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Maria Chiara Olivero
Le colonne sonore
Liceo Musicale
“Ego Bianchi”
Anno Scolastico
2008/2009 2
Indice
1. Premessa 3
2. La musica nel film 4
3. Nasce la colonna sonora 5
Collegamenti con:
- Flauto: Debussy, dalla “Suite Bergamasque” esecuzione di “Clair de lune”
- Francese: Debussy
4. A cosa serve la musica in un film 7
Collegamenti con:
- Storia della musica: Wagner
- Filosofia: Schopenhauer e Nietzsche
- Inglese: The fifties and rock 'n' roll
5. Musica e cartoni animati 12
6. Chi compone le musiche in un film 13
7. I compositori di colonne sonore più importanti
13
Collegamenti con:
- Storia dell'arte: Il Divisionismo, Giuseppe Pellizza da Volpedo
- Storia: L'attacco a Pearl Harbor durante la Seconda Guerra Mondiale
8. Il musical 21
9. Elisa e le colonne sonore 23
Collegamenti con:
- Nuove tecnologie Registrazione “Eppure sentire (un senso di te)” di Elisa
- Coro
10. Considerazioni finali 23
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1. Premessa
Ho scelto di affrontare e ampliare il mondo della musica per film perché rappresenta l'unione di due mondi che amo: il cinema e la musica.
La musica, per me, è ragione di vita. Sin da bambina ho imparato ad amare quest'arte. La mia formazione musicale è in buona parte merito di mio padre. Lui non è un'artista, non sa niente di musica, della teoria, dell'armonia, della composizione, ma è un amante della buona musica.
Sono cresciuta con le canzoni di Branduardi, Bennato, Finardi e soprattutto con il ritmo del boss, Bruce Spreengsteen. Cosa che stupisce molto oggigiorno.. perché quando mi chiedono chi ci sia tra i miei artisti preferiti io metto sempre lui..che non è esattamente della nostra generazione! Ad ogni modo la musica, a mio parere, “l'essenziale dell'uomo, il suo sguardo sul mondo” (Schopenhauer). Molto spesso sa raggiungere luoghi che le parole non riescono ad avvicinare.
La musica è vita, sono attimi di vita. Ci accompagna nei momenti belli, ma ci sostiene anche nei momenti brutti. Ci sono periodi della mia vita che associo a una certa canzone. Se era un buon istante allora il sentimento che ne traspare è la gioia, se non lo era quando riascolto quel brano riaffiora la tristezza, la malinconia.
Non basterebbe un libro intero per esprimere le mie considerazioni sulla musica. Amo quest'arte, specialmente il canto e non riesco ad immaginare un mondo dove la melodia non esiste. Quindi posso fermarmi qui perché con una frase ho già detto molto.
Veniamo al secondo mondo che affianco alla musica, il cinema. Anche questa passione è ereditaria. Ricordo che da bambina le serate in cui guardavamo un film alla TV erano le mie preferite. Ci mettevamo tutti sul divano e ci immergevamo nella vita di qualcun altro.
Ecco, il cinema per me, è staccarsi per due orette dalla propria vita e immedesimarsi in quella di un'altra persona. Mio padre ha sempre ammirato Harrison Ford quindi, naturalmente, uno dei primi film che ho visto è stato “Il fuggitivo”. Ora non saprei fare una lista di miei film preferiti, ma in generale mi piacciono quelli impegnati.
Odio i cinepanettoni, li considero spazzatura. Il cinema è un'arte e film come quelli che hanno successo ultimamente lo dissacrano. Per scegliere un film molto spesso mi affido a chi lo interpreta. Ci sono attori, come Julia Roberts o Denzel Washington, o ancora Johnny Depp, Brad Pitt, Leonardo Di Caprio e Kate Winslet che mi hanno delusa ben poche volte.
Forse uno tra i miei film preferiti è “Erin Brockhovich” interpretato da Julia Roberts e tratto da una storia vera.. o anche “Philadelphia” con Tom Hanks e Denzel Washington. Comunque ora non sto a fare la lista delle mie preferenze.
Il punto al quale voglio arrivare è quello di far capire quanto la musica sia importante in un film. Essa, insieme alle scene, è l'elemento portante di una pellicola perché, se azzeccata, sa creare la giusta atmosfera e donare emozioni e sensazioni uniche allo spettatore/uditore.
