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Esame di Stato 2012-2013

Zanetti Filippo 3a

Schema

L'argomento centrale: giorno della memoria, Shoa

  • Italiano: Salvatore Quasimodo, ambiente e problematiche ecologiche
  • Legate all'acqua, Italo Calvino.
  • Storia: Resistenza raccontata da Zanetti Giuseppe, GAP – gruppi di azione patriottica.
  • Geografia: Stati Uniti d'America.
  • Scienze: I fenomeni endogeni, vulcani e terremoti
  • Inglese: Tennis
  • Spagnolo: Pablo Picasso y el arto africano
  • Arte: Il cubismo
  • Musica: Vasco Rossi – Senza Parole
  • Introduzione

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Riflessioni

Dopo varie riflessioni ho scelto come argomento principale per la mia tesina d’esame “la Shoa e il 27 gennaio giorno della memoria”.

Questo argomento che abbiamo largamente affrontato e analizzato a scuola mi ha colpito molto.

Il lavoro che ho svolto sul genocidio subito dagli Ebrei è una vergogna per tutta l’umanità.

Grazie ai racconti di mio nonno e ai tanti documenti che conserva, sono venuto a conoscenza di fatti orribili, avvenuti negli anni in cui non c’ero e di cui nessuno mi aveva mai parlato in maniera tanto dettagliata e sentita.

Mi ha lasciato senza parole ciò che è successo a Tereniz (Praga - Rep Ceca), qui vennero uccisi tantissimi bambini, ma degli insegnanti meritevoli trovarono il modo di distrarli, impegnandoli in laboratori di pittura e di poesia, così forse le giornate sembravano meno orribili.

Nel mio lavoro ho voluto riportare alcune poesie che mi hanno colpito, dove si parla di farfalle, fiori, ricordi delle loro case, essendo questo l’unico modo per evadere.

Purtroppo ancora oggi sotto varie forme di discriminazione (razzismo) questo fenomeno è sempre di grande attualità e colpisce il lato debole della società, c’è sempre qualcuno che pensa di essere superiore agli altri.

Collegandomi con la Shoa, ho voluto riportare i racconti di mio nonno e della sua partecipazione alla resistenza Romagnola, maturata per riscattare tutte le ingiustizie subite nel ventennio fascista, e di come le sue testimonianze segnino una vita interessante vissuta con grande consapevolezza.

Ho trovato le sue memorie interessanti, soprattutto nella parte in cui racconta l’esperienza da partigiano, le modalità d’azione delle squadre, la solidarietà delle donne nel fare da staffetta di notizie da un nascondiglio all’altro. Ne viene fuori un quadro affascinante costellato di personalità forti, coraggiose, idealiste e solidali, una società coesa, che agisce per il bene della collettività in pericolo.

Mi sembra che al giorno d’oggi manchi questa grandezza d’animo.

Come poeta ho portato Salvatore Quasimodo che si allaccia alla seconda guerra Mondiale, in diverse poesie si sente la sua preoccupazione per l’occupazione nazista. Nell’opera Giorno dopo giorno che racchiude 20 poesie, il poeta manifesta lo sdegno per le barbarie naziste contro gli uomini. Prova disprezzo per il nemico che calpesta la patria.

Per italiano ho voluto anche analizzare il tema sull’ambiente e sulle problematiche legate all’acqua, per collegarmi poi con Italo Calvino, scrittore tra i più importanti del novecento. Con il brano Leonia tratto “dalle città invisibili” (anni ’70) sembra prefigurare un futuro non molto lontano degli uomini presi dal consumismo compulsivo, mai come ora di grande attualità.

In Geografia ho scelto di portare gli Stati Uniti d’America.

Approfondendo questi argomenti sono sempre più convinto dell’importanza dello studio e dell’informazione, per capire conoscere e non dimenticare le circostanze storiche ed economiche che hanno prodotto questi fenomeni ed avere gli strumenti giusti per evitare di ripetere simili errori, affinché si possa arrivare al rispetto globale del diritto di libertà ed uguaglianza di tutta la razza umana.

