Estratto del documento

Il Giardino di Ofelia

Simbologia dei fiori e delle piante nella letteratura, nell’arte e nella filosofia

Tesina di

Elisa Coccia

Corso F, Liceo linguistico E. Trebbiani

Per la versione integrale dell’elaborato:

http://mrstimberlake31.wix.com/ilgiardinodiofelia#!

Il simbolo

« È un tempio la Natura, dove a volte parole escono confuse da viventi pilastri e che l’uomo attraversa tra foreste di simboli che gli lanciano occhiate familiari » (Charles Baudelaire, da «Corrispondenze», Les Fleurs du Mal)

Il simbolo è un elemento della comunicazione, che esprime contenuti di significato ideale dei quali esso diventa il significante.

Symbolum

La parola "simbolo" deriva dal latino ed a sua volta

Súmbolon

dal greco (σύμβολον) avente il significato approssimativo di "mettere insieme" due parti distinte.

All’interno del medesimo simbolo vi sono evocazioni simboliche molteplici.

Esso può evocare e focalizzare, riunire e concentrare, in modo analogicamente polivalente, una molteplicità di sensi che non si riducono a un unico significato e neppure ad alcuni significati soltanto. Questo rende il simbolismo un linguaggio meno limitato del linguaggio comune ed adatto per l’espressione e la comunicazione di certe verità.

Il simbolo non è né un segnale, il quale ha un puro valore informativo e non evocativo, né un’allegoria, che si esprime preferibilmente tramite il linguaggio, mentre il simbolo contiene di per sé quello che vuole significare. Un simbolo è qualcosa di più concreto, statico, assoluto rispetto all’allegoria. Alla fine del Settecento Goethe (poeta, filosofo, critico e scienziato) aveva efficacemente distinto simbolo da allegoria: il primo intuisce nel particolare l’universale, in quanto vede immediatamente la luce di un significato superiore dentro il singolo particolare, sia esso una cosa o un dettaglio della natura; la seconda rifiuta l’intuizione e cerca, attraverso il particolare, l’universale. Nel primo caso si dà un procedimento istantaneo e intuitivo; nel secondo si dà invece un percorso di ricerca razionale che implica un tempo e una distanza da superare. Il simbolo tende all’inesprimibilità giacché l’universale è infinito, mentre l’allegoria è sempre chiaramente esprimibile attraverso un concetto.

Nella letteratura

Il Simbolismo è un movimento artistico sviluppatosi in Francia nel XIX secolo che si manifestò nella letteratura, nelle arti figurative e di riflesso nella musica.

La poesia dei simbolisti è antirealistica, ha come riferimento un modello astratto di compostezza classica e l’imitazione di modelli antichi. Per questi poeti l’arte deve essere incontaminata dalle problematiche sociali. A questa scuola appartenne anche Charles Baudelaire, se pure in una posizione del tutto autonoma. Egli contribuì all’elaborazione del concetto di “poesia pura”, libera da ogni preoccupazione di contenuto e di intenti civili o morali, nella quale la suggestione delle parole e dei simboli può essere oggetto di ispirazione: il poeta non deve descrivere la realtà, ma cogliere e trasmettere le impressioni più vaghe e indefinite, suggerire emozioni e stati d’animo, penetrare l’intima essenza delle cose attraverso parole non descrittive ma evocatrici, attraverso appunto simboli.

L’elemento fondamentale del Simbolismo è che sotto la realtà apparente, quella percepibile con i sensi, si nasconda una realtà più profonda e misteriosa, a cui si può giungere solo per mezzo dell’intuizione poetica.

Nei fiori

A ogni oggetto può essere attribuito un ulteriore significato rispetto a quello consueto che già possiede, ogni cosa può essere un simbolo.

I fiori hanno molti significati; da Oriente a Occidente, nel corso dei secoli, essi hanno rappresentato il mezzo migliore per trasmettere precisi messaggi.

Il cosiddetto linguaggio dei fiori, è conosciuto anche come florigrafia.

L’attribuzione di un significato simbolico ai fiori e alle piante risale fin dall’antichità e nel Medioevo e nel Rinascimento ai fiori si attribuirono spesso significati morali. Tuttavia è con l’Ottocento che l’interesse per il linguaggio dei fiori assume il massimo sviluppo, legato alla comunicazione dei sentimenti,

Flower books,

tanto che si diffuse un’editoria specializzata nella stampa dei flower books, elegantemente illustrati con incisioni e litografie.