Dalla passione per la musica e per i film nasce quindi la curiosità e l'amore per la musica da film o più semplicemente per le colonne sonore. Ora come ora le colleziono. Molto spesso guardo un film e il giorno dopo la soundtrack è già nella mia playlist e mi accompagna per molti mesi.
Il connubio tra cinema e musica è importantissimo. Oltre alle emozioni che ne scaturiscono permette agli artisti, ai cantanti, ai compositori e alle band di far conoscere la propria musica.
Un'altra cosa in cui credo è che esista, per ogni persona, la colonna sonora della propria vita. Ogni persona può riflettere e inserirci brani che hanno segnato momenti importanti, gioie, dolori o semplicemente attimi della propria esistenza.
Io ho provato a creare la mia, ma è composta di 100 brani..quindi suppongo necessiti di un ridimensionamento!
In questa tesina parlerò anche del musical, genere che amo perché fonda appunto musica e recita.
Spero che il viaggio tra queste pagine sia piacevole! 4
2. La musica nel film
Il film è un'opera d’arte nella quale confluiscono tutti i fondamentali linguaggi: l’immagine in movimento, la parola, la musica.
Agli inizi però il cinema era muto.
Gli spettatori leggevano le parole dei dialoghi scritte sullo schermo, tra un’inquadratura e l’altra, ma nella sala non regnava il silenzio: prima di tutto erano gli spettatori stessi a commentare a voce alta quello che compariva sullo schermo, pronunciando le battute degli attori, aggiungendo grida e risate. Il successo di un film si misurava proprio da questa partecipazione popolare.
Poi c’era la musica.
Le sale cinematografiche erano attrezzate con un pianoforte; le più ricche si permettevano addirittura un’orchestrina. La musica commentava attentamente la scena; c’era tutto un repertorio di musiche per ciascuna situazione: le musiche per la paura, per le scene d’amore, per gli inseguimenti, per le comiche, e così via.
Con l’avvento del disco, anche il pianista e l’orchestrina a poco a poco sparirono in quanto il disco costava molto meno.
Ai grandi registi come René Clair, King Vidor, Muranau, Ejzenstejn che si erano opposti al sonoro, spetta il merito di averlo adottato con notevoli risultati narrativi.
Pudovkin scriveva: “...sono persuaso che il film sonoro è, in potenza, l’arte dell’avvenire. Non è una creazione orchestrale o teatrale dominata dall’attore, simile all’opera lirica, ma è una sintesi di elementi vocali, visivi, filosofici che ci danno la possibilità di trasfigurare il mondo in una nuova arte che è succeduta e che sopravviverà a tutte le altre, poiché costituisce il mezzo più importante col quale potremo esprimerci oggi e domani”.
Attualmente il problema è superato. Visivo e sonoro sono elementi di pari dignità, indissolubilmente legati nell’opera filmica contemporanea. Si tratta di due elementi autosufficienti che si sovrappongono.
Il parlato ha contribuito a rendere le immagini filmiche più vicine alla realtà, che è formata da suoni. Lo spettatore ha, in questo modo, la sensazione di assistere a un frammento di realtà.
Il silenzio è una conquista del cinema sonoro.
Proprio il contrasto, in seguito all’interruzione dei suoni, suscita estrema tensione. Crea un momento d’attesa.
In una accezione di massima, i dialoghi hanno funzione narrativa, la musica, invece, ha una funzione suggestiva in quanto evoca sentimenti, passioni. I rumori hanno una funzione essenzialmente realistica, o di effetto straniante. 5
3. Nasce la colonna sonora
Alla fine degli anni Venti del Novecento fu messa a punto una tecnica di registrazione del suono, sincronizzata con l’immagine.
Il 6 ottobre 1927 venne presentato negli Stati Uniti il primo film sonoro, “Il cantante di jazz” di Alan Crosland, interpretato da Al Jolson. Si trattava di un sistema ancora primitivo (Vitaphone), che utilizzava la registrazione su dischi collegati meccanicamente al proiettore delle immagini.
Già l’anno successivo il vitaphone venne sostituito con il sistema a colonna sonora impressa fotograficamente sulla pellicola e nel 1928 uscì il primo film con colonna ottica, “In the old Arizona”.
