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Fight Club

Valerio Pompilio

“Chi eri nel Fight Club, non corrispondeva a chi eri nel resto del mondo”

Liceo Scientifico “Corradino D’Ascanio”

A.S. 2007/2008

Indice

  • Recensione.
  • Filosofia - Freud e il contrasto Es e Super-ego.
  • Inglese - “The Strange Case of Dr Jekyll and Mr Hyde”.
  • Italiano - Pirandello e la disgregazione dell’io.
  • Latino - L’anarchia.
  • Storia - Tacito: l’uomo e il potere.
  • Storia dell’arte - Surrealismo e Magritte.
  • Scienze della terra - Universo stazionario e inflazionario.
  • Fisica - La relatività ristretta.

Recensione

Titolo originale: Fight Club

Lingua originale: Inglese

Anno: 1999

Durata: 139’

Genere: Thriller, drammatico

Regia: David Fincher

Soggetto: Chuck Palahniuk, romanzo

Personaggi e interpreti: Edward Norton (Jack e voce narrante); Brad Pitt (Tyler Durden); Helena Bonham Carter (Marla Singer). Fight Club

Dall’omonimo romanzo scritto da Chuck Palahniuk nel 1996, a tre anni di distanza David Fincher trasferisce su pellicola il capolavoro di Palahniuk: Fight Club. Il protagonista (Edward Norton), di cui non ci viene mai detto il nome, e che chiameremo Jack, è un uomo alla ricerca di se stesso che trascorre la vita tra mobili Ikea, vestiti firmati e un lavoro stressante che lo porteranno verso la depressione e l’insonnia: insomma, ad essere il modello di uomo della nostra società.

Comincerà a frequentare terapie di gruppo per malati terminali che sortiranno l’effetto di una cura, e dove conoscerà Marla Singer (Helena Bonham Carter), pedina importante per l’epilogo del film. Gli eventi si susseguono “normalmente” fino a quando Jack incontrerà e farà conoscenza, su un aereo, con Tyler Durden (Brad Pitt), un singolare personaggio con il “culo e camicia”.

Quale diverrà Tyler diverrà la sua guida spirituale, lo porterà alla scoperta di una nuova realtà: Jack lo seguirà ovunque, andrà ad abitare con lui in una casa fatiscente e fonderà con lui il Fight Club, che diventerà il punto di ritrovo per tutti coloro che hanno bisogno di sfogare le proprie pulsioni e passioni represse dalla società consumistica.

La situazione si evolverà fino a rendere i partecipanti al Fight Club, “adepti” per un progetto anarchico-terroristico, che prenderà il nome di “Progetto Mayhem”. La situazione sfuggirà a Jack, dopo la scomparsa improvvisa di Tyler e dopo la morte di uno dei partecipanti al progetto.

Tenterà di porre fine alla follia a cui ha dato inizio Tyler, ma oramai è troppo tardi e il “Progetto Mayhem” ha raggiunto il suo primo obiettivo. Alla fine della vicenda Jack scoprirà che è lui il fautore di tutto questo, perché Tyler è solamente una sua invenzione: è il suo alter ego.

“Le cose che possiedi, alla fine ti possiedono”. Questa la base della filosofia sulla quale Tyler e Jack daranno vita al Fight Club, punto di ritrovo e soprattutto di partenza per il “Progetto Mayhem”, movimento anarchico e terroristico, di ribellione al sistema: scopo ultimo del “progetto” è quello di portare la società ad uno stato primitivo (“Nel mondo che vedo, uno si muove con gli alci tra le umide foreste dei canyon intorno alle rovine del Rockefeller Centre; indosserà abiti di pelle che gli dureranno tutta la vita; si arrampicherà per le liane che avvolgono la Sears Tower, e quando guarderà giù vedrà minuscole figure che pestano granturco, e posano strisce di carne di cervo sulla carreggiata vuota di qualche superstrada abbandonata”).

Gli uomini sono ipnotizzati dalla televisione, che attraverso i messaggi subliminali della pubblicità, li induce a trasformarsi in semplici consumatori, i quali hanno come unica unità di misura il comfort e sono schiavi ciechi di beni materiali di cui non hanno bisogno. “Una volta leggevamo pornografia, ora siamo passati ad arredomania”.

