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Il fumetto e il supereroe
Il fumetto è una forma d’arte che rappresenta la vita in tutte le sue sfaccettature. Con il semplice tratto di una matita, il fumettista interpreta e rappresenta la realtà stessa imprimendo nei personaggi la propria visione del mondo. La nona arte è così affascinante perché il lettore leggendo queste storie, si immerge in un mondo alternativo fatto di eroi, creature misteriose, luoghi fantastici, miti e leggende sospese tra realtà e finzione.
Il fumetto è sia il ritratto della società, sia linguaggio di vita, sia visione fantastica del mondo, ma anche propaganda ideologica e politica. I grandi disegnatori americani del ’900 hanno impresso tutti questi aspetti nella figura del supereroe:
«Un personaggio eroico con una missione disinteressata ed a favore della società; chi possiede superpoteri, tecnologia molto avanzata, abilità mistiche o doti fisiche e/o mentali molto sviluppate; chi ha una super-identità ed un costume che funge da icona, e che tipicamente esprime la sua storia o personalità, poteri e origine (trasformazione da persona ordinaria a supereroe); ed è generalmente distinto da una preponderanza di convenzioni generiche. Tipicamente i supereroi hanno duplici identità, di cui quella non comune viene tenuta ben celata.»
The Secret Origins of the SuperHero – Daniel Boone
Il supereroe non è solo “tuta e calzamaglia” come molti potrebbero pensare: rappresenta i sogni di una intera società in un’epoca, quella della Seconda Guerra Mondiale, in cui non si avevano né prospettive né possibilità. Superman combatteva contro la sfiducia e la disperazione, era la speranza di tutti gli Americani.
È per questo motivo che ho scelto di concentrarmi sulla figura del Supereroe: la speranza. Nel momento storico in cui viviamo c’è bisogno di motivazione, forza di volontà, desiderio e passione. Nella realtà, purtroppo, non esistono supereroi o superpoteri, ma quello che ognuno di noi dovrebbe capire è che tutti possiamo cercare la rivalsa sociale, tutti possiamo contribuire al benessere dello stato, tutti possiamo diventare, nel nostro piccolo, degli eroi. Il vero supereroe è la persona normale che ogni giorno deve affrontare le innumerevoli difficoltà della vita per sopravvivere; i veri supereroi siamo noi.
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Le origini del supereroe
Il Supereroe è un pilastro della cultura pop occidentale moderna, tuttavia le sue origini risalgono agli anni ’30 e traggono ispirazione da diversi ambiti della letteratura, della filosofia e dell’arte.
Durante la seconda guerra mondiale tra i soldati americani spopolava “Captain America” che lottava contro la crudeltà e le ingiustizie del regime nazista e rappresentava la forza per vincere e trionfare sul male.
In filosofia troviamo la figura dell’Oltreuomo (l’Übermensch) in “Così parlò Zarathustra” di Nietzsche: il superuomo è colui che oltrepassa i limiti umani, che si pone al di sopra delle masse e può essere confrontato, per analogie e differenze, con Batman, un umano senza alcun superpotere particolare, ma che rappresenta un uomo “oltre all’uomo”, capace di creare nuovi valori e di rapportarsi in modo inedito con la realtà.
Nella letteratura italiana abbiamo il tema della maschera in Pirandello. Il personaggio pirandelliano è costretto a vivere nella “forma”, ovvero l’autoinganno, la convenzione, la legge sociale che paralizza la vita. Il Supereroe recita la parte impostagli dalla società e dai suoi doveri morali. “Da grandi doveri derivano grandi responsabilità”: Spiderman accetta in modo consapevole, ma sconsolato, la sua condizione. È costretto a condurre una doppia vita indossando una vera e propria maschera, diviso tra la grigia vita da studente universitario e la vita da eroe.
Infine, il supereroe è anche scienza, informatica e tecnologia. Chi si cela dietro alla maschera dell’eroe è spesso uno scienziato o un inventore di tecnologie avanzatissime che gli permettono di compiere imprese impossibili. James Kakalios spiega nel libro “La fisica dei supereroi” i segreti che si celano dietro agli incredibili poteri dell’eroe.
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I supereroi nella società
I supereroi hanno ispirato generazioni di lettori. Sin dalla grande depressione le storie di questi personaggi hanno trattato temi di grande impatto sociale e politico e in ogni epoca le forze che hanno trasformato il nostro mondo hanno plasmato anche quello di carta. Basti pensare allo schiaffo di Capitan America ad Hitler o alla storia dedicata alla caduta delle torri gemelle in “The Amazing Spiderman”.
È il 1938: Superman, il primo e il più grande supereroe di tutti i tempi, sbarca sulla rivista americana “Action Comics” dalla matita delle giovani menti di Jerry Siegel e Joe Shuster, inizia la del fumetto.
