Soldati
Come la guerra influenza
la storia Trevisan Martina
Indice
Giuseppe Ungaretti p. 3
Vita ed opere del celebre scrittore
Guerra di trincea p. 6
La tormentata vita in trincea
Egitto p. 8
Analisi geografica e turistica della
nazione
Mezzi di comunicazione di massa dell’900
p. 13
Radio, cinema, stampa
Storia del turismo p. 15
… dalla Prima Guerra Mondiale fino al primo dopoguerra….
Nile ‘s cruise p. 17
1
A voyage of discovery in Egypt
Danza orientale p. 19
alla ricerca delle varie tradizioni egiziane
Bibliografia
Percorrere e conoscere i paesi extracomunitari – Antonietta Florio. Edizione
- 2003
Quaderno di Geografia “Paesi extracomunitari”
- Nuovo Manuale di tecnica Turistica Amministrativa Sesta Edizione – Giorgio
- Castoldi
Liem “Il Novecento” – Marta Sambugar, Gabriella Salà
- G. Raggi, J. Picking, Going Far – English for the Tourist Industry, Franco
- Lucisano Editore, Milano, 2007
M. Ravecca, Travel Mate - English for Tourism, Minerva Scuola, Milano, 2008
- G. Be G. Angeletti Meirano, S. Perez, New Training for Tourism, Petrini,
- Novara, 1999
G. Bernardi Fici, N. Brownless, Travel Team – English for Tourism, Valmartina,
- Novara 2005
Siti Internet: http://it.wikipedia.org/wiki/Egitto
Giuseppe Ungaretti
Vita dell’autore
Giuseppe Ungaretti nasce ad Alessandria D’Egitto nel 1888 e trascorre
l’infanzia in Africa, dove il padre lavora per la
costruzione del Canale di Suez. Dopo il liceo si
trasferisce a Parigi dove conosce molti intellettuali.
Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, parte
volontario per il fronte del Carso. Da questa
esperienza nascono alcune sue poesie. Ungaretti si rivela poeta rivoluzionario e
apre la strada all’ermetismo. Le liriche sono brevi, a volte ridotte ad una sola
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preposizione, ed esprimono forti sentimenti. Rientra in Italia nel 1921. Nel 1933
esce “Il sentimento del tempo”, la raccolta che segna l’inizio della sua seconda
fase poetica. Le liriche sono più lunghe e le parole più complesse. Nel 1939, in
Brasile per insegnare letteratura italiana all’Università di San Paolo, Ungaretti
perde il figlio di nove anni. Nel 1944 inizia la terza fase di produzione poetica,
più meditativa e stilisticamente meno innovativa. Il poeta riflette sulla vita, cosa
derivata dall’età. Torna in Italia nel 1942, a Roma, dove insegna all’Università.
Muore a Milano nel 1970.
Analisi delle poesie
Le poesie di Ungaretti, sono molto diverse da quelle degli altri poeti. Esse,
infatti, sono molto brevi, a volte composte da una sola frase, mancano di
punteggiatura ed è molto importante il titolo.
Poesie brevi
Le poesie di Ungaretti sono brevi; infatti l’autore è un poeta ermetico. Questa
forma letteraria, difatti, dà poca importanza alla lunghezza della poesia,
esaltando invece forti emozioni, a volte molto evidenti, a volte nascoste.
Mancanza della punteggiatura
La mancanza della punteggiatura dà alla poesia un senso di dolore. Infatti, le
poesie di Ungaretti sono molto tristi, essendo ispirate dalla Prima Guerra
Mondiale.
L’importanza del titolo
Il titolo, nelle poesie ermetiche, è molto importante. In esse, è racchiuso tutto il
significato della poesia, e, a volte ne è racchiusa la morale.
“Veglia”
3 Un intera nottata
Buttato vicino
A un compagno
Massacrato
Con la sua bocca
Digrignata
Volta al plenilunio
Con la congestione
Delle sue mani
Penetrata
Nel mio silenzio
Ho scritto
Lettere piene d’amore
Non sono mai stato
Tanto
Attaccato alla vita Cima Quattro il 23 Dicembre 1915
Parafrasi
Ho passato tutta la notte vicino ad un compagno morto, con la bocca aperta in
un ghigno di sofferenza che guarda la luna, con il gonfiore delle mani che
tormenta il poeta, scrive lettere piene d’amore. Non sono mai stato tanto
legato alla vita.
