2011
Esame di Stato
Società di massa
Tra Democrazia e Demagogia
Breve excursus circa le dinamiche di sviluppo della società di massa novecentesca, costantemente in bilico tra democrazia e demagogia.
Maffini Federico
V A Liceo Scientifico Tecnologico
Istituto di Istruzione Superiore G. Romani, Casalmaggiore
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Società di massa Stato 2011
1. Indice dei paragrafi
1.Indice dei paragrafi................................................................................................. 1
2.Introduzione............................................................................................................ 2
3.Origini storiche....................................................................................................... 3
3.1Dalla seconda rivoluzione industriale..................................................................3
3.2Coesione culturale............................................................................................... 3
3.3Carpe diem fallito: la democrazia nella società di massa....................................4
3.4L’amalgama del crogiuolo bellico e l’affermazione della democrazia..................4
3.5I mass media fanno il resto................................................................................. 5
3.6Il <<NO>> sessantottino alla società di massa..................................................5
3.7Upgrade di sistema: Mass Media 2.0...................................................................6
4.Origini filosofiche.................................................................................................. 7
4.1Herbert Marcuse.................................................................................................. 7
4.2L’uomo a una dimensione................................................................................... 7
4.3Il controllo della società di massa.......................................................................8
4.4L’alternativa........................................................................................................ 8
5.Prime strumentalizzazioni: i totalitarismi.........................................................9
5.1Monopolio dei mezzi di comunicazione.............................................................10
5.2Il controllo dell’istruzione..................................................................................10
5.3Punti di vista...................................................................................................... 10
5.4Ipotesi sempre più verificate: dystopian fictions...............................................11
6.Totalitarismi odierni............................................................................................ 12
6.3.2Pubblicità........................................................................................................ 12
6.4.2Mass media 2.0: Internet e social network.....................................................13
6.5.2Consumismo: compravendita esistenziale.....................................................15
7.Società animali....................................................................................................... 16
7.3.2Comportamentismo animale..........................................................................17
7.3Diversi tipi di apprendimento: assuefazione, associazione, imprinting e imitazione............................................................................................................... 17
7.4Società animali.................................................................................................. 17
7.5Organizzazione familiare...................................................................................18
8.Considerazioni conclusive.................................................................................. 19
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9.Bibliografia e sitografia..................................................................................... 20
2. Introduzione
In questo breve approfondimento ho cercato di ripercorrere le principali tappe della costituzione della società di massa, dai suoi albori alla contemporaneità.
L’analisi dell’altalenante susseguirsi di forme di governo democratiche e dispotiche risulta essere il movente e il filo conduttore di tutta l’argomentazione presentata, oltre che, il trampolino di lancio verso una possibile soluzione per il definitivo abbandono del tarlo della degenerazione demagogica che con sé porta la democratica società di massa.
Sono diversi i regimi totalitari che hanno indelebilmente segnato tutto il corso della storia, ma, oggigiorno più che mai, se ne ripresentano altri, certamente meno evidenti e devastanti, ma sicuramente altrettanto pericolosi e insidiosi.
Si sono spogliati di rumorosa propaganda, di sporco combattimento e di rigida coercizione, hanno ormai rifuggito futili idealismi, vane utopie e infondati pregiudizi.
Sono armati di tante belle parole, attraenti immagini e cangianti colori, fanno del sogno il bisogno e del desiderio il reale.
Di questi totalitarismi l’uomo-massa deve prendere coscienza e cognizione, tentando, se non di combatterli, almeno di comprenderli. L’attivo soggetto della democrazia, la popolazione, rischia, inevitabilmente, di divenire passiva partecipe di forme distorte dello stesso potere popolare: la demagogia.
“Business today consists in persuading crowds.”
(T. S. Eliot)
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3. Origini storiche
La società di massa affonda le proprie origini negli anni della Rivoluzione Francese, anni nei quali la massa entra con vigore nella scena politica, irrompendo sulla piazza del dibattito sociale.
