Lo sport
Cultura di vita
Tesina di
Paternoster Elisa
Classe 5uE
Anno scolastico 2014-2015
Come cambia lo sport nel XX secolo?
A partire dal XX secolo lo sport, diventato anche motivo di divertimento e spettacolo, incomincia ad acquisire una sempre maggiore visibilità grazie alla nascita dei mezzi di informazione di massa, in particolare del giornalismo.
Nascono infatti eventi in cui lo sport viene esaltato e trattato come uno spettacolo per gli spettatori e non più un'attività per i competitori: così nel 1896, grazie al giovane barone francese Pierre de Coubertin, vennero celebrati ad Atene i "Giochi della I° Olimpiade dell'Era Moderna". Questo nome venne scelto in onore dei Giochi Olimpici che si erano tenuti nell'antica Grecia, interrotti a partire dal 393 d.C. dall'imperatore Teodosio I.
Come altro esempio, negli stessi anni, più precisamente nel 1898, si svolge il primo campionato di calcio in Italia, al quale partecipano solo quattro delle sette squadre iscritte alla federazione.
Fra gli anni trenta e quaranta, è la radio a svolgere un ruolo importante grazie alla diffusione della radiocronaca delle imprese sportive in tutti gli ambienti sociali. Questo porta il pubblico a conoscere nuovi idoli, che possono essere i ciclisti del Giro d'Italia come i piloti della Mille Miglia, oppure i primi calciatori.
Uso sociale e politico dello sport
Con lo sviluppo dei mezzi di comunicazione, in particolare in seguito alla nascita della radio e successivamente della televisione, le manifestazioni sportive vennero anche utilizzate come veicolo di messaggi politici, in primis da parte del fascismo.
Mussolini capì che il primato nello sport attribuiva all'Italia maggior importanza e questa, di riflesso, portava vantaggi anche al regime fascista, che era al governo. Così, i giocatori della Nazionale di calcio, vincitori del campionato mondiale del 1934, vengono accolti come eroi e ricompensati con alte onorificenze statali.
Nel governo fascista lo sport diviene rappresentazione della potenza e dell'identità nazionale. Sia il fascismo che il nazismo utilizzavano lo sport come strumento di potenziamento della struttura corporea per garantire, attraverso l'eugenetica, una promozione dei caratteri fisici e mentali ritenuti positivi che potessero perfezionare la specie umana. Fu quindi uno smacco per Hitler, che non riuscì realmente a superare la tripletta di vittorie di Jesse Owens alle Olimpiadi di Berlino del 1936: un atleta di colore che va a vincere nel tempio della superiorità ariana!
Lo stesso Mussolini dava dimostrazione delle sue abilità in campo sportivo, cercando il consenso degli elettori, tanto che ne dà dimostrazione in alcuni filmati prodotti da Luce, come quello proposto nel video:
La nascita dello sport professionistico
Non è solo la politica ad accorgersi del potenziale dello sport. Lo sport viene utilizzato come supporto alle pubblicità delle aziende in tutto il mondo. Per le multinazionali lo sport è un veicolo ideale per acquisire visibilità, per creare un brand capace di far riconoscere e vendere il proprio prodotto.
Il legame tra il mondo sportivo e quello economico inizia in contemporanea con l'uso politico dello sport cui abbiamo accennato in precedenza: basti pensare che la Coca-Cola è sponsor delle Olimpiadi moderne dal 1928 e della Coppa del Mondo FIFA dal 1974.
Ovviamente, vi sono vantaggi per entrambe le parti in gioco, anche per le società e, in generale, gli sportivi, che possono contare su entrate economiche più cospicue, necessarie per competere in campionati sempre più competitivi. Ricordiamo che i primi sportivi erano dilettanti, ossia non gareggiavano per vivere; solo in seguito nasce lo sport professionistico.
Collegamenti interdisciplinari
- Storia - Nazismo e fascismo
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