse fatto vivo.
L’abbattimento di quest’ultimo avverrà 28 anni dopo, precisamente nel 1989, grazie alla fine dell’U.R.S.S. e poi in tutti i paesi dell’Europa dell’Est, con la politica di riforme contro il comunismo avviata nel 1985 dal segretario generale del partito comunista dell’U.R.S.S., Michail Gorbačov, il quale affermò che era necessario dare vita a riforme radicali su tutto il territorio sovietico: la parità degli stati che comprendeva l’U.R.S.S., autonomia, cooperazione economica e infine bisognava abbattere il regime comunista e, per fare ciò, bisognava abbattere direttamente l’U.R.S.S.
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Negli anni Sessanta iniziò il periodo, cosiddetto della “Distensione” e della coesistenza pacifica, grazie all’opera di tre grandi personalità a livello mondiale:
- Il neo presidente degli Stati Uniti, J.F. Kennedy;
- Il nuovo presidente russo, Nikita Kruscev;
- Il mediatore ecclesiastico, papa Giovanni XXIII.
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Ma seguirono, tuttavia, alcuni periodi di crisi dovuti principalmente:
- Alla crisi di Cuba, sul cui territorio si stava già verificando una rivoluzione di tipo democratica guidata dal maresciallo Fidel Castro, il quale, grazie all’appoggio dell’esercito, attuò un colpo di stato e riuscì a salire al potere eliminando definitivamente il regime Batista. Successivamente, però, Cuba diventò nemica giurata degli Stati Uniti per questioni economiche e Fidel Castro si schierò a favore dei sovietici, facendo diventare Cuba uno stato comunista che si tramuterà presto, superato il periodo di crisi dovuto all’istallazione di una base nucleare su un’isola cubana da parte dell’U.R.S.S., in una dittatura di ispirazione marxista;
- Alla guerra in Vietnam, che si disputerà tra le truppe armate vietnamite appoggiate pienamente dagli Stati Uniti e le milizie di guerriglieri comunisti (vietcong) capeggiate dal Vietnam del Nord.
Nonostante gli innumerevoli anni di guerra e le innumerevoli vittime che il conflitto provocò, gli Stati Uniti riuscirono a domare il conflitto e le truppe del vietcong furono costrette a ritirarsi.
In questo clima teso, si inserì infine la contestazione giovanile del Sessantotto e subito dopo questa si iniziò finalmente a parlare di un’Europa unita…
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Geografia
Professoressa Angiuli
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America Centrale
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In generale si parla sempre di America al singolare, ma, nello specifico, si può parlare di Americhe al plurale.
Infatti, in base alla sua colonizzazione, l’America può essere divisa in America anglosassone (l’America settentrionale colonizzata in prevalenza da inglesi e francesi e per questo detta anglosassone) e in America latina (l’America centrale e meridionale colonizzata in prevalenza da spagnoli e portoghesi e per questo detta latina).
Particolare attenzione è da porre inoltre all’America centrale, sede dello stato cubano in cui si è verificata, per l’appunto, la crisi e successivamente la guerra di Cuba.
Aspetto fisico
La notevole varietà morfologica costituisce uno dei fattori essenziali della diversità dei paesaggi dell’America centrale, che può essere suddivisa in tre grandi aree: il Messico, l’America centrale e le isole.
Per quanto riguarda i maggiori rilievi presenti sul territorio, di rilevanza è il Messico, vasto altopiano del doppio dell’Italia, le cui montagne superano anche i 2000 m di altitudine.
L’America centrale è un territorio ricco di fiumi, tra cui di rilevanza è il fiume Rio Grande, di una lunghezza superiore ai 3000 km.
Per quanto riguarda i laghi, di rilevanza è il Nicaragua, che riesce a superare gli 8000 km.
I maggiori arcipelaghi sono inoltre le grandi e piccole Antille.
Assetto politico
L’America centrale si articola politicamente in 21 stati che, ad eccezione del Messico, occupano territori molto ristretti.
