Estratto del documento

«È un’esigenza che tiene unite le forze in natura, un bisogno che spesso “conduce a sé” il complementare, il pezzo mancante del puzzle. A volte è possesso, altre volte è sacrificio di se stesso per un altro. Affascinante, immancabile, oppure pericolosa, la seduzione, coinvolge ogni aspetto del mondo, tutto è alla ricerca di un frammento da attrarre per 1 possederlo un solo istante o per sempre. Ognuno, ogni cosa sembra essere il più attivo seduttore, e il più inerme sedotto».

Søren Kierkegaard

Pasqua Letizia Marziale

Anno scolastico 2010/2011

Classe VA bio

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La seduzione

Introduzione

Letteratura

Gabriele D’Annunzio: Il Piacere

Giovanni Verga: La Lupa

Filosofia

Søren Kierkegaard: Diario di un seduttore

Storia

Hitler e la seduzione delle masse

Inglese

Oscar Wilde: The Picture of Dorian Gray

VA bio

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La seduzione è la capacità di imbrigliare la mente. Essendo un’abilità personale, ciascuno a suo modo è seducente. Lo spazio della seduzione è lo spazio del segreto e di quello che viene mostrato, ma non nella sua interezza. Quando lo sguardo tra due persone accende il gioco della seduzione si crea una corrente emotiva, nella quale non c’è niente di certo, se non che è successo qualcosa, non corrispondente a regole codificabili. Sedurre significa giocare con l’intelligenza.

La seduzione è fatta di mistero, attesa, desiderio e aspettative, è fatta di non detti, sottointesi, allusioni e ammiccamenti, di tempi. L’attesa senz’altro aumenta il desiderio…..il desiderio di piacere, la capacità di suscitare l’attenzione degli altri che si realizza con il corpo, la psiche, il linguaggio, i gesti, lo sguardo.

Il concetto di seduzione si è modificato nel corso degli anni, ma è sempre stato presente in ogni forma dell’esistenza umana. Gli esseri umani si chiedono da dove venga la singolare e straordinaria capacità di certi uomini e donne di attirare gli altri e la storia dell’umanità è ricca di esempi che ci possono illuminare nella comprensione di tale fenomeno.

Il tema della seduzione emerge sia nella letteratura sia nell’arte, benché non è quasi mai predominante. Mi sono dunque proposta di verificare se lo si potesse identificare come una sorta di filo conduttore o costante nelle espressioni della nostra cultura. Poiché ambito collegato alla sessualità e, quindi, a uno dei lati più materiali dell’uomo, la seduzione è stata per molto tempo considerata un argomento di basso livello e che poteva, al più, essere inserito come aspetto marginale in un’opera che trattasse dei vari aspetti del comportamento dell’uomo. Si potrebbe tracciare un percorso lungo la letteratura occidentale, cercando di

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far emergere quest’aspetto e, non potendo affrontare un lavoro così specialistico e ponderoso, ho deciso di concentrare la mia attenzione su alcune delle opere fondamentali della letteratura italiana, inglese e in ambito filosofico e storico.

Nel periodo del Decadentismo la donna viene vissuta come dominatrice accompagnata da un uomo masochista e sottomesso. Il maschio dimentico del modo “virile” è reso impotente da una figura femminile che annienta attraverso i suoi abbracci e le sue carezze, che non rispetta più la tradizionale divisione dei ruoli e assume l’iniziativa sessuale.

Gabriele D’Annunzio

All’interno del panorama letterario italiano di fine ‘800 l’autore che ha magistralmente espresso l’arte della seduzione nelle sue opere è Gabriele D’Annunzio il quale con la sua magnifica prosa e la sua affascinante poesia non solo conquista le più ambite donne d’Italia, ma arriva a infervorare gli animi, incantare i cuori e ammaliare gran parte della società del tempo. Per Gabriele D’Annunzio la stesura di una lettera d’amore indirizzata ad un’unica persona rappresenta un artifizio letterario non di meno di quello utilizzato nelle sue opere più alte e di somma beltà.

La sensualità, la continua ricerca di donare musicalità al verso, la seduzione delle parole, l’enfatica descrizione degli stati d’animo così languidi e ricercati, così intimi ma eleganti mostrano la profonda dedizione del poeta ad un amore intenso, lancinante e forte nei confronti delle donne amate.

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Per D’Annunzio l’amore non era sentimento da antologia, era passione smodata, consacrazione all’arte, devozione completa all’amata, adorazione che talvolta giungeva all’eccesso e portava la donna a sentirsi innalzata alla gloria, unica, la prescelta. Egli riusciva ad andare oltre ad ogni retorica romantica rendendo l’amore un sentimento arcano fatto di passione, entusiasmo, esultanza fisica e spirituale, desiderio viscerale ed intenso di possesso, ebbro di fiumane di desideri e orde di voluttà.

Il protagonista dell’opera dannunziana “Il Piacere”, Andrea Sperelli, incarna la figura del seduttore non più intellettuale e meticoloso ma il classico seduttore volto all’erotico; non si cura dei sentimenti che provano le donne che corteggia, anzi sembra preoccuparsi più del proprio istinto e del proprio volere per accorgersi di come le sue parole influenzino le scelte delle amanti. È dedito totalmente al piacere carnale e non a quello spirituale.

Quella del protagonista è una vicenda triste caratterizzata da amori impossibili e da relazioni difficili, il suo antico amore per Elena Muti lo porta a dover confrontarsi con una società frivola, mediocre, intenta soltanto a ricercare nuovi scandali e nuovi diletti mondani, una società edonista e superficiale che Andrea sfrutta e subisce. Perciò assume, all’interno del romanzo, l’immagine di un personaggio ambivalente, in continua alternanza fra la vita mondana e la vita dello spirito. I ricordi di sublimi vicende d’amore fra le braccia della perduta amante lo portano a ricercare disperatamente il piacere.

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Sintesi

Italiano

Gabriele D'Annunzio (Il piacere), Giovanni Verga (La Lupa)

Filosofia

Søren Kierkegaard (Diario di un seduttore)

Storia

Adolf Hitler (La seduzione delle masse)

Inglese

Oscar Wilde (The Picture of Dorian Gray)

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