Estratto del documento

La donna

“Mi duole che le donne si struggano di lacrime. Esse dicono di essere vittime.

Ma vittime di che?

Della loro ignoranza che le rende cieche; del loro ozio, che le abbandona alla noia; della loro debolezza d’animo che le fa schiave…

Lasciate i gesti, gli atteggiamenti e gli accenti supplichevoli: levatevi e marciate con passo fermo verso la verità”

George Sand 1

Italiano

  • La donna secondo Platone
  • Sibilla Aleramo

Una donna

  • Riassunto
  • Luoghi e tempi

Storia

  • Il ruolo della donna
  • Nella Prima Guerra Mondiale
  • Nel fascismo
  • La politica del lavoro
  • Nella Seconda Guerra Mondiale
  • La resistenza delle donne
  • Il diritto al voto
  • La donna nella società moderna

Diritto

  • La donna nelle istituzioni
  • Il lavoro femminile

Legge n. 653/1934

  • Tutela della lavoratrice madre
  • Legge n. 53/2000
  • Parità uomo-donna

Legge n. 903/1977

  • Legge n. 25/1991

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Inglese

  • Virginia Woolf

A Room Of One's Own

La condizione della donna è stata spesso caratterizzata, nel corso della storia, da una situazione di inferiorità, dal punto di vista sociale, giuridico e politico.

La donna si è vista ripetutamente oggetto di forti discriminazioni, giustificate da una sua presunta inferiorità fisica e intellettuale e che hanno fatto sì che avesse dei ruoli limitati alla gestione della famiglia, alla cura dei figli e della casa.

Uno dei periodi in cui la donna fu privata di diritti fondamentali, fu quello del regime fascista.

Quello femminile era un ruolo molto limitato, con molti divieti. Essenzialmente la donna era vista come madre. Veniva, infatti, premiata quando aveva molti figli, perché regalava soldati alla patria, e discriminata qualora volesse impegnarsi in attività professionali. Col passare degli anni, pian piano la donna si è emancipata, ha ottenuto con dure battaglie i diritti di uguaglianza e con l’ingresso nel mondo del lavoro è riuscita ad ottenere anche l’autonomia economica che in passato non ha avuto. Ma se ai giorni nostri il ruolo femminile all’interno delle famiglie e della società intera è profondamente cambiato, non bisogna dimenticare tutti quei tratti che accomunano la donna di ieri a quella di oggi.

Con la mia tesina ho voluto confrontare la condizione della donna nel primo ‘900 e la condizione della donna odierna, mettere in relazione il suo ruolo sociale e familiare attuale con quello del passato; dimostrare che vi sono dei particolari problemi o situazioni di disagio che c’erano allora e vi sono ancora oggi, dovute allo stato di malessere in cui una donna può venirsi a trovare, anche se per cause diverse.

Ho scelto di far ruotare gli argomenti della tesina attorno alla donna perché, durante l’anno scolastico sono stati fatti spesso dei riferimenti riguardo il suo ruolo sociale dal punto di vista storico e letterario; perciò le sue lotte per affermarsi nella società mi hanno particolarmente interessata. Infatti credo che per ognuno sia importante capire, studiare e approfondire soprattutto ciò che lo riguarda in prima persona, quindi una donna ha interesse a conoscere quali enormi sacrifici si siano fatti per ottenere i diritti che ora possiede; in che

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condizioni si sia trovata a vivere; quali sono i problemi che maggiormente la riguardano.

La donna secondo Platone

Sin dai tempi antichi viene messo in rilievo il ruolo della donna nella società. Già a partire dal secolo di Platone (Atene 427-347 a.C.) questo argomento è stato fonte di discussione per tutti.

