Timpu Ababei Alis Maria
Classe 5^C, IGEA
A.s. 2013/2014
Istituto Tecnico Economico Statale "A. Pitentino"
Shock economy
Come mai i ricchi aumentano di pari passo ai poveri,
perché le crisi servono?
Indice
Premessa...................................................................................................................... 3
1. Chi furono Milton Friedman e i Chicago Boys......................................................... 4
1.1 Programma economico............................................................................................ 4
1.2 Cos'è la teoria dello shock?.................................................................................... 5
1.3 Perché è stata applicata?......................................................................................... 6
2. Come è stata applicata la teoria di Milton Friedman................................................. 8
2.1 Sistema politico democratico...................................................................................... 8
2.2 Regime dittatoriale...................................................................................................... 8
2.3 Lo strumento perfetto per imporre lo shock economico: dittatura militare................. 9
a) Come viene utilizzato il potere: shock da guerra e shock da terrore......................10
3. Dove e quando è stata applicata la teoria dello shock and awe.............................11
3.1 Primo laboratorio di esperimenti: Cile..................................................................... 11
3.2 Gran Bretagna......................................................................................................... 14
3.3 Italia...........................................................................................................................16
Conclusione................................................................................................................ 17
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Premessa
Il mio interesse per l'argomento è nato dalla lettura del libro "Shock Economy" della giornalista canadese Naomi Klein. Il libro studia gli effetti e le applicazioni delle teorie liberiste di Milton Friedman e la Scuola di Chicago in diversi Stati del pianeta, dagli anni settanta fino al 2007. La tesi principale sostenuta dall'autrice è che l'applicazione di queste politiche capitalistiche (che prevedono privatizzazioni, tagli alla spesa pubblica e liberalizzazioni dei salari) sia stata effettuata sempre senza il consenso popolare, approfittando di uno shock causato da un evento contingente generato da incapacità politiche o da cause esterne come le catastrofi naturali.
L'elaborato che segue vuole non solo muovere una critica al capitalismo svelando i crimini insabbiati commessi dai governi e dai colossi industriali, vuole dimostrare che questi crimini non sono risultato di sviste o errori di programma politico dei governi, bensì sono il risultato delle più drammatiche forme di violazioni dei diritti umani nella nostra epoca, usualmente considerate semplici atti di sadismo compiuti da regimi antidemocratici, ma in realtà si cerca di coprire il fatto che sono state commesse con l'obiettivo di terrorizzare l'opinione pubblica e distoglierla dall'introduzione di "riforme" radicali in senso liberista. Se la maggior parte della popolazione preferisce accettare le ingiustizie imposte dal capitalismo senza avere in cambio almeno una giustificazione, vivendo in una realtà utopistica e preferendo rimanere nell'ignoranza dell'esistenza di questi reali problemi di fondo, io con questa tesina vorrei riuscire a colmare il desiderio che ho di capire il perché delle sofferenze dell’umanità, perché i capitali dei ricchi aumentano di pari passo all’aumento dei poveri, oggi ancora più velocemente che nel passato.
Vorrei analizzare l’origine, le cause e i sintomi della distorsione dei valori determinata dal sistema in cui viviamo, i principali eventi della storia moderna, che generati da dittature, guerre, crisi sociali ed economiche, disastri naturali hanno agevolato l’imposizione del “Libero mercato” in tutto il mondo. Il sistema neo-liberale ha liberato l’avidità nel mondo, grazie alla deregolamentazione e alla privatizzazione, e noi dobbiamo, almeno sapere il perché di tutto ciò. È stato questo a farmi decidere che questo argomento meritasse di essere reso noto a più persone possibile.
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Dottrina dello shock
1. Chi fu Milton Friedman e chi furono i Chicago Boys?
Milton Friedman fu un economista americano fondatore della scuola monetarista e ricercatore per diverse università.
Durante la guerra lavorò per il Tesoro Americano, e sino al 1976 fu docente presso l'Università di Chicago. I "Chicago Boys" furono un gruppo di giovani cileni formatisi presso l'Università di Chicago, nel 1970 circa, sotto la guida di Milton Friedman e Arold Harberger.
Le teorie monetariste di Milton Friedman hanno due obiettivi di fondo: il controllo dell'offerta di denaro (considerano l'inflazione come conseguenza di un'offerta di denaro superiore alla domanda) e la riduzione dell'intervento dello Stato nell'economia ritenuto inutile e dannoso poiché richiedono procedure complicate e si verificano in ritardo.
L'unico modo per garantire la stabilità economica era, secondo le sue teorie, l'applicazione di manovre monetarie adeguavano l'offerta globale alla domanda globale senza il bisogno dell'intervento dello Stato. Esse consistevano nell'aumento della moneta per aumentare il reddito nazionale (PIL) o nella diminuzione della moneta in circolazione per combattere l'inflazione.
