Estratto del documento

Calosso Camilla

Liceo scientifico “E. Majorana”

A.s. 2012/2013

The human body

Indice

Introduzione 3

Breve storia dell’anatomia 4

Fisica medica 6

Il corpo nella nostra cultura 11

La Body art 13

Sitografia e bibliografia 15

Introduzione

“Il corpo è bello, armonico, una macchina perfetta, ma per conoscerlo completamente bisogna avere il coraggio di guardarlo dentro.”

“The human body exhibition” è stata la mostra di anatomia umana che ha reso il Palaolimpico di Torino un polo di attrazione per migliaia di persone per circa 6 mesi. Io compresa sono rimasta affascinata, e posso affermare che l’intento degli organizzatori di suscitare la curiosità di fronte alla bellezza e alla perfezione del nostro corpo e renderci più attenti e rispettosi su ciò che abbiamo di più prezioso, è pienamente riuscito.

È stato emozionante osservare l’anatomia e la fisiologia del nostro corpo mediante la particolare tecnica della plastinazione: corpi veri sezionati, immersi nell’acetone (per estrarre i liquidi contenuti), posti in un bagno di polimeri di silicone e sigillati all’interno di una camera a vuoto (così che il polimero penetri sino al livello cellulare più profondo), poi pronti per essere esaminati e studiati una volta che il polimero è indurito.

In questo modo si potevano vedere da vicino i vari apparati e sistemi che formano il nostro organismo, le fasi fetali, e persino alcuni organi malati e con tumori, il tutto accompagnato da una precisa descrizione e qualche curiosità.

È sorta spontanea dunque una riflessione su questa meravigliosa opera che è il nostro corpo: come è stato oggetto di studio da parte dell’uomo stesso da sempre, come è stato il suo ruolo nei vari ambiti culturali, come la scienza è stata in grado di trovare delle soluzioni a dei problemi sorti al suo interno.

Da questa riflessione è nato il desiderio di approfondire come si è arrivati alle conoscenze anatomiche di oggi, con l’ausilio dello sviluppo scientifico, in particolare della fisica, e come è stato considerato il corpo dalla filosofia e dall’arte: questo per cercare di coinvolgere in una riflessione che raramente si ha il tempo o la volontà di fare, ma che è estremamente interessante e, a mio parere, importante per comprendere la propria natura di uomo.

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Breve storia dell’anatomia

Oggi l’anatomia del nostro corpo costituisce come una conoscenza ben consolidata e approfondita, indispensabile per gli studi medici; ma non è sempre stato così.

Nelle civiltà arcaiche il principale metodo d’indagine di questa disciplina era il dissezionare i cadaveri, pratica da cui deriva il termine stesso “anatomia” (che significa appunto “tagliare, sezionare”), ma era affiancata dalle pratiche culinarie e dai riti sacrificali. Infatti sacerdoti e cuochi usavano vivisezionare animali pensando che la struttura interna dell’uomo fosse simile, senza però avere un particolare fine medico. Altre tecniche alternative erano la palpatio, cioè la deduzione dell’interno del corpo tramite esame esterno, e la spectatio vulnearia, ossia l’osservazione delle parti interne attraverso le ferite. Tuttavia la dissezione e vivisezione di animali rimasero le tecniche fondamentali.

Le prime dissezioni documentate però risalgono al III secolo a.C., quando nella scuola medica fondata da Erofilo ad Alessandria d’Egitto erano praticate non solo sui cadaveri ma anche sui condannati a morte. Queste pratiche rimangono eventi isolati, tanto che fino al XIV secolo non si avranno altre documentazioni.

Infatti la dissezione si affermò lentamente, benché fondamentale alla conoscenza dell’anatomia, dovuta principalmente a motivi di carattere religioso, antropologico (anche per il disagio di aprire corpi di cadaveri) ed epistemologico. Fino al XVIII secolo i medici non sapevano spiegare chiaramente l’utilità effettiva delle conoscenze anatomiche nella pratica clinica, e ciò non permise lo sviluppo di un preciso metodo d’indagine.

Tuttavia il fondamento di un’epistemologia basata sull’autopsia e di una generale metodologia di studio si devono ad Aristotele, che dedicò alcuni scritti zoologici alla descrizione degli animali e delle funzioni dei loro organi, facendo un’analogia tra anatomia umana e animale.

