LICEO DELLE SCIENZE UMANE
“CANOSSA”
Decreto n. 158 del 27/05/2010
LICEO DELLA COMUNICAZIONE
Autorizzazione D.M. 21/01/1998
Decreto Istituto Paritario n. 245 del 28/01/2002 Tesina a cura di Alessandra Bergonzi
Esame di stato. Anno scolastico 2012/2013
Materie coinvolte:
Inglese: George Orwell
Filosofia: I rischi della tecnologia moderna e la nuova etica della responsabilità:
Hans Jonas
Diritto: Diritto sostenibile
Arte: Architettura organica e sostenibile
Fisica: Fonti di energia rinnovabile e non, in particolare confronto tra energia
nucleare e solare
Astronomia: Il sole
Maturità 2013 Alessandra Bergonzi Pagina 1
Chi mi conosce sa perfettamente che l’ambiente e l’ecologia sono argomenti che mi
hanno sempre interessata, fin da piccola. Proprio per questo, traendo ispirazione dal
film del 1999 “The Matrix”, ho deciso di proporre quest’argomento alla commissione d’
esame, considerando, il tema ambientale, di grande attualità, ma spesso
caratterizzato da incomprensioni.
“Desidero condividere con te (l'Agente Smith si riferisce a Morpheus) una geniale
intuizione che ho avuto, durante la mia missione qui. Mi è capitato mentre cercavo di
classificare la vostra specie. Improvvisamente ho capito che voi non siete dei veri
mammiferi: tutti i mammiferi di questo pianeta d'istinto sviluppano un naturale
equilibrio con l'ambiente circostante, cosa che voi umani non fate. Vi insediate in una
zona e vi moltiplicate, vi moltiplicate finché ogni risorsa naturale non si esaurisce. E
l'unico modo in cui sapete sopravvivere è quello di spostarvi in un'altra zona ricca. C'è
un altro organismo su questo pianeta che adotta lo stesso comportamento, e sai qual
è? Il VIRUS. Gli esseri umani sono un'infezione estesa, un cancro per questo pianeta:
siete una piaga. E noi macchine siamo la cura.”
[The Matrix]
Solo che il virus, giustamente, non sa che distruggendo il corpo ospite potrebbe non
trovarne un altro in cui vivere. Mentre noi, perfettamente consapevoli che solo sulla
Terra possiamo vivere, continuiamo la nostra distruzione... incuranti del nostro futuro.
È dunque questo il problema della tecnica. È la fonte del male come ci dice il senso
comune? O è invece una possibile via di fuga?
Il modello della transizione ecologica di Moroni, studioso, contemporaneo, di Parma,
afferma che nelle prime fasi dello sviluppo della storia dell’umanità, l’uomo, per
necessità, si comporta come tutti gli animali, siccome non dispone del materiale e dei
mezzi necessari per lo sviluppo, che nei secoli successivi caratterizzerà l’essere
umano. In questa prima fase, l’adattamento dell’uomo, al suo contesto ambientale,
era quasi esclusivamente biologico. Nel Neolitico, l’uomo, con le tecnologie elementari
di cui disponeva, ha cominciato ad avere, come tutti gli organismi viventi, un impatto
ambientale ma ancora, decisamente reversibile. Le popolazioni umane hanno
cominciato a considerare la natura in modo diverso, attraverso l’agricoltura,
l’allevamento e “l’urbanesimo” comincerà il graduale distaccamento dell’uomo
rispetto alla natura. Questo stadio, che vede un graduale sviluppo della tecnica, si
concluderà con l’inizio della prima rivoluzione industriale.
Dalla prima rivoluzione industriale l’impatto che l’uomo ha sull’ambiente diventa
irreversibile e dunque non compatibile con la natura. A partire dal XVII° secolo lo
sviluppo scientifico e la diffusione di nuove tecnologie hanno dato origine alla civiltà
industriale. L’industrializzazione ha portato molti benefici nella vita umana, il
diffondersi dell’igiene, gli sviluppi in campo medico, i miglioramenti delle vie di
comunicazione ecc. D’ altra parte questa nuova civiltà, ha portato anche molti aspetti
negativi, l’inquinamento, lo sfruttamento ambientale, il sovraffollamento. Che poi
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hanno dato il via al senso comune secondo cui “la tecnologia è la fonte del male”. È
necessario però ricordare, che gli aspetti negativi di questo processo, non sono stati
provocati dalla ricerca scientifica e dallo sviluppo tecnologico, bensì dalla mancanza di
un’adeguata “cultura globale d’ambiente”, l’unica capace di rendere la tecnologia e la
scienza compatibili con l’ambiente.
Sul finire del 1960 il modello della società industriale ha cominciato ad essere
contestato nel suo interno. E’ iniziata l’era del disagio. La crisi energetica, l’aumento
dell’inflazione e della disoccupazione, l’arresto della crescita economica, episodi gravi
e frequenti di inquinamento hanno reso evidente l’insufficienza della filosofia della
crescita economica illimitata, portando alla graduale creazione di una “distopia”.
The society in which the modern people live is characterized by economic, social and
environment problems; it is a typical example of dystopian society, not at the level of
the George Orwell’s novel “1984”, but however with a lot common elements.