Nel XIX secolo la florigrafia fu un modo di comunicazione piuttosto sviluppato, per cui i fiori e gli allestimenti floreali venivano utilizzati per esprimere sensazioni che non sempre potevano essere pronunciate. Le sfumature del linguaggio sono oggi quasi del tutto dimenticate, solo poche si sono mantenute esattamente come alle origini, ma anche se quelle odierne possono non essere le esatte traduzioni dei sentimenti Vittoriani, i fiori mantengono ancora un loro significato specifico. Il potere del linguaggio silenzioso dei fiori si diffuse rapidamente grazie anche al famosissimo libro di Miss Corruthers, che divenne la bibbia dei fiori in Inghilterra e in America. All’occhio scanzonato del lettore moderno, molte definizioni sembreranno buffe o assurde, eppure tutte hanno un fascino innegabile.

Si vuole esporre in questo elaborato la varietà, la bellezza e l’importanza che la simbologia dei fiori e delle piante ha avuto per poeti, popolazioni e filosofi, e come questi ultimi l’hanno utilizzata per esprimere concetti e sensazioni, a partire dal XIX secolo fino ai più vicini anni ’70.

I fiori antiguerra

“L’umanità deve mettere fine alla guerra, o la guerra metterà fine all’umanità”

(John F. Kennedy)

La guerra del Vietnam fu il conflitto combattuto tra il 1960 e il 30 aprile 1975 prevalentemente nel territorio del Vietnam del Sud, tra le forze insurrezionali filo-comuniste, sorte in opposizione al governo autoritario filo-americano costituito nel Vietnam del Sud, e le forze governative di questo stato, creato nel 1954 dopo la Conferenza di Ginevra.

Il conflitto vide il massiccio coinvolgimento diretto degli Stati Uniti d’America che incrementarono progressivamente le loro forze militari in aiuto al governo del Vietnam del Sud. La potenza nord-americana non riuscì a conseguire la vittoria politico-militare, ma subì al contrario pesanti perdite, finendo per abbandonare al suo destino nel 1973 il Sud vietnamita.

Sull’altro versante intervenne direttamente in aiuto delle forze filo-comuniste dell’FLN (definite Viet Cong dalle autorità statunitensi e sudvietnamite) l’esercito regolare del Vietnam del Nord che infiltrò, a partire dal 1964, truppe sempre più numerose nel territorio del Vietnam del Sud, impegnandosi in duri combattimenti contro le forze statunitensi nel corso di offensive culminate nella campagna finale del 1975.

La guerra del Vietnam non interessò soltanto il territorio del Vietnam del Sud, ma coinvolse progressivamente il Laos e la Cambogia, interessata massicciamente da attacchi aerei e terrestri americani (1969-1970) e infine invasa dalle forze nord vietnamite. Anche lo stesso Vietnam del Nord venne ripetutamente colpito da pesanti e continui bombardamenti aerei statunitensi (dal 1964 al 1968 e ancora nel 1972) sferrati per indebolire le capacità militari nordvietnamite e per frantumare la volontà politica del governo di continuare la lotta insurrezionale al sud.

La guerra ebbe termine nell’aprile 1975 con la caduta di Saigon, il crollo del governo del Vietnam del Sud e la riunificazione politica di tutto il territorio vietnamita sotto la dirigenza comunista di Hanoi. Gli Stati Uniti subirono la prima vera sconfitta politico-militare della loro storia e dovettero accettare il totale fallimento dei loro obiettivi politici e diplomatici.

L’opposizione alla guerra su piccola scala iniziò fin dal 1964 nei campus delle università. Si trattava di un periodo storico caratterizzato da attivismo politico studentesco di sinistra senza precedenti (la crescente opposizione alla guerra è certamente attribuibile in parte anche al più ampio accesso alle informazioni sul conflitto, soprattutto grazie all’estesa copertura televisiva).

Migliaia di giovani statunitensi scelsero la fuga in Canada o in Europa occidentale, piuttosto che rischiare la coscrizione. Allo scopo di guadagnarsi l’esenzione o il rinvio, molti ragazzi scelsero di frequentare l’università, il che permetteva di ottenere l’esonero al compimento del 26º anno di età; alcuni si sposarono, il che rimase motivo di esenzione per tutto il corso della guerra. Altri trovarono dei dottori accondiscendenti che certificarono le basi mediche per una esenzione "4F" (inadeguatezza mentale), anche se i medici dell’esercito potevano dare, e davano, un loro giudizio. Altri ancora si unirono alla Guardia Nazionale, come sistema per evitare il Vietnam.

