Il conflitto tra classi sociali: ostacolo nell’amore e nella società
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Liceo Artistico E. Catalano
Anno scolastico 2012-2013
La società civile respinge dal suo seno i diversi, e li condanna alla solitudine”.
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Indice ~ 2 ~
- Orgoglio e Pregiudizio................................................................................. 1
- Rosso Malpelo………………………………………………………………….. 5
- Proletari di tutto il mondo, unitevi!……………………………………….7
- Quarto Stato……………………………………………………………………... 8
- Colori complementari…………………………………………………………..11
- Anatomia………………………………………………………………...............15
L’ostacolo nell’amore: Orgoglio e Pregiudizio
Il romanzo “Orgoglio e Pregiudizio” pubblicato nel 1813 costituisce l’opera più celebre della scrittrice inglese Jane Austen.
Il romanzo narra di come le barriere sociali potevano essere un ostacolo alla nascita di nuovi amori tra persone di ceti diversi.
L’ambientazione è infatti quella delle famiglie appartenenti alla piccola nobiltà di provincia e alla borghesia terriera residenti nelle campagne intorno a Londra, di cui lei amava osservare le abitudini quotidiane.
Si tratta di un mondo regolato da rigide gerarchie sociali e da un sistema di comportamento che impone determinati ruoli a cui si devono attenere gli uomini e le donne.
Nel romanzo emerge la personalità di Elisabeth Bennet, una ragazza poco più che ventenne, provata dal pregiudizio verso Wiliam Darcy, il quale a sua volta
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subisce un colpo terribile al suo orgoglio quando si rende conto di essere innamorato di una donna di ceto inferiore.
Jane Austen sottolinea quindi il difficile rapporto tra l’individuo e la società: l’orgoglio, inteso come difesa della propria dignità e dei valori in cui crediamo, e il pregiudizio nell’osservare e valutare il comportamento altrui che portano ad incomprensioni e talvolta a spiacevoli equivoci. Il tutto è comunque narrato con un tono ironico che tende a sminuire d’importanza, le vicende abitudinarie della classe borghese, protagonista della società inglese dell’800. Dalla narrazione si deduce che l’autrice, apparentemente si adegua ai valori sociali borghesi, ma in realtà attraverso un tono leggero ed ironico, mette in evidenza gli aspetti negativi di quella società e delle convenzioni sociali sull’individuo.
Quindi, il tema ricorrente dei romanzi della Austen è il conflitto tra due universi: quello interiore del personaggio, costituito dai sentimenti, dalle virtù e dai difetti; e quello esteriore delle relazioni sociali, a sua volta caratterizzato dalle norme di comportamento, dalle imposizioni e dai doveri che finiscono per oscurare la vera personalità che costituisce uno schermo protettivo, dietro il quale l’individuo tende a nascondersi, causando un conflitto interno, spesso doloroso, al quale si può porre rimedio per mezzo di una profonda autoanalisi.
L’autrice visse in un periodo di profondo cambiamento della società inglese, la borghesia cominciava a declassare il primato della nobiltà, sulla scia della Rivoluzione Industriale e della diffusione delle idee Illuministiche. Jane Austen, comunque, rimase ai margini di questo grande cambiamento e questi eventi storici la influenzarono minimamente. Neppure il nascente Romanticismo coinvolse Jane Austen, in quanto visse solo i primi 15 anni dell’800, quando ancora questo movimento culturale non aveva raggiunto la massima estensione e l’Illuminismo era ancora forte.
La scrittura di Jane Austen, viene comunque accomunata alla produzione letteraria del romanzo realistico, sia per la capacità di rappresentare tutti gli strati sociali e sia per l’interesse mostratosi verso l’intera realtà contemporanea e della convinzione che esista uno stretto rapporto tra il modo d’essere ed il modo di agire dei personaggi, nell’ambiente sociale e nel contesto storico in cui essi vivono.
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Ostacolo nella società: Rosso Malpelo
Letteratura
Nella seconda metà dell’Ottocento, in concomitanza con le profonde trasformazioni, portate dalla rivoluzione industriale e con l’affermazione del positivismo (3), il romanzo realista fu sostenuto con estrema fiducia dallo scrittore che proponeva di rappresentare scientificamente la società e le sue leggi, così come lo scienziato studiava e analizzava le leggi naturali: nascono così il naturalismo in Francia, con Emile Zola e il verismo in Italia, con Giovanni Verga e Luigi Capuana.
Un’affinità tra la scrittrice Austen e l’italiano Verga, è l’attenzione nei loro romanzi della realtà sociale, nonostante però le divergenze dei contesti in cui essi vivevano.
Infatti, dalla descrizione ironica della società borghese, si passa nel romanzo Rosso Malpelo (scritto da G. Verga nel 1880) alla descrizione della povertà e dello sfruttamento delle classi disagiate nella Sicilia del fine XIX secolo, una realtà che lo stesso Verga conosceva direttamente e che tra l’altro emergeva già da allora dalle inchieste del Regno d’Italia, da poco formatosi (1861) (2).
Principalmente, la novella ritrae un adolescente maltrattato e infelice, che pur vivendo con rassegnazione, è sorretto comunque dall’orgoglio per la propria resistenza fisica e per la propria capacità di guardare senza illusioni gli aspetti dolorosi della vita.
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Malpelo è cattivo, a volte persino crudele, ma nello stesso tempo è vittima di pregiudizi popolari, a causa del suo nomignolo e del colore rosso dei suoi capelli.