Commento
In questa poesia, il poeta esprime il suo pensiero riguardo la guerra e la vita.
Nella prima parte descrive il suo compagno morto ed esprime il suo parere
sulla guerra. Nella seconda parte Ungaretti scrive che la vita è importante. La
poesia è corta e senza rime ed è costituita da versi che non hanno la stessa
lunghezza.
“Soldati”
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Si
sta
com
e
D’autunno
Sugli alberi
Le foglie Bosco di Courton Luglio 1918
Parafrasi
I soldati sono come le foglie d’autunno.
Commento
Anche se la poesia è breve, Ungaretti riesce ad esprimere la condizione di
soldato. Egli paragona infatti il soldato ad un foglia d’albero in autunno: basta
un colpo di vento per far morire la foglia, così come basta un colpo di fucile a
far cadere il soldato.
Guerra in trincea
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Per guerra di trincea s’intende un tipo di guerra di posizione nella quale la
linea del fronte consiste in una serie di trincee. La guerra di trincea conobbe il
suo apice nei sanguinosi combattimenti della prima guerra mondiale:
solamente durante la battaglia di Verdun (febbraio – marzo 1916) 700.000
soldati vennero feriti o uccisi, senza che la linea del fronte mutasse in maniera
sostanziale.
Durante la prima guerra mondiale, la guerra di trincea si diffuse su larga scala
costituendone sicuramente il capitolo più terribile e sanguinoso. Le novità
introdotte dall’evoluzione delle armi di fuoco e di grandi eserciti di leva
avevano modificato in maniera drammatica la natura stessa della guerra, ma la
dottrina militare non aveva compreso appieno gli effetti e l’estensione di tale
combattimento. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale i comandi militari
avevano pianificato un conflitto di breve durata, non molto diverso dalle guerre
precedenti.
La guerra di trincea nel primo conflitto mondiale
Ma sin da subito ci si accorse che era possibile respingere un attacco anche
disponendo di una copertura molto limitata. Gli attacchi frontali comportavano
perdite drammatiche, per cui si riteneva che solo un aggiramento sui fianchi
desse qualche possibilità di vittoria. La battaglia della Marna fu il tentativo delle
forze franco – inglesi di aggirare le armate tedesche. Questi tentativi di
reciproco aggiramento proseguirono con la cosiddetta corsa del mare.
Ma una volta giunti sulle coste della Manica, non esistevano più possibilità di
manovra. Ben presto si formò un sistema di trincee ininterrotto, dalla Svizzera
al mare del Nord. Il fronte occidentale sarebbe rimasto praticamente fermo per
più di tre anni, sino alle offensive di primavera del 1918.
La zona compresa tra le trincee avversarie era chiamata la terra di nessuno. La
distanza tra le trincee variava a seconda del fronte. Sul fronte francese era di
100-250 metri, anche se in alcuni settori era di soli 25 metri.
Struttura delle trincee
Le trincee venivano quasi sempre scavate seguendo
una linea a zig zag, che divideva la trincea in settori, a
loro volta uniti da trincee trasversali di collegamento. 6
Non esistevano tratti rettilinei di lunghezza maggiore di 10 metri. In questo
modo, qualora una parte di trincea fosse stata conquistata dal nemico, questi
non avrebbe avuto modo di colpire d’infilata il resto della trincea. Inoltre questo
schema costruttivo riduceva gli effetti di quei proiettili d’artiglieria che
colpivano direttamente la trincea. Il lato della trincea rivolto al nemico era
chiamato parapetto. Generalmente era munito di un gradino che consisteva di
sporgersi oltre il bordo della trincea. I fianchi della trincea erano rinforzati con
sacchi di sabbia, tavole, filo di ferro; il fondo era ricoperto di tavole in legno.
Vi erano tre metodi per lo scavo delle trincee: il primo consisteva di scavare
una trincea in tutta la sua lunghezza. Era il metodo più efficiente, perché
consisteva di operare con molti uomini su tutta la lunghezza della trincea. Ma si
trattava di una trincea in prima linea, gli uomini sarebbero stati allo scoperto di
fronte al fuoco nemico. Pertanto questo metodo veniva impiegato solo lontano
dalla prima linea o di notte; la seconda possibilità era di allungare una trincea
già esistente. In questo caso vi erano solo 1 o 2 uomini a scavare, ad un
estremo della trincea. Chi scavava era in questo modo sufficientemente
coperto.
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