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La sindrome di Lavandonia

Ho scelto la Sindrome di Lavandonia come argomento centrale della tesina perché lo considero molto interessante e soprattutto poco conosciuto.

Sono venuto a conoscenza di questa storia qualche anno fa quando mi sono approcciato al mondo del web. Ne rimasi colpito visto che, a differenza delle finte leggende presenti su Internet, questa era documentata nei minimi particolari: le fonti erano tutte elencate ed attendibili e nulla era presentato in maniera ambigua o poco chiara. Fu uno dei pochi argomenti che mi spinse a fare nuove ricerche a riguardo e i risultati di queste ultime mi lasciarono senza parole.

Era il 1996 quando la nota industria videoludica giapponese, la Game Freak, pubblicò uno dei giochi che di lì a poco sarebbe diventato tra i più famosi e giocati del mondo: Pokémon Rosso.

Proprio a quest'ultimo si lega la Sindrome di Lavandonia, ovvero un disturbo che colpì principalmente bambini di età compresa tra i 7 e i 12 anni, diffusosi in Giappone tra il 96 e il 97; questa sindrome venne resa nota solo pochi anni fa a causa delle leggi sulla divulgazione di dati sensibili presenti in Giappone. A raccontare questa vicenda furono proprio alcuni dei dipendenti della Game Freak.

La città di Lavandonia

Innanzitutto il nome di questa sindrome si ispira ad una delle città presenti nel gioco, Lavandonia appunto, che non a caso è la più macabra, visto che è l'unica città in cui è presente un cimitero. Quando il giocatore vi arriva la soundtrack di sottofondo cambia radicalmente e diventa cupa e malinconica.

Quella che si credeva essere una semplice scelta degli sviluppatori per favorire l'immedesimazione del giocatore, si rivelò essere un'aggiunta pianificata da alcuni addetti del suono per influenzare tutti coloro che si approcciavano al gioco, in particolar modo i bambini.

Fu proprio un dipendente, Uchitada Seki, a rendere noto che fin da subito un gruppo di addetti ai lavori della Game Freak dedicò particolare attenzione a Lavandonia, proprio perché volevano far sì che questa "lasciasse il segno". Quello che Seki non disse fu che la soundtrack della città era il risultato di vari esperimenti sui beats binaurali (o toni binaurali).

Toni e suoni

Prima di spiegare cosa sono è bene distinguere il tono dal suono: per tono intendiamo un fenomeno acustico nel quale tutta l'energia è concentrata in un'unica frequenza (per questo è anche definito "tono puro"). Non esistono molti esempi di toni puri, uno di questi è il diapason che è in grado di produrre un suono che con buona approssimazione si avvicina ad un tono puro.

I suoni invece sono tutti quelli che ci circondano e questi non sono mai puri, ma costituiti da un'amalgama di frequenze in cui, alla frequenza fondamentale, se ne aggiungono altre più alte o basse.

Ad oggi sono stati scoperti due tipi di toni: i monoaurali e binaurali. Entrambi sono battimenti, ovvero frequenze risultanti dalla sovrapposizione di grandezze periodiche, in genere sinusoidali, di simile frequenza. Questi si basano sul principio di sovrapposizione, il che significa che le onde possono sovrapporsi in diversi modi:

  • Può verificarsi un'interferenza costruttiva (onde in fase).
  • Può verificarsi un'interferenza distruttiva (onde in opposizione di fase).
  • Può verificarsi una via di mezzo.

Essendo il suono risultante uguale alla somma dei due suoni (supponendo di avere due frequenze uguali), nel primo caso avremo una frequenza di ampiezza doppia, nel secondo caso la frequenza si sarà annullata, nel terzo caso si avrà un suono che varierà, a seconda di quanto è lo sfasamento tra le due frequenze iniziali, ammesso che esse siano diverse.

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Sintesi

Introduzione: sindrome Lavandonia, tesina

In questa tesina l'argomento principale è la sindrome di Lavandonia, ovvero quel disturbo legato a Pokémon Rosso e che colpì vari bambini giapponesi dai 7 ai 12 anni.

Collegamenti

  • Fisica: onde sonore
  • Scienze: onde cerebrali
  • Storia: Unità 731
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