I colori inondano tutto.
Senza quelli, è impossibile comprendere l’India.
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Sommario
- Inglese
- India
- Geografia
- Gandhi
- Ordinamento politico
- Musica
- Rilievi
- Musica indiana
- Idrografia
- Scienze
- Clima
- I terremoti
- Problemi ambientali
- Origine dei terremoti
- Popolazione
- Scala d’intensità
- Profilo storico
- Il sismografo
- Religione
- Tecnologia
- Introduzione
- Settore primario
- Induismo
- Settore secondario
- Buddismo
- Settore terziario
- Islamismo
- Rifiuti
- Jainismo
- Arte
- Parsismo
- Introduzione
- Letteratura
- Architettura
- Biografia Vikas Swarup
- Scultura
- Trama “I dodici domande”
- La pittura
- Le mie impressioni
- Educazione fisica
- Storia
- Paramorfismi
- Introduzione
- India precoloniale
- Colonialismo
- Situazione indiana
- Colonizzazione inglese
- Processo di modernizzazione
- Sistema delle caste
- Gandhi
- Chi è Gandhi
- La non violenza
- Lotta per l’indipendenza
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Mappa concettuale
Gandhi
Colonialismo
Terremoti
Storia
Scc
India
India e Gandhi
Geografia
Inglese
Arte indiana
Storia dell’arte
Musica indiana
Educazione fisica
Paramorfismi
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L’India
Geografia
Ordinamento politico
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L’India si trova nell’Asia meridionale ed è una repubblica, indipendente dal 1947. È denominata Unione indiana, è organizzata in forma federale con 28 stati.
La capitale è Nuova Delhi, altre città molto importanti sono Mumbai, Bombay, Chennai e Calcutta; la lingua ufficiale è l’hindi e l’inglese.
L’India è basata su un sistema legislativo parlamentare bicamerale: il Consiglio degli Stati e la Camera del popolo. Il presidente viene eletto dal parlamento e rimane in carica cinque anni ed ha la facoltà di nominare il primo ministro. È il settimo paese per estensione geografica.
È bagnata dall’oceano Indiano a sud, dal mar Arabico a ovest e dal golfo del Bengala a est.
Confina con il Pakistan a ovest, con la Cina, il Nepal e il Bhutan a nord-ovest e con il Bangladesh e la Birmania ad est.
Orografia
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I rilievi sono caratterizzati dal sistema montuoso dell’Himalaya, che si estende per circa 2.400 km lungo i confini settentrionali e nordorientali del subcontinente indiano, separandolo dal resto dell’Asia. È il più elevato e il più giovane sistema montuoso del mondo. Esso include a ovest la catena del Karakoram.
Gli Altopiani Centrali sono quelli del Deccan, un vasto tavolato roccioso che occupa gran parte dell’India peninsulare. Esso è costituito da basse catene montuose e da valli profonde. La sua altitudine varia dai 305 m ai 1.525 m.
Idrografia
L’India è attraversata da tre grandi fiumi: Gange, Brahmaputra e Indo. Il Gange nasce nella catena dell’Himalaya, scorre nella parte settentrionale dell’India in senso parallelo alla catena himalayana.
Il Brahmaputra nasce nel Tibet sudoccidentale e sfocia nel golfo del Bengala. L’Indo nasce nel Tibet occidentale, scorre verso ovest e per la maggior parte in Pakistan.
Clima
Le condizioni climatiche, data l’ampia estensione, sono diversificate. Prevale il clima tropicale monsonico, all’interno del quale sono presenti variazioni in base all’altitudine e alla distanza dal mare.
Mentre le variazioni stagionali sono determinate dai monsoni, che soffiano all’interno per sei mesi da sud-ovest e nord-est.
Problemi ambientali
I vari governi, per cercare di risolvere i drammatici problemi della sovrappopolazione e della carenza di risorse alimentari, hanno dovuto adottare strategie di sviluppo agricolo e industriale che hanno comportato e comportano pesanti ripercussioni in ambito ecologico, come la deforestazione, dovuta in gran parte alla raccolta di legname impiegato come combustibile.
Lo sfruttamento eccessivo dei pascoli e la desertificazione, causata principalmente dalla pratica della monocoltura.
Fra gli altri problemi ambientali vi sono l’erosione e la salinizzazione del suolo e l’inquinamento idrico, causato, tra l’altro, dal mancato trattamento delle acque di scolo e dallo scarico dei pesticidi agricoli.
