La storia
Tra
Errore ed
Orrore.
La natura di questa scelta nasce dalla curiosità, ma anche dallo sconvolgimento che questa vicenda, troppo poco conosciuta e sottovalutata, ha creato in me.
Pensare che fatti così atroci siano rimasti sconosciuti per oltre trent’anni ha maturato in me la convinzione che certe azioni non vanno dimenticate, perché l’uomo non è stato solo capace di perseguitare gli ebrei, di fare stragi come l’11 settembre, di partorire uomini come Hitler, Stalin e Mussolini, di fare due guerre Mondiali, di costruire centrali nucleari ma, anche di un grande genocidio, perché sì gente, quello dello scoppio di due bombe atomiche può essere chiamato così, è stata un’uccisione di massa e per lo più volontaria.
Dallo sgancio della prima bomba atomica l’uomo è diventato capace di annientare se stesso.
“...o l’umanità distruggerà gli armamenti o gli armamenti distruggeranno l’umanità.”
Come disse Gandhi
Sara Gioia Casacci
Classe 5 A
Liceo Scientifico
Storia: Storia
Hiroshima dell’arte:
e Andy
Fisica: Nagasaki Warhol e
Fusione e “Atomic
fissione Bomb”
nucleare Filosofia: Italiano:
Hegel e la Alberto
giustificazio Moravia e
Scienze ne filosofica “L’inverno
della terra: della nucleare”
Ciclo guerra
protone
-protone e Inglese: Latino:
Onde Wilfred Lucrezio e il
sismiche Owen e progresso
“Dulce et -regresso
decorum
est”
La storia tra errore ed orrore
Storia: quando sulla terra discese l’inferno
Ecco le foto segrete di
Hiroshima
In quel film dell'orrore senza fine che porta il nome di Hiroshima, altri spettri escono dalla grotta dove furono rinchiusi per 63 anni e vengono a chiederci di essere ricordati…
Non i corpi, caduti nell'istante del sole artificiale, ma le loro immagini, dieci scatti inediti impressi su un rullino fotografico, probabilmente da qualcuno di loro, prima di raggiungerli nel mucchio di cadaveri…
...fotografie che un soldato americano, Samuel Capp, trovò per caso frugando tra i morti e ispezionando una caverna dopo l'occupazione, e che tenne per sé, dopo averle sviluppate e viste, per oltre 50 anni, prima di rassegnarsi a donarle al fondo intitolato al presidente Herbert Hoover presso l'Università di Stanford, con l'impegno di non renderle pubbliche fino al
..tutte le immagini dei massacri, dei genocidi, delle fosse comuni sono oscenamente simili, perché i caduti, nelle guerre, giuste o sbagliate che siano, si somigliano sempre tutti..
..guardare queste dieci foto, ritrovate e diffuse da un ricercatore della University di California a Merced, il professor Sean Malloy, per un libro sulla morte atomica, significa rivedere istantaneamente le cataste di cadaveri a Mauthausen, le fosse comuni in Ucraina, gli ebrei della rivolta di Varsavia, i bambini di Halabja, il villaggio gassato da Saddam Hussein, i soldati iracheni sollevati dalle ruspe americane e inglesi lungo la «autostrada della morte» fra Kuweit City e Basra nel febbraio del 1991 e poi ricoperti dalla sabbia, senza guardare troppo per il sottile, chi fosse davvero morto o
..quelle figure ritratte nelle nuove istantanee non sono più giapponesi o russi, asiatici o caucasici, bianchi, neri o gialli, nel gonfiore dei gas della putrefazione che sfigura volti e membra dopo poche ore, neppure maschi o femmine, vecchi o giovani. Soltanto i bambini si riconoscono. Sono cose, oggetti, statistiche, bilanci, cifre per gli storici..
..di fronte a queste fotografie si può invocare il diritto della propria causa, si possono e si devono ricordare le responsabilità, ma nessun combattente può mai pretendere l'assoluzione preventiva dalle atrocità implicite in tutte le guerre..
…non c'è meccanismo ideologico o di propaganda che possa ingentilire e infiocchettare queste fascine di corpi che furono esseri umani. Ogni guerra, ogni genocidio, ogni olocausto ha sempre almeno un superstite, un testimone, un documento che sopravvive e che torna a raccontarceli, come queste foto...
…da Hiroshima, dove oggi si può passeggiare nella quiete soffocante del “Parco della Pace”, fra il museo dei reperti e delle memorie, il ponte a “T” sul fiume che servì da bersaglio al bombardiere della “Enola Gay”, la processione di ricordi continuerà... ...chissà quanti dei reperti ancora viventi che portano sul proprio corpo i «cheloidi», le cicatrici mostruose delle ustioni nucleari, come la bambina ormai sessantenne, che quella mattina d'agosto, si salvò soltanto perché aveva perduto il tram, conservano segreti che ancora non vogliono raccontare e forse non racconteranno mai...
..perché gli «hibakusha», i colpiti dalle ustioni nucleari, come sono clinicamente chiamati, sono prima giapponesi che vittime e sentono dunque la vergogna, il pudore di essere vittime. Il coraggio di vergognarsi per le colpe altrui, il pudore difficile del male subìto che queste fotografie squarciano con la loro innocente oscenità, sono ciò che spinse un fotografo anonimo, quasi certamente un cittadino qualsiasi e un moribondo lui
…conoscendo lo spirito giapponese, se quelle fascine di corpi fissate sulle nuove foto emerse da Hiroshima potessero miracolosamente alzarsi e parlare, ci chiederebbero scusa per l'imbarazzo che suscitano in noi che li guardiamo.
«Suimasèn, suimasèn», scusate,
…67 anni dopo, sulla rete, sui blog americani che le hanno diffuse, ribolle il fiume della rissa, fra chi rivendica l'inevitabilità strategica delle due bombe atomiche sganciate per evitare un'invasione di 500 mila possibili caduti americani e chi grida all’odiosa vendetta contro una nazione ormai disfatta, ma sempre odiata e aliena, come mai furono odiati gli altri nemici del Patto Tripartito, gli italiani di Mussolini e i tedeschi di Hitler.
La solita controversia, di fronte a morti che chiedono soltanto di essere ricordati e scusati per essere morti. E noi li perdoniamo, se loro perdonano noi.
Credo che…
…il 6 agosto del 1945, giorno di Hiroshima, è cominciata una nuova era: non solo quella atomica, ma l’era in cui possiamo trasformare in qualunque momento ogni luogo, anzi la Terra intera, in un’altra Hiroshima.
Da quel giorno siamo onnipotenti in modo negativo; ma potendo essere distrutti ad ogni momento, ciò significa anche che da quel momento siamo totalmente impotenti.
Indipendentemente dalla sua lunghezza e dalla sua durata, quest’epoca è l’ultima: poiché la sua differenza specifica, la possibilità dell’autodistruzione del genere umano, non può aver fine che con la fine stessa.
Credo che ormai siamo diventati utopisti al rovescio: mentre loro non sanno produrre ciò che concepiscono, noi non sappiamo immaginare ciò che abbiamo prodotto.
Perché possiamo assumerci la responsabilità dell’uccisione di una persona, ma non di quella di centomila. Quanto più grande è l’effetto possibile
Albert Einstein
Enrico Fermi
Julius Robert Oppenheimer
Leslie Niels Bohr
Richard Groves
Einstein
«La mia parte in questo campo è stata indiretta. Non ho previsto, infatti, che si potesse arrivare a produrre l’energia atomica entro il corso della mia vita. Essa diventò un fatto pratico grazie alla scoperta accidentale della reazione a catena, e questo non è un fatto che io avrei potuto prevedere. Essa fu scoperta da Otto Hahn a Berlino, ed egli stesso non comprese subito esattamente ciò che aveva scoperto.»
«La maggior parte della gente continua a vivere la propria vita giorno per giorno: per metà spaventati, per metà indifferenti, se ne stanno a guardare la spettrale tragicommedia che viene rappresentata sulla scena internazionale di fronte agli occhi e alle orecchie del mondo. Ma su questa scena, sulla quale gli attori sostengono, sotto la luce dei riflettori, le parti stabilite, viene deciso il nostro destino di domani, la vita o la morte delle nazioni.»
Ricostruzione post-bellica di “Little Boy”
Lunghezza: 3 m
Diametro: 71 cm
Peso: 4 tonnellate
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Storia
Hiroshima e Nagasaki
Italiano
Alberto Moravia e l'inverno nucleare
Filosofia
Hegel e la giustificazione filosofica della guerra
Latino
Lucrezio e il progresso regresso
Fisica
Energia nucleare: fissione, fusione e radioattività
Scienze della terra
Le onde sismiche dei test atomici
Chimica
Ciclo protone-protone
Storia dell'arte
Andy Warhol e la serigrafia Atomic Bomb
Inglese
Wilfred Owen e Dulce et decorum est