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Tesina

La seconda rivoluzione industriale

Di

Russo Diodato

Storia (1870-1914)

L'imperialismo e il nazionalismo

Fra il 1870 e il 1914 nasce una nuova forma di colonialismo chiamata Imperialismo. In questo periodo il processo di colonizzazione ebbe un’accelerazione e coinvolse il mondo intero, fu basato sulla conquista militare e la sottomissione politica ed economica.

Per giustificare l’ideologia dell’imperialismo nacque il darwinismo sociale, che traeva origine dalla teoria scientifica dell’inglese Charles Darwin dell’evoluzione delle specie: “solo i più forti erano destinati a sopravvivere nei confronti di quelli più deboli”. Il darwinismo sociale aprì la strada alle teorie razziste che consideravano la razza bianca superiore alle altre.

L’idea di nazione, nata con la rivoluzione francese alla fine del Settecento, si diffuse in Europa e al di là dell’oceano Atlantico. Essa era legata alle idee di libertà e di indipendenza e fu usata per rafforzare la politica di potenza dei vari governi, accendendo uno spirito di competizione fra gli Stati e individuando nel vicino un nemico; si ebbe così il nazionalismo, che rivendicava la supremazia della propria nazione sulle altre, la convinzione che solo gli uomini più valorosi dovessero assumere il controllo dello Stato e che le nazioni più forti avessero il diritto di sottomettere le nazioni deboli.

Le ragioni che spinsero gli Stati a sottomettere altri paesi erano principalmente di carattere economico. Le nuove terre infatti garantivano la fornitura di materie prime, di manodopera a basso costo e fornivano nuovi mercati; in altre parole, le colonie dovevano contribuire alla ricchezza del paese dominante.

L'Italia tra Depretis e Crispi

L’Italia cambia profondamente. Nel 1876 salì al governo la sinistra storica di Agostino Depretis, che cercava di rispondere ai bisogni del ceto medio con riforme sociali e politiche: introdusse, con la Legge Coppino, la scuola elementare obbligatoria per i primi due anni; ampliò la base elettorale nel 1882, abbassando la base di ricchezza e l’età richiesta per votare; diede impulso a una politica protezionista, introducendo delle imposte doganali e sovvenzionò alcuni settori industriali. Nacquero la prima acciaieria italiana, la Terni, le officine metallurgiche Breda e le prime centrali idroelettriche.

Depretis diede avvio alla pratica parlamentare del trasformismo, che permise di attuare leggi e riforme con una maggioranza che variava di volta in volta. In politica estera tentò l’espansione coloniale in Africa e firmò con Germania e Austria il patto difensivo della “Triplice Alleanza”.

A Depretis succedette Francesco Crispi, che si pose l’obiettivo di rafforzare il governo e il prestigio dello Stato. Incrementò l’intervento del governo in economia e il controllo dello Stato sui diversi settori della vita sociale e sindacale.

Fu varato un nuovo codice penale che aboliva la pena di morte, venne affermato il controllo statale sugli enti ecclesiastici di beneficenza e fu istituito un nuovo sistema sanitario pubblico.

Crispi aveva una concezione autoritaria dello Stato. Infatti, nel 1894, durante la rivolta dei fasci siciliani, che protestavano contro i dazi, le tasse e l’aumento dei prezzi, egli intervenne con estrema durezza, proclamando lo stato d’assedio, sciogliendo i fasci e ricorrendo a scontri armati.

La crisi di fine secolo

Le scelte del governo in politica economica danneggiarono l’Italia, contribuendo a dar vita a una crisi che mise in ginocchio l’agricoltura italiana. Ciò costrinse molti italiani ad emigrare.

Intanto il desiderio di partecipazione alla vita del paese si espresse attraverso la fondazione del Partito Socialista Italiano e il ritorno dell’impegno sociale dei cattolici, a seguito dell’enciclica del Papa Leone XIII, che riconobbe il diritto dei lavoratori ad organizzarsi per difendere i propri interessi ed esortò i cattolici a battersi per migliorare le condizioni di vita dei ceti più umili.

La fine del secolo vide un inasprimento degli scontri sociali e politici e una svolta autoritaria del governo. L’episodio più drammatico avvenne a Milano tra l’8 e il 9 maggio 1898 e vide circa 100 morti.

L'età giolittiana

L’inizio del ’900 fu caratterizzato da un nuovo equilibrio, grazie anche al capo del governo Giovanni Giolitti, un liberale moderato, convinto dell’importanza del ruolo del Parlamento nelle scelte politiche e del principio che ai ceti colti spettasse il compito di dirigere il Paese, ma da osservatore attento era consapevole delle enormi ingiustizie sociali.

Egli si pose come obiettivi il rafforzamento della democrazia e il decollo industriale; si impegnò perché crescessero i salari degli operai, promosse una serie di riforme sociali in favore delle donne lavoratrici, dei fanciulli, degli anziani e degli invalidi: regolò per legge gli orari di lavoro, assicurò il diritto al riposo settimanale, estese l’obbligo dell’istruzione elementare fino a 12 anni.