Friedman ripropone il liberismo puro, formulato nel XIX secolo dal fondatore della scuola classica Adam Smith. È una dottrina economica chiamata anche finanza neutrale che teorizza:
- Il non intervento dello Stato nell'economia e afferma la tendenza del libero mercato ad autoregolarsi raggiungendo automaticamente la piena occupazione dei fattori produttivi e alla massimizzazione del reddito nazionale;
- La "mano invisibile" o lassaiz faire (lasciar fare al libero commercio senza nessuna ingerenza dello Stato nell’economia e nella società) poiché lo Stato non doveva intervenire nel mercato rischiando di sostituirsi al privato, doveva intervenire garantendo solo i servizi strettamente necessari che non riuscirebbero a garantire i privati (ordine, giustizia, sicurezza);
- Il capitale consista soltanto dei mezzi di sussistenza anticipati annualmente ai lavoratori come salario.
Il liberismo entrò in difficoltà in seguito alle crisi del '29 e in seguito al diffondersi delle teorie keynesiane. Conosce una rinascita nel XX secolo, attraverso il Neoliberismo (nuovo liberismo) di Milton Friedman basato sui punti fondamentali della scuola classica. Il nuovo liberismo però era un po' diverso poiché questa dottrina economica era più una ideologia che un modello scientifico con qualche evidenza storica, era un mondo ideale in cui domanda, inflazione, disoccupazione funzionano seguendo le forze naturali. Il mercato - visto come un ecosistema in grado di autoregolarsi - avrebbe dato vita all’esatto numero di prodotti, al prezzo esattamente adeguato, realizzati da lavoratori che percepivano salari perfettamente sufficienti a comprare quei prodotti: un mondo perfetto di piena occupazione, creatività e, soprattutto, crescita perpetua.
Lo scopo è quello di diffondere una falsa scientificità per argomentare la tesi per cui se gli individui agiscono secondo i propri egoistici interessi, creano benefici massimi per tutti. Se qualcosa va storto – inflazione sale, la crescita diminuisce – l’unica spiegazione è che il mercato non è abbastanza libero.
1.1 Programma economico
- Deregulation: Riprendendo la teoria di Ricardo sull’abolizione dei dazi doganali, e più in generale delle tasse protezionistiche, viene auspicato "l’annullamento da parte dei governi di tutte quelle regole e norme che limitano l’accumulazione del profitto." Si deve ridimensionare la forza contrattuale del sindacato, che risulta un freno al contenimento dei salari e del libero utilizzo della forza-lavoro.
- Privatizzazione: È la pietra angolare del neoliberismo. Partendo dal dogma della maggiore efficienza dei privati rispetto al pubblico, viene auspicato la sostituzione dei servizi pubblici con servizi privati e privatizzati, la vendita da parte del Governo di tutte le risorse di proprietà dello Stato, da cui le industrie e i privati potrebbero trarre profitto. Le attività produttive gestite dallo Stato, dovevano essere restituite all'iniziativa privata in modo da sottoporle alle regole del mercato, senza le distorsioni provocate dal sostegno del denaro pubblico.
- Tagli: Riduzione dei fondi per le spese sociali e gli interventi dello Stato. Per ripulire l’economia inquinata dall’attività dello Stato occorre ridurre drasticamente le spese sociali, perché la spesa pubblica impiegata per finanziare tali interventi, oltre a creare inflazione, sottrae risorse agli investimenti produttivi privati. Bisogna quindi tagliare i fondi per il sistema pensionistico, l’assistenza sanitaria, il salario di disoccupazione. Il contenimento della spesa pubblica, deve consentire un alleggerimento del carico fiscale sulle famiglie e sulle imprese, in modo da stimolare consumi e investimenti privati.
Friedman insisteva molto sulla riduzione delle tasse: dovevano essere basse e con tassazione fissa indipendente dal reddito, in accordo con quanto affermato da Smith sulla copertura la spesa pubblica attraverso imposte proporzionali con aliquote alte. La riduzione delle tasse sarebbe servita, in seguito, da cavallo di troia per ottenere consenso politico anche sia dalle fasce sociali pesantemente dalle imposte (il ceto medio-basso) sia dalle fasce sociali avvantaggiate (il ceto alto) in quanto la scelta di copertura di spesa attraverso l'imposta straordinaria è una scelta impopolare, attuabile solo dai governi forti in senso democratico in quanto hanno un alto consenso popolare.
