Esame di Stato - Maturità scientifica
Tesina
System reboot
-
Prospettive di decrescita felice
di Vincenzo Piredda
Liceo Classico - Scientifico “Euclide”
Classe V A
Anno scolastico 2011/2012
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Indice
Introduzione
Cap. I La crescita e lo sviluppo delle società occidentali
1.1 Che cos'è la crescita
1.2 Differenze tra crescita e sviluppo
1.3 Nascita delle società consumistiche
Cap. II Limiti e Inquinamento
2.1 Un mondo stretto
2.2 L'impronta umana sull'ecosistema Terra
Cap. III Una scelta decisiva
3.1 Proseguimento delle scelte e modelli attuali
3.1.1 La storia dell'isola di Pasqua
3.2 Scelta del modello di decrescita
3.2.1 Manifesto di S. Latouche
Cap. IV Trasformazione
Meno lavoro-Più tempo
4.1
4.2 Agricoltura e allevamento
4.3 Urbanistica: Freiburg, città del futuro
Conclusioni
Bibliografia
Sitografia 2
Chi crede che una crescita esponenziale possa continuare all'infinito in un mondo finito è un folle, oppure un economista. Kenneth Boulding 3
Introduzione
Con il presente elaborato si intende esaminare il modello economico occidentale con l'esposizione delle sue caratteristiche generali, del processo storico che ne ha determinato lo sviluppo e delle sue conseguenze sul sistema globale. L'obiettivo principale di tale analisi è mostrare la necessità di un cambiamento immediato e radicale sul piano sociale, economico e ambientale rispetto al modello consumistico. Una valida alternativa a quello occidentale potrebbe essere il modello della decrescita, che verrà descritto con alcuni approfondimenti relativi all'ambito economico-lavorativo, agro-alimentare e urbanistico.
Si intende, inoltre, dimostrare che lo sviluppo di una società semplice e frugale sia possibile sebbene l'umanità, o meglio una sua parte, debba rimodulare i propri standard di vita. Nel lavoro, tra i contenuti di particolare rilievo, sono presenti l'esposizione parziale del Manifesto della Decrescita e un confronto del modello economico occidentale con la storia della civiltà dell'Isola di Pasqua.
Non mancano, nel corso della dissertazione, i riferimenti e le citazioni di numerosi studiosi della materia, appartenenti a differenti epoche storiche. 4
Capitolo I - La crescita e lo sviluppo delle società occidentali
1.1 Che cos'è la crescita
Ore 07:30 - La radiosveglia suona, mi alzo dal letto e mentre faccio colazione sento al notiziario che il governo ha varato nuove misure per la crescita economica, sbloccando finanziamenti per 30 miliardi di euro che, secondo il ministero dell'economia garantiranno la competitività del paese sul piano internazionale.
Ore 13:30 - Compro un quotidiano, in prima pagina leggo: "Le forze politiche sostengano tutti gli investimenti necessari in favore dello sviluppo”. In basso a destra, sempre in prima pagina, l'intervista al segretario di un sindacato, il quale sostiene che la ricetta per superare i disagi causati dalla crisi ha come ingredienti lavoro e crescita.
Ore 20:30 - Guardo un talk show in TV, in cui interviene l'amministratore delegato di una delle maggiori aziende del paese; anch’egli afferma che l'unica via d'uscita dalla crisi sono gli investimenti per la crescita.
Che cosa significa crescita?
L'accezione del termine riporterebbe all'idea di progresso che domina nella cultura occidentale, cioè quell'insieme di pratiche economiche e politiche attuate con il fine di garantire una produzione crescente di merci da vendere.
Esistono poi due differenti tipi di crescita economica:
- Estensiva, con la quale si ha un aumento di produttività generato da un incremento dei fattori produttivi (es. manodopera, capitali investiti).
- Intensiva, con la quale si ha un aumento della produttività generata dall'introduzione di una innovazione (es. innovazione tecnologica, applicazione di una scoperta scientifica, ecc.) che permette di aumentare la produzione.
