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Indice

1. Introduzione 2

2. Che cos'è un sistema elettorale 3

3. I maggiori sistemi elettorali europei

3.1. Il sistema maggioritario inglese 5

3.2. Il sistema a doppio turno francese 7

3.3. Il sistema personalizzato o a membro aggiunto tedesco 9

3.4. Il sistema proporzionale corretto spagnolo 11

3.5. Il sistema misto italiano 1993 (Mattarellum) 13

3.6. Il sistema proporzionale corretto italiano 2005 (Porcellum) 14

4. Conclusioni 17

5. Bibliografia 18

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Introduzione

In questo ultimo anno sono stato chiamato ad esercitare per la prima volta, insieme ai miei coetanei, il fondamentale diritto di voto, il quale rende la nostra una Repubblica democratica e rappresentativa.

Trovandomi per la prima volta così vicino alla politica, e vista la mia non eccelsa informazione su di essa, mi sono deciso a capirne qualcosa di più. Non volevo che il mio primo voto fosse gettato alle ortiche. Per questo ho iniziato a informarmi sui vari programmi politici e su chi erano le persone che presentavano e dibattevano sui programmi. In poche parole mi sono immerso in un mondo che fino a poco prima per me era sconosciuto o quasi.

Deciso a dare un senso al voto ho cominciato a seguire i dibattiti, i discorsi, i comizi, le discussioni che avvenivano in TV, a casa, a scuola. Ho cominciato a confrontare le idee che mi stavano nascendo in testa con quelle dei miei compagni, parenti, amici e professori così da avere una visione più chiara sulla mole di informazioni con le quali entravo in contatto. Il mio particolare interesse e la mia curiosità mi condussero a cercare di capire perché in molti proponevano di modificare la legge elettorale e soprattutto perché questa venisse definita Porcellum.

Da qui le domande mi sono cominciate a venire spontanee. Perché tutti contro questa legge? Che cos'ha che non va? In cosa è sbagliata? Come dovrebbe essere?

In effetti ero venuto a conoscenza che la governabilità del nostro paese in questi anni era molto precaria e poco stabile. In particolare mi aveva colpito il fatto che tutti gli esponenti politici si dichiaravano contrari a questa legge (entrata in vigore nel 2005) e nonostante questo nessuno aveva fatto proposte o era venuto a patti con gli altri partiti per cambiarla e migliorarla.

Da queste piccole domande che crescevano dentro di me è nata la curiosità per capire se anche gli Paesi europei avevano questo problema che sembrava il principale obbiettivo del nostro nuovo Governo. Queste considerazioni sono state la scintilla che mi ha convinto a informarmi su un così delicato argomento e capirne in particolare il funzionamento. Così ho esaminato le varie tipologie di sistemi elettorali che sono tuttora vigenti in Europa. Cercando di comprendere le differenze, i pregi e i difetti, la base storica che appartiene ad ogni sistema.

Giunto alla fine del mio percorso scolastico, e avendo la possibilità di tenere una piccola parte del colloquio orale dell'esame di stato 2012/2013 su un argomento a mia scelta, non mi è venuto in mente argomento migliore di questo.

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Che cos'è un sistema elettorale

Il sistema elettorale è costituito dall’insieme delle regole che si adottano in una democrazia rappresentativa per trasformare le preferenze espresse degli elettori durante le elezioni in voti e i voti in seggi da assegnare all'interno del Parlamento o più in generale di un'assemblea legislativa.

I componenti che assumono maggior rilevanza all'interno di un sistema elettorale sono principalmente tre:

  • I metodi per la distribuzione dei seggi.
  • La scheda elettorale;
  • Il collegio elettorale;

Di particolare rilevanza sono i metodi attraverso i quali vengono distribuiti i seggi. I principali sono:

1. Il sistema maggioritario: è il sistema matematicamente più semplice perché assegna i seggi solo a coloro che hanno vinto le elezioni. Questo sistema si basa sulla suddivisione del territorio in collegi elettorali dove verranno proposte liste uninominali. Ne sono un esempio, nonostante differiscano tra loro, il sistema Inglese e quello Francese. In particolare in Gran Bretagna viene usato un metodo a maggioranza semplice (first past the post) ovvero il candidato che ottiene più voti nel collegio elettorale si aggiudica il seggio. Il sistema Francese, o a doppio turno, assegna il seggio a chi ottiene la maggioranza assoluta (50%+1), e se non si raggiunge alla prima votazione, se ne esegue una seconda che esclude i candidati che non hanno raggiunto una determinata soglia; si reitera questo procedimento fino all'assegnazione del seggio. Il sistema maggioritario è il più semplice da attuare. Il suo utilizzo risale direttamente al mondo classico dove veniva usato per effettuare la rappresentanza politica diretta. Il principale vantaggio di questo metodo è la creazione di una maggioranza solida, perché andranno al potere quelle fazioni che sono radicate in tutto il territorio. Si comprende facilmente come lo svantaggio sia la non rappresentanza delle minoranze che difficilmente avranno un elettorato concentrato su una piccola porzione di territorio così da garantirgli un seggio.