The term “dystopia” means “undesirable society” in every aspect.
The main characteristics of this society are:
there is a hierarchical society
it presents a totalitarian governments
propaganda obligates the people to follow a predetermined lifestyle
There isn’t a link with the natural environment
In a few cases the water isn’t potable, a lot of animals are wiped out and the
vegetation is missing
Govern is represented by a charismatic figure or leader.
One of the most important example of this type of society in the literature is described
in the Orwell’s novel. The novel is composed by three parts. In the first part, we get
familiar with a new and different global structure. In 50’ years, after the third world
war, the world was divided in four units or super-states. United Kingdom was absorbed
into Oceania, the first super state of the world, a big unite, which is composed by
Ireland, New Zealand, America, Australia and South Africa. The USSR conquered
mainland Europe and established the second super state of Eurasia and in the end
The third super state, Eastasia, comprises the regions of East Asia and Southeast
Asia.
In particular, the protagonist of the novel Winston Smith lives in the capital of Airstrip
One or England, in the super state of Oceania. He is a typical modern anti-hero, is
rebel and goes against of his society He is an intellectual, a member of the Outer
Party (middle class), who lives in the ruins of London, and who grew up in some long
post-World War II England, during the revolution and the civil war after which the Party
assumed power. He has been systematically brainwashed and is kept under constant
control by the ominous thought police. The protagonist wants to escape by his flat and
sad life so he decides to write a diary, and lives a secret and forbidden relationship
with a member of the Ministry of Truth. The couple are induced to enter in an
organization anti-party, the Brotherhood, by O’Brien, but this is a trap, and so smith
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and his woman are arrested. In the last part of the novel Smith is came in the room
101. Here he is tortured, but at the end, he confesses his crime and mention Julia.
At the top of this hierarchical society is the enigmatic big brother. He is only a face,
but he represents the dictator of Oceania. His physical description remembers the
figure of Stalin and Hitler.
The novel’s title is an inversion of the date, in which Orwell wrote the work. 1984
represents a future date, characterized by dictatorship. This society is dominated by
mass media.
This has a double function
- Brainwashes to the population with the slogan “ war is peace, love is hate and
freedom is slavery”
- Keep the people under control, using telescreen.
La domanda che oggi molti scienziati si pongono è come poter rendere compatibili
questi due universi così apparentemente opposti, da un lato alcuni teorici ritengono
che si debba ritornare allo stadio iniziale, prima che il genio umano cominciasse a
contaminare il mondo. Secondo altri e la mia tesina analizzerà proprio il loro pensiero,
ritornare allo stadio pre-neolitico è impossibile, quindi l’unico modo per ritrovare la
compatibilità è quello di proporre un nuovo equilibrio dinamico, capace di creare una
condizione armoniosa che renda compatibili i bisogni dell’uomo con l’ambiente dal
Dobbiamo rinunciare a una cosa
punto di vista sociale economico e ambientale.
solamente: al nostro dominio. Non siamo i padroni del mondo. Non siamo Re,
né Dei! Possiamo rinunciare a
questo? Troppo prezioso tutto quel
controllo? Troppo allettante essere
un Dio?
L’impatto ambientale irreversibile che
ha caratterizzato l’attività umana negli
ultimi secoli ci ha resi impossibilitati a
ricreare di nuovo l’ambiente idilliaco e
ideale, tipico della preistoria. Dunque
ritornare allo stadio iniziale e ricreare
una terra vergine è ormai un’utopia.
D’altra parte, anche rimanere in queste
condizioni assurde di vita è un’utopia. È impossibile ritornare al passato ma allo stesso
tempo andare avanti nel futuro in questo modo. L’unica soluzione è elaborare, nel
presente, una nuova etica, più “responsabilizzata” che deve tener conto anche del
mondo extraumano e delle generazioni future.
Un’etica che per la prima volta riesca a vedere il mondo come un organismo, un’etica
che per la prima volta faccia riflettere l’uomo sui danni che sta commettendo,
mettendo in pericolo, la sopravvivenza dell’uomo sulla terra.
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“Se continuiamo a consumare energia e a inquinare con gli attuali ritmi, che destino
riserveremo ai nostri figli?”
Sono le parole di Hans Jonas, filosofo contemporaneo. Visionario dal mio punto di vista,
un uomo che negli anni 70 è riuscito a vedere il maggior problema che caratterizzerà il
21° secolo. Con il cristianesimo si verifica una frattura uomo-natura, che trova poi una
sua formulazione nel dualismo cartesiano. L'uomo, ormai estraneo rispetto alla natura,
stabilisce con essa un rapporto di dominio, espresso dalla tecnica. Da questo punto di
partenza Jonas, di fronte all’odierna civiltà tecnica, che senza limiti sta minacciando la
sopravvivenza stessa del globo ne “il principio responsabilità ricerca di un’etica per la
civiltà”, evidenzia la necessità di creare un’etica più lungimirante, che ci permetta di
prevedere le conseguenze, delle no
- Fisica: le risorse rinnovabili
- Inglese: 1984 e distopia
- Astronomia: il sole
- Arte: architettura organica
- Diritto: sviluppo sostenibile
- Italiano (accenni): Svevo l'uomo occhialuto