I sostenitori dell'economia basata sulla crescita ritengono che tale modello di sviluppo possa fornire benessere e ricchezza per un tempo illimitato. La crescita dipende, però, dalla disponibilità delle risorse naturali quindi non può superare un certo limite a meno di una diminuzione della popolazione mondiale. I limiti fisici del pianeta rendono, pertanto, la prospettiva di una crescita economica infinita assolutamente irrealizzabile.
Detto con le parole del giornalista Tiziano Terzani: “L'economia che si fonda sulla crescita è fatta per costringere molte persone a lavorare a ritmi spaventosi per produrre cose per lo più inutili perché altri lavorino a ritmi spaventosi per poterle comprare, perché questo garantisce il profitto alle grandi aziende e alle banche”.
1.2 Differenze tra crescita e sviluppo
Quando si parla di crescita generalmente si parla anche di sviluppo ma questi due termini non sono sinonimi. La crescita, come già accennato, consiste nell'aumento di produzione dei beni destinati al singolo individuo con l'incremento del consumo di risorse.
Lo sviluppo, invece, consiste nel miglioramento del benessere economico (ricchezza) e della qualità della vita di una comunità di persone appartenenti ad un paese o ad una regione specifica. Lo sviluppo economico misura la crescita del benessere economico di una collettività prendendo in considerazione diversi fattori, sia economici che qualitativi.
Nel contesto delle economie occidentali, la finalità dello sviluppo è quella di far aumentare la crescita. Da poco meno di 60 anni l'unico vero tipo di sviluppo, come disse il candidato alle presidenziali francesi del 1974 René Dumont, è quello appartenente al modello consumistico, presente ormai in gran parte dei sistemi economici mondiali. Ancora oggi però sono numerose le popolazioni del globo che non considerano lo sviluppo come base sulla quale costruire le proprie attività al punto che certe culture non possiedono nemmeno vocaboli per indicare il concetto stesso di sviluppo.
1.3 Nascita delle società consumistiche
Le moderne società occidentali sono il risultato di un rapido processo evolutivo iniziato nella metà del XVIII secolo, quando ebbe luogo la prima rivoluzione industriale che portò allo sviluppo delle prime macchine industriali e alla nascita del moderno sistema produttivo.
Solo verso l'inizio del XX secolo, con la seconda rivoluzione industriale, iniziò a essere utilizzata quella immensa riserva di energia sepolta da centinaia di milioni di anni nel sottosuolo, che ha permesso ad alcuni popoli di conoscere un'epoca di benessere senza precedenti;
questa riserva è costituita dai combustibili fossili ed in particolare dal petrolio.
Dopo millenni in cui l'uomo ha potuto contare solo sulla forza delle proprie braccia o su quella degli animali, nell'arco di una sola generazione, grazie all'utilizzo dell'energia fossile l'uomo ha 6
trasformato radicalmente il modo di realizzare prodotti; considerando il fatto che con un litro di petrolio è possibile produrre l'energia generata da 50 uomini in 24 ore di lavoro.
Il petrolio, il carbone e il gas hanno garantito una disponibilità di energia davvero elevata, rispetto alle epoche pre-industrializzazione. Questa eccedenza di energia si è tradotta in una crescita esponenziale dei beni prodotti e consumati e in un ampliamento della forbice che separa chi può permettersi di consumare beni superflui e chi non può accedere a ciò che è indispensabile per la propria sopravvivenza.
A partire dagli anni '60 del secolo scorso, la prosperità che si diffuse in occidente dopo più di un ventennio dalla fine della WWII, portò alla diffusione dei nuovi beni di consumo (elettrodomestici, vestiti alla moda, automobili) proposti come “Status Symbol”, vale a dire che il possesso di un oggetto tende a dimostrare esteriormente che il possessore ha raggiunto un determinato un livello di ricchezza o di potere personale.
In questo nuovo sistema fondato sulla crescita dei desideri, sulla volontà di possedere e accumulare, c'è sempre un obiettivo che si può raggiungere facilmente
- Matematica: Crescita esponenziale;
- Scienze: Sostenibilità ambientale;
- Filosofia: Serge Latouche.