Gli arruolati stessi iniziarono a protestare quando, il 15 ottobre 1965, l’organizzazione studentesca "Comitato di coordinamento nazionale per la fine della guerra in Vietnam" inscenò la prima manifestazione pubblica negli Stati Uniti in cui vennero bruciate le cartoline di leva.

Il potere dei fiori

In questi tempi di guerra, a solo un ventennio dal secondo conflitto mondiale, grazie alle nuove risorse d’informazione e a nuove possibilità di libertà e possibilità di esprimere il proprio pensiero, nacque l’espressione Potere dei Fiori (“Flower power”), emblema del movimento hippy, un’ideologia basata sulla non-violenza, l’amore verso la natura, il divertimento, la libertà sessuale, la droga e la musica rock, nato per opporsi attivamente alla guerra del Vietnam.

Il 14 gennaio 1967 l’enorme raduno all’aperto di San Francisco rese popolare la cultura hippy in tutti gli Stati Uniti, richiamando 20.000 persone al Golden Gate Park. Il Monterey Pop Festival dal 16 giugno al 18 giugno diffuse la musica rock della controcultura ad un vasto pubblico e segnò l’inizio della cosiddetta "Estate d’amore"; qui, la versione di Scott McKenzie della canzone

“San Francisco”,

di John Phillips dei Mamas & the Papas divenne un enorme successo negli Stati Uniti e in Europa. Il testo

«Se stai andando a San Francisco, devi essere sicuro di mettere dei fiori nei capelli...»

convinse migliaia di giovani di tutto il mondo a recarsi a San Francisco, a volte portando fiori tra i capelli e distribuendoli ai passanti, guadagnandosi il nome di “figli dei fiori”.

Alcune loro prese di posizione, come bruciare le lettere di chiamata obbligatoria alle armi, furono clamorose, suscitarono sdegno e critiche negli ambienti conservatori e tradizionalisti, ma riuscirono, egualmente, a gettare i semi di una "cultura hippy". Tra gli atti pubblici simbolici annoveriamo la distribuzione di fiori ai poliziotti e l’inserimento dei fiori nelle canne delle armi e nei cannoni.

"Flower Power" sta ad indicare la credenza secondo cui i fiori abbiano notevoli proprietà nascoste, in particolare stupefacenti, che vanno scoperte. La natura era vista dagli hippy, definiti non a caso "figli dei fiori", come un qualcosa di positivo perché permetteva di andare al di là delle normali percezioni umane. Nell’aprile 1969, la costruzione del People’s Park di Berkeley, in California ha ricevuto un’attenzione internazionale. L’Università della California aveva progettato di demolire tutti gli edifici su una superficie di 2,8 acri vicino al campus, volendo utilizzare il terreno per costruire campi da gioco e un parcheggio; ma migliaia di comuni cittadini di Berkeley, commercianti, studenti, e hippy, presero la questione nelle proprie mani, piantando alberi, arbusti, erba e fiori per trasformare il sito in un parco. Il "Flower Power" prese vita proprio nel corso di questa situazione, quando gli hippy iniziarono ad impegnarsi in atti di disobbedienza civile, piantando fiori negli spazi vuoti di tutta Berkeley sotto lo slogan "Let A Thousand Parks Bloom" (Fai nascere un migliaio di parchi).

È così che i fiori divennero un simbolo importantissimo di un movimento culturale diffusosi a livelli internazionali. Emblemi della natura, della delicatezza, della bellezza e di una rinascita, essi furono i principali protagonisti del movimento hippy e il simbolo più diffuso di questa comunità giovanile - e non solo - fautori di valori anti tradizionali e nuovi, come pace, libertà, non-violenza e soprattutto Vita. Daffodils as joy

“I see a lilly on thy brow, With anguish moist and fever dew; And on thy cheek a fading rose Fast withereth too”

(“La dame sans merci”, John Keats)

Daffodils

I wandered lonely as a cloud

That floats on high o’er vales and hills,

When all at once I saw a crowd,

A host, of golden daffodils;

Beside the lake, beneath the trees, 5

Fluttering and dancing in the breeze.

Continuous as the stars that shine

And twinkle on the Milky Way,

They stretched in never-ending line

Along the margin of a bay: 10

Ten thousand saw I at a glance,

Tossing their heads in sprightly dance.

The waves beside them danced; but they

Out-did the sparkling waves in glee:

A poet could not but be gay, 15

In such a jocund company:

I gazed—and gazed—but little thought

What wealth the show to me had brought:

For oft, when on my couch I lie

In vacant or in pensive mood, 20

They flash upon that inward eye

Which is the bliss of solitude;

And then my heart with pleasure fills,

And dances with the daffodils.

