IL BIVIO
Dietro l’angolo del finito
c’è sempre l’ infinito
Lavoro di: Rotondaro Domenico
Liceo Scientifico “E. Mattei"
Classe Vª A
Anno Scolastico 2008/2009
Indice
• Premessa
• L’universo è infinito
-Scoperta dell’espansione dell’universo ……………………………………………………..
Pag.
-Ipotesi cosmologiche sulla nascita dell’universo ………………………………………… //
5 //
4 6
// 6
1
-Evoluzioni dell’universo …………………………………………………………………….. // 4
• L’infinito matematico: dagli insiemi all’energia potenziale
-La teoria degli insiemi ……………………………………………………………………….. Pag. 6
Pag.
-Il concetto di limite ………………………………………………………………………….
8
-Limite destro e sinistro di una funzione………………………………………………………
// 9
-Limite finito per una funzione che tende all’infinito ………………………………………..
// 9
-Limite infinito per una funzione che tende all’infinito ………………………………………
//
-Limite infinito per una funzione che tende al finito ………………………………………….
10
-Il concetto di energia potenziale ……………………………………………………………
// 10
-L’energia potenziale dipende solo dalla distanza ………………………………………… //
// 11
- Energia potenziale elettrica di due cariche puntiformi a distanza infinita ……………….
// 12
// // 13
// 14
• M’illumino d’immenso…
-L’universo infinito di Lucrezio ………………………………………………………………… Pag.
Pag.
- L’infelicità dell’uomo e la poetica del vago e indefinito …………………………………. //
15
- Analogia tra il finito e l’infinito di Ungaretti …………………………………………….. //
// 16
// 18
• L’eterno dualismo tra finito e infinito
-L’infinito negativo…………………………………………………………………………….. Pag.
Pag.2
-I paradossi di Zenone……………………………………………………………………….. //
0
-La rivalutazione del concetto di infinito …………………………………………………… //
// 20
-La tendenza dell’Io verso l’infinito ………………………………………………………... //
// 21
-“La bellezza” è l’infinito espresso in modo finito ………………………………………….. //
// 22
-Viandante sul mare di nebbia ……………………………………………………………….. //
// 23
-La riconciliazione tra finito e infinito ……………………………………………………….. //
// 24
-La rivalutazione del finito …………………………………………………………………... //
// 26
// 27
• L’infinito temporale nel Teatro dell’Assurdo
-La nascita di un nuovo genere teatrale ……………………………………………………..
Pag.
Pag. 28 /
-Waiting for Godot …………………………………………………………………………… //
/ 28
• Conclusione Vorrei poter vedere l’infinito per
capire meglio il suo significato, ma
a quel punto non sarebbe più infinito.
2
Voglio dedicare questo mio lavoro a tutte le persone che mi hanno sempre
sostenuto nei momenti più difficili, alla mia famiglia, a chi mi ha sempre voluto
bene ed accettato nonostante i miei “infiniti” difetti, a chi mi ha criticato
quando ho sbagliato perché così facendo mi ha permesso di crescere e infine a
tutti coloro che hanno contribuito a farmi diventare quello che sono. Grazie!
Domenico
Premessa
Che cosa significa infinito?
Già cercare di dare una definizione al termine infinito potrebbe sembrare un
controsenso; come si può definire qualcosa che in realtà non riusciamo a vedere, a
toccare … a fare nostra? Come si può determinare in modo finito qualcosa che invece
non ha limiti, non ha forma?
Io penso che tutti noi almeno una volta ci siamo posti questa domanda, che ad alcuni
potrebbe sembrare scontata, senza senso ma che in realtà nasconde un misterioso
significato; la risposta più ovvia è che l’infinito è tutto ciò che risulta illimitato, che non
ha fine, opposto al finito.
Troppo semplice dire ‹‹L’infinito è ciò che non è finito››, troppo complicato trovare altre
risposte.
Proprio per questo motivo, io l’infinito non saprei come spiegarlo ma allo stesso
tempo, in modo irrazionale, sento che esiste e lo vedo in tutto quello che amo!