Giorno della memoria: Shoa

Giorno della memoria: Shoa

Il giorno 27 gennaio di ogni anno, si celebra la Giornata della Memoria di tutti coloro che scomparvero nei campi di concentramento e di sterminio: ebrei, gay, Testimoni di Geova, oppositori politici, delinquenti comuni presi dalle prigioni dei paesi occupati, zingari, e fra questi anche tantissimi bambini la cui unica colpa era di essere figlio di chi veniva rinchiuso, o chi nasceva negli stessi campi e bambini che non hanno mai avuto la possibilità di essere registrati e non sono mai andati oltre il filo spinato.

Fra il 1933 ed il 1945 uomini donne e bambini di varie nazionalità furono deportati e concentrati nei lager, in totale circa 12.000.000 di questi morirono oltre 8.000.000 per fame, impiccagione, fucilazione, camere a gas, iniezioni di benzina, tifo, T.B.C e molte altre malattie, molti furono bruciati nei forni crematori o sepolti in grandi fosse comuni.

Gli internati erano continuamente tormentati dalla fame, nessuno si occupava minimamente delle condizioni di sopravvivenza del prigioniero, il suo destino era comunque la morte e che questa avvenisse per malattia, per botte, per esperimenti medici, per lo sfinimento al lavoro, non era importante.

Le SS, dicevano che dai lager non si usciva se non per il camino, questa frase io la trovo straziante.

Ho letto testimonianze che dicevano che pochissimo spazio poteva essere lasciato ai pensieri, ai ricordi, alle speranze e sperare in qualche modo addolciva l’anima e ne indeboliva la resistenza.

Dopo la liberazione del 1945, molti hanno impiegato diversi mesi per rientrare in patria, e difficile è stato anche riprendere una vita normale, riprendere a vivere come se niente fosse accaduto.

Una cosa che mi ha colpito e lasciato senza parole, è quando ho letto di Tereniz.

Tereniz cittadina cecoslovacca situata a circa 60 chilometri da Praga, vi si trovava una enorme fortezza, costruita dall’imperatore Giuseppe

II.

Dopo un anno dall’ingresso delle truppe naziste a Praga (15 marzo 1939), Terezin cominciò a funzionare da ghetto, per destinarvi gli Ebrei.

Esso doveva essere un ospizio per vecchi Ebrei che avevano avuto decorazioni durante la Prima Guerra Mondiale, i nazisti volevano far credere che fosse un GHETTO MODELLO un luogo perfetto, la Croce Rossa Internazionale lo visitò ma gli incaricati si lasciarono ingannare dalle apparenze, così dopo il controllo tutto tornò nello squallore e nella miseria, dopo poche settimane il ghetto fu strapieno di deportati, nello spazio per settemila ne misero quarantamila, e nel 1942 arrivò a contenerne sessanta-settemila Ebrei.

L’altro aspetto orribile è che in esso furono deportati dall’ottobre del 1941 al maggio 1945, più di quindicimila bambini dai 7 ai 14 anni, bambini e bambine strappati ai loro cari, alle loro case e costretti a vivere in un mondo di allucinazioni e brutalità. Tereniz diventò così il KINDER LAGER il lager dell’infanzia, una delle invenzioni più mostruose del nazismo, una incancellabile vergogna della storia.

Da Tereniz a scaglioni quei poveri bambini venivano trasportati ad Aushwitz e qui uccisi, bruciati, e le loro ceneri disperse.

Pochissimi furono i sopravvissuti, sapevano di non aver fatto nulla di male e si chiedevano perché nessuno li portasse a casa, alle loro mamme ai loro giochi.

Ma qualcosa è rimasto a testimoniare la tragedia, qualche insegnante trovò il modo di occuparli e distrarli dall’orrore, prese coraggiosamente l’iniziativa di fare loro scuola.