Le case automobilistiche, le grandi firme della moda, le multinazionali sono al comando di una società allo sbando: saranno loro a dare i nomi ai pianeti quando l’esplorazione nello spazio si intensificherà. Dalla frustrazione, dall’insoddisfazione e dalla vacuità della breve vita (“Questa è la tua vita e va finendo un minuto alla volta”) nasce il Fight Club.

Ma non è come la boxe, non si tratta di perdere o vincere, i membri del Fight Club non combattono per un lucro, ma per loro, per una “guerra spirituale”, che ha uno scopo “rivoluzionario”: la riscoperta della forza vitale umana, annichilita dai diktat della società consumistica contemporanea.

Il Fight Club non è neanche un’élite di “prescelti”, tutti vi possono partecipare. (“Tu non sei un delicato e irripetibile fiocco di neve. Tu sei la stessa materia organica deperibile di chiunque altro e noi tutti siamo parte dello stesso cumulo in decomposizione”).

Il Fight Club si tramuterà in una “religione ateista”, facilmente confondibile con una “setta” (“La prima regola del Fight Club è che non dovete mai parlare del Fight Club”), che prenderà il posto della falsa religione che ha già soppiantato il vuoto lasciato dal materialismo; alla fine sfocerà in un movimento rivoluzionario che avrà come scopo destabilizzare il potere della società.

Questo è lo scenario che Fincher ci presenta, che fa da sfondo a più profondi problemi che riguardano l’individuo, reso vuoto e anonimo, come testimonia il fatto che del protagonista non ci viene mai detto il nome, che tenta di trovare qualche appiglio sicuro, non in qualche dio, ma nel consumismo visto come unico appagamento di una realtà che di soddisfazioni non ne ha date.

Ma l’aspetto più complesso del film è la doppia personalità del protagonista che, distrutto dall’insonnia e dall’insoddisfazione, crea e incontra un suo alter ego, un suo perfetto opposto, che lo spingerà oltre i suoi limiti.

Tyler è la figura ribelle e anticonformista che c’è in ognuno di noi, che si contrappone alla bieca esistenza a tal punto da plasmare la propria personalità, quella che ci spinge a fare ciò che non avremmo fatto mai rovesciando i valori che hanno sempre caratterizzato il nostro pensiero.

Degli innumerevoli aspetti che caratterizzano il film mi occuperò soprattutto di quello che riguarda il dualismo tra Jack e Tyler, il come sia possibile scindere se stessi per diventare qualcun altro, di come la società “moderna” riduce gli esseri umani ad essere schiavi di se stessi.

Ho scelto il film Fight Club come argomento per la mia tesina poiché trovo interessante osservare e studiare la possibilità che un individuo possa creare ciò che vorrebbe essere, parlare con “se stesso” e vedere in un finto uomo tutti i suoi desideri irrealizzati.

Inoltre mi attrae molto tutto ciò che riguarda l’inconscio e ciò che non si conosce, non mi spaventa ciò che non so; forse ho più paura delle cose che conosco.

Inoltre ho scelto proprio questo film perché condivido molte delle “teorie” esposte nel film, soprattutto l’idea anarchica promossa allo scopo di rendere liberi gli uomini. Credo che il film rifletta, per molti aspetti, la società odierna e il male che ne deriva e forse l’idea di scendere a “debito zero”, non è poi così sbagliata.

Infondo siamo noi i creatori di questo, possiamo essere noi gli stessi distruttori.

“Sono andato a letto sempre più presto ogni sera, mi sono svegliato sempre più tardi. Sono stato Tyler sempre più a lungo.”

Alla fine del film ci si chiede: ma allora chi è Tyler Durden?

Freud e il contrasto tra Es e Super-ego

Nel 1856 nella Repubblica Ceca nasceva Sigmund Freud, padre della psicoanalisi. Freud seguì un percorso partendo dallo studio della nevrosi in campo medico, passando per l’ipnosi fino ad arrivare alle moderne tecniche dello studio psicoanalitico.

Secondo il filosofo ceco la mente umana è composta da una parte accessibile, detta conscio, ed una più profonda e più importante, detta inconscio, sede dei ricordi più reconditi, delle paure ma soprattutto dei desideri irrealizzati e inoltre sede delle nevrosi.