Il mio lavoro, così come si deduce dal titolo “Il bivio”, parte proprio dal contrasto tra
concetto di finito e concetto di infinito, volendo sottolineare che l’uomo si trova
‹‹L’individuo, infatti, si sa finito ma aspira all’infinito, si
sempre di fronte ad una scelta: 3
sa imperfetto ma aspira alla perfezione››. L’immagine sulla copertina, che ho trovato
per caso navigando in internet, vuole rappresentare, secondo me, l’eterno contrasto
tra la finitezza dell’uomo di fronte all’infinità della natura. Il finito è altro dall’infinito
perché l’infinito è quella totalità dell’essere che il finito non è. Il finito, dunque, non
differisce dall’infinito per qualcosa che è ma per qualcosa che non è.
Da sempre questo contrasto, questo “bivio”, ha interessato, affascinato ma allo stesso
tempo spaventato l’uomo e spesso ha originato pareri diversi, a volte anche
nettamente opposti. L’Universo è infinito?
L'’idea di infinito, nel senso di qualcosa che non ha limite, è sempre esistita
nella mente umana: probabilmente anche gli uomini primitivi, alzando lo
sguardo al cielo, percepivano in qualche modo questa idea. Il mio intento è
quello di trovare nella realtà qualche punto di partenza per la riflessione
sull’infinito, e il primo passo è quello di chiedersi se effettivamente l’universo
sia infinito o se in esso esista qualcosa che sia tale. Prima di affrontare questo
dubbio, tuttora sotto dibattito, è necessario fare alcune premesse sull’origine
dell’universo.
• Scoperta dell’espansione dell’universo
Le prime teorie sulla sua nascita furono esposte dall’inizio del Novecento. Tra il 1910 e
il 1915 si scoprì che le righe degli spettri delle galassie
risultano sempre spostate verso il rosso cioè verso
lunghezze d’onda maggiori. Questo fenomeno detto red
1
shift si spiega considerando l’effetto Doppler e indica
che le galassie si stanno allontanando dalla nostra
Galassia.
Nel 1929 l’astronomo inglese Edwin Powell Hubble
dimostrò che lo spostamento delle righe spettrali verso il
rosso è tanto più evidente quanto maggiore è la distanza
1 L’effetto Doppler è un cambiamento apparente della frequenza o della lunghezza d’onda che
dipende dalla posizione dell’osservatore rispetto alla sorgente e viceversa. Quando sorgente e
osservatore si avvicinano, le lunghezze d’onda si “accorciano” mentre la frequenza aumenta.
Quando sorgente e osservatore si allontanano si verifica un “allungamento” delle lunghezze
d’onda che di conseguenza hanno frequenza minore.
4
della galassia dal nostro Sistema Solare. Egli concluse che le galassie erano in
costante allontanamento tra loro e non solo dalla nostra Galassia e che la velocità del
loro allontanamento è direttamente proporzionale alla loro distanza misurata dalla
Terra.
Il movimento di allontanamento delle galassie è detto moto di recessione e la
è
relazione tra velocità di allontanamento e distanza galassia-Terra
Esempio di spostamento verso il rosso: a
sinistra lo spettro del sole, a destra quello
di una galassia
espressa dalla legge di Hubble: v = H d
dove:
v è la velocità di allontanamento espressa in km/s;
H è la costante di Hubble (il cui valore è compreso tra 40 e 80 Km/s/Mpc;
d è la distanza dalla Terra espressa in Mpc
• Ipotesi cosmologiche sulla nascita dell’Universo
La scoperta dell’espansione dell’universo fu una vera rivoluzione, infatti per
spiegare il moto di recessione delle galassie è necessario ammettere che
l’Universo abbia avuto un inizio e muti nel corso del tempo. Se immaginiamo di
percorrere a ritroso il cammino delle galassie nel tempo arriveremo a un istante
in cui le galassie erano vicine l’una all’altra e compresse in uno spazio
ridottissimo. Utilizzando la costante di Hubble è possibile stabilire in modo
approssimato quando ebbe inizio l’espansione dell’Universo datandone quindi
l’origine.
Per spiegare l’origine dell’universo nel secolo scorso sono state formulate due
ipotesi cosmologiche fondamentali: l’ipotesi dello stato stazionario e
l’ipotesi del Big Bang. Secondo la prima ipotesi, l’universo è uniforme nello
spazio e nel tempo, non ha un inizio preciso e non cambia nel tempo. Secondo
il modello del Big Bang, l’universo è nato in seguito a un’esplosione a partire da
una singolarità. Per singolarità si intende uno stato iniziale in cui densità e
temperatura sono infinite e quindi un punto dello spazio in cui il campo
gravitazionale ha valore infinito.