Nel quinto libro della Repubblica, Platone affronta la questione della diversità dei sessi e assume posizioni piuttosto aperte, soprattutto se teniamo in considerazione dei tempi in cui è vissuto, tempi in cui l'attività manuale, per esempio la coltivazione dei campi, era predominante: Platone sta tratteggiando il suo stato ideale, visto come grande famiglia, caratterizzato dall'abolizione della proprietà privata. Socrate, il protagonista del dialogo di cui Platone si serve per esprimere le sue idee, arriva a dire che perfino le donne e i figli devono essere in comune; quest'affermazione, chiaramente, suscita scalpore presso i suoi interlocutori, i quali lo travolgono di domande: Socrate si trova decisamente in difficoltà e prende come esempio per spiegare ciò che intende il mondo dei cani, ipotizzando che le femmine debbano svolgere le stesse mansioni dei maschi: andare a caccia e fare tutto ciò che fanno i maschi.

Se ogni attività deve essere in comune, è ovvio che dovranno avere la stessa educazione, lo stesso allevamento impartito ai maschi: l'unica differenza, per Socrate, è che i maschi saranno più vigorosi. Platone assume una posizione ambigua verso le donne: egli è consapevole, come Socrate, che hanno natura diversa dagli uomini poiché esse partoriscono ma egli offre alla donna la possibilità di un ruolo di primo piano e ne riconosce quasi l’eguaglianza con gli uomini. La donna non è diversa dagli uomini se svolge

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funzioni sociali: la differenza è solo di tipo quantitativo (perché hanno minor forza) e non qualitativo. Egli nella sua città ideale considera di far accedere la donna ai due campi che sono da sempre praticati dagli uomini: la guerra e la politica. Socrate afferma che l’uomo risulta superiore alle donne in tutti i campi anche nel caso in cui un uomo e una donna siano portati entrambi per la difesa dello Stato. I Pitagorici ed Epicuro dimostrarono grande apertura mentale verso le donne, mentre Aristotele aveva una concezione diversa delle donne: egli era convinto della naturale disuguaglianza dei sessi e della superiorità maschile sulle donne, anche nella riproduzione.

Dal secolo di Platone iniziarono ben presto le discriminazioni verso le donne.

Sibilla Aleramo

Una donna

Il libro di Sibilla Aleramo è uno dei primi libri femministi usciti nel nostro paese ed è una testimonianza della condizione femminile nella prima metà del XX secolo nell’Italia del Sud. Attraverso la narrazione, l’autrice esprime dei concetti molto forti sul ruolo della donna nella società, ma molto più nella famiglia e nella vita privata. Non diario, non “Una donna” romanzo, né autobiografia, potrebbe forse definirsi “esercizio d’autoanalisi” in forma letteraria: probabilmente una severa riflessione sul proprio vissuto e su come avrebbe potuto o dovuto essere. La protagonista, privilegiata per nascita, più colta e più ricca delle sue coetanee, dopo un’infanzia serena e un’adolescenza vivace, trasferitasi con la famiglia in un paesino del meridione si trova, suo malgrado, invischiata nella logica del matrimonio “obbligato” con un ottuso “ragazzetto” del luogo che l’aveva insidiata e di cui lei stessa, per un tempo brevissimo, s’era ritenuta innamorata. Da questo matrimonio subito rivelatosi tragicamente sbagliato, nasce il figlio che per dieci anni sarà, a suo dire, l’unico vincolo che la tiene legata alla vita. La solitudine, la repulsione per la cruda e animalesca sessualità del marito, la soffocante atmosfera del paese, la spingeranno a ritenere se stessa già quasi morta e, infine, dopo il tentato suicidio, a trovare conforto nella scrittura. I destini familiari la condurranno a Roma dove, giovane redattrice di una rivista velleitariamente femminista, inizierà il suo doloroso percorso d’autocoscienza. Quando si trasferisce a Roma, scopre la lettura, la pratica della scrittura, i conflitti sociali, ma anche il mondo politico e culturale delle donne. Infine, ritornata al paese con il marito colpito da una malattia “infamante”, ma pur sempre deciso a soggiogarla e a reprimerne le richieste di separazione, prenderà la decisione della fuga verso il nord, sola, senza il figlio amato.

