Maurits Escher
Gregorio Suino 5° G
Liceo Scientifico Darwin (Rivoli)
La gioventù di Escher
- Nacque a Leeuwarden, nei Paesi Bassi, il 17 giugno 1898.
- Dovette ripetere la seconda media nonostante la sua eccellenza nel disegno e nella matematica.
- Dal 1919 frequentò la Scuola di Architettura e Arti Decorative di Haarlem.
- Nel 1922, avendo ottenuto una certa esperienza nel disegno e nell'incisione del legno, lasciò la scuola.
Matrimonio ed età adulta
- Nel 1922 visitò l'Italia e la Spagna; tutta la sua opera fu radicalmente influenzata da questo viaggio.
- Si stabilì a Roma nel 1923.
- Nel 1924 si sposò con Jetta Umiker.
- Durante il ventennio fascista è costretto a trasferirsi in Svizzera e in Belgio.
- Durante la seconda guerra mondiale il suo maestro Samuel Jesserum de Mesquita venne deportato in un campo di concentramento, dove venne ucciso. Questo episodio sconvolse Escher e ne influenzò alcune opere.
- La guerra costrinse Escher a spostarsi con la moglie un'ultima volta a Baarn, in Olanda, dove Escher visse fino al 1970.
- Visse gli ultimi anni della sua vita a Laren, nella casa di riposo per artisti Rosa-Spier, dove morì il 27 marzo 1972.
Concetti base delle opere di Escher
- Nelle sue opere sono rappresentate delle situazioni impossibili nella realtà. Per ottenere questi effetti Escher utilizza le stranezze della percezione della prospettiva.
- Le opere di Escher hanno una forte componente matematica, e molti dei mondi che ha disegnato sono costruiti attorno ad oggetti impossibili come:
- Il Triangolo di Penrose.
- Il Cubo di Necker.
Salita e discesa
Il concetto del Triangolo di Penrose è utilizzato come struttura fondamentale per la stampa “Salita e discesa” del 1960.
Belvedere
Il Cubo di Necker è la struttura fondamentale della stampa “Belvedere” del 1958.
Libertà di interpretazione
- Le opere di Escher si prestano ad una interpretazione intuitiva e soggettiva; l’autore non propone nessuna interpretazione o chiave di lettura, lasciando libertà alla fantasia dell’osservatore.
“Un giorno una signora mi telefonò e mi disse: -Signor Escher, sono affascinata dai suoi lavori. Nella sua composizione “Rettili” ha raffigurato in maniera convincente la reincarnazione.-
Le risposi:
-Se Lei crede di trovarvi ciò, sarà davvero così-”
Non appartenenza
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