The poet

William Wordsworth (1770-1850) was born in the English Lake District and he spent there his happy childhood and most of his adult life; this place was to become his main source of inspiration. He was educated in Cambridge.

The contact with French Revolution filled him with enthusiasm for democratic ideals.

The brutal and destructive developments of the Revolution and the wars between France and England brought him a nervous breakdown.

He went to live with the sister Dorothy in 1795 and she remains his most faithful friend.

In the same year he moved to Somerset to be near Coleridge, another romantic poet, and their friendship became very important for the development of English Romanticism.

They produced a collection of poems called “Lyrical Ballads” (1798), which opens with Coleridge’s “Ancient Mariner” and ends with Wordsworth’s “Tintern Abbey”. The second edition of 1800 contained also the “Preface” by Wordsworth that became the “Manifesto of English Romanticism”.

The last year of his life were marked by the growing conservatism of his political views and the decline of his creative powers.

The manifesto of English Romanticism: in the Preface of the second edition of Lyrical Ballads, Wordsworth stated what the subject matter and the language of poetry should be. Poetry should deal with everyday situations or incidents and with ordinary people, especially the humble and the rural ones. The language should be simple, the objects mentioned homely and called by their ordinary names.

In low and rustic life man is more direct, nearer to his own purer passions; therefore the poet is not a man in an ivory tower but a man among men, writing about what interests mankind.

Another important task of Wordsworth is the importance of sense perceptions: he always uses them in his poems to make the reader feel emotions. The most used are the sight and the hearing. Actually, sensory experience is a fundamental passage for the composition of a good poem that can transmit emotions to people. This is possible thanks to memory and tranquility: the poet has a sensory experience which provokes emotions; these emotions, through memory and the “recollection in tranquility”, make the poet able to create a genuine poem. The feelings expressed in the poem will be felt by the reader.

Wordsworth was very interested in his relation with nature, which influenced him in his life and in his career. His poetry offers a detailed account of the complex interaction between man and nature and of the sensations arose from this contact. This romantic poet thinks that nature and man are inseparable: man exists only in nature. It comforts man in sorrow, it’s a source of joy and a teacher of morality: nature is the spirit of the universe.

Analysis

This poem, written in the 1804, was inspired by an event on April 15, 1802, in which Wordsworth and his sister, Dorothy, came across a "long belt" golden daffodils waving in the wind. The poet took some ideas for the composition of “Daffodils” by Dorothy’s writing in reference to this walk:

I never saw daffodils so beautiful they grew among the mossy stones about and about them, some rested their heads upon these stones as on a pillow for weariness and the rest tossed and reeled and danced and seemed as if they verily laughed with the wind that blew upon them over the lake, they looked so gay ever dancing ever changing.

— Dorothy Wordsworth, The Grasmere Journal, Thursday, 15 April 1802

The key of the poem is joy, as we can see from the many words which express pleasure and delight: in fact the daffodils are golden, waving in a sprightly dance and outdoing the waves in glee: they provide a jocund company and the sight of them fills the poet’s heart with pleasure. The flowers are set in a natural environment made up of land (vales, hills, trees), air (cloud, breeze, stars, milky way) and water (lake, bay, waves).

Anteprima
Vedrai una selezione di 9 pagine su 36
Simbologia delle piante e dei fiori - tesina per liceo linguistico Pag. 1 Simbologia delle piante e dei fiori - tesina per liceo linguistico Pag. 2
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Simbologia delle piante e dei fiori - tesina per liceo linguistico Pag. 6
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Simbologia delle piante e dei fiori - tesina per liceo linguistico Pag. 11
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Simbologia delle piante e dei fiori - tesina per liceo linguistico Pag. 16
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Simbologia delle piante e dei fiori - tesina per liceo linguistico Pag. 21
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Simbologia delle piante e dei fiori - tesina per liceo linguistico Pag. 26
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Simbologia delle piante e dei fiori - tesina per liceo linguistico Pag. 31
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Simbologia delle piante e dei fiori - tesina per liceo linguistico Pag. 36
1 su 36
Sintesi

Collegamenti interdisciplinari

  • Storia: Movimento Hippy e Flower Power;
  • Inglese: William Wordsworth (Daffodils);
  • Italiano: Gabriele D'Annunzio (La pioggia nel pineto);
  • Latino: Orazio, Tibullo e Ovidio (la rosa);
  • Arte: Millais (Ofelia);
  • Francese: Rimbaud (Ophélie);
  • Filosofia: Friedrich Nietzsche (il superuomo);
  • Spagnolo: Machado (Al olmo seco).
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi