Esame a.s. 2010/11
Davide Vergassola 5IA
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Storia: la crisi di cuba e la nascita delle reti.
Diritto: la privacy.
Informatica: le minacce e la loro classificazione all'interno di una rete.
Sistemi: la rete LAN, i firewall e gli antivirus.
Statistica: il P.E.R.T.
Gli appunti sono stati scritti da me, utilizzando libri di testo o rielaborando quanto trovato nella rete.
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Realizzazione: le minacce
Una rete informatica non ha confini ed è aperta a tutti, o quasi. Per questo non garantisce protezione contro eventuali abusi, siano essi provenienti dall'interno o dall'esterno della rete locale. In questo frangente sono state sviluppate una grandissima varietà di protezioni che si evolvono continuamente in relazione alla potenza degli attacchi. La sicurezza totale di un sistema informativo può essere considerata un limite difficilmente raggiungibile; lo è ancora meno mettendo in gioco variabili non controllabili ed imprevedibili. Tra queste, il "fattore umano" gioca indubbiamente un ruolo di primaria importanza.
Come si difendono coloro che necessariamente devono proteggere i loro dati?
Ponendomi questa domanda mi sono informato e documentato in prima persona presso realtà che convivono ogni giorno con problemi relativi alla sicurezza. Ho ricevuto molte informazioni sulla struttura della rete e sui principali metodi di sicurezza da loro adottati per difendersi. I pericoli fondamentalmente si dividono in diverse tipologie: quelli interni alla rete, causati dalla volontà o involontarietà degli utenti della rete locale, e quelli esterni alla rete locale, causati da hacker o da fattori esterni alla LAN. Nell'introduzione è stato citato il problema del fattore umano, cioè il pericolo dovuto a errori o leggerezze degli utenti. La casistica, purtroppo, fornisce un gran numero di esempi: post-it con la password attaccato sul monitor del PC; l'apertura di e-mail provenienti da sconosciuti e recanti allegati "sospetti" (i classici file ".exe", ma non solo...); il computer lasciato acceso e incustodito; la scelta di password banali (es. come username il nome; e come password il cognome) o troppo corte; l'installazione di programmi contenenti algoritmi in grado di violare la privacy (i cosiddetti "spyware") inviando a insaputa dell'utente suoi dati personali ad altri computer collegati alla rete; la navigazione nel web senza particolari precauzioni e senza preoccuparsi di verificare la provenienza di eventuali software richiesti dal browser. Ma questi problemi possono essere (per la maggior parte dei casi) risolti grazie alle password predefinite con lunghezza adatta, con forma (possibilmente un giusto mix di lettere, numeri, simboli) e contenuto non banale, custodia sicura, data di scadenza (la quale implica un obbligo di cambiamento delle password nel tempo). Invece, per evitare l'ingresso di indirizzi o utenti indesiderati, esistono delle accesslist, un registro che contiene una lista di questi indirizzi a cui, per un motivo particolare, è stato concesso/negato un particolare servizio o un privilegio.
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Realizzazione: classificazione dei pericoli provenienti dall'esterno
Per quanto riguarda le vere e proprie "aggressioni" alla rete, capire la natura delle minacce e il modo in cui si evolvono è il prerequisito per stabilire componenti e caratteristiche di una soluzione capace di contrastarli.
Queste sono alcune brevi descrizioni dei più importanti tipi di minacce da cui la rete deve difendersi:
Virus: sono parti di codice che si diffondono copiandosi all'interno di altri programmi, o in una particolare sezione del disco fisso, in modo da essere eseguiti ogni volta che il file infetto viene aperto. Si trasmettono da un computer a un altro tramite lo spostamento di file infetti ad opera degli utenti.
Worm: questi malware non hanno bisogno di infettare altri file per diffondersi, perché modificano il sistema operativo della macchina ospite in modo da essere eseguiti automaticamente e tentare di replicarsi sfruttando per lo più Internet. Per indurre gli utenti ad eseguirli utilizzano tecniche di social engineering, oppure sfruttano dei difetti (bug) di alcuni programmi per diffondersi automaticamente.
Trojan horse: software che oltre ad avere delle funzionalità "lecite", utili per indurre l'utente ad utilizzarli, contengono istruzioni dannose che vengono eseguite all'insaputa dell'utilizzatore. Non possiedono funzioni di auto-replicazione, quindi per diffondersi devono essere consapevolmente inviati alla vittima. Il nome deriva dal famoso cavallo di Troia.
Backdoor: letteralmente "porta sul retro". Sono dei programmi che consentono un accesso non autorizzato al sistema su cui sono in esecuzione. Tipicamente si diffondono in abbinamento ad un trojan o ad un worm, oppure costituiscono una forma di accesso di emergenza ad un sistema, inserita per permettere ad esempio il recupero di una password dimenticata.
Spyware: software che vengono usati per raccogliere informazioni dal sistema su cui sono installati e per trasmetterle ad un destinatario interessato. Le informazioni carpite possono andare dalle abitudini di navigazione fino alle password e alle chiavi crittografiche di un utente.
Dialer: questi programmi si occupano di gestire la connessione ad Internet tramite la normale linea telefonica. Sono malware quando vengono utilizzati in modo non specifico, modificando il numero telefonico chiamato dalla connessione predefinita con uno a tariffazione speciale, allo scopo di trarne illecito profitto all'insaputa dell'utente.
Rootkit: solitamente sono composti da un driver e, a volte, da delle copie modificate di programmi normalmente presenti nel sistema. I rootkit non sono dannosi in se, ma hanno la funzione di nascondere, sia all'utente che a programmi tipo antivirus, la presenza di particolari file o impostazioni del sistema. Vengono quindi utilizzati per mascherare spyware e trojan.
Rabbit: sono programmi che esauriscono le risorse del computer creando copie di sé stessi (in memoria o su disco) a grande velocità.
DoS (denial of service): letteralmente negazione del servizio. In questo tipo di attacco si cerca di portare il funzionamento di un sistema informatico che fornisce un servizio, ad esempio un sito web, al limite del
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