Dopo aver messo a punto le teorie alla base dello studio dei processi che regolano l’inconscio e delle tecniche curative per la nevrosi, Freud propose una teoria, denominata teoria dell’apparato psichico, secondo cui l’apparato psichico umano è diviso in tre parti distinte, precisamente in:

  • Es: insieme degli impulsi inconsci della libido (ricordiamo che la libido è energia connessa al desiderio sessuale), quindi è l’inconscio amorale ed egoistico;
  • Ego: mediatore tra Es e Super-Ego;
  • Super-Ego: è la sede della coscienza morale e del senso di colpa.

Secondo Freud gli uomini sono governati dall’Es, cioè sotto spinte vitali di origine biologico-sessuale, che spesso sfociano in atteggiamenti aggressivi ed egoistici.

Ma queste “forze” sono in opposizione con l’autorità comportamentale imposta dal Super-Ego che interiorizza i valori della società, racchiudendo in sé tutti i divieti sociali che impediscono il raggiungimento del piacere.

Infine a “commerciare” tra le due parti opposte vi è l’Ego che cerca di incanalare le pulsioni dell’Es nelle così dette vie della civiltà (opere d’arte, ecc.).

Per teorizzare questo “scontro” tra Es e Super-ego, Freud sviluppa due principi denominati principio di piacere e principio di realtà: secondo il primo la libido tende a soddisfare il piacere immediatamente ma, come ho detto prima per l’Ego, vi è il secondo principio che costringe le pulsioni a sublimarsi nelle vie della civiltà.

A conclusione di quest’analisi Freud arrivò a dire che l’istinto nell’uomo era di due tipi: istinto di vita o Eros e istinto di morte o Thanatos.

L’istinto di vita è quello che ci lega all’esistenza e che si esprime attraverso l’amore e la creatività. Ma in contrapposizione vi è l’istinto di morte, radicato nell’odio e nella distruzione: questo è l’istinto più forte.

“Homo homini lupus” (l’uomo è un lupo per l’uomo), affermava Freud nel Disagio della civiltà, chiedendosi: “Chi ha il coraggio di contestare quest’affermazione dopo tutte le esperienze della storia?” Nell’uomo è radicata una “crudele aggressività” che mostra la “bestia selvaggia alla quale è estraneo il rispetto della propria specie”.

Freud addita le repressioni inutili che sono fonti di sofferenze per l’uomo, che rinuncia a molta della felicità per rendere possibile una convivenza nella società non autodistruttiva.

Rispondo ora al quesito che ho posto all’inizio: chi è Tyler Durden? Per tutta la durata del film egli sarà una presenza fisica, è l’amico di Jack, il fondatore del Fight Club e del Progetto Mayhem.

Ma alla fine del film verremo a scoprire che Tyler Durden non esiste nel mondo reale: egli è l’alter ego del protagonista, una proiezione del suo inconscio.

Il “conflitto” che Freud aveva individuato tra Es e Super-Ego lo possiamo riscontrare nei due personaggi chiave del film: Jack (Super-Ego) e Tyler (Es).

Tyler rappresenta simbolicamente l’Es freudiano in quanto è caratterizzato da una forte vitalità, atteggiamenti aggressivi, fondatore del Fight Club, è spinto ad esaudire ogni suo desiderio senza nessun freno, in modo totalmente egoistico.

Dalle prime apparizioni in scena Tyler mostra subito il suo carattere attraverso il modo di vestire psichedelico che si ripeterà per tutta la durata del film, che va in contrapposizione con il vestire grigio e monotono di Jack che invece è l’uomo standard della società moderna: legato ai beni materiali, ai soldi e alla vita, rispettoso e mite e che soffre di insonnia (“Con l’insonnia nulla è reale. Tutto è lontano. Tutto è una copia di una copia, di una copia”).

Proprio da qui nascerà Tyler che, inizialmente appare in frazioni di secondo nello schermo e quindi nella mente del protagonista, fino a diventare per quest’ultimo un’entità fisica esistente.

Lentamente il Super-Ego/Tyler prenderà possesso dell’Es/Jack portandolo verso l’autodistruzione e respingendo “i principi base della civiltà, soprattutto l’importanza dei beni materiali”.

Alla fine del film sarà Tyler stesso a rivelare al protagonista cosa sta succedendo, ovvero che Jack ha creato un amico immaginario in cui sono presenti tutti gli aspetti, caratteriali e fisici, di cui il protagonista non è munito e che vorrebbe avere in una vita diversa dalla sua.