Ora si poteva sentire dagli altoparlanti la viva voce dei personaggi, si potevano sentire i rumori dell’ambiente, e naturalmente continuava a sentirsi la musica.
Parlato, effetti sonori, musica: sono i tre ingredienti sonori che da allora accompagnano lo snodarsi delle scene. Tutti insieme formano la cosiddetta colonna sonora del film.
I dialoghi traducono i pensieri dei personaggi, gli effetti sonori sottolineano la sensazione di realtà.
La musica ha la funzione di contorno, di decorazione, se ben usata rivela la possibilità di dare un senso a quello che compare sullo schermo.
Per colonna sonora si intende anche la parte della pellicola cinematografica sulla quale vengono incisi i dialoghi e ogni altro tipo di evento sonoro. Più comunemente, l'espressione indica la musica composta o arrangiata espressamente come commento alle immagini del film.
Nella grande maggioranza dei casi, la musica per film accompagna i titoli di testa e di coda e sottolinea specifici momenti della narrazione. In altri casi, ad esempio nel musical, svolge una propria e fondamentale funzione narrativa.
Le colonne sonore possono anche contenere “musica interna”, proveniente cioè da una sorgente sonora visibile sullo schermo, come una radio, un jukebox o uno strumento musicale; uno degli esempi più celebri di musica interna è il brano “As time goes by” suonato in Casablanca (1942) di Michael Curtiz.
Flauto
Carter Burwell ha composto la track scores di Twilight, ma durante la pellicola è presente anche “Clair de lune” di Debussy usata proprio come “musica interna” in quanto è un lettore CD che riproduce la melodia.
Esecuzione della trasposizione per flauto della suite per pianoforte “Clair de lune”.
Francese: Debussy
Claude Debussy est un compositeur français né le 22 août 1862 à Saint-Germain-en-Laye et mort le 25 mars 1918 à Paris.
Au Conservatoire de Paris, où il entre à l’âge de dix ans, Debussy suit les cours de Marmontel (piano), Lavignac (solfège), Durand (harmonie), puis Guiraud (composition) et obtient le Grand Prix de Rome en 1884 avec la cantate L’Enfant prodigue. Entretemps, il avait été engagé comme pianiste par la baronne Von Meck, la protectrice de Tchaikovski, avant de rencontrer Madame Vanier et d’en devenir l’accompagnateur.
De retour à Paris, il compose La Damoiselle élue, se lie avec les poètes symbolistes, découvre les Impressionnistes et les musiques d’Extrême-Orient. Atmosphère et couleur prennent dans ses œuvres le pas sur les structures formelles. C’est l’époque des Ariettes oubliées, de Fêtes galantes et de la Suite bergamasque.
En 1894 est créé à Paris le Prélude à l’après-midi d’un faune, partition novatrice qui connaît un grand succès. Tout en travaillant à Pelléas, Debussy crée ensuite Les Chansons de Bilitis, les Trois Nocturnes, et, pour le piano, les Estampes.
Cette «première période», que l’on peut qualifier d’impressionniste dans la mesure où les contours mélodiques semblent s’y estomper dans une mosaïque de sensations, se clôt avec le scandale de la création de Pelléas et Mélisande (30 avril 1902). Si elle divise profondément la critique, l’œuvre place Debussy au premier rang des compositeurs français.
Achevée et créée en 1905, La Mer, «la» symphonie de Debussy est attaquée avec plus de violence encore par le milieu musical officiel. Mais la profonde originalité de l’œuvre aura une grande influence sur la génération suivante.
Suivent Images, autre tryptique symphonique dans lequel chatoient les rutilantes couleurs d’Iberia, les deux livres des Préludes et les douze Études pour le piano, le ballet Jeux, En blanc et noir, ou le Martyre de saint Sébastien, «mystère» d’après D’Annunzio, trop méconnu.
Dans cette deuxième période éclate la modernité d’un style qui semble s’être affranchi de toutes les conventions formelles antérieures et Debussy fait de plus en plus figure de chef d’école. Ma dès 1910, la sua santé se détériore. Il doit renoncer à de nombreux projets.