Gli animali, in particolare maiali, capre, cani e scimmie, furono fonte di conoscenze anche per Galeno (ca. 130-200 d.C.), il medico di Pergamo che con il “De anatomicis administrationibus” e il “De usu partium corporis humani” fornì la più completa e dettagliata descrizione dell’anatomofisiologia umana fino al Rinascimento. Oltre a conoscenze prettamente necessarie alla medicina, inserì anche delle curiosità, in una prospettiva fortemente teleologica. Sebbene pensasse che nel corpo si manifestino le funzioni e le finalità della natura, la sua opera costituisce il fondamento della medicina razionale, che si distingue da quella empirica, basata sull’osservazione del decorso delle malattie e degli effetti delle esperienze terapeutiche, a prescindere dalla conoscenza delle parti del corpo.

L’opera galenica costituì una sorta di paradigma, che rimase immutato a lungo; ne furono fatte ristampe e commenti; divenne il testo base delle università, in particolare usato come supporto teorico durante le “anatomie pubbliche”, cioè la dissezione di un cadavere da parte di un professore davanti a studenti e altri insegnanti, che costituiva una sorta di rituale accademico.

Nel XVI secolo il medico Andrea Vesalio, insegnante a Padova, per la prima volta dall’antichità mise in discussione il paradigma anatomico di Galeno. Innanzitutto affermò che Galeno non aveva mai dissezionato un corpo umano e perciò tutte le descrizioni anatomiche potevano essere tutte potenzialmente sbagliate. Inoltre riscrisse l’anatomia, con l’opera “De humanis corporis fabrica”, facendo ricorso alla pratica della dissezione, non più utilizzata come sussidio per verificare quanto scritto nei testi, ma come unico strumento d’indagine indispensabile per la conoscenza dell’anatomia.

In questo stesso periodo assistiamo a un crescente interesse in questo campo anche fuori dal circuito universitario, in particolare da parte di artisti, come Leonardo, Michelangelo, Tiziano, che oltre a studiare l’anatomia, talvolta operavano l’apertura dei corpi, in collaborazione con dei medici.

Questo è un esempio che spiega come gli studi anatomici non fossero di interesse prettamente medico, ma facevano parte della filosofia naturale. Perché si svincolasse da essa e diventasse un sapere utile al progresso della medicina, si doveva abbandonare la ricerca teleologica della finalità (la causa finale aristotelica) delle parti del corpo, e questo avvenne con l’affermazione del metodo sperimentale e gli sviluppi delle scienze fisico-naturali.

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Si cominciò a guardare al corpo sempre più come a una macchina, e l’analisi attraverso strumenti come il microscopio diedero un forte contributo allo scardinamento dell’antica teleologia anatomica.

Con gli ingrandimenti del microscopio A. van Leewenhoek mostrò che le macrostrutture non erano omogenee, come si pensava dai tempi di Aristotele, ma costituite da una moltitudine di parti, con funzioni ancora da scoprire. Nel corso del XVII secolo avvennero importanti scoperte, come la circolazione del sangue, ma è a partire dalla seconda metà del XVIII secolo che si realizzò in modo definitivo la saldatura tra anatomia e pratica medica, diventando strumento indispensabile alla diagnosi, prognosi e terapia delle malattie. Fu il medico G.B. Morgagni che applicò alla medicina in modo sistematico il metodo morfologico o anatomo-clinico, che mirava a localizzare le malattie e di determinarne la fisionomia attraverso le lesioni specifiche subite dagli organi. In quegli anni Bichat dimostrò che gli organi sono composti da tessuti elementari e che le malattie potevano essere localizzate in singoli tessuti, e ciò diede inizio all’istologia, che si sviluppò velocemente dal XIX secolo.

Nel XX secolo ci furono molti progressi, soprattutto a livello microscopico e istologico, mentre il metodo rimase quello istituito da Morgagni. Tuttavia il problema che ci si era posti fin dall’antichità non era ancora stato risolto: l’osservazione dei corpi di cadaveri non permetteva di vedere gli organi interni di un uomo vivente, inevitabilmente diversi fisiologicamente e morfologicamente. L’istologia aveva dato una prima soluzione parziale. Ma il recente sviluppo di tecniche e tecnologie che sfruttano principi radiologici hanno permesso un enorme passo avanti nella conoscenza dettagliata dell’interno del corpo in vita, e si pongono come coronamento dei sogni degli antichi anatomisti e filosofi che dissezionavano uomini e vivisezionavano animali per cogliere la vita in azione.