Nacque così, miracolosamente quella preziosa documentazione di poesie e di disegni dove i bambini descrivevano tutto ciò che vedevano: la fortezza, le caserme, le lunghe file per il rancio.

I colori dei disegni erano malinconici, e i loro sogni erano solo i loro ricordi, perché nei lager non c’erano alberi, frutta, treni, fiumi, finestre con tendine, tavole apparecchiate.

Quando l’8 maggio l’armata Rossa liberò il campo, dei 17.247 prigionieri sopravvissuti solo 122 erano bambini.

Degli altri è rimasto un nome, una data, un numero, un disegno o una poesia.

I disegni ritrovati sono quattromila, le poesie sessanta. Essi sono patrimonio del Museo Ebraico di Praga e sono là per chiedere e implorare perché la nostra civiltà non ceda alla perdizione, e testimoniano un triste vissuto, un ammonimento contro i ritorni di ideologie e regimi che uccidono l’uomo, e mantenere una speranza consapevole nel futuro.

Solo dopo il gennaio del 1945 le forze alleate liberarono Auschwitz e il mondo intero cominciò a conoscere l’esistenza dei campi della morte.

Tutti rimasero increduli, e anche le immagini che inizialmente venivano diffuse rendevano inconcepibile come l’annientamento fisico e psicologico programmato dell’uomo contro i suoi simili.

Quando si parla di Auscwitz si intende anche Mauthausen, Dachau, Treblibka, Belzec …. E tanti altri campi e sottocampi che sorsero in Germania e in tutti i territori occupati dai nazisti dalla Russia alla Francia dalla Polonia all’Italia.

Queste cose ci fanno indignare, ma purtroppo accadono ancora oggi sotto i nostri occhi in Afganistan, in Iraq, e in Sudan.

Queste persone hanno gli stessi diritti di tutti gli altri del così detto mondo civile.

Poesie, memorie dei bambini

Di Tereniz

Laggiù, tra i giardini di fiori.

Dove dal seno materno io nacqui

A questo mondo, per piangere.

Sono stato bambino

Tre anni fa.

Allora sognavo altri mondi

È passata ormai l’infanzia;

ho visto le fiamme,

e troppo presto sono diventato adulto,

Ho conosciuto la paura.

Volge l’ora in cui le bellezze

di Tereniz si rivelano al tuo occhio,

e senti da ogni strada

risuonare i passi degli uomini.

Lo vedo così il ghetto di Tereniz

chilometro quadrato staccato dal mondo

Un male mi distrugge,

il male di Tereniz.

Non ho più visto una farfalla,

quell’altra volta fu l’ultima.

Le farfalle non vivono,

qui,

nel ghetto.

Da più di un anno vivo nel ghetto,

nella nera città di Tereniz

e, quando penso alla mia casa,

sento adesso com’era preziosa per me.

Oh casa, mia casa!

Perché mi hanno separato da te?

Per condurmi dove il debole affonda

nell’abisso di un nulla senza ritorno.

Resistenza raccontata da

Zanetti Giuseppe

Resistenza

All’età di 12 anni, mio nonno trovò lavoro nell’edilizia, in una piccola impresa che costruiva abitazioni.

Andava al lavoro a Forlì in bicicletta da Santa Croce di Bertinoro e la paga era di poche lire alla settimana.

Nel 1941 all’età di 14 anni, venne assunto regolarmente dalla ditta Benini e la tariffa oraria era di £ 1,61 per i minorenni e di £ 2,70 per i maggiorenni.

Dal 1 marzo del 1944 al 30 novembre partecipò alla guerra di liberazione come Gapista.

Con la ricostruzione del partito fascista venivano affissi manifesti di arruolamento, ma pochi furono quelli che si presentarono, pena era la fucilazione, e a Forlì vennero fucilati cinque rinitenti, e oltre dieci erano in attesa di essere fucilati, e così sarebbe stato se non fosse avvenuta una grande reazione della popolazione, in particolare delle donne delle fabbriche e delle campagne e ottennero che la fucilazione non avvenisse.