La teoria di Friedman e dei Chicago Boys è stata applicata per anni in tutto il mondo, soprattutto in quei paesi che chiedevano prestiti al Fondo Monetario Internazionale (FMI) in quanto egli stesso poneva come condizione per l'ottenimento dei prestiti, l'applicazione di politiche economiche neoliberiste anche contro l'orientamento dei governi a cui si rivolgeva. Le sue teorie hanno esercitato una forte influenza sulle scelte politico-economiche di Margaret Thatcher, Ronald Reagan, Augusto Pinochet, Generali Argentini, i militari in Brasile, Eltsin, Bush, Monti. Oltre al FMI, ci furono altre istituzioni che esercitarono pressione per l'applicazione di tali teorie come la Banca Mondiale, il World Trade Organization, la Banca Centrale Europea, la CIA, l’FBI.
1.2 Cos'è la teoria dello shock?
“Shock and awe, ovvero shock e sgomento, sono azioni naturali come i tornadi, uragani, terremoti, inondazioni, incendi, epidemie e crisi economiche che generano paure e tensioni nella popolazione. Specifici elementi e settori della società si sentono costantemente sotto minaccia e in pericolo, per motivi incomprensibili e al di fuori del loro controllo. È quindi il bisogno di creare nella popolazione un senso continuo d’insicurezza e di stress psicologico, impedendone il rilassamento. In modo che avendo perso qualunque punto di riferimento ed essendo completamente disorientati nel mondo, accetti qualunque decisione politica ed economica.”
Secondo le teorie di Milton Friedman infatti la crisi, il terrorismo e i disastri naturali sono utili se sfruttate in momenti opportuni poiché "soltanto una crisi produce il vero cambiamento". Quando colpisce la crisi - che può essere reale o indotta dal proprio Stato attraverso la creazione del debito interno - è fondamentale agire in fretta, non far pensare ed imporre un cambiamento rapido e irreversibile. Tutto ciò prima che la società, tormentata dalla crisi e dalla sopravvivenza in uno stato di shock, torni a pensare e a poter prendere una posizione. Friedman affermava che “una nuova amministrazione politico economica ha a disposizione un periodo da sei a nove mesi in cui realizzare i principali cambiamenti; se non coglie l’opportunità di agire rapidamente ed incisivamente in quel periodo, non avrà un’altra occasione del genere”. La chiave della tattica dunque sta nella rapidità con cui le persone riprendono a pensare dopo lo shock, in quello stato di emergenza in cui le persone perdono di vista i propri obiettivi, si sentono smarrite in una realtà che non è più sicura come fino al giorno prima e così tutte le misure potrebbero essere accettate per avere un intervento immediato sulla crisi o sulla guerra in corso. Alcune persone accumulano cibo in scatola e acqua in previsione di grandi disastri, i friedmaniani accumulano idee per il libero mercato. Friedman formulò nella “dottrina dello Shock” una sorta di tattica che sta alla base del capitalismo contemporaneo.
Questa dottrina è stata sperimentata su territori distrutti prima da una guerra o una catastrofe naturale per fare “tabula rasa” (nell'antica Roma la tabula rasa era una tavoletta di cera cancellata in modo da poter essere utilizzata per riscrivervi sopra, metaforizzato si riferisce all'intelletto dell'individuo) delle coscienze, speranze, obiettivi dei cittadini e poter ricostruire le idee e le abitudini della popolazione che è considerata non adatta ad un sistema economico libero. Non a caso infatti si autodefiniva un "Dottore anarco-capitalista che prescrive delle cure economiche al fine di guarire un paese in preda al caos e all'epidemia dell'inflazione e del comunismo".
Il liberismo utilizzò spesso come distrazione la propaganda anticomunista e antimarxista, ma il vero nemico erano le teorie keynesiane e il sistema misto di Welfare State che si stava diffondendo rapidamente. Gli Stati Uniti non erano ancora usciti dal sistema del New Deal, l’Europa sembrava avviata verso un modello socialdemocratico, mentre buona parte del mondo in via di sviluppo (soprattutto l'America Latina) stava abbracciando sistemi misti regolati dallo Stato. Il neoliberismo è nato e si è diffuso per contrastare e mettere fine a tutto questo. Esattamente come il marxismo, il neoliberismo appariva una ideologia tanto accattivante quanto irrealizzabile: l’utopia degli imprenditori al posto dell’utopia dei lavoratori, il mercato perfetto anziché lo Stato proletario.
L'effetto dell’applicazione di queste teorie: Crescita della disoccupazione, impoverimento della popolazione ed arricchimento sproporzionato degli investitori esteri.
1.3 Perché è stata applicata? (Friedman vs Keynes)
Milton Friedman in quanto neoliberista criticò le teorie di John Mayanard Keynes e ne creò altre in esatta contrapposizione, in riferimento al ruolo che dovrebbe avere lo Stato nell’economia secondo le due diverse scuole.
Diritto
- Sistema democratico e sistema dittatoriale
Storia
- Crisi del ' 29, New Deal, storia contemporanea (1971-2007)
Economia e finanze
- Liberismo di Adam Smith; neoliberismo di Milton Friedman; Welfare State di Keynes