La fugacità del tempo
- Latino: Carpe diem oraziano
- Italiano: Sentimento del tempo di Ungaretti
- Storia: La prima guerra mondiale
- Filosofia: Bergson - tempo della scienza e tempo della coscienza
- Spagnolo: El viaje definitivo - Jimenez
- Inglese: Ulysses by Joyce
- Francese: A la recherche du temps perdu
Jessica Cambria
Latino
Carpe diem
Tu ne quaesieris, scire nefas, quem mihi, quem tibi
finem di dederint, Leuconoe, nec Babylonios
temptaris numeros. Ut melius, quidquid erit, pati,
seu plures hiemes, seu tribuit Iuppiter ultimam,
quae nunc oppositis debilitat pumicibus mare
Tyrrhenum: sapias, vina liques, et spatio brevi
spem longam reseces. Dum loquimur, fugerit invida
aetas: carpe diem, quam minimum credula postero.
Tu non cercare- non è lecito saperlo- quale sorte a me quale a te
gli dei abbiano dato, Leuconoe, e i calcoli babilonesi non
scrutare. Quant'è meglio subire quel che sarà,
siano molti gli inverni che Giove ci ha assegnato,
o sia l'ultimo questo, che contro gli scogli strema
il Tirreno. Sii saggia, filtra il vino e accorcia la speranza,
poiché la vita è breve. Mentre parliamo sarà fuggito
avido il tempo: cogli l'attimo, senza fidarti del domani.
La filosofia oraziana del Carpe Diem si fonda sulla considerazione che
l'uomo non è in grado di conoscere il futuro, né determinarlo. Egli può
solo intervenire sul presente e solo su questo deve concentrare le sue
azioni e deve cercare di cogliere le occasioni, le opportunità e le gioie che
si presentano oggi, senza alcun condizionamento derivante da speranze o
timori per il futuro. Questa filosofia è stata spesso fraintesa poiché è stata
intesa come un semplice invito a godere della vita. Il poeta, invece, nel
dissuadere la giovane Leuconoe dall'interrogare gli astrologi, intende dire
che è ben più saggio carpire alla fuga del tempo l'attimo che fugge
piuttosto che concepire progetti per un domani che è sottratto al controllo
degli uomini. La formula del Carpe Diem è dunque da intendere come una
raccomandazione a “staccare una giornata”, a strappare la breve durata
dell'oggi dall'insieme del tempo. Nella morale oraziana la ricerca del
piacere coesiste sempre con la forza ascetica della rinuncia: rinuncia a
progetti per il domani, a vani tentativi di conoscere il futuro e a speranze
illusorie.
Italiano
Sentimento del tempo
Le poesie scritte a partire dal 1919 e inserite nel Sentimento del tempo
rappresentano un sostanziale mutamento di prospettiva rispetto
all'Allegria. Nell'Allegria le singole liriche miravano a fissare
l'attimo della folgorazione, l'istante in cui si manifesta il mistero della
vita; il tempo è qui concepito come un'entità discontinua, un insieme
di attimi separati e distinti tra loro. Nel Sentimento del tempo
Ungaretti intende evidenziare un altro modo possibile di intendere il
tempo; esso è infatti qui sentito come durata, come causa del mutare
delle cose, in un processo continuo di distruzione e rinascita.
Materie e argomenti
- Latino: carpe diem;
- Italiano: Giuseppe Ungaretti (sentimento del tempo);
- Storia: prima guerra mondiale;
- Filosofia: Henri Bergson;
- Spagnolo: Juan Ramón Jimenez (el viaje definitivo);
- Inglese: James Joyce (Ulysses);
- Francese: Marcel Proust (À la recherche du temps perdu).