Intanto si stava preparando la Resistenza dell’occupante tedesco. La partecipazione di mio nonno alla resistenza è maturata per riscattare tutte le ingiustizie subite nel ventennio fascista, a partire dalla morte di un fratello inviato a combattere nella battaglia di Marsa Matruh in Africa.

L’Italia era ridotta ad un mucchio di macerie ed erano tante le ingiustizie commesse ai danni della popolazione, l’uccisione di quasi sei milioni di persone nei campi di sterminio, le persone perseguitate erano ritenute inferiori, Hitler voleva una classe superiore come la razza ariana.

Mio nonno per nove mesi ha partecipato attivamente al gruppo GAP all’insaputa della sua famiglia (non sapere nulla era più sicuro anche per la loro incolumità) ha messo a rischio la propria vita ogni giorno per le azioni di sabotaggio che si compivano contro i fascisti.

Il gruppo di mio nonno era in collegamento con i Gappisti di Bagnolo e Pievequinta dove in due case base si riunivano per decidere le azioni da fare, e gli ordini arrivavano per mezzo di staffette, quasi sempre ragazze, dato che non esisteva altro mezzo di comunicazione e a loro va un grande merito per il coraggio.

In una di queste azioni partecipò Luciano Lama e durante la notte mio nonno e Lama dormirono sotto un filare di viti. Nel mese di luglio il Comitato di Liberazione fece un appello, di non trebbiare, in quanto il grano sarebbe stato sequestrato dai tedeschi e portato in Germania.

La parola d’ordine era “NON UN CHICCO DI RISO ALL’INVASORE” le informazioni ai coltivatori vennero diffuse con volantini da parte dei Gappisti e dai SAP, fatti pervenire dalle staffette. Così fu fatto.

Il 20 ottobre le staffette per ordine del Comitato di Liberazione, comunicarono a tutti i gruppi GAP del comprensorio forlivese di recarsi a Forlì per liberare la città, prima dell’arrivo degli alleati.

Erano già state liberate le città di Cesena, Bertinoro. Forlimpopoli, gli alleati tardavano ad arrivare e l’avanzata si fermò al fiume Ronco che era in piena.

L’attesa durò venti giorni, con il pericolo che i tedeschi e i fascisti li scoprissero, il rischio di bombardamenti e del lancio di granate sparate dai cannoni era alta.

Luciano Lama attraversando la linea del fronte li avvisò che le truppe tedesche non erano numerose, ma disponevano di carri armati

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Sintesi

Introduzione Giornata della memoria, tesina terza media

La seguente tesina di terza media ha come tema centrale la Giornata della memoria. La tesina permette i seguenti collegamenti: in italiano: Salvatore Quasimodo, ambiente, problematiche ecologiche legate all'acqua, Italo Calvino, in storia: Resistenza raccontata da Zanetti Giuseppe, Gap- gruppi di azione patriottica, in geografia: Stati Uniti d'America, in scienze: vulcani e terremoti, in inglese: tennis, in spagnolo: Pablo Picasso y el arte africano, in arte: il cubismo e in musica: Vasco Rossi - Senza parole.

Giornata della Memoria

Collegamenti

Giornata della memoria, tesina terza media

  • Italiano: Salvatore Quasimodo, ambiente, problematiche ecologiche legate all'acqua, Italo Calvino.
  • Storia: Resistenza raccontata da Zanetti Giuseppe, gap- gruppi di azione patriottica.
  • Geografia: Stati Uniti d'America.
  • Scienze: Vulcani e terremoti.
  • Inglese: Tennis.
  • Spagnolo: Pablo Picasso y el arte africano.
  • Arte: Il cubismo.
  • Musica: Vasco Rossi - Senza parole.
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