Butterfly Kidnapping by Tony De Carlo
Scialpi Caterina
V A linguistica a.s. 2008/2009 1
Liceo Polivalente statale “Don Quirico Punzi”
Indice
- Introduzione pag. 3 - 4
- L’insostenibile leggerezza dell’essere - Milan Kundera pag. 5 - 6 - 7
- La leggerezza - Italo Calvino pag. 8 - 9
- Der Kübelreiter - Franz Kafka pag. 10
- Technology pag. 11
- The picture of Dorian Gray - Oscar Wilde pag. 12 - 13
- Jean-Paul Sartre pag. 14 - 15
- La Primavera di Praga pag. 16 - 17
- Friedrich Nietzsche pag. 18 - 19 - 20
- I pianeti pag. 21 - 22
- Fonti pag. 23
Happy
Olimpia
by Matteo
Lo Greco
Introduzione
«La grandezza di un uomo risiede per noi nel fatto che egli porta il suo destino come Atlante portava sulle spalle la volta celeste».
L’insostenibile leggerezza dell’essere – M. Kundera.
L’opposizione leggerezza - pesantezza è in genere spiegata con il significato di positività per quanto riguarda la prima e negatività per la seconda. La leggerezza dell’anima è una sfida affascinante, un’aspirazione, un dono per i pochi eletti che riescono a proiettarsi al di sopra di questo nostro caotico mondo. Ed eccoli, ormai librati nell’aria, i fratelli delle nuvole che non sono in balia del vento: il loro sguardo pieno di comprensione si riflette come un lampo di felicità negli occhi di chi si trova sotto e osserva con ammirazione le piume bianche delle loro grandi ali, esse portano con sé i fardelli dei mille problemi a cui ogni uomo deve far fronte, ma sono talmente forti da sentirli appena. Però la pesantezza della vita, delle cose che ci opprimono, ci aiuta a superare il percorso verso la maturazione, momento in cui ci si eleva nei cieli della consapevolezza e dell’ironia, caratteristiche preponderanti nell’età moderna. Occorre imparare dalle difficoltà per capire ed aiutare chi dopo di noi affronta le stesse situazioni. Ci sono due modi per sdrammatizzare: attraverso la razionalità e attraverso la follia, il cui confine è davvero sottile. La prima tende a prendere in analisi gli avvenimenti, i sentimenti stessi, fino a trarre le conclusioni più adatte; la seconda porta alla totale alienazione mentale, cioè a un estraniamento dalla realtà che ci permette di condurre un’esistenza più “serena”. Si deve quindi vivere con leggerezza la pesantezza della quotidianità, in modo tale che i due poli possano convivere pacificamente.
All'inizio del secolo, Le Corbusier aveva disegnato un tavolo che giocava proprio con i materiali per costruire una illusione ottica. Il piano era un cristallo, le gambe una struttura nera. La percezione visiva dell'oggetto suggeriva un piano leggero appoggiato su solidi sostegni. Ma se si provava a sollevare i due oggetti, le gambe erano leggerissime (realizzate con materiale aeronautico) e il piano pesava moltissimo (un cristallo di notevole spessore). Le Corbusier sapeva che la leggerezza, al massimo, poteva essere soltanto una magnifica illusione. Un gioco raffinato, perché il peso era inevitabile e la materia inesorabile.
Qualche tempo fa mi è capitato tra le mani un libro intitolato L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera. Il titolo ha subito catturato la mia attenzione e ho deciso di leggerlo, mentre sfogliavo le pagine ero completamente rapita dalla semplicità con cui l’autore si spostava tra le storie e tra i pensieri dei protagonisti. Egli ha saputo rendere quasi ovvi i loro complessi ragionamenti, tanto che ho fatto del suo romanzo il punto di partenza per la mia tesina. In seguito ho analizzato la prima delle conferenze di Italo Calvino, racchiuse in Lezioni americane, in cui vengono sostenute le ragioni della leggerezza; la lezione termina con il riferimento a un racconto di Kafka (Der Kübelreiter), che ho ritenuto opportuno riferire nella sua lingua originale: il tedesco. Calvino tratta inoltre la “moderna” leggerezza, quella del mondo dell’informatica: argomento di cui ho voluto riportare qualche concetto. Per quanto riguarda la letteratura inglese mi è sembrato pertinente scegliere Wilde e il suo Ritratto di Dorian Grey, in cui troviamo la vana dea dell’apparenza e della giovinezza come fulcro della riflessione. La vacuità dell’aspetto esteriore può però estendersi all’intera esistenza, che farebbe sentire l’individuo in balia del nulla intorno a sé: è in questo campo che spazia la saggezza di un grande scrittore e filosofo francese: Jean-Paul Sartre. L’avvenimento storico che ho voluto sviluppare è la “Primavera di Praga”, periodo in cui si svolge l’azione nel libro di Kundera. Durante questo intenso periodo di trasformazioni, che ha coinvolto tutto il mondo, la religione cattolica (considerata classica e conformista) viene un po’ messa da parte, mi è quindi balzata alla memoria una frase che sta alla base della filosofia di Nietzsche (Dio è morto) e ne ho perciò esposto il significato. Per concludere, ci spostiamo dalla mente umana all’universo: la Terra è l’unico pianeta del Sistema Solare su cui ci siano degli esseri viventi, ma è interessante anche prendere in esame gli altri corpi celesti esistenti. Essi sembrano così evanescenti, liberi, leggeri, sospesi tra le stelle, eppure sono dotati di una loro consistenza e regolarità.