In questa storia, si innestano le figure di un padre apparentemente illuminato, libero pensatore, dai caratteri fascinosi e moderni, che delega alla figlia appena adolescente una parte non marginale della direzione della fabbrica e di un marito che si comporta con la moglie, né più né meno di qualsiasi uomo della sua epoca: egoista e cieco di fronte alla sua disperazione e al destino oscuro che l’attende dopo il volontario esilio nella follia. Vi è poi la figura della madre, paradigma femminile in disfacimento, senza ombra di riscatto dalla propria debolezza. La madre rappresenta infatti ciò che lei non vuole essere, ma che purtroppo è destinata a diventare se non interrompe la strada che tutte le donne sono destinate a seguire. Infine, il marito: ottuso, incolto, legato indissolubilmente ai rituali della violenza e del possesso, incapace, per carattere e tradizione, di superarli se non per qualche sporadico e confuso momento. E la protagonista, sempre più consapevole della propria alterità, assiste attonita e impotente alla repressione d’ogni suo impulso vitale, quindi, attraverso l’osservazione, pur confusa e superficiale, delle vite diverse degli operai della fabbrica paterna, della miserabile esistenza delle popolane romane e dei movimenti delle classi lavoratrici, rialza il capo e trova il coraggio di fuggire per ritrovare se stessa e dare corpo ai propri ideali. Dalla narrazione, traspare il vero motore della scelta finale d’affrancamento: il bisogno di quell’autodeterminazione che in ogni creatura, maschile o femminile, consente l’espressione di un’esistenza appagante che nulla deve spartire con il senso di semplice, doverosa sopravvivenza.

Riassunto “Una donna”

Il romanzo di Sibilla Aleramo “Una donna” inizia col ricordo della fanciullezza della protagonista, che fu libera e spensierata, infatti ella rivede la bambina che era, e le sembra quasi un sogno tanto era bello quel periodo. Per parecchio tempo, nell’epoca buia della sua vita, rivivendo quei momenti le viene da pensare alla vera felicità.

Era la maggiore di quattro fratelli, la preferita dai genitori. All’età di dodici anni si trasferì con la famiglia da Milano in una cittadina del Mezzogiorno perché il padre aveva ottenuto la direzione di un’industria chimica. Dopo pochi anni che si trovava nel nuovo paese, la protagonista interruppe gli studi e venne impiegata regolarmente nella fabbrica diretta dal padre e da qui inizia il suo periodo di solitudine; non aveva amiche perché restava tutto il giorno a lavorare.

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Sintesi
Sommario Italiano •La donna secondo Platone •Sibilla Aleramo Italiano •La donna secondo Platone •Sibilla Aleramo -Una donna -Riassunto -Luoghi e tempi Storia •Il ruolo della donna -Nella Prima Guerra Mondiale -Nel fascismo -La politica del lavoro -Nella Seconda Guerra Mondiale -La resistenza delle donne •Il diritto al voto •La donna nella società moderna Diritto •La donna nelle istituzioni •Il lavoro femminile -Legge n. 653/1934 -Tutela della lavoratrice madre -Legge n. 53/2000 •Parità uomo-donna -Legge n. 903/1977 -Legge n. 25/1991 Inglese •Virginia Woolf -A Room Of One's Own Una donna -Riassunto -Luoghi e tempi Storia •Il ruolo della donna -Nella Prima Guerra Mondiale -Nel fascismo -La politica del lavoro -Nella Seconda Guerra Mondiale -La resistenza delle donne •Il diritto al voto •La donna nella società moderna Diritto •La donna nelle istituzioni •Il lavoro femminile -Legge n. 653/1934 -Tutela della lavoratrice madre -Legge n. 53/2000 •Parità uomo-donna -Legge n. 903/1977 -Legge n. 25/1991 Inglese •Virginia Woolf -A Room Of One's Own
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