Problema rilevante è infine l’inquinamento atmosferico, causato dagli scarichi industriali e dai gas di scarico dei veicoli.
Popolazione
Con circa un miliardo di abitanti, l’India è il secondo paese più popolato del mondo dopo la Cina. Il 71% degli abitanti del paese vive in zone rurali e un terzo della popolazione totale vive al di sotto della soglia di povertà.
La crescita demografica, iniziata negli anni Quaranta, fu determinata dalle azioni governative attuate contro la carestia e dal miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie, che portarono a una forte riduzione del tasso di mortalità, al punto che tra gli anni Cinquanta e Settanta del XX secolo il governo intervenne con drastiche misure di pianificazione familiare, tra cui le impopolari campagne di sterilizzazione.
Storia
L’India nel II millennio a.C. fu invasa dagli Arii, popolazione indoeuropea proveniente da ovest. In seguito arrivarono i Persiani, i Macedoni e gli Arabi, i quali diffusero la religione islamica.
La colonizzazione europea iniziò nel 1648 ad opera del portoghese Vasco de Gama, che sbarcò sulle coste del Malabar e aprì le prime sedi commerciali.
Nel 1700 l’India cadde sotto il controllo degli inglesi. La colonia indiana rappresentò la colonna portante dell’intero sistema imperiale britannico sotto il profilo economico, sotto quello politico-amministrativo, ma anche sotto il profilo militare.
Infatti l’esercito indiano in Asia era formato per circa i due terzi da indiani e per il restante terzo da militari inglesi.
Il colonialismo
L’India al momento della conquista britannica, nel 1700, era caratterizzata da una vitalità politica e da un certo benessere economico, con scambi di tessuti, manufatti e produzioni agricole specializzate che insieme avrebbero potuto creare un processo di modernizzazione caratterizzato anche da una rivoluzione di tipo industriale.
Quest’ultima ipotesi non si poté realizzare perché proprio nel periodo tra gli anni ’50 e ’60 del 1700 la Compagnia delle Indie Orientali iniziò la sua opera di conquista, occupando l’antico Bengala e poi, spostandosi in tutte le restanti terre indiane.
La colonizzazione inglese
All’inizio del 1800 l’intero territorio indiano diventa “patrimonio dello Stato britannico”. Amministrata dalla “Compagnia delle Indie Orientali” e successivamente, nel 1858, l’India passò sotto il completo controllo della Corona Britannica.
Per l’India fu un avvenimento più che positivo perché, grazie agli inglesi, venne messo in atto un processo di modernizzazione, che gettò le basi per la costruzione di uno Stato indiano moderno.
Sotto la dominazione inglese vennero realizzate:
- Infrastrutture: sistema ferroviario.
- Infrastrutture: sistema telegrafico.
- Burocrazia di tipo moderno (gli inglesi introdussero il sistema di concorsi pubblici per accedere ai posti di lavoro nell’amministrazione pubblica).
- Infrastrutture politico-amministrative: un sistema amministrativo a livello locale di tipo liberale, caratterizzato dalla presenza di organi di autogoverno.
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Questi organi di autogoverno furono eletti da votanti indiani appartenenti ad un determinato ceto sociale alto.
Gli inglesi così crearono un sistema di governo formato da un’assemblea eletta per metà dagli indiani, composta da loro rappresentanti, comunque intellettuali filobritannici, e per metà da commissari inglesi, eletti direttamente dal viceré.
Il sistema delle caste
È di tradizione antichissima, caratteristica dell’India, in cui viene suddivisa la società. Durante la dominazione inglese, continuò ad esistere.
Le caste principali sono:
- I brahamani: la casta più alta (sacerdoti).
- I katrya: i detentori della legge.
- I vaiscya: commercianti, artigiani…
- I paria o intoccabili: macellai e custodi di animali, perché sono considerati lavori impuri.
Le persone appartenenti ad una casta non si possono sposare con una persona di casta superiore; infatti esse sono chiuse e vi si appartiene per nascita. Questo significa che non è possibile l’ascesa da una casta all’altra.
Gli Indiani volevano però essere una nazione indipendente e libera, ma gli inglesi reprimevano tutte le richieste d’indipendenza. Ed è in questo contesto che nacque il Partito del Congresso, guidato dal Mohandas Karamchand Gandhi.