2. Il sistema proporzionale: venne introdotto nel corso del '900 su spinta delle fazioni politiche più vicine al proletariato; in particolare dalle sinistre socialiste e da quelle centriste popolari. La caratteristica distintiva di questo sistema è l'assegnazione dei seggi tra tutte le liste o partiti che hanno ottenuto voti. Si ottiene in questo modo un organo che rispecchia perfettamente le preferenze del popolo. L'altra faccia della medaglia è che si avrà un Parlamento che potrebbe anche essere molto diversificato e che costringa i partiti a venire a patti (creando coalizioni) per poter adempiere al loro progetto politico. Spesso però se ne ricavano accordi instabili che complicano solamente la vita politica del paese.

I principali metodi proporzionali sono 2 e sono il metodo dei divisori e il metodo dei quozienti. Il metodo dei divisori consiste nel dividere i numeri dei suffragi espressi per una serie di divisori che possono assumere valori fino al massimo di seggi disponibili (es. seggi disp. 8 divisori: 1-2-...-8). Esistono diverse varianti di questi metodi che differiscono per il valore che i divisori assumono. Il metodo del quoziente si basa sul calcolo, appunto, di un quoziente, di solito trovato dal rapporto tra il numero di voti e i seggi da assegnare. I calcoli per l'assegnazione vanno fatti per interi, e i seggi rimanenti verranno assegnati in relazione ai resti in modo decrescente.

3. Il sistema misto: si comprende quindi che nessuno dei sistemi sopra citati è perfetto. Il sistema maggioritario favorisce la governabilità del paese ma lo fa a discapito di una reale trasposizione del voto popolare all'interno del parlamento. Viceversa con un sistema proporzionale vengono rispecchiate nel Parlamento le preferenze dei cittadini, ma a discapito della governabilità. Per fronteggiare questo ed evitare situazioni problematiche sono stati studiati dei sistemi che cercano di fronteggiare le mancanze sia del sistema maggioritario sia del sistema proporzionale creando sistemi misti o corretti. Il nostro Paese ora adotta un sistema proporzionale corretto, ma nel corso della sua storia ha accolto sia il sistema proporzionale, con la prima Repubblica, che il sistema maggioritario con la legge elettorale del '93. Al giorno d'oggi i sistemi misti sono adottati oltre che dallo Stato Italiano, anche dall' Est europeo, dalla Svizzera in determinate votazioni e in Spagna.

Per comprendere appieno il funzionamento dei sistemi elettorali non ci si può basare solo sulla conoscenza dei metodi per la trasposizione dei voti in seggi, ma occorre considerare altri componenti che compongono il sistema. Uno di questi componenti è la forma che scheda elettorale può assumere. In particolare si può distinguere tra la possibilità dell'elettore di votare un solo candidato o una sola lista (di solito nei sistemi maggioritari) o di esprimere una scelta più articolata sistemando in un ordine soggettivo i candidati o le liste o i partiti (questa libertà di solito viene concessa nei sistemi proporzionali e proporzionali corretti).

Altro componente importante ed essenziale dei sistemi elettorali lo si trova nel collegio elettorale. Generalmente questo è rappresentato da aree territoriali, ma può anche essere definito da vincoli razziali, religiosi, di censo o di casta. In questo modo si riesce a distribuire un definito numero di seggi ad una specifica minoranza che si vuole tutelare.

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I maggiori sistemi elettorali europei

Il sistema maggioritario inglese

Il Parlamento del Regno Unito è composto da due Camere con funzioni diverse, la Camera dei Comuni (House of Commons) e la Camera dei Lords (House of Lords). Di queste due camere, solo quella dei Comuni è elettiva, per questo mi soffermerò solo sul meccanismo per formare codesta.

Come detto prima il sistema elettorale Britannico è un sistema maggioritario. Essendo di tipo maggioritario i collegi sono uninominali, anche se si è arrivati a questo solo dal 1950, prima erano plurinominali.