Nel 1912 varò una riforma del sistema elettorale che istituiva il suffragio universale maschile. Per poter votare il cittadino doveva avere almeno 30 anni e saper leggere e scrivere.

La seconda rivoluzione industriale

La Seconda rivoluzione industriale vide la fine del primato dell’Inghilterra e l’ascesa della Germania e degli Stati Uniti. Si basò su due nuove forme di energia, l’elettricità e il petrolio, che sostituirono il carbone, e creò oggetti che trasformarono la vita quotidiana.

L’elettricità cominciò a essere impiegata nel 1860, l’anno in cui Pacinotti inventò la dinamo, e permise l’invenzione del telefono, del fonografo e della lampadina.

La svolta decisiva avvenne però nel 1882, quando Edison costruì la prima centrale elettrica, che risolveva il problema energetico dei Paesi poveri di carbone, fra cui l’Italia.

Le comunicazioni divennero rapidissime nel 1844, grazie al telegrafo inventato da Morse; poi la scoperta delle onde elettromagnetiche portò Marconi a inventare nel 1895 il telegrafo senza fili e successivamente la radio.

Grazie all’invenzione del motore a scoppio, che utilizzava la benzina derivata dal petrolio, si poté realizzare, nel 1885, la prima automobile e, nel 1903, l’aeroplano.

Fra le industrie nate nella seconda metà dell’800 vi fu anche l’industria dell’acciaio, il metallo perfetto, che permise la costruzione dei grattacieli. Un’altra straordinaria protagonista della 2ª rivoluzione industriale fu la chimica.

Tecnologia

L'energia elettrica

L’energia elettrica che utilizziamo è ottenuta da altre forme di energia: chimica, idraulica, solare, nucleare…, pertanto è un’energia secondaria.

L’energia elettrica possiede alcune caratteristiche: è comoda da usare, pulita in quanto non produce residui, può essere trasportata a grande distanza e può essere facilmente trasformata in energia termica o meccanica. Tuttavia essa è difficile da immagazzinare.

La struttura della materia

Con il nome di elettricità si intendono tutti i fenomeni fisici nei quali intervengono cariche elettriche, sia ferme sia in movimento.

Per descrivere dove le cariche elettriche sono localizzate e come si muovono conviene partire dalla struttura della materia.

La materia è formata da piccolissime particelle dette molecole, a loro volta composte dagli atomi.

Ogni elemento esistente in natura è caratterizzato da un atomo, ma tutti gli atomi hanno una struttura simile.

Vi è un nucleo formato da particelle di due diverse specie, chiamate protoni e neutroni; attorno ad esso sono in movimento altre particelle più leggere chiamate elettroni.

Ogni protone possiede una propria carica elettrica sempre uguale e definita positiva; ogni elettrone possiede una carica elettrica, ma di natura opposta e definita negativa.

Un principio fondamentale dell’elettricità afferma che due corpi che possiedono cariche opposte si attraggono; invece, due corpi che possiedono cariche uguali si respingono.

Queste azioni di attrazione e repulsione sono una delle manifestazioni della forza elettromagnetica.

Conduttori e isolanti

Ogni materiale ha un comportamento specifico nei confronti dell’elettricità.

Ci sono materiali, come i metalli, che si lasciano attraversare con facilità dalla corrente elettrica e perciò sono chiamati conduttori, e ci sono gli isolanti, cioè i materiali, come il vetro, che impediscono il passaggio della corrente elettrica.

Le cariche elettriche

L’elettricità è dovuta alla presenza di cariche elettriche, che si producono quando gli elettroni si trasferiscono da un corpo neutro a un altro: il corpo che ha acquistato elettroni assume carica elettrica negativa, quello che ha ceduto elettroni assume carica elettrica positiva.

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Sintesi

Sintesi Seconda Rivoluzione Industriale, tesina

La seguente tesina esame terza media tratta del periodo storico della Seconda Rivoluzione Industriale. Gli argomenti che permette di sviluppare la tesina sono: Storia:1870-1914, Tecnologia:L'energia elettricità, Educazione Fisica:Il ciclismo, Francese:La Belle Epoque, Arte:L'Art noveau, Italiano:Il Decadentismo e Pascoli, Inglese:James M. Barrie, Musica:Puccini Giacomo, Scienza:Darwin Charl, Geografia:L'Asia.

Collegamenti Seconda Rivoluzione Industriale, tesina

Storia - 1870-1914 Tecnologia - l'energia elettricità Educazione Fisica - il ciclismo Francese - la belle E'poque Arte - l'art noveau Italiano- Il Decadentismo e il suo massimo esponente Pascoli Inglese - James M. Barrie Musica - Puccini Giacomo Scienza - Darwin Charl Geografia - L'Asia
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