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La maggior parte dei paesi dell’America centrale gode di situazioni di forte instabilità politica, le quali si riflettono sull’economia, delineando così marcati squilibri sociali.
Negli ultimi decenni, inoltre, molti paesi sono stati retti da regimi dittatoriali che hanno usato metodi di governo brutali e si sono retti grazie all’appoggio di multinazionali estere; inoltre alcuni governi dittatoriali sono di tipo marxista (come ad esempio quello cubano) e per questo sono migliori rispetto ai regimi dittatoriali di destra.
Quest’ultimi regimi dittatoriali sono contrastati a loro volta da movimenti di opposizione armata che hanno dato origine a guerre civili (come ad esempio in Guatemala o ad Haiti).
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Precaria resta inoltre la situazione del Messico, paese potenzialmente più ricco, dove purtroppo la forte pressione demografica minaccia la stabilità politica e l’economia.
Ma non mancano comunque le realtà positive.
È il caso della Costa Rica, modello di uno sviluppo socioeconomico equilibrato retto da una solida democrazia; caso analogo si verifica alle Bahamas, paradiso turistico e fiscale che vantano il più elevato P.I.L. regionale.
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Antologia
Professoressa Angiuli
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Neorealismo
Tra il 1942 e il 1950 si sviluppò in Italia un movimento che coinvolse soprattutto il cinema ma, in gran parte, anche la letteratura, denominato Neorealismo (ovvero nuovo realismo).
Il film del neorealismo italiano si contraddistinguono per una forte concretezza; i film sono basati sulla povera gente, si raccontano storie comuni e ordinarie e, nella maggior parte dei casi, le varie scene dei film sono interpretate da attori non professionisti ripresi con attrezzature di fortuna.
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Il film doveva apparire come un documento o una denuncia dei vari mali che affliggevano in quel tempo l’Italia, uscita rovinosamente dal secondo conflitto mondiale.
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Caposcuola del film neorealista è Roberto Rossellini con il suo famosissimo film “Roma città aperta” del 1942.
Altri registi neorealisti di importanza comunque rilevante sono stati:
- Vittorio De Sica con i suoi famosi capolavori “Sciuscià” e “Ladri di biciclette”;
- Luchino Visconti con il suo capolavoro “Ossessione”, anch’esso del 1942.
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Il famosissimo sceneggiatore Cesare Zavattini con la sua opera “I poveri sono matti”.
Per quanto riguarda la letteratura, non si può parlare di una vera e propria corrente, ma più che altro di un clima di interesse alla realtà e di un modo nuovo di leggerla.
In questo periodo si diffonde inoltre l’ideale che gli intellettuali devono dimostrare un minimo di interesse e di impegno verso la vita politica e far sentire la loro opinione per quanto riguarda il mondo in cui vivono.
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In letteratura, il Neorealismo si propone di rappresentare la realtà di tutti i giorni, e documentarla in modo rigoroso e quindi denunciare i problemi sociali che allora affliggevano la società: l’arretratezza, la povertà, l’analfabetismo, il razzismo, la lotta partigiana, ecc…
La poetica neorealista si fonda quindi su contenuti nuovi per la letteratura ed è in continua ricerca di nuove forme espressive e linguistiche vicine ai soggetti rappresentati, attraverso l’utilizzo di un linguaggio semplice e diretto che anche la povera gente riesce a capire con chiarezza.
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A questo punto possiamo anche individuare la distinzione fondamentale che regola il Verismo di G. Verga con il Neorealismo dei vari autori neorealisti: quest’ultimi infatti, attraverso l’impegno politico e sociale, intendono trasformare la realtà (denunciandola e attuandone modifiche al suo sistema) e quindi non solo descriverla e narrarla in maniera oggettiva come facevano i veristi.
Il Neorealismo comprende autori di provenienza e formazione assai diverse che, in alcuni casi, erano contrastanti tra di loro.
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