Il 1789, infatti, come lo storico contemporaneo Eric Hobsbawn teorizza nella sua opera 1914-1991: Il secolo breve, rappresenta decisamente un punto di svolta nella storia politica occidentale. Proprio da questo momento in poi, la popolazione visse in prima persona ogni mutamento socio-politico della propria nazione, a differenza di quanto accadeva nelle precedenti epoche, nelle quali la “società di massa”, come ente coeso e unitario, non era ancora sensibile ai cambi di regime politico.
3.1 Dalla seconda rivoluzione industriale
Pietra miliare sicuramente di tutta la crescita sociale, la seconda rivoluzione industriale, introduce irreversibili cambiamenti in tutta la realtà sociale che segnano irrimediabilmente il futuro sviluppo della stessa.
Il mero processo storico, sicuramente, inizia nella seconda metà dell’‘800, periodo in cui l’Europa occidentale estese e consolidò la propria presenza nel mondo. Le ferrovie crebbero anche del 900% (negli Stati Uniti si passò da 1.500 km di linee ferroviarie a più di 150.000 km), il telegrafo, prima, e il telefono poi, permisero le prime comunicazioni intercontinentali, il carbone veniva progressivamente affiancato dall’energia elettrica e dal petrolio, la radio, il cinema e la televisione saranno tutti frutti, a venire, del prosperoso albero della seconda rivoluzione industriale.
Tuttavia, parallelamente, si va altresì profilando un diverso tipo di sviluppo della stessa società di massa, quello culturale, ideologico e politico. Veri mezzi di coesione tra la massa, rimangono sicuramente l’istruzione e l’informazione, due elementi chiave del processo costitutivo della società, ma anche della sua successiva opera di strumentalizzazione.
3.2 Coesione culturale
“La causa principale del diffondersi dell'ignoranza di massa è il fatto che tutti sanno leggere e scrivere.” 1
(Peter De Vries)
A partire dagli anni ’70 del XIX secolo, tutti i governi europei si adoperarono al fine di rendere l’istruzione, almeno quella elementare, obbligatoria e gratuita per tutti. La statalizzazione dell’insegnamento, di conseguenza, portò ad un generalizzato aumento della frequenza scolastica e ad un altresì abbassamento del tasso di analfabetismo.
Solo con la successiva diffusione dei quotidiani (le cui tecniche di stampa ormai permettevano un’ elevata e rapida produzione che, affiancata alla sempre più capillare rete di trasporti, assicurava un’ottima diffusione delle testate giornalistiche stesse) si venivano oramai a definire i caratteri dell’opinione pubblica.
Di fondamentale importanza, quest’ultima peculiarità della società di massa, portava già con sé il germe del controllo e della coercizione della stessa.
1 Editore e scrittore americano (1910 – 1993). 3 Esame di
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3.3 Carpe diem fallito: la democrazia nella società di massa
Tutte le premesse promettevano bene: la società era proiettata verso un’inarrestabile crescita del benessere socio-economico, era coesa ed unita, culturalmente sempre più formata e informata.
Proprio tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, gli stessi governi autoritari europei cercarono di attuare i primi tentativi di coinvolgimento della massa, seppur con il solo fine di aumentare più la forza degli stessi governi, che di investire di maggiore rilevanza politica la società stessa.
Sebbene il carattere di questi coinvolgimenti rimanesse prettamente plebiscitario, tutto ciò rappresentò sicuramente una prima legittimazione della forza della massa, tanto che cominciarono a prendere forma le prime fondamenta della democrazia moderna e, con i primi allargamenti del diritto di voto 2, si arrivò anche alla nascita dei primi partiti di massa e dei primi servizi di tutela della società stessa (nascono i sindacati 3, i primi organi di associazionismo di grandi parti della società).
Nonostante però tutte queste promettenti premesse, la massa non riuscì subito nell’affermazione di un indiscusso potere democratico: si dovette prima passare (senza forse riuscire più a liberarsene) dalla più infima degenerazione della democrazia stessa, la demagogia dei totalitarismi.