Il funzionamento è abbastanza semplice; il territorio è suddiviso in tanti collegi (constituencies) uninominali quanti sono i membri del Parlamento. La suddivisione del territorio viene effettuata seguendo un criterio demografico. Per seguire questo criterio si cerca di formare constituencies di circa 68'000 elettori, vi sono eccezioni per motivi geografici e di praticità. Attualmente il territorio britannico è suddiviso in 646 collegi. Da ogni collegio quindi viene nominato un Parlamentare. Ricoprirà il ruolo il candidato che riporterà più voti indipendentemente dal margine di distacco dagli altri candidati.

Fanno parte del corpo elettorale tutti i cittadini del Regno Unito, del Commonwealth e della Repubblica d'Irlanda che hanno compiuto il 18esimo anno di età e risiedono in Gran Bretagna o Irlanda del Nord.

Per quanto riguarda la scheda elettorale essa riporta in ordine alfabetico i nomi dei candidati in gara nel collegio. Il diritto di voto viene espresso attraverso l'apposizione di una croce sul nome del candidato scelto.

Il sistema elettorale inglese, essendo un sistema maggioritario puro, premia soprattutto i due partiti più grandi, laburisti e conservatori, mentre svantaggia notevolmente il terzo partito, i liberali, che pur riuscendo ad ottenere una buona fetta del voto popolare, difficilmente riescono a conquistare seggi, in quanto il loro elettorato è inferiore a quello dei due maggiori partiti ed è disperso su tutto il territorio. Il sistema ha favorito l’affermazione di un modello sostanzialmente bipartitico, in cui i due principali partiti si alternano al governo, anche se è importante sottolineare che in realtà un sistema maggioritario non può produrre di per sé un formato bipartitico ma può contribuire a mantenerlo se è già esistente.

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Sintesi

Introduzione tesina sui sistemi elettorali europei

Ho svolto la mia tesina sui sistemi elettorali europei. In questo ultimo anno sono stato chiamato ad esercitare per la prima volta, insieme ai miei coetanei, il fondamentale diritto di voto, il quale rende la nostra una Repubblica democratica e rappresentativa.

Trovandomi per la prima volta così vicino alla politica, e vista la mia non eccelsa informazione su di essa, mi sono deciso a capirne qualcosa di più. Per questo ho iniziato a informarmi sui vari programmi politici e su chi erano le persone che presentavano e dibattevano sui programmi. In poche parole mi sono immerso in un mondo che fino a poco prima per me era sconosciuto o quasi.

Deciso a dare un senso al voto ho cominciato a seguire i dibattiti, i discorsi, i comizi, le discussioni che avvenivano in tv, a casa, a scuola. Ho cominciato a confrontare le idee che mi stavano nascendo in testa con quelle dei miei compagni, parenti, amici e professori così da avere una visione più chiara sulla mole di informazioni con le quali entravo in contatto. Il mio particolare interesse e la mia curiosità mi condussero a cercare di capire perché in molti proponevano di modificare la legge elettorale e soprattutto perché questa venisse definita Porcellum.

Da qui le domande mi sono cominciate a venire spontanee. Perché tutti contro questa legge? Che cos'ha che non va? In cosa è sbagliata? Come dovrebbe essere?

In effetti ero venuto a conoscenza che la governabilità del nostro paese in questi anni era molto precaria e poco stabile. In particolare mi aveva colpito il fatto che tutti gli esponenti politici si dichiaravano contrari a questa legge (entrata in vigore nel 2005) e nonostante questo nessuno aveva fatto proposte o era venuto a patti con gli altri partiti per cambiarla e migliorarla.

Da queste piccole domande che crescevano dentro di me è nata la curiosità per capire se anche i Paesi europei avevano questo problema che sembrava il principale obiettivo del nostro nuovo Governo. Queste considerazioni sono state la scintilla che mi ha convinto a informarmi su un così delicato argomento e capirne in particolare il funzionamento. Così ho esaminato le varie tipologie di sistemi elettorali che sono tuttora vigenti in Europa. Cercando di comprendere le differenze, i pregi e i difetti, la base storica che appartiene ad ogni sistema.

Giunto alla fine del mio percorso scolastico, e avendo la possibilità di tenere una piccola parte del colloquio orale dell'esame di stato 2012/2013 su un argomento a mia scelta, non mi è venuto in mente argomento migliore di questo da trattare nella mia tesina di maturità.

Tesina monografica di diritto sui sistemi elettorali, le loro caratteristiche e le applicazioni pratiche

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