Ses dernières Œuvres, en particulier les sonates, sont créées pendant la guerre, dans un climat de réaction nationaliste auquel lui-même ne reste pas étranger. Terrassé par le cancer, Debussy meurt à Paris le 25 mars 1918, dans l’indifférence générale d’une ville bombardée par la «Grosse Bertha».
De son second mariage, Debussy (qui eut une vie sentimentale tumultueuse) avait eu une fille, Claude-Emma dite «Chouchou», dédicataire de Children’s Corner.
La musique de Debussy est aux antipodes du post-romantisme et du wagnérisme alors en vogue en Europe. Le développement traditionnel est abandonné, les thèmes fragmentés.
La couleur et la sensation prédominent (souvent violentes: rien de plus faux que l’idée d’un Debussy flou ou vague; son dessin est toujours net et sa musique puissamment sensuelle), la dissonance s’émancipe.
L’influence des traditions exotiques (gamme pentatonique, gamme par tons entiers...) est considérable. Enfin, dans cette œuvre exigeante, si l’expérimentation prime, le résultat n’est jamais inférieur à la pensée; harmoniste extraordinaire, excellent pianiste, orchestrateur d’exception, Debussy était aussi un artisan de la création musicale au sens fort du terme.
Avant Stravinski et Bartok, il est l’un des grands émancipateurs de la musique occidentale.
Oggi la musica per film viene solitamente composta dopo il montaggio finale del film, affinché sia possibile ottenere una sincronizzazione perfetta con l'azione sullo schermo.
Il compositore della colonna sonora visiona il film in compagnia del regista, con il quale discute la natura e la posizione di ogni segmento musicale. Dopo essere stata composta, la musica viene quindi registrata in uno studio durante la proiezione.
I nastri così prodotti vengono infine montati, mixati, trasferiti su pellicola magnetica e combinati con tutti gli altri elementi sonori in uno studio di doppiaggio.
Nel caso di film musicali o di opere liriche filmate, prima vengono registrati i brani musicali e poi vengono girate le scene con gli attori che cantano o danzano in playback al suono della musica preregistrata.
Anche nei cartoni animati la musica viene normalmente registrata prima del montaggio. 7
Oggi molti compositori usano il computer per comporre le musiche per film, spesso utilizzando studi elettronici.
3. A cosa serve la musica in un film
La colonna sonora nel cinema può avere funzioni e importanza molto diverse: da semplice valore aggiunto può trasformarsi in un vero e proprio narratore in scena, un personaggio del film stesso o in uno strumento simbolico nelle mani del regista.
La musica del film è un elemento esterno che funge da accompagnamento alle immagini. La sua funzione consiste nel preparare il pubblico al fluire delle immagini, sottolineando stati d’animo dei personaggi o particolari temi visivi in parallelo alle immagini, o in contrappunto.
Il commento musicale non mira a risultati autonomi, conserva un carattere, pur integrandosi nel racconto. Il commento musicale di un film può comprendere brani preesistenti che contribuiscono a rendere il clima del film, o la personalità dei personaggi che ascoltano o, a volte, interpretano i brani musicali.
In un film la musica può essere usata in tanti modi.
Il primo modo, quello più semplice, è costituito dalla musica interna al film.
Per esempio, se il protagonista sta cantando o suonando, si sente la sua musica; se sta ascoltando un disco o se sta ballando in un locale, si sente la musica trasmessa.
Il secondo modo è il più complesso e interessante: il regista sceglie una musica per commentare una scena e in questo modo aggiunge alla scena stessa un qualche significato.
La musica può donare moltissime particolarità ad una scena e aumentarla di significato.
In particolare può:
- Farci capire i sentimenti che il personaggio sta provando
- Farci capire se la situazione rappresentata è serena o drammatica o comica
- Può sottolineare un avvenimento
- Può richiamare qualcosa che non è presente sulla scena, e così via
- Evocare fatti o persone lontani nel tempo o nello spazio
- Anticipare e preannunciare un evento
- Scandire l'evolversi della vicenda
Una delle tecniche musicali più frequenti per realizzare una colonna sonora è quella di costruirla attorno a un leitmotiv*, o motivo conduttore, un motivo che ritorna più volte nel corso del film.
Questo può essere associato a un personaggio, o a un sentimento, o a un avvenimento.
*Storia della Musica
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