Qui possiamo rintracciare i due istinti Eros e Thanatos e quanto affermava Freud sull’oppressione degli istinti da parte della società.

Infatti Tyler nasce dal bisogno di “uscire dagli schemi” della società, rappresenta la voglia di soddisfare i propri desideri e le proprie pulsioni, essendo libero da qualsiasi cosa.

Protagonista: Tyler, non riesco a capire.

Tyler: Cercavi un modo per cambiare la tua vita, non potevi farlo da solo. Tutti i modi in cui desideravi essere: quelli sono io. Ho l’aspetto che vorresti avere tu[…] e soprattutto sono libero in tutti i modi in cui non lo sei tu.

The Strange Case of Dr Jekyll and Mr Hyde

Earlier we saw what happened in human’s mind, now I will speak about what really happens when the contrast in the mind steps out.

One of the most important novel in the Victorian period, that reflects the double face of the “Victorian compromise”, was “The Strange Case of Dr Jekyll and Mr Hyde”, written by Stevenson.

Robert Louis Stevenson was born in Edinburgh in 1850, in a Calvinist family. He spent most of his childhood in bed with the fear of the dark.

When he became an adolescent he travelled to find a nice place; he was in conflict with the Victorian age and his social environment: in fact he let his hair grow long and became the first example of a bohemian in Britain.

He died in 1894 because of a brain haemorrhage.

His novel has a strange origin: Stevenson dreamed of a man in a laboratory that swallowed a drug and turned into a “deformed” man.

The story is about a respectable man, called Dr. Jekyll, who invented special drug with a secret act of chemistry that can divide between the two souls of man: good and evil.

When he swallowed this drug he became a horrible man, Mr Hyde, or returned Jekyll.

From time to time Hyde took domination over Jekyll, and after the murder of Lanyon, Jekyll decided that the only way to destroy Hyde, was the suicide.

He left a letter in which he explained his experiment on human’s mind and his effects.

Stevenson wrote all the stories to contrast two different sides of the same man and to reflect this aspect on all objects and situations in the story.

The setting of the novel seems to be halfway between London and Edinburgh: both cities have a double nature and reflect the same double nature of the Victorian age.

They have one rich side, where everything is beautiful, and a poor side, with lots of problems like poverty and crime, that they cover up.

Also Jekyll’s house has a strong ambivalence and a strong symbolism because it represents the two opposite sides of the same man: the front side of the house is well-kept, while the rear is a very sinister building.

Henry Jekyll is a respectable scientist that studied the mind and the contrast between good and evil in himself, he lived a virtuous life and he was well-mannered and during his life he was devoted to virtue and self-control and this is the reason that forced Jekyll to create a potion that divided his soul.

Edward Hyde, defined his alter ego as “the sea of liberty”: Hyde represents the evil side of Jekyll because he hadn’t an obligation and an education, he lived free and out of the social life.

Another difference was in their feature: Jekyll, for his type of life, had a handsome face, white hands and a large and harmoniously body; on the contrary Hyde was pale and dwarfish, his hairy hands were dark and he was deformed, so that Mr. Utterson said that he read “Satan’s signature” on Hyde’s body.

It was important to notice that the evil side, slowly, erode this good twin nearly to take the control and destroy the original balance of good and evil without the “benefit” of the drug: in fact sometimes Hyde took control of Jekyll, also when the doctor didn’t drink the potion.

Another important characteristic of the novel is that most scenes take place at night: there is no natural daylight, only artificial light or light from Jekyll’s house or from street lamps, that was defined as “nightmarish”.

One important event that happened at night was the Jekyll/Hyde suicide.

Stevenson invented the image of Hyde based on Darwin’s studies of men kinship to the animal world: maybe Hyde could represent the primitive man, the forerunner of civilization and for this Hyde represented the freedom of the natural impulse.

In fact Jekyll has projected his hidden pleasure in his alter ego.

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Sintesi
tesina di maturità su Fight Club

Sommario

  • Filosofia - Freud e il contrasto Es e Super-ego.
  • Inglese - “The Strange Case of Dr Jekyll and Mr Hyde”.
  • Italiano – Pirandello e la disgregazione dell’io.
  • Storia - L’anarchia.
  • Latino – Tacito: l’uomo e il potere.
  • Storia dell’arte – Surrealismo e Magritte.
  • Scienze della terra - Universo stazionario e inflazionario.
  • Fisica - La relatività ristretta.
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