Le storie del supereroe più famoso di sempre suscitano grande interesse e costano pochi centesimi, così da permettere la fruizione a più lettori. Superman non vive in un mondo fittizio o parallelo, ma in quello dei lettori; ciò suscita grande immedesimazione soprattutto tra i bambini che sognano di essere eroi invincibili.
Superman è l’ultimo sopravvissuto di un pianeta lontano, ormai distrutto ed è giunto sul pianeta Terra da bambino. Cresciuto da due terrestri col nome fittizio di Clark Kent, si ritrova a combattere contro malavitosi, imprenditori che sfruttano operai, vili dittatori e generali malvagi che rappresentano la crudele realtà del ’38 che ha bisogno di veri eroi.
L’eroe di carta diventa un fenomeno di massa: vengono prodotti giocattoli, programmi radiofonici e più avanti film e telefilm. Ogni copia mensile sfiora il milione di copie vendute, è un successo assoluto in America.
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Batman e la Marvel
Nel ’39 nasce un altro eroe mascherato, Batman.
Bob Kane e Bill Finger creano un eroe profondamente diverso da Superman: Bruce Wayne è un semplice umano senza alcun superpotere che si limita a combattere il crimine.
È rimasto vittima della violenza urbana tipica degli anni della crisi: i suoi genitori vengono infatti uccisi e prevale nel suo animo il sentimento di vendetta nei confronti di una società degradata e corrotta.
Negli stessi anni nascono anche nuovi personaggi da altri editori concorrenti della DC, compresa la Marvel (inizialmente Timely Publications). La Marvel proponeva eroi molto diversi da quelli della DC e i disegnatori avevano idee più originali: gli eroi ora possono avere contraddizioni e debolezze, talvolta addirittura non scelgono di essere Supereroi, ma sono costretti da obblighi morali.
I supereroi si adattano al periodo storico in cui vengono pubblicati e negli anni della grande guerra servono per evadere dalla dura realtà della depressione e della violenza. Nasce anche Wonder Woman dalla mente di William Moulton Marston. Questa innovativa eroina è l’equivalente femminile di Superman ed è stata inizialmente ideata per attirare le lettrici, ma intriga anche il pubblico maschile per il suo fascino.
La guerra ha cambiato le esigenze dei lettori e verso la fine degli anni ’40 Batman diventa una figura istituzionale mentre Superman subisce una trasformazione e da outsider solitario diventa supremo difensore della legge.
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La crisi degli anni ’50
Negli anni ’50 assistiamo ad una crisi nel mondo del fumetto supereroistico dopo gli anni della Golden Age: i fumetti vengono infatti accusati di esercitare una pessima influenza sui bambini americani.
Uno psichiatra di nome Fredric Wertham inizia ad inveire contro i fumetti additandoli come la rovina della società americana. Conduce studi sul comportamento anormale dei ragazzi e scopre che tutti leggono fumetti, deducendone, superficialmente, che essi stavano logorando la società. Il fumetto all'estero è ora considerato un virus portatore del crimine della cultura americana. Nel 1954, Wertham pubblica “La seduzione degli innocenti” dove espone il cosiddetto “complesso di Superman” che comporta la gioia sadica nel vedere le punizioni a cui gli altri sono sottoposti. Vede perversioni omosessuali inesistenti tra Robin e Batman e considera Wonder Woman l'esatto opposto di ciò che deve essere una donna.
Lo psichiatra di Monaco ha quasi distrutto l'industria del fumetto, definendo le storie dei supereroi “oscene glorificazioni della violenza e del crimine”, considerava Hitler un dilettante al confronto con l'industria del fumetto.
Con “La seduzione degli innocenti” inizia a dilagare la censura: tutti i fumetti devono ora essere revisionati e rivisti da una organizzazione apposita.
I supereroi cambiano radicalmente e diventano molto più banali, i fumettisti erano privi di idee originali e i loro personaggi mancavano di approfondimento psicologico.
Molti disegnatori abbandonano il settore, altri si abbandonano all’alcolismo e le vendite crollano. I fumetti sono considerati riprovevoli e da leggere di nascosto.
Solo alla fine degli anni ’50 i Supereroi si riprendono, soprattutto grazie ad artisti come Stan Lee che creano nuovi supereroi. La Marvel diventa sempre più importante e pubblica storie di eroi sempre più innovativi.
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Collegamenti Supereroe: speranza e rivalsa sociale, tesina
- Storia: Captain America - Soldato per l'America nella Seconda Guerra Mondiale
- Filosofia: Batman - un Oltreuomo Nietzschiano
- Italiano: Le maschere di Spiderman (Pirandello)
- Fisica: La fisica dei Supereroi - James Kakalios