Il germe che con sé già portava la società di massa fin dai propri albori rese possibile l’indubbia e scellerata strumentalizzazione che, agli inizi del Novecento, condusse la stessa società di massa per le redini del male e della distruzione, fermando ogni processo di democratizzazione in modo irreversibile.
3.4 L’amalgama del crogiuolo bellico e l’affermazione della democrazia
Nell’alienante alba rosso sangue dalla quale sorgeva imperante il primo scontro mondiale, presero posto, letteralmente, è il caso di dirlo, vista la caratteristica della guerra stessa di essere, appunto, di trincea, circa 5 milioni di militari. Di ogni estrazione sociale, culturale e geografica, si ritrovarono trapiantati, da un giorno all’altro, a centinaia di chilometri di distanza dalle proprie terre, in plotoni con altri malcapitati, esattamente nelle stesse condizioni.
Il percorso d’identità nazionale sicuramente passa forzatamente per questo primo scontro mondiale, responsabile della prima grande riduzione dell’enorme divario che frammentava l’Italia post-risorgimentale nella sua componente più essenziale: la popolazione.
« La massa per me non è altro che un gregge di pecore, finché non è organizzata. Non sono affatto contro di essa. Soltanto nego che essa possa governarsi da sé. Ma se la si conduce, bisogna reggerla con due redini: entusiasmo e interesse. Chi si serve solo di uno dei due, corre pericolo. »
(Benito Mussolini)
2 In Italia il suffragio universale fu decretato nel 1946, il 2 giugno dello stesso anno si svolse il famoso referendum istituzionale per la scelta tra Monarchia o Repubblica. Usa e Regno Unito arrivarono al suffragio universale già nel 1918.
3 I partiti di massa sono organizzazioni che nascono ed operano con l'intento di rappresentare vaste fasce della società e di collegarle con le istituzioni. Sono spesso caratterizzati da una diminuzione dell’ideologia politica a favore di un più ampio seguito popolare.
4 Trade Unions
Le prime forme di sindacati risalgono alla prima metà dell‘800, con le inglesi.
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Di nuovo schiacciata dal peso dei cannoni e stordita dal roboante tuono degli ordigni, la popolazione si trova ancora unita nell’obiettivo comune di sconfiggere il nemico, un nuovo nemico. Lo spettro che si aggirava tra i confini dell’Europa, perde ogni evanescenza per tornare più vivo che mai: il 1º settembre 1939 ha il via la seconda guerra mondiale.
Il fascio littorio, come testimoniato dalla sopracitata frase di Benito Mussolini, soggioga e manda al fronte diversi milioni di italiani, i quali si trovano, nuovamente, nell’amalgama di un enorme crogiuolo culturale.
Il popolo italiano si andava plasmando, i dialettismi venivano superati a fronte della necessità di riuscire a comunicare con il commilitone, i territorialismi lasciati da parte in favore dell’unica divisa del milite.
3.5 I mass media fanno il resto
Sempre dal secondo dopoguerra, l’affermarsi della società del benessere trasmuta in oro qualsiasi cosa essa stessa tocchi: il telegrafo viene progressivamente abbandonato per far spazio al più efficiente e versatile telefono; le radio, tecnologia di primaria importanza nelle comunicazioni tra i fronti, si appropria delle vesti casalinghe prendendo posto tra gli altri elettrodomestici; tra questi compaiono le prime televisioni: l’humus dal quale fioriranno poi chip, microchip e computer.
6
Il filosofo Theodor Adorno già ipotizzava come la radio potesse avere l’effetto di produrre una generale omologazione della società, permettendo e anzi favorendo, la formazione di dittature e governi totalitari capaci di esercitare un controllo capillare sui cittadini, attraverso una distribuzione di slogan propagandistici ad alto contenuto persuasivo e coercitivo.
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Filosofia
Herbert Marcuse
Informatica
internet; social network; pubblicità; mass media
Storia
i nazionalismi; Nazismo; Fascismo
Italiano
Eugenio Montale (società di massa, demagogia)
Biologia
il comportamentismo animale