L’insostenibile leggerezza dell’essere
Il romanzo, che si svolge a Praga negli anni intorno al 1968, descrive la vita degli artisti e degli intellettuali cecoslovacchi nel periodo fra la Primavera di Praga e la successiva invasione da parte dell'Unione Sovietica. La storia si focalizza sul gruppo noto come “il Quartetto di Kundera” («I personaggi del mio romanzo sono le mie proprie possibilità che non si sono realizzate. Per questo voglio bene a tutti allo stesso modo e tutti allo stesso modo mi spaventano: ciascuno di essi ha superato un confine che io ho solo aggirato»). Tomáš è un chirurgo che ha nella vita due grandi passioni: il suo lavoro e le donne; egli conosce Tereza che, innamorata di lui, gli si offre con dedizione totale. Si amano, si sposano, si posseggono, ma in modo, per entrambi, diverso: Tereza è divorata dalla gelosia e dal desiderio di possesso totale, pur sapendo che Tomáš, tradendola spesso, le è sempre fedele. Dalla Cecoslovacchia, invasa dai Russi, sono costretti a fuggire, ma Tereza non resiste a lungo. “Chi vive all'estero cammina su un filo teso in alto nel vuoto senza la rete di protezione offerta dalla propria terra dove ci sono la famiglia, i colleghi, gli amici, dove ci si può facilmente far capire nella lingua che si conosce dall'infanzia. A Praga Tereza dipendeva da Tomáš soltanto nelle cose del cuore. Qui dipende da lui in tutto. Se lui l'abbandonasse, che ne sarebbe di lei? Deve dunque passare tutta la vita con la paura di perderlo?”
Tereza torna e Tomáš la segue: a Praga conducono adesso una vita da operai improvvisati, tra carri armati e polizia segreta. Lui fa il lavavetri e lei lavora in un bar. Parallela a questa loro storia, corrono le vicende di Sabina e Franz, un professore di Ginevra, col quale la donna, una pittrice ceca in esilio, amante di Tomáš, ha una relazione. I loro mondi si sfiorano senza capirsi: troppo diversamente sentono la vita, se stessi e gli altri.
Franz è sposato e solo a fatica riesce a confessare alla moglie la relazione con Sabine. Ma, mentre la prima sta ad ascoltare con rancorosa freddezza (e lui aveva tentato di proteggerla per anni, pensando a chissà quale disperazione!), Sabine si rende conto che il loro amore, reso pubblico, sarebbe presto diventato un peso insostenibile e lo lascia. Franz non ritorna a casa, ritrova una dimensione più vera in una solitudine non prevista né cercata, si innamora di un'altra, ma finirà col morire in Cambogia durante una missione umanitaria. Il funerale sarà gestito imperiosamente dalla moglie, unica legittima titolare dello stato di vedovanza. Tra una storia e l'altra, le vicende della Cecoslovacchia, la Primavera di Praga, l'invasione russa, la polizia segreta, le persecuzioni, i ricatti. Le angosce personali dei protagonisti si intrecciano alle angosce di un popolo. Tomáš e Tereza accettano di fuggire via dalla città e di rifugiarsi in campagna, dove, tra i più umili lavori, ritrovano una parvenza di libertà e di serenità. Intanto lontana, prima in Francia poi in America, Sabina si sentirà sempre più estranea alla realtà del suo paese. Sarà accusata di essere troppo indifferente alla storia e nemica del comunismo, e si troverà in California quando riceverà la notizia della morte dei due amici, in un incidente stradale. Il testo a questo punto potrebbe essere concluso, ma l'autore che ha giocato col tempo (andando avanti e indietro coi suoi personaggi) ci congeda con un ricordo di Tereza, di Tomáš e di Karenin, la loro inseparabile cagna. È l'ultimo periodo della loro vita. Tereza chiarisce finalmente a se stessa il senso del suo rapporto col marito. “Siamo tutti pronti a vedere nella forza il colpevole e nella debolezza la vittima innocente. Ma ora Tereza si rende conto che nel loro caso è stato tutto il contrario! ...La sua debolezza era aggressiva e lo costringeva ad una continua capitolazione, fino a che lui non aveva smesso di essere forte e si era trasformato in un leprotto tra le sue braccia.” Riconciliata con se stessa e la sua sofferenza, Tereza chiederà scusa all'uomo che, amandola, le è stato sempre vicino, rinunciando a tutto.
Nel libro si intrecciano vari livelli, la narrazione dei sentimenti amorosi dei protagonisti si innesta in un contesto storico preciso e sempre ben evidenziato, il tutto è permeato da riflessioni filosofiche. Kundera parte da un ragionamento semplice, ci dice che l’Uomo nella vita ha una sola possibilità e che ogni sua azione è irripetibile, perché egli è un attore che sale sul palcoscenico senza fare nessuna “prova”. Le scelte, fatte inizialmente con leggerezza, sono senza prova d’appello e si possono rivelare spesso gravose e portatrici di sofferenze. «Einmal ist keinmal» Tomáš ripeté tra sé il proverbio tedesco. Quello che avviene soltanto una volta è come se non fosse mai avvenuto. Se l’uomo può vivere una sola vita è come se non vivesse affatto. Molto ci sarebbe da dire sui protagonisti. Tomáš è tutto racchiuso nelle sue insicurezze e nel pessimismo, il cui credo è «Es muss sein / così deve essere». Tereza è fragile nel corpo e forte nell’anima, che però non riesce ad essere libera. La sua vita è dominata dal
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