Zordan Valentina
Classe 5ATS
Indirizzo Turistico Anno Scolastico 2010-2011
The American Dream
Indice
- Introduzione
- 1. Origini e matrici del Sogno Americano
- 2. Dalla colonizzazione europea delle Americhe al concetto di “self made man”;
- Il Sogno Americano oggi;
- 2.2.
- Esempi di “self made men”:
- 3. John Davison Rockefeller e la Standard Oil;
- 3.1. Da Andrew Warhola ad Andy Warhol;
- 3.2.
- Criticism of the American Dream: The Great Gatsby - F.S. Fitzgerald
- 4. Bibliografia
- 5. 1
Introduzione
«Let us not wallow in the valley of despair, I say to you today, my friends. And so even though we face the difficulties of today and tomorrow, I still have a dream. It is a dream deeply rooted in the American Dream.»
«Vi dico oggi, fratelli miei, non perdiamoci nella valle della disperazione. E anche se affrontiamo le difficoltà di oggi e di domani, io ho ancora un sogno. È un sogno profondamente radicato nel Sogno Americano.»
I Have a Dream
Martin Luther King, Jr. - 28/08/1963
Il Sogno Americano è un anelito condiviso da molti, negli Stati Uniti d'America, di raggiungere un miglior tenore di vita ed una prosperità economica attraverso la determinazione, la perseveranza, il duro lavoro.
Questa speranza è nata con i primi colonizzatori delle Americhe ed è stata tramandata alle generazioni seguenti, fino ai giorni nostri.
Cosa sia diventato il Sogno Americano oggi è una questione costantemente discussa, e qualcuno sostiene che stia svanendo, per lasciare spazio ad un nuovo Sogno, quello Europeo.
Origini e matrici del Sogno Americano
Dalla colonizzazione europea delle Americhe al concetto di “self made man”;
L'origine del Sogno Americano proviene essenzialmente dall'allontanamento dei modelli economici e governativi del Vecchio Mondo, che permise una libertà mai sperimentata prima e soprattutto la possibilità di una mobilità sociale verso l'alto, fin'ora sconosciuta.
Inoltre, dalla guerra di Indipendenza Americana del 1775 all'ultima metà del diciannovesimo secolo, le molte risorse dell'America e i territori liberi presenti, generarono promesse di proprietà terriere e investimenti fortunati. Le significative risorse naturali offerte dal continente non ancora completamente colonizzato, combinate allo sviluppo della Rivoluzione Industriale crearono la possibilità di migliorare la propria condizione sociale.
Molti dei primi imprenditori americani si diressero verso le Montagne Rocciose, a Ovest, dove potevano comprare moltissimi acri di terreno a prezzi irrisori, nella speranza di trovarvi dei giacimenti d'oro.
Iniziava così la “Corsa all'Oro” di metà Ottocento, che portò le numerose ondate di immigrazione che caratterizzarono quel secolo e quello successivo.
I più poveri cittadini europei furono spinti dalle numerose crisi, come la grande carestia irlandese, l'esodo delle Highlands in Scozia e le conseguenze del regime Napoleonico, a cercare nei territori americani un miglior tenore di vita, grazie anche alle più ampie libertà economiche e costituzionali offerte dall'America.
Arrivarono numeri considerevoli di emigranti provenienti anche dalla Cina e dal Giappone, che contribuirono alla formazione delle cosiddette “Chinatown”, soprattutto nelle grandi città come New York e San Francisco.
Nella seconda metà del diciannovesimo secolo, lo scrittore Horatio Alger divenne famoso per i suoi romanzi che idealizzavano il Sogno Americano e che contribuirono ad insidiare questi ideali nella cultura popolare.
Con l'avvicinarsi del ventesimo secolo le grandi personalità dell'industria divennero l'icona del Sogno, confermando che, pur provenendo da bassissime condizioni sociali, era possibile avere successo attraverso il duro lavoro, la determinazione, il coraggio.
Questo creò inoltre il concetto del “self made man”, letteralmente “uomo che si è fatto da sé”, l'emblema del pioniere alla conquista di nuove frontiere.
Tale ideale è un misto di egualitarismo democratico e individualismo. Secondo l’aspetto egualitaristico tutti devono poter raggiungere qualunque posizione, anche la più elevata, e non è accettabile alcuna limitazione in questa possibilità, né politica (cui tutti possono o devono partecipare almeno formandosi la propria opinione in modo libero e tramite liberi mezzi di comunicazione, ed ecco che gli USA sono nell’800 all’avanguardia nelle macchine per la stampa, nel ‘900 per radio e TV, infine per internet), né economica (ecco che gli USA più e prima di altri paesi sviluppano delle legislazioni anti-trust).
Un numero consistente di emigranti dall'est e dal sud Europa, italiani, ebrei, polacchi, russi, greci, andarono a cercare lavoro nelle città industriali come New York, Chicago, Filadelfia e Detroit, fino allo scoppiare della I Guerra Mondiale.
Dopo il conflitto, il sentimento nativista portò a grosse restrizioni delle norme sull'immigrazione, fino al 1965, quando entrò in vigore l’“Immigration and Nationality Service Act of 1965”, che permise la ripresa dell'immigrazione su larga scala.
Il grande sogno nel XX secolo ha avuto anche periodi di crisi. Basta ricordare le lotte razziali che misero in discussione il principio dell’eguaglianza e la grande depressione del ‘29 che causò privazioni e sofferenze proprio a chi più credeva in quella idea.
La fine della II Guerra Mondiale e l'arrivo degli anni '50, portarono una ricerca di stabilità e l'inseguimento della “famiglia perfetta”, come parte o conseguenza del Sogno Americano.
Questa stabilità fu però infranta dalla nuova generazione di giovani, che il decennio dopo abbracciò i valori hippie, negando gli ideali tradizionali.
In tempi moderni, il Sogno Americano è visto come un possibile traguardo, dato che tutti i bambini possono andare a scuola e avere un'istruzione. Anche se la spinta verso di esso diminuì durante quegli anni, il sogno in sé non morì mai.