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La fisica applicata allo studio del corpo

Come si è detto prima, lo sviluppo delle tecnologie del XX secolo basate sull’utilizzo delle onde elettromagnetiche e delle radiazioni corpuscolari originate da decadimenti radioattivi, hanno permesso un grande sviluppo delle conoscenze biologiche e fisiologiche, tanto da determinare la nascita di veri e propri rami della medicina, come la radiologia e la medicina nucleare. Oggi questi settori si sono sviluppati in maniera esponenziale, costruendo strumenti adatti alla diagnosi e terapia di patologie specifiche dei vari sistemi e apparati. Essendo un campo molto vasto, benché estremamente interessante, mi soffermerò sulle tecnologie più innovative e curiose, legate in particolare all’utilizzo di particelle.

Personalmente, penso che sia affascinante poter osservare e curare il nostro corpo dall’interno attraverso l’interazione di particelle e fasci energetici, e credo che sia anche utile a comprendere meglio certi fenomeni che si studiano sui libri di scuola e renderli più accattivanti dal punto di vista dello studente.

Gli studi sulle applicazioni al corpo umano iniziano dal 1895, quando W.C. Röntgen scopre i raggi X e dimostra le loro principali proprietà utili per visualizzare lo scheletro. Il perfezionamento delle apparecchiature atte alla produzione e all’utilizzazione di queste radiazioni e l’adozione di sostanze, i mezzi di contrasto, che una volta introdotti nel corpo umano, permettono di differenziare ai raggi Röntgen i vari organi, hanno permesso di studiare nel vivente tutti i sistemi anatomici in condizioni normali e patologiche.

La prima indagine strumentale è stata dunque la radiografia, ancora oggi fondamentale soprattutto per la diagnostica di patologie di ossa, cuore, apparato respiratorio.

I raggi X prodotti da un tubo catodico vengono riflessi e indirizzati verso il bersaglio desiderato, interagiscono con esso e, oltrepassandolo, colpiscono uno schermo a fluorescenza.

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Sintesi

Introduzione tesina sul corpo

“Il corpo è bello, armonico, una macchina perfetta, ma per conoscerlo completamente bisogna avere il coraggio di guardarlo dentro.”

Ho svolto la mia tesina di maturità sul corpo. “The human body exhibition” è stata la mostra di Anatomia umana che ha reso il Palaolimpico di Torino un polo di attrazione per migliaia di persone per circa sei mesi. Io compresa sono rimasta affascinata, e posso affermare che l’intento degli organizzatori di suscitare la curiosità di fronte alla bellezza e alla perfezione del nostro corpo e renderci più attenti e rispettosi su ciò che abbiamo di più prezioso, è pienamente riuscito.

È stato emozionante osservare l’anatomia e la fisiologia del nostro corpo mediante la particolare tecnica della plastinazione: corpi veri sezionati, immersi nell’acetone (per estrarre i liquidi contenuti), posti in un bagno di polimeri di silicone e sigillati all’interno di una camera a vuoto (così che il polimero penetri sino al livello cellulare più profondo), poi pronti per essere esaminati e studiati una volta che il polimero è indurito.

In questo modo si potevano vedere da vicino i vari apparati e sistemi che formano il nostro organismo, le fasi fetali, e persino alcuni organi malati e con tumori, il tutto accompagnato da una precisa descrizione e qualche curiosità.

È sorta spontanea dunque una riflessione su questa meravigliosa opera che è il nostro corpo: come è stato oggetto di studio da parte dell’uomo stesso da sempre, come è stato il suo ruolo nei vari ambiti culturali, come la scienza è stata in grado di trovare delle soluzioni a dei problemi sorti al suo interno.

Da questa riflessione è nato il desiderio di approfondire nella mia tesina come si è arrivati alle conoscenze anatomiche di oggi, con l’ausilio dello sviluppo scientifico, in particolare della fisica, e come è stato considerato il corpo dalla filosofia e dall’arte: questo per cercare di coinvolgere in una riflessione che raramente si ha il tempo o la volontà di fare, ma che è estremamente interessante e, a mio parere, importante per comprendere la propria natura di uomo.

Collegamenti

Tesina sul corpo

  • Fisica: Le applicazioni alla medicina.
  • Filosofia: Schopenhauer, Cartesio.
  • Storia dell'arte: The body art.
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