• Evoluzioni dell’Universo
Ora possiamo affrontare il discorso che riguarda le varie tipologie possibili
dell’universo.
Gli astrofisici ritengono che il
parametro da determinare per
capire quale sarà l’evoluzione
dell’universo sia la densità.
La densità, infatti, dipende
dalla quantità di materia
presente e questa a sua volta 5
determina l’intensità della forza di attrazione gravitazionale che è l’unico
fattore che può impedire
l’espansione dell’universo. Gli scenari futuri possibili potrebbero essere quattro:
1- Universo chiuso
2- Universo aperto
3- Universo piatto
4- Universo in accelerazione
Se la densità dell’universo è sufficiente per generare una forza gravitazionale in
grado di fermare la spinta all’espansione,
l’universo cesserà di espandersi e ricadrà su
se stesso contraendosi. Il gigantesco
collasso prende il nome di big crunch e
quindi quando la densità media è maggiore
universo
della densità critica si parla di
2
chiuso. Quest’universo è caratterizzato da
una geometria chiusa come quella di una
sfera ed è simile a un’ellisse.
Se, invece, la densità dell’universo è troppo
piccola e non genera una forza
gravitazionale sufficiente per impedire
l’espansione, le galassie si allontaneranno
sempre di più e le stelle si esauriranno fino a
universo
spegnersi. L’universo, detto
aperto diventerebbe sempre più freddo,
oscuro e vuoto. Si parla quindi di universo aperto quando la densità media
risulta minore della densità critica. In questo caso la geometria sarà aperta con
curvatura negativa.
Se la forza gravitazionale non sarà sufficiente per causare una contrazione ma
riuscirà a contrastare l’espansione tanto da rallentarla sempre più, senza
universo piatto.
provocare un collasso, si parlerà di Secondo questa ipotesi la
densità media dell’universo è esattamente uguale alla densità critica e la
geometria è giustamente piatta.
universo in accelerazione
Il quarto tipo di universo: , esprime l’idea che il
nostro universo sia in fase di rapida espansione e che il ritmo di questa
espansione stia aumentando. Questa idea o teoria, come si preferisce
chiamarla, viene associata proprio al fatto che le galassie siano in continuo
allontanamento tra loro così come ha dimostrato Hubble, argomento trattato
all’inizio del paragrafo.
L’infinito matematico: dagli insiemi all’energia
potenziale
2 Per densità critica (solitamente indicato con il simbolo Ω) s’intende un ipotetico valore critico
dal quale dipende la curvatura dell’universo; secondo esso, infatti, può esistere una curvatura o
negativa o positiva. 6
Il concetto di infinito è sicuramente uno dei concetti più affascinanti di tutta la
matematica, la nostra normale intuizione, infatti, non è in grado di studiare
correttamente l'infinito, anche la matematica lo fa entro certi limiti, vediamo
come.
• La teoria degli insiemi
Quando la nostra mente pensa all'infinito quasi sempre prende come riferimento il
mondo dei numeri. L'insieme più semplice di numeri che possiamo immaginare è
quello dei numeri naturali, esso è chiaramente infinito infatti la successione crescente
dei numeri naturali non ha fine perché fissato comunque un numero naturale è
sempre possibile trovare un numero maggiore di esso. Tuttavia noi diciamo che
anche l'insieme dei numeri pari o quello dei numeri dispari è infinito, questo ci pone
davanti alla questione di valutare se sono di più i numeri pari o quelli dispari, oppure i
naturali e i pari. Alla prima questione viene naturale rispondere che ci sono tanti pari
quanti dispari, perché quando contiamo troviamo un pari e un dispari, alternati; la
seconda domanda pone maggiori difficoltà, infatti ci verrebbe da rispondere che ci
sono più naturali che pari, dato che l'insieme dei numeri pari è contenuto in quello dei
numeri naturali, ma allora in che senso sono entrambi infiniti?
Qualcuno potrebbe rispondere che sono domande senza senso, ma in realtà la
matematica è riuscita a rispondere in maniera rigorosa a queste domande grazie alla
teoria degli insiemi del matematico tedesco Georg Cantor. In questo contesto, un
insieme si dice infinito o finito a seconda che si possa o meno stabilire una
corrispondenza biunivoca (uno a uno) tra i suoi elementi e quelli di un suo
A B
sottoinsieme proprio (un insieme è un sottoinsieme proprio del
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