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Chi è Gandhi?
Mohandas Karamchard Gandhi, detto il Mahatma, che in sanscrito significa Grande Anima, mentre in lingua indiana significa droghiere.
Gandhi nacque a Portbandar, da una ricca famiglia di mercanti, il 2 ottobre del 1869.
Dopo essersi laureato in giurisprudenza a Londra si trasferì in Sudafrica, dove restò per 21 anni per esercitare la professione di avvocato. Qui fu vittima della discriminazione razziale.
L’indignazione per le discriminazioni razziali subite dai suoi connazionali, e da lui stesso, da parte delle autorità britanniche, lo spinse alla lotta politica.
Il Mahatma iniziò la sua battaglia per il riconoscimento dei diritti ai suoi compatrioti e dal 1906 si fece promotore del metodo di lotta basato sulla resistenza non violenta.
Attraverso questa forma di non-collaborazione pacifica, Gandhi giunse a far approvare le proprie richieste dal governo sudafricano.
E nel 1915, al suo rientro in India, diventò il leader del Partito del Congresso, dando vita alle prime lotte di disobbedienza civile anche in madrepatria.
Da subito la non-cooperazione gli portò un grande successo, aumentando l’entusiasmo e la partecipazione di tutti gli strati della società indiana.
Gandhi sostenne un programma di rinascita nazionale, che comprendeva la lotta ai pregiudizi contro il lavoro manuale, il superamento della divisione tra ambiente urbano e ambiente rurale, la valorizzazione delle lingue indigene e l’eliminazione della casta degli “intoccabili”, con i quali si sarebbe identificato per tutta la vita sposandone la causa, nonostante provenisse da una casta superiore.
Ma proprio nel momento di maggiore popolarità, il Mahatma arrestò bruscamente la propria propaganda perché, nel febbraio 1922, un corteo di manifestanti, provocato dalla polizia inglese, reagì massacrando e bruciando vivi ventidue poliziotti.
Gandhi, deluso dall’immaturità del popolo indiano, interruppe la campagna di disobbedienza civile e digiunò per cinque giorni.
Accusato di ribellione, egli allora venne arrestato e lui stesso, sentendosi pienamente colpevole, chiese il massimo della pena (6 anni).
Durante la sua permanenza in prigione, il Partito del Congresso si divise e la cooperazione tra indù e musulmani, che era stata forte durante la campagna di non-violenza, venne così pian piano spezzandosi.
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Gandhi nel 1930, da persona libera, iniziò la terza campagna di resistenza con la marcia del sale, invitando la popolazione a non pagare le imposte, in particolare quella che gravava sul sale.
La tassa sul sale, infatti, era l’imposizione più disonesta fatta dagli inglesi perché colpiva soprattutto le classi povere.
Ugualmente importante fu la propaganda del khadi, vestito filato a mano con l’arcolaio, che Gandhi invitava ad indossare a tutti gli indiani, per boicottare le stoffe inglesi.
(Quando nel 1947 l’India otterrà l’indipendenza, il disegno della sua ruota entrerà a far parte della bandiera nazionale).
Alle continue richieste d’indipendenza dell’India, il governo britannico rispondeva creando una sempre più profonda spaccatura tra induisti e musulmani, che culminò in una violenta guerra civile dal costo di un milione di morti e sei milioni di profughi.
L’indipendenza dell’India
Nella metà del Novecento la Gran Bretagna, cedendo alle pressioni del movimento anticoloniale, decise di concedere la piena indipendenza alla sua colonia.
Nel marzo del 1947 gli inglesi proposero la divisione della penisola indiana in due diversi stati nazionali indipendenti, entrambi associati al Commonwealth britannico, ossia un organismo di ex colonie inglesi istituito per fini economici e politici, presieduto dalla regina Elisabetta:
- 1) L’Unione indiana, a maggioranza induista;
- 2) La Repubblica del Pakistan, occidentale e orientale, a maggioranza islamica.
Il 15 agosto del 1947 venne dichiarata l’indipendenza.
La divisione dell’India provocò l’esodo e in massa circa 17 milioni di persone si spostarono da uno stato all’altro, con violenti scontri tra musulmani e induisti, che porteranno a più di 500.000 morti.
Gandhi sostenne la causa della pace effettuando digiuni a oltranza.
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